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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1623 - mercoledì 21 luglio 2010

Sommario
- Il 22 Conferenza Regioni
- Sud: Rapporto Svimez 2010
- Cnel: 2009 occupazione giovanile ridotta dell'11%
- Industria. parere su riordino stazioni sperimentali
- Energia rinnovabile: osservazioni a Piano nazionale
- Energia rinnovabile: Sì a linee guida per autorizzazione impianti

+T -T
Sud: Rapporto Svimez 2010

Pil Sud: nel 2009 è tornato ai livelli di 10 anni fa

(regioni.it) Rapporto Svimez 2010 sull'economia del Mezzogiorno: al Sud il 20% della popolazione non ha i soldi per pagarsi il medico o per pagare il riscaldamento. Il Pil nel 2009 e' tornato ai livelli di 10 anni fa.
In particolare nel rapporto Svimez si rileva che nel 2008 al 30% delle famiglie del Sud sono mancati i soldi per i vestiti e nel 16,7% dei casi si sono pagate in ritardo le bollette. Otto famiglie su 100 hanno rinunciato ad alimentari necessari, il 21% non ha avuto soldi per il riscaldamento (27,5% in Sicilia) e il 20% per andare dal medico (in Sicilia e Campania circa il 25%).
Napolitano: profonda modifica alle politiche per il sud.
Oltre che una famiglia meridionale su 5 non ha i soldi né per andare  dal medico né si può permettere di pagare il riscaldamento, nell’ultimo biennio l'industria del Mezzogiorno ha perso piu' di 100mila occupati (-12%).
In particolare nel corso del 2009 si sono persi 61mila posti di lavoro dell'industria in senso stretto (-7% a fronte del -3,7% nel centro-nord).
Ma non solo: l'industria, il cui valore aggiunto e' crollato del 15,8%, e' addirittura ''a rischio di estinzione''.
Nel 2009 il Pil del Sud e' calato del 4,5%, un valore molto piu' negativo del -1,5% del 2008, leggermente inferiore al dato del Centro-Nord (-5,2%). Il Pil per abitante e' pari a 17.317 euro, il 58,8% del Centro-Nord (29.449 euro).
Dal 2008 al 2009 infatti l'industria manifatturiera del Sud ha perso oltre 100mila posti di lavoro, di cui 61mila soltanto lo scorso anno.
Il tasso di occupazione nella media del 2009 e' sceso dal 58,7% a 57,5%: su 380mila posti di lavoro in meno in tutto il Paese, 186mila sono stati al Centro-Nord (-1,1%) e 194mila in meno (-3%) al Sud. E al Sud i lavoratori hanno molte meno tutele: al Nord per ogni persona che perde il lavoro, 2 sono protette, al Sud e' l'opposto, solo un lavoratore su 3 ottiene la Cig.
Da segnalare poi che in 20 anni quasi 2,4 milioni di persone hanno abbandonato il meridione con 9 emigrati su 10 che si recano al Centro-Nord. Nel solo 2009 114mila persone si sono trasferite dal Sud al Nord, 8mila in meno rispetto al 2008. La crisi, inoltre, ha colpito duro i pendolari, generalmente giovani, laureati e precari. Nel 2009 sono stati 147mila, in calo del 14,8% rispetto al 2008, pari a 26mila in meno.
''Il problema di fondo - ha sostenuto il presidente della regione Calabria Giuseppe Scopelliti parlando “e' che qui i cialtroni non sono soltanto coloro i quali ci hanno preceduti nelle esperienze in tutte le regioni del sud, ma anche le grandi imprese pubbliche come Ferrovie dello Stato, Anas, Eni, Enel, che dovevano, per accordo a livello nazionale, impegnare il 45% delle risorse nel Mezzogiorno ed hanno disatteso queste aspettative''.
Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, afferma: ''Sto leggendo alcuni libri che parlano di decrescita dolce ma con il ministro Tremonti siamo di fronte ad una decrescita amara: si fanno sacrifici se c'e' crescita altrimenti farlo e' sconcertante. Questa manovra ha carattere recessivo e non sono il solo a dirlo''. ''In questo decennio l'Italia e' cresciuta la meta' di quanto sono cresciuti gli altri Paesi europei - ha aggiunto Vendola - se fossi in Tremonti direi a me stesso che ho fallito''. E ancora: ''Non ci sono cialtroni al sud; la cialtroneria e' in un modello di autorizzazione amministrativa che costituisce una sorta di corsa a ostacoli per le pubbliche amministrazioni''.
'' I dati dello Svimez  - ha commentato il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo - dimostrano la totale assenza di strategie e di politiche per il Mezzogiorno''.
''Non abbiamo capito cosa sia la Banca del sud - ha aggiunto De Filippo - ne' il piano per il sud e sono totalmente assenti politiche industriali. Il federalismo fiscale va bene ma se e' in versione solidale. Serve un'iniziativa per colmare il piu' antico divario del mondo: quello tra nord e sud''. Per De Filippo il rischio e' che l'Italia sia un paese ''poli-anarchico piu' che policentrico. L'Italia deve capire che senza il sud non ce la puo' fare''.
 Due sono le sfide per il sud: il federalismo e l'utilizzo delle risorse comunitarie che deve riguardare macroaree: ne e' convinto Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania.    ''Sono rassicurato dall'impianto complessivo della norma sul federalismo fiscale - ha detto Caldoro - che e' tutelante sia rispetto alla questione dei costi standard, che dei lea (livelli essenziali di assistenza) che del fondo perequativo. Penso anche io che le Regioni virtuose debbano essere quelle che mostrano performance virtuose altrimenti la Campania, rispetto per esempio alla Lombardia, non potrebbe diventarlo mai''. Per quanto riguarda l'utilizzo delle risorse comunitarie: ''Finora abbiamo speso male, non producendo occupazione ne' Pil. Serve uno sforzo per uscire dalle gelosie e pensare a grandi progetti infrastrutturali, dall'energia alla logistica, dal Mediterraneo al capitale mano, per non parcellizzare piu' le risorse ma lavorare su microaree. In momenti di crisi serve coraggio''.
 Infine Michele Iorio, presidente della regione Molise, si è soffermato anche sulla comunicazione: "Assisto al declino del termine Mezzogiorno nel paese: ormai e' considerato quasi repellente". E' diventato negli ultimi tempi "sinonimo di spreco, assistenzialismo e suscita ilarita' e reazioni". Insomma, conclude, si e' creato anche "un problema di comunicazione" dell'immagine del sud che non fa bene al paese.
 
(red/21.07.10)
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