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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1619 - giovedì 15 luglio 2010

Sommario
- Regioni unite: manovra insostenibile
- Errani: unità Regioni valore per il Paese
- Manovra: Regioni, nessun cambiamento di rotta
- Presidenti su manovra e documento Regioni
- Fondi UE: De Filippo, Fitto smentisce Tremonti
- Il taglio alle Regioni va calcolato su 36 mld e non su 171

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Presidenti su manovra e documento Regioni

Formigoni, Cota, Zaia, Polverini, Spacca, De Filippo, Marini, Rollandin, Tondo

(regioni.it) "Le Regioni continuano a marciare unite". Cosi' il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, commenta la riunione della Conferenza delle Regioni e il documento approvato all’unanimità il 15 luglio.
Formigoni evidenzia la richiesta di apertura di un tavolo di dialogo "per gestire insieme il federalismo e i tagli della manovra". E sulla questione della remissione delle deleghe spiega: "No, questa e' una posizione unanime, la questione e' accantonata, diciamo di essere in grado di gestire le deleghe per le quali abbiamo le risorse". Discorso che vale sia per quelle previste dalla Bassanini che per "le nuove che alcuni di noi, tra cui la Lombardia, chiedono di aver in piu'". La Regione Lombardia e' stata la prima, nel 2007, a chiedere di avere deleghe in piu' in 12 ulteriori materie: “quella proposta non ha ancora avuto risposta dal governo''.
E' soddisfatto anche il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, del documento approvato dalle Regioni. ''E' un documento positivo: non si parla piu' di restituzione delle deleghe e si imposta il confronto con il governo in modo costruttivo, non con un muro contro muro: questa e' la via da seguire''.
Anche il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, afferma: ''Non ha vinto nessuno. La cosa piu' importante di questo documento ritengo sia la richiesta di attivare subito il tavolo sul federalismo''.
"Ora ci aspettiamo una mossa da parte del Governo – spiega la Polverini - e siamo pronti, gia' da domani, ad incontrarci con l'esecutivo". Aggiunge la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini: "Il dialogo con il Governo continua, a questo punto con una Conferenza ricompattata- ha concluso Polverini- che chiede di avviare un percorso sul federalismo, sulla commissione anti-sprechi e comunque di stabilire insieme l'incidenza dei tagli".
''Le Regioni continuano a marciare unite e a ritenere insostenibile questa manovra. Poi chiediamo al governo di aprire finalmente il tavolo sul federalismo, ribadiamo con forza che deve esserci piena congruita' tra competenze e fondi e chiediamo una commissione per verificare i costi della pubblica amministrazione in tutti i suoi comparti''.
Per il presidente della Regione delle Marche Gian Mario Spacca ''E' stata privilegiata l'unita' della Conferenza dei presidenti, che e' riuscita a ritrovarsi su una posizione unanime che definisce la manovra inaccettabile e ne sottolinea il profilo di illegittimita' in relazione al quarto comma dell'art. 119 della Costituzione''.  ''La manovra - ribadisce Spacca - risulta inaccettabile. Il taglio riguarda la totalita' delle competenze attribuite alle Regioni con la Bassanini. E gli effetti per le Marche saranno drammatici. Solo qualche esempio. I tagli agli incentivi nelle attivita' produttive determineranno un calo di investimenti nel settore dell'artigianato e delle Pmi per 250 milioni. Nel trasporto pubblico locale i tagli determineranno la soppressione di 85 tratte giornaliere di treni con la riduzione di oltre 2 milioni di Km/treno, mentre per il trasporto pubblico locale su gomma la riduzione sara' di 15 milioni di Km. Per quel che riguarda il settore dei servizi sociali ci sara' la riduzione dei servizi finalizzati all'assistenza domiciliare di soggetti parzialmente o totalmente non autosufficienti, per 1.800 persone''. 
La sintesi trovata oggi dalla Conferenza delle Regioni e' giudicata positivamente dal presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta, Augusto Rollandin. ''Per noi rimane l'esigenza urgente di istituire un tavolo tecnico-politico per ragionare su dati certi in modo da poter definire gli interventi necessari per mantenere il saldo della manovra senza penalizzare i servizi ed il ruolo delle Regioni stesse''.
Rollandin ha poi ribadito la necessita' di giungere ''alla rimodulazione dei tagli tra Regioni e ministeri'', ed ha confermato che la Regione autonoma Valle d'Aosta continuera' a sollecitare il governo perche' si giunga ''alla verifica delle Regioni virtuose, dei costi delle competenze e avere la possibilita' di poter operare dei tagli con scelte autonome''.
''La Conferenza delle Regioni alla fine arriva dove ero partito io''. Cosi' Renzo Tondo, presidente del Friuli Venezia Giulia, sull'intesa all'interno della Conferenza delle Regioni. ''Ho detto che e' evidente che questa manovra ci penalizza, ma e' anche evidente che uno scontro istituzionale con il Governo rischiava di farci diventare perdenti”.
Mentre il Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, sostiene: ''Se anche la Camera dovesse approvare la manovra cosi' come e' stata licenziata dal Senato  partire dal primo gennaio del 2011 in tutta Italia vi saranno non meno di 740 mila pendolari al giorno che non potranno piu' utilizzare il trasporto pubblico locale''.
De Filippo ''ha sfidato il governo nazionale” a tagliare così come ha fatto la Basilicata, “sforbiciando i bilanci dei Ministeri, dove di certo non si annidano - ha detto - angeliche virtu'''. A tal proposito, il governatore lucano ha citato i casi emblematici del Ministero-fantasma affidato per pochi giorni al dimissionario Brancher e del Dipartimento Turismo, ''chiamato a gestire una delega che da anni ormai e' in capo alle Regioni''.
Il presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ribadisce che ''E' assolutamente positivo che le Regioni abbiano mantenuto una posizione unanime, sottolineando e ribadendo l'insostenibilita' della manovra finanziaria del Governo sui bilanci regionali''.
''Ora - ha proseguito Marini - la nostra azione sara' volta a riequilibrare la ricaduta dei tagli ai trasferimenti dello Stato attraverso i prossimi provvedimenti finanziari, per arginare le gravi ripercussioni sui bilanci del 2011. Grazie al documento di oggi abbiamo salvaguardato il profilo istituzionale della Conferenza e affermato l'impegno per la difesa dei territori da noi rappresentati''.
 
(red/15.07.10)
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