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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1618 - mercoledì 14 luglio 2010

Sommario
- Manovra: prosegue il 15 luglio il confronto fra le Regioni
- Istat: dati economici Stato e Regioni
- Bagnasco: "federalismo non è ricetta magica"
- Asstra: tagli manovra condanna a morte trasporti locali
- Sviluppo rurale: le proposte delle Regioni
- Malattie professionali: documento Conferenza Regioni

+T -T
Asstra: tagli manovra condanna a morte trasporti locali

(regioni.it) Con la manovra economica del Governo si prevedono tagli sostanziali nel trasporto pubblico locale. Lo afferma il presidente di Asstra Marcello Panettoni: ''I tagli previsti dalla manovra per il settore dei trasporti pubblici locali se verranno confermati nella ampiezza e portata prospettata, sono la condanna a morte certa del sistema dei trasporti pubblici locali come lo conosciamo oggi in Italia''. I tagli sono previsti da un'indagine condotta dall'Asstra Associazione trasporti su un campione di 50 aziende rappresentativo del settore.
Quindi biglietti di autobus, tram, metro e treni regionali piu' cari dal 36% al 78%. E'quello che potrebbe accadere se diventassero realta' i tagli del10% o del 20% alle risorse del trasporto pubblico locale previsti dalla manovra economica in discussione al Parlamento. ''I 15 milioni di italiani che oggi salgono e scendono da bus, tram e treni ogni giorno dovranno prepararsi ad un inevitabile aumento delle tariffe che occorrerebbe applicare per compensare i tagli ed assicurare il servizio'', evidenzia la ricerca, secondo cui con l'ipotesi di tagli alle risorse del 10% l'incremento delle tariffe sarebbe del 36% (livello aggregato nazionale): a titolo esemplificativo, un biglietto a tempo che oggi costa all'utente 1,04 euro schizzerebbe a 1,40 euro; un abbonamento mensile ordinario passerebbe da 32 euro a 43,50 euro.
Nell'ipotesi di tagli delle risorse al 20% questi valori verrebbero addirittura raddoppiati: le tariffe aumenterebbero del 78%, un biglietto a tempo salirebbe da 1,04 a 1,85 euro e l'abbonamento mensile passerebbe da 32 a 57 euro.
La manovra si abbatte sul settore come una scure, con un taglio diretto delle risorse per la sostituzione di autobus pari a 167 milioni di euro. A questo si aggiungono tagli ai fondi Fas con cui alcune regioni finanziano l'acquisto di nuovi mezzi e il peggioramento dei margini aziendali. Il tutto in un settore che negli ultimi anni ha gia' assistito ad un crollo degli investimenti per svecchiare il parco mezzi (un sesto in meno in soli 5 anni, da 2,762 miliardi di euro a 421 milioni).  Inevitabile quindi che il settore, che non ha per definizione margini di recupero in grado di assorbire i tagli, rispondera' con un aumento delle tariffe: Stiamo parlando dei biglietti di autobus, metro, tram e treni.
 Ma la prima conseguenza diretta dei tagli sara' la riduzione del servizio offerto, con diminuzione delle linee e soppressione delle corse da minimo di 196 milioni di chilometri l'anno ad un massimo di 392 milioni di chilometri (a seconda di tagli del 10% o 20%). Per i treni per pendolari il servizio dimagrirebbe da un minimo di 3,9 milioni di treni per chilometro ad un massimo di 7,8 milioni di treni/km.
Con meno autobus sulle strade e treni sulle rotaie sara' inoltre inevitabile che molti passeggeri e pendolari rimangano a piedi: i tagli potrebbero tradursi in passeggeri in meno da un minimo di 270 milioni all'anno (740 mila persone al giorno) ad un massimo di 540 milioni. E a subire la maggiore emorragia di utenti saranno i servizi extraurbani e ferroviari.
Ripercussioni ci saranno infine anche sul personale, in particolare gli addetti alla guida: si rischia una riduzione del personale da un minimo di 9.860 addetti (di cui 8.120 alla guida) ad un massimo di 19.720 unita' (di cui 16.240 addetti alla guida).
Una riduzione dell'offerta di bus, tram e metro da un minimo di 196 milioni di chilometri l'anno ad un massimo di 392 milioni di chilometri. Un taglio alle corse dei treni per pendolari da un minimo di 3,9 milioni di treni per chilometro ad un massimo di 7,8 milioni di treni/km.
A subire l'emorragia di utenti sarebbero soprattutto i servizi extraurbani e ferroviari con una ipotesi di perdita passeggeri del -6,4%, a fronte di una perdita passeggeri del -4,3% per i servizi urbani.
Ripercussioni si avrebbero anche sul personale: l'indagine , nell'ipotesi di un taglio del 10% delle risorse, una riduzione del personale di 9.860 addetti (livello aggregato nazionale), di cui 8.120 addetti alla guida. Il dimagrimento sociale del comparto autoferrotranvieri sarebbe del -7,2% nei servizi urbani e -8,9% nei servizi extraurbani e ferroviari. Gli esuberi arriverebbero a 19.720 unita' nel caso di tagli del 20%.
 
 
 
 
(red/14.07.10)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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