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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1618 - mercoledì 14 luglio 2010

Sommario
- Manovra: prosegue il 15 luglio il confronto fra le Regioni
- Istat: dati economici Stato e Regioni
- Bagnasco: "federalismo non è ricetta magica"
- Asstra: tagli manovra condanna a morte trasporti locali
- Sviluppo rurale: le proposte delle Regioni
- Malattie professionali: documento Conferenza Regioni

+T -T
Sviluppo rurale: le proposte delle Regioni

Conferenza Regioni Doc 08.07.10

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nelle riunione dell’8 luglio, ha approvato un documento sulla proposta di legge di iniziativa parlamentare recante “disposizioni per l’adozione del programma nazionale di sviluppo rurale”.
Il documento è stato pubblicato nella sezione “conferenze” del sito www.regioni.it. Il link è:
Si riporta
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME -10/068/CR10/C10
In relazione all’iniziativa del Parlamento (proposta di legge C. 3472 Paolo Russo), all’esame della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, concernente la possibilità di far confluire in un unico Programma Nazionale di Sviluppo Rurale le dotazioni finanziarie dei programmi regionali già approvati, le Regioni italiane, pur condividendo la necessità di salvaguardare gli interessi nazionali derivanti dalla partecipazione dell’Italia all’Unione Europea e di evitare l’applicazione della regola del disimpegno automatico di cui all’articolo 29 del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio del 21 giugno 2005 (c.d. n + 2), esprimono le seguenti perplessità:
1. le modifiche ai Programmi di Sviluppo Rurale vanno sempre concordate con la Commissione Agricoltura Europea; allo stato non abbiamo informazioni che la stessa sia stata interpellata ed abbia manifestato disponibilità ad una modifica siffatta. Tutt’altro. La Commissione, e per essa i suoi organi tecnici, ha infatti discusso, concordato ed approvato 21 programmi regionali ed i successivi aggiornamenti (gli ultimi al 31 dicembre scorso).
Per tali ragioni, si manifestano seri dubbi sul fatto che la sola somma dei 21 programmi regionali, accompagnati da una sola tabella finanziaria, sia conforme all’art. 16 del regolamento CE n. 1698/2005 che disciplina la formulazione dei programmi medesimi;
2. sotto il profilo normativo e regolamentare l’approvazione di un PSR nazionale costituisce, sia pur come risultante di una “mera” sommatoria degli attuali singoli PSR, un nuovo atto, che richiede l’espletamento dell’intero procedimento approvativo da parte della Commissione (Negoziato, Parere Comitato per lo Sviluppo Rurale, Decisione del Collegio dei Commissari). Una prima conseguenza sarebbe, quindi, che il periodo di tempo necessario alla conclusione dell’iter procedimentale non si configurerebbe “breve”, anche tenendo conto, sul piano operativo, che l’ipotesi di “confluenza” dei programmi regionali in quello nazionale potrebbe necessitare della messa a punto di una serie non semplice di norme ed intese Regioni-PA/Governo finalizzate alla attuazione delle misure così come attualmente previsto dai singoli PSR. Contestualmente i PSR dovrebbero cessare la propria efficacia mediante sostituzione delle rispettive decisioni di approvazione della Commissione con la decisione CE di approvazione del PSR nazionale;
3. a norma del citato reg. CE 1698/2005 art. 74 e del reg. CE 1290/2005 art. 6, ad ogni programma corrisponde un organismo pagatore. Pertanto con la proposta di legge si dovrebbe annullare l’operatività degli organismi pagatori regionali, anche quelli diversi da Agea, sovraccaricando quest’ultima di ulteriori oneri, con il rischio aggiuntivo di un complessivo aumento dei costi amministrativi. Questo tema di rilevante importanza non è stato debitamente affrontato nell’articolato normativo proposto;
4. il passaggio dai programmi regionali a quello nazionale comporta l’apertura di un fronte amplissimo di problematiche giuridiche, tecniche e gestionali e quindi di possibili contenziosi con il rischio di produrre un ulteriore rallentamento della spesa anziché una velocizzarla;
5. la somma a rischio di disimpegno automatico “n+2” potrebbe risultare assai più modesta di quella apparsa sui giornali, in quanto negli articoli non si tiene conto di quanto le regioni hanno impegnato e delle previsioni di pagamento che potrebbero realizzarsi entro l’anno, già trasmesse alla Commissione europea. In più negli importi dichiarati ai giornali si ricomprendono le quote di cofinanziamento nazionale che non possono essere considerate a rischio disimpegno;
6. nelle premesse della proposta si richiama, erroneamente, l’esperienza del precedente periodo di programmazione sostenendo che nel periodo 2000/2006 vi era un unico programma nazionale, che permetteva compensazioni in termini di pagamento. In realtà, invece, anche la precedente programmazione era basata su programmi regionali, ma con un unico quadro finanziario nazionale perché previsto dai regolamenti di allora;
7. le cause reali delle difficoltà incontrate da alcune Regioni nell’erogazione dei fondi del PSR non vengono esaminate e affrontate dalla proposta di legge. Ci si riferisce, in particolare, alle maggiori difficoltà manifestate dal settore ad accollarsi investimenti in un periodo di gravissima crisi, ma anche alle enormi anomalie evidenziate dal sistema Agea nello assolvimento delle proprie funzioni;
8. l’assenza di una effettiva garanzia dell’annullamento del rischio di perdita dei fondi comunitari fino al 2015, tenuto conto che senza la contemporanea attivazione di un overbooking nazionale, non vi è alcuna certezza del rispetto degli obiettivi di spesa.
Infatti, assumendo che non sarà possibile un immediato e reale trasferimento di fondi dalle Regioni in ritardo di spesa, a quelle più in linea con i predetti obiettivi, non vi può essere per queste ultime nessun aumento degli impegni, oltre l’attuale assegnazione di fondi dei loro PSR. Si consideri inoltre che le risorse a rischio di disimpegno riguardano in gran parte le Regioni ad obbiettivo convergenza che un piano nazionale, attraverso un semplice riparto interno, non può orientare verso Regioni ad obbiettivo competitività;
9. il mancato rispetto delle prerogative riconosciute alle Regioni dalla Costituzione, in materia di agricoltura.
Per tutte le motivazioni innanzi elencate, le Regioni ritengono che la proposta di legge in argomento non rappresenti un valido ed idoneo strumento per scongiurare il pericolo di disimpegno automatico delle risorse finanziarie attribuite al Paese. Allo scopo di contribuire, unitariamente, alla definizione di un percorso finalizzato al comune obiettivo di raggiungimento
della spesa programmata, le Regioni propongono:
1. di eseguire entro il 31.12.2010, il pagamento per intero, da parte dell’organismo pagatore, di tutte le annualità fino al 2009 dell’anticipo del 75% dell’annualità 2010, relativamente alle domande per le misure a superficie. Questa azione, già concordata con AGEA, potrebbe ridurre immediatamente il rischio di disimpegno di complessivi euro 371.142.473,96 di quota FEASR, rispetto all’obiettivo di spesa al 31 dicembre 2010, pari ad euro 561.156.833,89;
2. di porre in essere ogni misura utile ad agevolare il rilascio delle fideiussioni bancarie o assicurative, a fronte di una richiesta di anticipazione; ovvero agevolare l'accesso al credito per la quota di investimento privato, mediante l'intervento di Ismea, secondo una ipotesi già concordata, in linea di massima, nelle riunioni del 7 e del 16 giugno 2010;
3. verificare la possibilità di negoziare con la Commissione Europea un allungamento a 3 anni dell’attuale regola N + 2, così come si è fatto con il FESR, proprio in virtù della grave crisi economica in corso;
4. per le medesime ragioni del punto precedente, verificare la possibilità di ripartire negli anni finali del periodo 2007-2013 una quota parte di risorse attualmente assegnate ai primi anni, come è previsto da una bozza di regolamento del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR);
5. pur con le perplessità esposte nella prima parte del presente documento, come ipotesi residuale - previa verifica di compatibilità tecnica con i contenuti dell’attuale Regolamento comunitario - di ricorrere ad uno strumento di “mera compensazione” tra Regioni, per le somme non spese al 31 dicembre 2010, nell’ambito di un unico quadro finanziario nazionale, subordinando tale ipotesi al sostegno da parte del governo dei processi di spesa a livello di singola Regione, così come prospettati nei precedenti punti da 1 a 4.
Le Regioni manifestano, comunque, la loro completa disponibilità ad un confronto con il Parlamento ed il Governo sulle proposte sopra indicate e su qualsiasi altra ipotesi di risoluzione della problematica disimpegno automatico al fine di scongiurare il rischio di perdita di risorse finanziarie per il Paese, fatta salva naturalmente la impostazione dei 21 PSR regionali, già oggetto di accordo tra Governo, Regioni e Commissione Europea.
Roma, 8 luglio 2010
 
(red/14.07.10)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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