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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1620 - venerdì 16 luglio 2010

Sommario3
- Manovra: le misure su sanità e pubblico impiego
- Conti pubblici territoriali
- Manovra: Errani, "cittadini abbiano consapevolezza su effetti"
- Lavoro: serve nuovo accordo per ammortizzatori in deroga
- 19 Luglio: la sanità si ferma
- Regioni su "Carta dei doveri della P.A."

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Manovra: le misure su sanità e pubblico impiego

(regioni.it) il 16 luglio il Senato ha votato la fiducia al maxi-emendamento alla manovra economica presentato dal Governo. Il Governo ha recepito gli emendamenti presentati riguardanti le modalità di ripartizione dei tagli ai bilanci regionali e la spesa farmaceutica. Ecco - pubblicato su Quotidianosanita.it - un riepilogo delle misure che riguardano la sanità e il pubblico impiego.
TAGLI ALLA SPESA REGIONALE (art.14, comma 2) . I tagli resteranno quelli stabiliti nel testo originale della manovra (4 miliardi nel 2011 e 4,5 nel 2012), ma a deciderne “criteri e modalità” sara' la Conferenza Stato-Regioni "secondo principi che tengano conto della adozione di misure idonee ad assicurare il rispetto del patto di stabilità interno e della minore incidenza percentuale della spesa per il personale rispetto alla spesa corrente complessiva nonché dell'adozione di misure di contenimento della spesa sanitaria e dell'adozione di azioni di contrasto al fenomeno dei falsi invalidi". In caso di mancata deliberazione della Conferenza entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge, e per gli anni successivi entro il 30 settembre, viene emanato entro 30 giorni il decreto del presidente del Consiglio con una riduzione dei trasferimenti realizzati secondo un criterio proporzionale.
PIANI DI RIENTRO (art.11, comma 1) - Le Regioni sottoposte al Piano di rientro che non abbiano raggiunto gli obiettivi prefissati per il 31 dicembre 2009 ma abbiano però 'garantito l'equilibrio economico nel settore sanitario' senza essere state sottoposte a commissariamento, potranno chiedere la prosecuzione del Piano per altri tre anni allo scopo di completarne gli obiettivi. Il loro raggiungimento e' condizione per poter accedere ai finanziamenti gia' previsti, comunque condizionati al pieno raggiungimento del Piano. Queste risorse potranno anche essere state anticipate: in loro mancanza saranno rivisti i risultati d'esercizio degli anni a cui si riferiscono.
TAGLI AL FONDO SANITARIO (art. 11 comma 5) - Sara' pari 550 milioni di euro l'importo che sara' decurtato dalle risorse statali destinate alla sanita' del 2010 sulla base dei risparmi derivanti dalle misure. Nel 2011 il taglio salira' a 600 milioni.
Sospensione azioni esecutive per le Regioni in deficit (art.11, comma 2) Nelle Regioni sottoposte a piani di rientro, allo scopo di permettere il regolare svolgimento del piano anche attraverso il pagamento dei debiti accertati (e comunque maturati in violazione degli obiettivi dei Piani), i commissari ad acta provvedono alla 'ricognizione' degli stessi debiti e predispongono un piano per il loro pagamento, individuando tempi e modalità.
Per agevolare questo compito non potranno essere intraprese o eseguite azioni esecutive nei confronti di Asl o AO delle stesse Regioni; i pignoramenti gia' avviati non vincolano gli enti debitori e i tesorieri potranno disporre di quelle somme per le finalita' istituzionali degli enti. I debiti insoluti producono 'esclusivamente' gli interessi legali o gli interessi piu' bassi eventualmente concordati con i creditori.
FARMACEUTICA, MARGINI DELLA DISTRIBUZIONE (art. 11, comma 6) – Le modifiche proposte da Azzollini al comma 6 e recepite nel maxi-emendamento, per il controllo della spesa farmaceutica prevedono che i tagli ricadano non solo su farmacisti e grossisti, ma anche sulle industrie del farmaco. In particolare, in attesa di stabilire una nuova metodologia di remunerazione delle farmacie per i farmaci erogati in regime di Ssn, a decorrere dall'entrata in vigore della manovra la quota minima spettante per i farmaci di classe A scende dal 6,65% al 3% per i grossisti, mentre aumenta dal 26,7% al 30,35% per i farmacisti, come gia' previsto nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri. A cambiare sara' la distribuzione della quota trattenuta dal Servizio sanitario nazionale, pari al 3,65%, che sarà a carico dei farmacisti per l'1,82% sul prezzo di vendita al pubblico al netto dell'Iva e a carico delle industrie del farmaco per l'1,83%.
REVISIONE DEI CRITERI DI REMUNERAZIONE DELLA SPESA FARMACEUTICA (art. 11, comma 6bis) Si apre un tavolo ministero Salute, Economia, Aifa e associazioni di categoria per la revisione della remunerazione della filiera farmaceutica, secondo i seguenti criteri: estensione delle modalità di tracciabilità e controllo
a tutte le forme di distribuzione di farmaci, possibilità di introduzione di una remunerazione della farmacia basata su una prestazione fissa in aggiunta a una ridotta percentuale sul prezzo di riferimento del farmaco.
TABELLE DI RAFFRONTO DELLA SPESA REGIONALE (art.11, comma 7) L'Aifa dovra' predisporre tabelle di raffronto tra la spesa farmaceutica territoriale delle varie Regioni suddivise per categorie terapeutiche equivalenti, al fine di individuare i maggiori risparmi realizzabili grazie al maggior impiego di farmaci generici o a prezzo minore. L'obiettivo quello di mettere a disposizione delle Regioni strumenti di programmazione e controllo che facciano tesoro delle esperienze migliori sul piano dell'appropriatezza prescrittiva e del rapporto costo/beneficio, così da realizzare un risparmio di spesa farmaceutica annuo non inferiore a 600 milioni di euro che resteranno comunque nelle disponibilita' dei servizi sanitari regionali per far fronte ad altre spese.
SPOSTAMENTO DI FARMACI DALL'OSPEDALE AL TERRITORIO (art.11, comma 7) L'Aifa individuerà una lista di medicinali che verranno spostati dalla distribuzione ospedaliera a quella territoriale, per un totale di spesa di 600 milioni di euro. Gli eventuali sforamenti del tetto di spesa territoriale non sarebbero così più a carico delle Regioni ma dovrebbero essere ripianati dalle aziende farmaceutiche con il cosiddetto sistema del pay back.
FARMACI EQUIVALENTI/1 PREZZO MEDIO EUROPEO PER I GENERICI (art.11, comma 9) Emendamento all'art. 11 comma 9. Per i generici, a partire dal 2011 i prezzi massimi di rimborso saranno stabiliti dall'Aifa sulla base di una ricognizione sui prezzi medi europei e 'in misura idonea a realizzare un risparmio di spesa non inferiore a 600 milioni di euro annui che resteranno nelle disponibilita' regionali.
FARMACI EQUIVALENTI/2 TAGLIO DEL 12,5% (ART. 11 COMMA 10) Prevista una riduzione del 12.5% sul prezzo al pubblico dei generici-equivalenti fino al 31 dicembre 2010. Ricette online (art.11, comma 16) Accelerazione del processo di informatizzazione delle ricette per consentire risparmi. Il testo approvato specifica inoltre che l'invio telematico delle ricette sostituirà a tutti gli effetti la prescrizione medica in formato cartaceo.
CONTROLLI SU ACQUISTI DI BENI E SERVIZI (art.11, comma 4) Asl e ospedali dovranno motivare gli acquisti di beni e servizi a prezzi superiori a quelli di riferimento, sottoponendoli agli organi di controllo e revisione.
TESSERA SANITARIA TS-CNS (art. 11, comma 15) Viene incentivata la 'generazione' e distribuzione della Tessera Sanitaria Carta nazionale dei servizi (TS-CNS). A questo scopo vengono stanziati 20 milioni di euro a partire dal 2011.
SOPPRESSO L'ISPESL (art. 7, comma 1) Viene soppresso l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezzadel lavoro (Ispesl) e l'attribuzione delle relative funzioni vengono trasferite all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail). Pubblico impiego Blocco dei contratti e delle convenzioni (art. 9, commi 17 e 24) Nessun rinnovo di contratti e convenzioni del personale con il Ssn fino al 2012.
 
approfondimenti
 
(red/17.07.10)

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Conti pubblici territoriali

(regioni.it) Nel sito del ministero dello sviluppo economico sono stati pubblicati i dati relativi ai conti pubblici territoriali. In pratica si tratta di aggiornamenti con strumenti innovativi di consultazioneper il sistema dei Conti Pubblici Territoriali (CPT) e in particolare per quanto riguarda il Mezzogiorno:
·        dati per l'anno 2008 con riferimento alle spese e alle entrate del Settore Pubblico Allargato (SPA) e della Pubblica Amministrazione (PA). Consulta la banca dati
·        serie storica della quota della spesa pubblica in conto capitale per il Sud che riporta, per il solo universo della Pubblica Amministrazione, le prime anticipazioni per il 2009, stimate con l'Indicatore anticipatore. Consulta la tavola
·        serie storica della quota della spesa pubblica in conto capitale per il Sud delle Imprese Pubbliche Nazionali. Consulta la tavola
·        nuova versione del sito CPT in lingua inglese. Consulta la english version
All'indirizzo www.dps.mef.gov.it/cpt/cpt.asp è possibile avere informazioni sul sistema e sulla metodologia dei ContQuota della spesa pubblica in conto capitale per il Mezzogiorno
 

 

 

 

 
(red/16.07.10)

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Manovra: Errani, "cittadini abbiano consapevolezza su effetti"

Formigoni: Regioni unite. Zaia, prevale la linea del dialogo

(regioni.it) “Sono convinto che si cambierà la manovra''. A ribadirlo è Vasco Errani, Presidente della Conferenza delle Regioni in un incontro stampa a Bologna nella sede della Regione: ''Il giorno in cui si verificherà che dobbiamo cambiare il trasporto pubblico locale si capirà che va cambiata'', ha citato come esempio Errani. “Il taglio sulle Regioni e' oggettivamente insostenibile - ha proseguito Errani - e questo richiede la disponibilità del Governo a cambiare i riferimenti della manovra anche dopo che sarà approvata alla Camera col voto di fiducia''. A questo, ha aggiunto, ''non si sfugge con nessuna battuta''. Errani ha comunque ribadito che le Regioni non hanno intenzione di andare alla guerra: ''Ho sempre detto che voglio un accordo”. “Ho chiesto a Berlusconi – ha ricordato Errani - di fare una conferenza stampa insieme per spiegare le ricadute di questa manovra per quello che realmente sono”, spiegando “che e' giusto che i cittadini abbiano piena consapevolezza degli effetti”. Errani ha confermato che le Regioni sono per introdurre ''un principio premiale dei comportamenti virtuosi''. Decidendoli, ha chiarito, prima dell'esito della successiva verifica. Ma, parallelamente, ha inviato un messaggio chiaro al Governo: ''Il nostro obiettivo non è riconsegnare le deleghe, ma chiarire che alle competenze devono corrispondere risorse e all'esecutivo su questo punto chiediamo coerenza''. Errani ha assicurato che il dialogo continuerà: ''Non abbiamo mai fatto muro contro muro, ma fino ad ora abbiamo trovato un muro e ora proviamo a scavalcarlo per affermare ciò che e' giusto”. I numeri, ha concluso, “ci daranno ragione”.
Roberto Formigoni ribadisce che “Il fronte delle Regioni è unito, e lo dimostra il documento “approvato all'unanimità” dai presidenti delle giunte regionali sulla manovra correttiva. Il Presidente della Lombardia è “soddisfatto” proprio perché “il documento del 15 luglio è stato approvato all'unanimità dai presidenti di Regione. Un fronte coeso e compatto, dunque, quello delle Regioni, per ''sottolineare una volta di più la necessità di una coerenza perfetta tra le deleghe che ci vengono attribuite e le risorse stanziate. Non siamo in grado di esercitare le deleghe - ha osservato il Presidente lombardo - se non ci vengono date le risorse necessarie”. Formigoni resta comunque convinto che ci siano ancora i margini per rivedere i tagli alle Regioni: ''La manovra è un cantiere continuo di lavoro. La condividiamo nella sua necessità, ma va rivista nella sua distribuzione. Abbiamo davanti mesi di lavoro, e continuiamo a lavorare con questo spirito di forte collaborazione istituzionale”. Sulla composizione dei tagli ''ci sono spiragli'' secondo Formigoni, che ha detto di apprezzare le aperture arrivate dal premier sulle sue proposte: ''Il fatto che Berlusconi abbia accettato di istituire una commissione di indagine sui grandi sprechi e le diseconomie delle Regioni, come avevo chiesto io, e' un fatto molto positivo”.
Pone l’accento sulla “linea del dialogo” il Presidente del Veneto, Luca Zaia; una linea “che non da' vincitori e vinti, ma vuole ribadire alcuni aspetti”, primo tra tutti “che non si mettono in discussione le deleghe”. Zaia ha quindi sottolineato che nel documento dei Presidenti di Regione è chiesta “da subito l'attivazione di un tavolo per il federalismo”, ed è espressa la volontà di lavorare “fianco a fianco al Governo per trovare una soluzione ai tagli che sono poderosi, necessari, perché questa manovra si doveva fare, però bisogna anche guardare al futuro pensando che i nostri enti non debbano chiudere”.
 
(red/16.07.10)

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Lavoro: serve nuovo accordo per ammortizzatori in deroga

(regioni.it) Le Regioni chiederanno al Governo di lavorare per costruire un nuovo accordo sugli ammortizzatori in deroga. ''E' indispensabile, perché ce n'è ancora bisogno”, ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, presentando a Bologna le strategie del patto regionale anticrisi emiliano-romagnolo.
“Discuteremo con il Governo già nei prossimi mesi'', ha assicurato Errani sottolineando che “serve una ricognizione sulle risorse utilizzate nel 2009 e 2010 perché secondo nostre valutazioni c'e' una quota non usata''. L'obiettivo è ''attivare un tavolo a livello nazionale già dalla prossima settimana per costruire questa ricognizione e fare una valutazione realistica della situazione e delle tendenze prima del 31 dicembre”. Così per Errani si potrà arrivare “ad un accordo che ci consenta di guardare al 2011 con serenita'''. Per il Presidente, inoltre, è comunque indispensabile anche la riforma degli ammortizzatori sociali: ''Si mettono solo pezze, il paese ormai non regge più”.
 
(red/16.07.10)

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19 Luglio: la sanità si ferma

Sciopero nazionale dei medici

(regioni.it) "Lunedì 19 luglio la sanità si ferma. Lo sciopero nazionale di 24 ore dei dirigenti medici, veterinari, sanitari e amministrativi causerà la sospensione di 40.000 interventi chirurgici, di centinaia di migliaia di visite specialistiche e di prestazioni diagnostiche, il blocco di tutta l’attività veterinaria connessa al controllo degli alimenti. “Siamo costretti a ricorrere allo sciopero di fronte a scelte di politica sanitaria che manifestano indifferenza rispetto al valore del lavoro che i professionisti della sanità sono chiamati a svolgere in condizioni sempre più difficili”, è quanto sil egge nel comunicato diffuso da Anaao Assomed, Cimo, Asmd, Aaroi, Emac, Fp Cgil medici, Fvm, Fassid, Fesmed Anpo, Ascoti, Fials medici, Sds Snabi, Aupi, Sinafo, Fedir sanità, Sidirss .
La carenza di 30.000 medici nei prossimi 4 anni – prosegue la nota -  e il licenziamento della metà dei precari impegnati in attività fondamentali a partire dal Pronto Soccorso si rifletterà in una caduta qualitativa e quantitativa delle prestazioni erogate, con le liste di attesa destinate a misurarsi in semestri. Noi – conclude il comunicato delle organizzazioni sindacali - continueremo comunque a difendere le nostre ragioni che sono le ragioni dei cittadini che a noi si affidano nei momenti più critici delle loro vite”.
 
(red/16.07.10)

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Regioni su "Carta dei doveri della P.A."

Conferenza Regioni Doc 08.07.10

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato l’8 luglio un documento su disegno di legge che delega il Governo alla emanazione della “Carta dei doveri delle amministrazioni pubbliche”
Il documento è stato pubblicato nella sezione “conferenze” del sito www.regioni.it. Il link è : http://www.regioni.it/mhonarc/details_confpres.aspx?id=184934
Si riporta di seguito il testo integrale.
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME  - 10/055/CU2/C1
Punto 2) O.d.g. Conferenza Unificata
Le Regioni e le Province Autonome, tenuto conto delle sostanziali modifiche intervenute in sede parlamentare rispetto al DDL di iniziativa del Governo su cui sono state chiamate ad esprimersi in sede di Conferenza Unificata, ritengono essenziale rappresentare anche al Parlamento la propria posizione in merito all’AS 2243, in corso di discussione presso la Prima Commissione del Senato.
Le Regioni e le Province Autonome, pur condividendo le finalità di semplificazione che persegue il disegno di legge, formulano alcune osservazioni di carattere generale ed emendamenti puntuali.
Alcune misure proposte nelle diverse materie richiedono, infatti, di tenere conto dei rispettivi ambiti di competenza legislativa, statale e regionale, e dell’esigenza di condividere quelle disposizioni che pur rientrando nella competenza legislativa statale impattano notevolmente sulle competenze regionali.
Al riguardo, sottolineano la necessità che venga esplicitato il titolo di competenza attraverso il quale viene legittimato l’intervento legislativo statale, per le ovvie implicazioni dello stesso sulle competenze legislative regionali.
Si riportano, di seguito, le osservazioni e le proposte di emendamenti.
Articolo 3:
Si ritiene opportuno prevedere il coinvolgimento delle Regioni nell’adozione dei decreti legislativi che prevedono il riordino degli adempimenti procedurali applicabili alle imprese, anche in considerazione della possibilità di raggiungere successivi accordi ai sensi del successivo comma 5.
Si riporta di seguito l’emendamento proposto.
Al comma 4, al termine del primo periodo, dopo le parole "attività culturali", inserire le seguenti "sentita la Conferenza Stato-Regioni".
Articolo 4:
Desta preoccupazione la previsione di un differimento dei termini per l’adozione dei decreti legislativi di riforma degli incentivi soprattutto in questa fase di assoluta incertezza in merito alle risorse finanziarie disponibili per tali strumenti. Al riguardo si sollecita il Governo ad attivare al più
presto un Tavolo di confronto con le Regioni già in fase di definizione delle linee della riforma anche in considerazione delle evidenti ricadute della stessa sulle competenze regionali in materia.
Articolo 5:
In considerazione della competenza esclusiva regionale in materia di artigianato sarebbe opportuno che la norma, introducendo disposizioni in merito alle procedure amministrative per l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane, menzioni il riferimento costituzionale dell’intervento normativo statale che sembra possa individuarsi nell’articolo 117, comma 2, lettera m).
La novità presente nel testo dell’articolo, nella versione licenziata dalla Camera, sta nell’introduzione del comma 4 che disciplina la procedura per l’iscrizione d’ufficio conseguente ad accertamento o verifica ispettiva. A tal proposito, si condivide l’utilità di normare tale procedura ai fini del recupero contributivo.
Non si condivide però la scelta di una iscrizione immediata conseguente alla comunicazione da parte dell’ente accertatore, in assenza dell’accertamento dei requisiti da parte dell’ufficio competente. E’ chiaro che va previsto un termine entro cui il soggetto competente debba esprimere, decorso il quale si intendono accertati i requisiti ai fini previdenziali, con la decorrenza dall’accertamento svolto ovvero dalla decorrenza/evento indicato nello stesso accertamento. Qualora l’impresa non possegga i requisiti artigiani non sembra possibile procedere all’iscrizione nella gestione speciale artigiani. Conseguentemente, condividendo l’esigenza di procedere ad un recupero contributivo per le situazioni di abusivismo rilevate in seguito ad accertamenti o verifiche ispettive, sembra più opportuno istituire una gestione apposita per i piccoli imprenditori che non siano qualificabili come artigiani.
Sarebbe inoltre importante cogliere l’occasione per fare chiarezza in merito alla definizione di impresa artigiana ai fini ed agli effetti previdenziali conseguenti all’iscrizione all’Albo che deve essere unica a livello nazionale.
Si propone pertanto il seguente emendamento:
"Art. 5.
(Iscrizione all'Albo provinciale delle imprese artigiane mediante comunicazione unica al Registro delle imprese).
1. Ai fini dell'avvio dell'attività d'impresa in conformità ai requisiti di qualifica artigiana, come disciplinati dalle disposizioni vigenti, l'interessato presenta una dichiarazione attestante il possesso di tali requisiti mediante la comunicazione unica per la nascita dell'impresa di cui all'articolo 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, secondo le regole tecniche individuate dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 maggio 2009.
2. La dichiarazione determina l'iscrizione all'Albo delle imprese artigiane, ove previsto e disciplinato dalla legislazione regionale, con la decorrenza ivi prevista, e l'annotazione nella sezione speciale del Registro delle imprese. Restano ferme le altre disposizioni vigenti recanti obblighi di iscrizione nel Registro delle imprese.
3. Le Regioni, ove non già previsto dalle disposizioni vigenti, disciplinano le procedure per gli accertamenti e i controlli e gli eventuali provvedimenti in caso di carenza dei requisiti dichiarati, nonché le modalità per la comunicazione delle cancellazioni e delle variazioni ai soggetti interessati, assegnando termini congrui per la presentazione di proprie deduzioni o per
conformarsi ai requisiti di legge, nonché ai fini della presentazione dei ricorsi ai sensi delle disposizioni vigenti.
4. Ai fini dell’iscrizione alla gestione speciale per l'assicurazione obbligatoria invalidità, vecchiaia e superstiti degli artigiani di cui alla legge 4 luglio 1959, n. 463, si applicano i requisiti previsti dalla legge 8 agosto 1985, n. 443 e successive modifiche e integrazioni ad opera della legislazione statale. L’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane, ove previsto e disciplinato dalla legislazione regionale, comporta l’iscrizione alla gestione speciale per l'assicurazione obbligatoria invalidità, vecchiaia e superstiti degli artigiani di cui alla legge 4 luglio 1959, n. 463. Qualora, a seguito di accertamento o verifica ispettiva, emergano gli elementi per procedere all’iscrizione all'Albo per le imprese artigiane, ove non diversamente disciplinato dalla normativa regionale, l'ente accertatore comunica tali elementi all’ufficio competente alla tenuta dell’Albo delle imprese artigiane o all'ufficio competente al riconoscimento dei requisiti di impresa artigiana, i quali verificano la sussistenza dei requisiti artigiani entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione dell’ente accertatore. Decorso inutilmente tale termine, l’ente accertatore procede all’iscrizione alla gestione speciale per l'assicurazione obbligatoria invalidità, vecchiaia e superstiti degli artigiani di cui alla legge 4 luglio 1959, n. 463.
Nel caso in cui non sussistano i requisiti artigiani e non si possa procedere all’iscrizione nella gestione speciale per l'assicurazione obbligatoria invalidità, vecchiaia e superstiti degli artigiani di cui alla legge 4 luglio 1959, n. 463 è comunque fatto salvo l'obbligo contributivo per il periodo di esercizio effettivo dell'attività."
Disciplina della Conferenza dei servizi
Le Regioni e le Province Autonome esprimono infine forti perplessità con riguardo al fatto che la disciplina in materia di Conferenza dei servizi sia stata espunta dal presente disegno di legge per confluire con alcune modifiche nell’art. 49 del DL 78/2010 (manovra finanziaria 2011-2013). La disciplina attualmente vigente, per effetto della pubblicazione del dl 78/2010, presenta infatti profili di criticità che ostacolano il processo di semplificazione propugnato dalle regioni.
Tale istituto, pur configurandosi nella formulazione prospettata quale livello essenziale delle prestazioni, come tale non derogabile dalle regioni se non in senso ampliativo, è in realtà un modulo procedimentale liberamente utilizzabile dalle singole amministrazioni. La conferenza di servizi da modello generalizzato pare depotenziato a strumento facoltativo, con grave pregiudizio della certezza del diritto. In particolare, la modifica dell’art.14-ter della legge n.241/1990 in tema di gestione del dissenso in seno alla conferenza di servizi stabilisce come regola generale che si consideri definitivamente acquisito come assenso il silenzio delle amministrazioni anche su questioni di rilevanza come la tutela della salute, ambientale e della pubblica incolumità. Si ritiene in ogni caso indispensabile la revisione della disciplina del potere sostitutivo in materia, soprattutto per quanto attiene al rinvio all’art.120 della Costituzione, ritenuto del tutto improprio.
Conseguentemente si ritiene assolutamente prioritario espungere tutta la disciplina dal decreto legge per consentire il necessario coordinamento con le normative regionali perché non si ravvedono i requisiti di necessità e urgenza.
Roma, 8 luglio 2010
 
(red/16.07.10)
Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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