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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1556 - giovedì 15 aprile 2010

Sommario3
- Federalismo fiscale: il Regolamento della Commissione parlamentare
- Istat: dati sul mercato del lavoro
- Istat: commercio estero a febbraio
- Presidente Friuli Venezia Giulia: Renzo Tondo, scheda biografica
- Presidente Puglia: Nichi Vendola, scheda biografica
- Presidente Veneto: Luca Zaia, scheda biografica

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Federalismo fiscale: il Regolamento della Commissione parlamentare

(regioni.it) La Camera ha approvato il 13 aprile il Regolamento della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale. Si riporta di seguito il testo. 
REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L'ATTUAZIONE DEL FEDERALISMO FISCALE (Articolo 3, comma 2, della legge 5 maggio 2009, n. 42)
Art. 1. (Norme applicabili).
1.            Il presente regolamento disciplina, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, della legge 5 maggio 2009, n. 42, l'attività e il funzionamento della Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, istituita dal comma 1 dell'articolo 3 della predetta legge.
2. La Commissione esercita le funzioni ad essa assegnate dalla legge 5 maggio 2009, n. 42.
3. Per quanto non disciplinato dal presente regolamento si applicano le disposizioni contenute nel Regolamento del ramo del Parlamento al quale appartiene il Presidente della Commissione.
Art. 2. (Ufficio di Presidenza).
1.            L'Ufficio di Presidenza è composto dal Presidente della Commissione, che lo presiede, da due Vicepresidenti e da due Segretari.
2.            Per l'elezione dei due Vicepresidenti e dei due Segretari ciascun componente la Commissione scrive sulla propria scheda un nome per i Vicepresidenti e un nome per i Segretari. Risultano eletti coloro che hanno conseguito il maggior numero dei voti. Nel caso di parità di voti è proclamato eletto il più anziano come parlamentare e, fra i parlamentari di pari anzianità, il più anziano di età.
3.             Le stesse disposizioni si applicano per le elezioni suppletive.
Art. 3. (Funzioni del Presidente, dei Vicepresidenti e dei Segretari).
1. Il Presidente rappresenta la Commissione, la convoca e ne presiede le sedute, regolando le discussioni e le votazioni. Convoca l'Ufficio di Presidenza. Esercita gli altri compiti attribuitigli dal presente Regolamento.
2. I Vicepresidenti collaborano con il Presidente e lo sostituiscono in caso di assenza o di impedimento.
3. I Segretari verificano i risultati delle votazioni e sovrintendono alla redazione del processo verbale.
Art. 4. (Programmazione dei lavori).
1. L'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, predispone il calendario dei propri lavori per un periodo di norma mensile. Il calendario comprende lo svolgimento delle attività previste dall'articolo 5.
2. Il calendario approvato con il consenso dei rappresentanti dei gruppi la cui consistenza numerica sia complessivamente pari almeno a tre quarti dei componenti della Commissione è definitivo e comunicato alla Commissione. Qualora non si raggiunga la predetta maggioranza, il calendario è predisposto dal Presidente, inserendovi anche proposte avanzate dai gruppi di opposizione in relazione all'esercizio delle funzioni assegnate alla Commissione. Il calendario così formulato diviene definitivo dopo la comunicazione alla Commissione.
Art. 5. (Attività della Commissione).
1. La Commissione esprime i pareri sugli schemi dei decreti legislativi di cui all'articolo 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42 e verifica lo stato di attuazione di quanto previsto dalla predetta legge n. 42. La Commissione può ottenere dalla Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale, dalla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica e dal Comitato di rappresentanti delle autonomie territoriali, di cui alla medesima legge n. 42, tutti i dati e le informazioni necessarie allo svolgimento delle proprie funzioni, anche mediante la richiesta di predisposizione di apposite relazioni.
2. La Commissione può deliberare di chiedere ai Presidenti delle Camere la proroga di venti giorni per l'espressione del parere sugli schemi di decreti legislativi di cui all'articolo 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42, qualora ciò si renda necessario per la complessità della materia o per il numero di schemi trasmessi nello stesso periodo dal Governo. In caso di urgenza, il Presidente può sottoporre tale deliberazione all'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, appositamente convocato. Della delibera è data comunicazione alla Commissione nella prima seduta utile.
3. Ai fini dell'esame degli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Presidente incarica due relatori, uno dei quali sentiti i gruppi di opposizione.
4. Sulla base dell'attività conoscitiva svolta, la Commissione può, mediante l'approvazione di un apposito documento, formulare osservazioni e fornire al Governo elementi di valutazione utili ai fini della predisposizione degli schemi di decreti legislativi di attuazione della delega legislativa conferita dall'articolo 2 della legge n. 42 del 2009. Il documento è stampato e distribuito ed è comunicato ai Presidenti delle Camere ed al Governo.
5. Oltre ad avvalersi delle ordinarie procedure informative previste dal Regolamento del ramo del Parlamento al quale appartiene il Presidente, la Commissione può procedere ad audizioni del Comitato di rappresentanti delle autonomie territoriali previsto dall'articolo 3, comma 4, della legge n. 42 del 2009, della Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale prevista dall'articolo 4 della legge n. 42 del 2009 e della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica di cui all'articolo 5 della medesima legge n. 42 del 2009. Previa intesa con i Presidenti delle Camere, la Commissione può procedere all'audizione di ulteriori soggetti quando ciò risulti necessario per acquisire elementi di conoscenza finalizzati allo svolgimento delle funzioni assegnate alla Commissione.
6. Le procedure di cui ai commi 4 e 5 sono deliberate dall'Ufficio di Presidenza nell'ambito delle decisioni relative alla programmazione dei lavori della Commissione di cui all'articolo 4, comma 2.
7. La Commissione riferisce alle Camere ogni sei mesi in merito allo stato di attuazione della legge n. 42 del 2009 fino alla conclusione della fase transitoria di cui agli articoli 20 e 21 della medesima legge.
Art. 6. (Numero legale).
1. Per la validità delle deliberazioni relative all'approvazione dei pareri sugli schemi dei decreti legislativi di cui all'articolo 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42, al documento di cui al comma 4 dell'articolo 5, per l'elezione dell'Ufficio di Presidenza e per la deliberazione sulle proposte di modifica al regolamento è necessaria la presenza della maggioranza dei componenti della Commissione. Per le altre deliberazioni della Commissione è necessaria la presenza di un terzo dei componenti.
2. Il Presidente non è obbligato a verificare la sussistenza del numero legale se non quando ciò sia richiesto da quattro componenti e la Commissione stia per procedere a votazione per alzata di mano. I richiedenti la verifica del numero legale sono sempre considerati presenti agli effetti del numero legale.
3. Se si accerta la mancanza del numero legale, il Presidente rinvia la seduta di un'ora, ovvero, apprezzate le circostanze, toglie la seduta. Qualora alla ripresa sia nuovamente accertata la mancanza del numero legale, il Presidente toglie la seduta, annunciando l'ordine del giorno, la data e l'ora della seduta successiva.
Art. 7. (Deliberazioni della Commissione).
1. Le deliberazioni della Commissione sono adottate a maggioranza dei presenti, considerando presenti coloro che esprimono voto favorevole o contrario. In caso di parità di voti la proposta si intende respinta.
2. La Commissione vota normalmente per alzata di mano. Quattro componenti o uno o più rappresentanti di gruppi, che, separatamente o congiuntamente, risultino di almeno pari consistenza numerica nella Commissione, possono chiedere la votazione nominale nella deliberazione sui pareri sugli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1 dell'articolo 5, sul documento di cui al comma 4 dell'articolo 5 e sulle proposte di modifica al regolamento. I firmatari di una richiesta di votazione qualificata sono sempre considerati presenti agli effetti del numero legale.
Art. 8. (Pubblicità dei lavori).
1. Delle sedute della Commissione viene redatto il processo verbale.
2. Dei lavori della Commissione è pubblicato un resoconto sommario; si procede alla pubblicazione di un resoconto stenografico relativamente alle sedute nelle quali si svolgano le attività conoscitive di cui all'articolo 5, comma 5.
Art. 9. (Modifiche al regolamento della Commissione).
1. Le modifiche al presente regolamento possono essere proposte da ciascun componente della Commissione. Le proposte, formulate in modo testuale con riferimento alle norme di cui si propone la modifica e debitamente motivate, sono presentate al Presidente della Commissione, che le trasmette agli altri componenti della Commissione medesima.
2. La discussione e la deliberazione sulle proposte di modifica al presente Regolamento hanno luogo in sedute della Commissione appositamente convocate con almeno una settimana di preavviso.
 
(red/15.04.10)

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Istat: dati sul mercato del lavoro

(regioni.it)  Al sud, sulla base degli ultimi dati riferiti al 2007 - la quota di lavoro irregolare risulta piu' che doppia rispetto alle due ripartizioni del nord: 18,3% contro il 9,2% del nord-ovest e l'8,6% del nord-est. Al centro e' al 10,2%. A livello regionale, la maglia nera va alla Calabria, con un tasso di irregolarita' pari al 27,3% contro la piu' virtuosa che risulta essere l'Emilia Romagna (8,1%).
L’Istat ha pubblicato i dati della situazione del mercato del lavoro in Italia, tra regolari e non. Sono le stime presentate dall'Istituto nazionale di statistica in occasione di una indagine conoscitiva sui fenomeni discorsivi del mercato del lavoro.
Nel 2009, su un totale di circa 2milioni e 966 mila unita' di lavoro irregolari, i residenti si attestano intorno ad un milione e 652 mila unita', ossia il 55,7%.
Gli stranieri clandestini risultano la componente piu' ridotta e sono valutati in 377 mila unita' di lavoro sempre nel 2009, pari al 12,7%.
Quel che resta e' riferibile alle posizioni plurime, ossia le seconde attivita', (937 mila unita', pari al 31,6%).
Sono -2,4% gli occupati italiani e, +8,4% quelli stranieri nel 2009. Lo scorso anno si e' assistito ad ''una forte caduta'' dell'occupazione italiana - con una perdita di 527 mila unita', pari al -2,4% rispetto alla media 2008 - e alla crescita di quella straniera, con 147 mila unita' in piu', pari all'8,4%, anche se il tasso di occupazione risulta in discesa.
E’ il settore dell’agricoltura quello più interessato dal fenomeno delle irregolarità. Il tasso di irregolarita' e' cresciuto dal 20,9% del 2001 al 24,5% del 2009. A seguirlo sono i servizi (13,7%) ed in particolare il comparto del commercio, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni (18,7% nel 2009). La quota di lavoro non regolare resta significativa anche nel settore delle costruzioni, nonostante si sia arrivati al 10,5% dal 15,7% del 2001.
Mentre il minor tasso di irregolarità si evidenzia nell'industria in senso stretto, dove e' rimasto intorno al 4%, negli anni in considerazione. Tornando al terziario, evidenzia ancora l'Istat, se si esclude l'occupazione nella Pubblica amministrazione, il tasso di irregolarita' nel 2009 passa dal 13,7% al 17,4%.
 
-       Indice delle tavole
PDF (10 kbyte)
 
 
L'occupazione non regolare nelle stime di contabilità nazionale
Diffuse le stime del’occupazione espressa in termini di occupati interni, posizioni lavorative e unità di lavoro.
Bilancio demografico mensile Gennaio-novembre 2009
Nella banca dati
demo.istat.it i dati relativi alla popolazione residente nei comuni italiani
Movimento migratorio della popolazione residente
L’Istat diffonde i principali dati sulla mobilità della popolazione residente dal 1999 al 2007
 
 (red/15.03.10)

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Istat: commercio estero a febbraio

(regioni.it) L’Istat rileva che a febbraio le esportazioni italiane sono aumentate del 7,3% rispetto a febbraio 2009 e le importazioni del 12,9%, sempre su base tendenziale. Si tratta dei rialzi più ampi da settembre 2008. Rispetto a gennaio, l'export e' cresciuto del 2,5% e l'import del 3,6%. Il saldo commerciale a febbraio risulta negativo per 2.332 milioni, in peggioramento dal deficit di 895 milioni del febbraio 2009.
L’esame degli andamenti per raggruppamenti principali per tipologia di beni segnala come, per il mese di febbraio, aumenti tendenziali dei valori medi unitari delle esportazioni abbiano interessato maggiormente l’energia (più 28 per cento) e in misura nettamente più contenuta i beni di consumo (più 1 per cento) e i prodotti intermedi (più 0,5 per cento), mentre si registra una diminuzione tendenziale per i beni strumentali (meno 0,4 per cento). Dal lato delle importazioni, sono positive le variazioni tendenziali per energia (più 9,5 per cento), beni di consumo non durevoli (più 1,7 per cento) e prodotti intermedi (più 0,6 per cento), mentre le riduzioni riguardano i beni di consumodurevoli (meno 0,6 per cento) e i beni strumentali (meno 0,1 per cento). Al netto dell’energia i valori medi unitari aumentano dello 0,4 per cento per le esportazioni e dello 0,7 per le importazioni.
 
 
 
 (red/15.03.10)

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Presidente Friuli Venezia Giulia: Renzo Tondo, scheda biografica

2010: la nuova "Conferenza delle Regioni e delle Province autonome"

(regioni.it) Renzo Tondo è nato a Tolmezzo il 7 agosto 1956, è sposato con Anna, dalla quale ha avuto tre figli: Giulia, Simone e Matteo.

Si è Diplomato al Liceo Scientifico di Tolmezzo e ha frequentato i corsi di Scienze Politiche a Trieste lavorando nel contempo nell'impresa di famiglia e laureandosi a 23 anni.

Ha iniziato da giovanissimo l'attività politica, a soli 19 anni è già consigliere comunale a Tolmezzo, cittadina di cui diventa sindaco nel 1990. Otto anni più tardi, nel 1998, l'elezione al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e la nomina ad assessore, prima al Lavoro e poi alla Sanità. Nel 2001 diviene Presidente della Regione fino alla fine della legislatura, nel 2003.

Deputato nella XV Legislatura, è sempre rimasto molto legato alla propria regione, difendendone le istanze alla Camera dei deputati. Candidato della coalizione di Centrodestra composta da PdL, Lega Nord, Udc e Pensionati alla presidenza della Regione, è eletto Presidente nella consultazione elettorale del 13 e 14 aprile 2008.

Continua ad occuparsi dell'impresa alberghiera di famiglia, che conduce da oltre vent'anni.

E' presidente della Federazione Italiana Dama e del coordinamento nazionale delle federazioni discipline sportive associate del CONI.

Da quando il fratello Giovanni ha adottato due bimbi indiani, si è interessato in prima persona di adozioni internazionali, collaborando con l'associazione International Adoption e compiendo numerosi viaggi in India e Guatemala per favorire l'arrivo in Italia di bambini abbandonati. Nel 1986, di ritorno dal primo volo a Delhi, ha raccolto le sue esperienze di viaggio nel libro "Chapati, dieci giorni a Delhi”.

 
(red/15.04.10)

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Presidente Puglia: Nichi Vendola, scheda biografica

2010: la nuova "Conferenza delle Regioni e delle Province autonome"

(regioni.it) Nichi Vendola è nato a Bari il 26 Agosto 1958, penultimo di due fratelli e una sorella. E’ laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bari con una tesi su Pier Paolo Pasolini. Nel corso degli anni ’80 conosce Don Tonino Bello. Nel 1972 si è iscritto alla Federazione dei Giovani Comunisti, di cui è stato membro dal 1985 al 1988. Nel 1990 entra a far parte del Comitato Centrale del Partito Comunista Italiano. Dopo lo scioglimento del Pci è tra i fondatori del Partito della Rifondazione Comunista.
E’ stato fra i fondatori dell’Arcigay Nazionale e promotore della Lila.
Ha scritto per “La città futura” di Adornato, per  Rinascita e per Liberazione. Autore di alcuni libri: Prima della battaglia, Soggetti smarriti, Il mondo capovolto, Lamento in morte di Carlo Giuliani, Ultimo mare. Ha partecipato a diverse missioni internazionali, dal Tagikistan alla Colombia, dalla Bosnia al Guatemala.
Ha scritto alcuni libri: Prima della battaglia, Soggetti smarriti, Il mondo capovolto, Lamento in morte di Carlo Giuliani, Ultimo mare.
E’ stato eletto alla Camera dei Deputati, per la prima volta, nel 1992 e rieletto nel 1994, nel 1996 e nel 2001. Nell’XI Legislatura ha fatto parte della Commissione Cultura, Scienze ed Istruzione. Nella XII Legislatura della Commissione Giustizia ed è stato nominato Segretario della Commissione Parlamentare Antimafia, di cui nella XIII Legislatura, diventa Vicepresidente. Dal 2001 al 2005 ho fatto parte della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, oltre che della stessa Commissione Parlamentare Antimafia.
Alle consultazioni regionali del 3 e 4 Aprile 2005 è stato eletto Presidente della Regione Puglia. Oltre a presiedere la Giunta Regionale, ha avuto anche la delega al Coordinamento della Politica Estera, ai Rapporti Istituzionali, agli Enti Locali e al Decentramento, agli Affari Legali, al Legislativo e alla Protezione Civile. A gennaio del 2009 ha lasciato il Partito della Rifondazione Comunista e con altri  ha dato vita al Movimento per la Sinistra. Dal dicembre del 2009 è il portavoce di “Sinistra Ecologia Libertà”.
Alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010 è stato confermato Presidente della Regione Puglia raccogliendo ilo 48,69 per cento dei voti.
 
(red/15.04.10)

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Presidente Veneto: Luca Zaia, scheda biografica

2010: la nuova "Conferenza delle Regioni e delle Province autonome"

(regioni.it) Luca Zaia nasce a Conegliano, in provincia di Treviso, il 27 marzo 1968. E’ sposato con Raffaella.  Si iscrive a veterinaria a Parma nel 1987 poi a Udine, alla Facoltà di Scienza della Produzione animale, dove si laurea nel 1993.

Svolge diverse attività lavorative e partecipa a un corso di management tenuto dall’economista Mario Unnia e ottiene un diploma dall’Istituto di formazione assicurativo di Treviso.

Conosce la Lega e Umberto Bossi attraverso Gian Paolo Gobbo e giovanissimo si iscrive al partito. Nel 1993 la sua prima campagna elettorale, alle amministrative per il Consiglio Comunale di Godega di Sant’Urbano. Eletto con 61 preferenze, viene nominato capo gruppo.  Nel 1995 viene eletto in Consiglio Provinciale a Treviso con 3961 preferenze e diventa assessore provinciale all’agricoltura.  Nel 1998 diventa Presidente della Provincia di Treviso. Viene rieletto Presidente della Provincia nel 2002 con 240.211 preferenze.

Nel 2005 viene nominato Vice Presidente della Regione Veneto. Ha la delega all’agricoltura e al turismo. Lascia l’incarico in Regione nel maggio del 2008 per diventare Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.   In questi due anni, Luca Zaia ha documentato la sua attività con alcuni volumi tecnici editi dal Ministero,: “Con le scarpe sporche di terra”, “La mia multinazionale”, “La terra siamo noi” e la “Lectio Magistralis” tenuta presso l’Università di Fudan a Shanghai.  L’Editore Mondadori ha pubblicato il suo saggio “Adottare la terra per non morire di fame” nella collana Strade blu.

Alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010 è eletto Presidente della Regione Veneto con il 60,15 5 dei voti.

Luca Zaia pratica la corsa campestre, corre in mountain bike, ama il mare e la barca con gli amici, ma la sua passione predominante sono i cavalli.

 

(red/15.04.10)

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periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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