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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1493 - mercoledì 16 dicembre 2009

Sommario
- Conferenza delle Regioni il 17 dicembre
- Conferenza Stato-Regioni il 17 dicembre
- Conferenza Unificata il 17 dicembre
- Risorse sanità: Regioni trovano accordo per riparto
- Errani: Stati Generali dell'agricoltura
- Conferenza Unificata: on line gli atti del 26 novembre

+T -T
Risorse sanità: Regioni trovano accordo per riparto

Due giorni di intenso confronto interregionale, poi il "via libera"

(regioni.it) “Dopo un intenso lavoro e le molte difficoltà superate, la Conferenza delle Regioni con grande senso di responsabilità ha raggiunto l’accordo sul riparto del fondo sanitario nazionale 2010”. Lo ha dichiarato Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, l’11 dicembre al termine della Conferenza delle Regioni sul riparto del Fondo Sanitario Nazionale, pari a 106.164 milioni di euro per il 2010.
“Questo riparto è l’ennesima dimostrazione del senso istituzionale delle Regioni e della loro volontà di continuare ad offrire ai cittadini dei servizi sanitari sempre più appropriati e di qualità”.
Dopo oltre 32 ore di riunione  - secondo quanto riportato dalle agenzie - la Conferenza delle Regioni, convocata il 9 dicembre alle 10 dal presidente Vasco Errani, ha messo a punto lo schema di riparto del fondo sanitario nazionale. Un insieme di risorse che, in virtù del Patto per la Salute siglato il 23 ottobre scorso, vale 106.164 milioni di euro per il 2010, 108.603 per il 2011 e 111.544 milioni di Euro per il 2012. "Un lavoro molto impegnativo, un confronto intenso", aveva pronosticato il presidente della Conferenza Vasco Errani, mercoledì ad inizio lavori. Azzeccandoci, visto che la strada per i rappresentanti delle regioni si era fatta subito in salita: da dirimere, innanzitutto, i nodi concernenti le regioni del sud che, a fronte della scomparsa del 'fondino', chiedevano maggiori garanzie. Una richiesta che era stata formalizzata in precedenza in un documento, poi ritirato dalle stesse regioni del sud per favorire la ratifica dell'intesa tra Regioni e Governo e sbloccare la discussione sulla Finanziaria in Commissione alla Camera. Le regioni del Meridione, hanno dunque ripresentato sul tavolo della Conferenza gli stessi temi, non piu' in maniera collettiva, ma singolarmente.
Altro scoglio era rappresentato dalla Liguria che, con l'assessore alla sanità Claudio Montaldo, aveva manifestato tutto il suo dissenso per l'ipotesi di revisione dell'indice di anzianita', portato da 40 a 20: "Nella nostra regione gli over 65 sono il 26,5 per cento della popolazione e gli ultra 75enni sono il 13 per cento", ha spiegato Montaldo: "Un taglio che portasse l'indice di anzianità alla metà significherebbe per noi 129 milioni in meno rispetto all’anno scorso", quando alla Liguria andarono circa 3 miliardi e 460 milioni: "Con l'indice fissato a 40, invece, ci troveremmo a disposizione 50 milioni di euro in più rispetto allo scorso anno. Come si vede tra il saldo negativo e il saldo positivo passano circa 180 milioni. Una enormità". Soddisfazione per l'accordo raggiunto fra le Regioni sul riparto del fondo sanitario regionale è stata espressa dalla presidente del Piemonte, Mercedes Bresso e dall'assessore Andrea Bairati, che ha seguito le trattative romane. “E’ un risultato eccellente - commenta Bresso - un'intesa di grande valore anche perche' le Regioni, ancora una volta, hanno dimostrato di saper affrontare concretamente questioni delicatissime, trovando una strada condivisa pur su un argomento tanto delicato: la suddivisione delle risorse per la funzione più corposa e importante nei bilanci regionali, ovvero la salute delle persone”. “L'accordo - aggiunge Bairati - è stato raggiunto dopo una lunga e complessa trattativa. Si tratta di un'intesa molto importante, ottenuta anche grazie al grande lavoro svolto dal presidente Errani, che ha saputo trovare un punto di sintesi tra i diversi interessi delle Regioni. L'accordo riconferma il ruolo istituzionale della Conferenza delle Regioni e prevede un incremento delle risorse per il Piemonte nel 2010, rispetto a quelle stanziate nel 2009. Andrà comunque riconsiderato per il biennio 2011-2012, nell'ambito del patto triennale - aggiunge - il peso della popolazione anziana nella determinazione dei costi complessivi del sistema, un dato che oggi penalizza le Regioni in cui l'età media della popolazione è più elevata”.
Mentre era in corsola riunione della Conferenza delle Regioni il 9 dicembre dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, è arrivato intanto un invito: “Un buon riparto va fatto secondo criteri oggettivi". ha afferma il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, alla presentazione del Rapporto sulla sanità, “ne va della coesione, non può essere che un presidente di Regione che è un buon negoziatore metta sotto il tavolo criteri oggettivi". I criteri del riparto tre le Regioni delle risorse del Patto della salute devono essere "evidenti e oggettivi. Il Patto, purtroppo, non adotta ancora- aggiunge Sacconi- i costi standard, ma presto arriverà il federalismo che se fatto bene è una manna per il Mezzogiorno". Il Patto, osserva ancora il ministro-, e' un "compromesso" nel quale e' stata raggiunta "una ottima condivisione sulle risorse, il che non e' poco in tempo di crisi". Piuttosto, e' "un po' debole sulla deterrenza", anche se c'è la leva fiscale come antidoto per il deficit.
Pronta la replica del Presidente della Conferenza delle Regioni:"Non abbiamo bisogno di alcun richiamo del ministro Sacconi. Per  Vasco Errani "La Conferenza delle Regioni” ha lavorato “sul riparto del Fondo Sanitario Nazionale cercando con serietà di trovare un'intesa sulla base dei criteri trasparenti e obiettivi, ed e' quello che la conferenza ha sempre fatto fino ad oggi. Le Regioni, infatti, hanno sempre dimostrato nel corso degli anni la propria capacità di assunzione di responsabilità, e non solo nel ripartire per tutte le Regioni il Fondo Sanitario Nazionale".
Nel corso della Conferenza delle Regioni del 9 e 10 dicembre si è registrato anche un “botta e risposta” a distanza tra il ministro del Lavoro, salute e sanità, Maurizio Sacconi e il Presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, sul tema delle  risorse da assegnare alla sanità “La Regione Liguria - ha detto Burlando - sta assolutamente  alle regole del gioco. Ha avuto un fondino come tutte le Regioni messe male, con la differenza che cinque Regioni non sono riuscite a  risanare i conti, una sola si', la Liguria. E' evidente che non  avremo più il fondino, non lo chiediamo, chiediamo che rispetto allo stesso anno cresciamo tutti allo stesso modo, cioè del 2 per cento,  il ministero vuole che diminuiamo del 4 per cento, sono 200 milioni, è un attacco politico alla Regione Liguria, un tentativo di affossare una Regione che ce l'ha fatta, inaccettabile tanto più che non spetta al ministero ma a noi fare il riparto, e quindi e' molto grave.  Combatteremo e alla fine vinceremo questa battaglia. Non vogliamo pi aiuti - ha  concluso Burlando - ma neanche penalizzazioni”. Secondo il ministro Sacconi, “la sanità ligure ha certamente grandi capacità e potenzialità dal punto di vista della ricerca e  dell'innovazione, ma deve anche razionalizzare i presidi ospedalieri,  per sviluppare ancora più i servizi territoriali, tanto più che la popolazione anziana ha bisogno di molta assistenza domiciliare.  Ciascuna Regione sarà responsabilizzata dal nuovo patto che abbiamo sottoscritto tra Stato e Regioni”.
Ad esprimere le perplessità del Mezzogiorno – poi superate nel corso della “due giorni” in via Parigi – era , fra gli altri, intervenuto il presidente del Molise e Vicepresidente della Conferenza delle Regioni Michele Iorio, “Le Regioni del Sud non  condividono la proposta di riparto del fondo sanitario nazionale  arrivata dal governo”. Le regioni del Sud hanno chiesto di rivedere i criteri legati alla popolazione, all'età, alle dimensioni e alle economie di scala, che secondo  loro penalizzerebbero proprio il Mezzogiorno.
''La soluzione ragionevole del nuovo Patto per la Salute - che adegua il finanziamento del Servizio sanitario nazionale, seppure ancora sottostimato rispetto alla realtà - non può e non deve rappresentare una penalizzazione per il personale''. Lo affermano in una nota Fabrizio Fratini, segretario nazionale FP-CGIL e Massimo Cozza, segretario nazionale FP-CGIL Medici. “Se può essere condivisibile in parti del paese una riduzione dei posti letto ospedalieri - spiegano - questa non può che avvenire a fronte di processi di riconversione e di contestuale potenziamento del territorio. Per questa ragione appare inaccettabile una aprioristica riduzione stabile delle dotazioni organiche”
Preoccupata per la futura applicazione del “patto per la salute” è apparsa anche l’Anaao-Assomed:“è facile prevedere- continua quindi l'Anaao Assomed- che in molte regioni il taglio di posti letto negli ospedali e la chiusura dei piccoli ospedali con meno di 100 posti letto provocheranno un vuoto assistenziale nel quale saranno risucchiate le fasce di popolazione più deboli".
 
(red/16.12.09)
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