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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1627 - martedì 27 luglio 2010

Sommario3
- Federalismo demaniale: Agenzia demanio pubblica elenco beni
- Fondo sociale e non autosufficienti
- Incendi boschivi: dossier di Legambiente e Protezione civile
- Inquinamento: parere su decreto per qualità dell'aria
- Tributi locali 2008: dati Ansa Copaff, commenti
- Conferenza Regioni 29 luglio: integrato ordine del giorno

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Federalismo demaniale: Agenzia demanio pubblica elenco beni

(regioni.it) Nell'ambito del provvedimento del "Federalismo Demaniale", l'Agenzia del demanio ha pubblicato l'elenco dei beni del Patrimonio dello Stato, ad eccezione di quelli in uso alle Pubbliche Amministrazioni, di quelli appartenenti al Demanio Storico Artistico, nonchè di quelli situati nelle Regioni a statuto speciale e nel Comune di Roma ai sensi della legge 42 del 5 maggio 2009 art. 24. Tale elenco, che sarà aggiornato periodicamente, è disponibile nella sezione servizi on line dell'agenzia del demanio: "pubblicazione di un elenco contenente i beni del Patrimonio dello Stato*.

Nell'elenco messo online dall'Agenzia del Demanio, infatti, non figurano i beni riguardanti la capitale, che entreranno nel decreto attuativo riguardante Roma Capitale e quelli delle Regioni a Statuto Speciale.
 
Ecco, regione per regione la tabella elaborata dall’Ansa dei beni potenzialmente trasferibili con il loro valore:
 
REGIONE     NUMERO BENI VALORE BENI
ABRUZZO E                          
MOLISE      1656        107.300.757
CALABRIA    770         140.259.584
CAMPANIA    674         560.079.767
EMILIA      918         170.352.158
LAZIO                              
(ESC. ROMA) 1.410       334.817.057
LIGURIA     819         355.951.083
LOMBARDIA   1.004       685.497.898
MARCHE      300         60.920.586 
PIEMONTE    737         238.990.278
PUGLIA E                           
BASILICATA 1.682       274.132.046
TOSCANA E                          
UMBRIA      956         293.401.989
VENETO      962         388.683.522
 

 Link di documentazione su manovra e federalismo:

 

 

(red/27.07.10)

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Fondo sociale e non autosufficienti

Rambaudi: manovra; a rischio servizi sociali

(regioni.it) Con i tagli della manovra economica al fondo sociale sono a rischio, ad esempio, asili nido e l’assistenza domiciliare. Lo sostiene Lorena Rambaudi, coordinatrice della Commissione affari sociali della Conferenza delle regioni  e assessore alle Politiche sociali e giovanili, terzo settore e pari opportunita' della Liguria: "Se non verranno rifinanziati il Fondo sociale nazionale ne' quello per la non autosufficienza i comuni correranno il rischio di non riuscire piu' a garantire i servizi sociali di base". 
"Vuol dire meno asili nido e servizi per l'infanzia, meno comunita' alloggio per i bambini che i Tribunali dei minori tolgono alle famiglie, meno attivita' pomeridiane per i ragazzini a rischio", spiega l'assessore Rambaudi. "Saranno a rischio anche l'assistenza domiciliare per gli anziani, le attivita' di trasporto per i disabili, i centri socio-educativi diurni e gli inserimenti lavorativi delle persone svantaggiate", continua la Rambaudi: "le mense e i dormitori per i senza fissa dimora, le attivita' di prevenzione e contrasto alle tossicodipendenze, i centri di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati, i progetti formativi o ricreativi legati al carcere, gli sportelli immigrati e la mediazione culturale. Ecco l'elenco dei servizi sociali" a carico degli enti locali.
In Italia ci sono almeno 2,6 milioni di persone non autosufficienti, ossia non autonome nel camminare, mangiare, lavarsi, nello svolgere insomma le normali funzioni quotidiane. Di questi, due milioni sono anziani. Sono i dati che emergono dal Rapporto sulla non autosufficienza. Un problema, quello della non autosufficienza, che riguarda una famiglia su 10 e che inevitabilmente sarà sempre più rilevante viste le previsioni sul progressivo invecchiamento della popolazione e sul futuro aumento dei costi di assistenza. 
Il problema della non autosufficienza è stato affrontato in alcuni Paesi con l’istituzione di fondi dedicati: in Germania è attivo dal 1995 un fondo obbligatorio basato sui contributi dei lavoratori e dei datori di lavoro. Nei Paesi Bassi, il Fondo per la non autosufficienza, istituito nel 1968, assiste 588.000 persone, cioè il 3,6% della popolazione. In Francia, è stato introdotto, a partire dal 2002, limitatamente ai cittadini al di sopra del 65esimo anno di età, finanziato in parte con la fiscalità generale, in parte dai Dipartimenti regionali e che prevede comunque una compartecipazione al costo, proporzionata al reddito, da parte dei cittadini che accedono ai servizi. 
 

 

Rapporto sulla non autosufficienza in Italia - 2010

www.regioni.it/upload/rapporto_non_autosufficienza_completo.pdf

 
 

(red/27.07.10)

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Incendi boschivi: dossier di Legambiente e Protezione civile

 (regioni.it) Gli incendi boschivi diminuiscono negli ultimi due anni trascorsi, ma restano le criticità per il sud e le isole. A rilevarlo e' il dossier 2010 di Legambiente e Protezione civile, riferito al 2009.
Come nel 2008, anche nel 2009, il numero dei roghi in Italia e' calato, da 6.479 del 2008 a 5.422 del 2009, la quota piu' bassa degli ultimi 18 anni e il 20% in meno rispetto al 2008.
Solo in Sardegna sono bruciati 37mila ettari di territorio, piu' della meta' di tutta la superficie italiana colpita. Resta comunque il dato positivo del calo, rileva il rapporto, con il coinvolgimento nel 2009 del 16% dei comuni italiani contro il 19% del 2008.
 
 
 
(red/27.07.10)

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Inquinamento: parere su decreto per qualità dell'aria

Conferenza Regioni Doc 08.07.10

(regioni.it) Le Regioni hanno espresso il parere sul Decretoche recepisce la direttiva europea relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa nel corso della conferenza unifica dell’8 Luglio. In un documento le Regioni hanno anche formulato una serie di proposte migliorative. Il testo integrale è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it , il link è: 
http://www.regioni.it/mhonarc/details_confpres.aspx?id=184302

Si riporta di seguito la premessa al documento che può essere consultato nella sua versione integrale al link:
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME - 10/063/CU37/C5
Punto 37) O.d.g. Conferenza Unificata
Premessa
Si rileva che lo Schema di decreto legislativo in oggetto è, nel suo complesso, condivisibile in quanto, coerentemente con la direttiva di cui costituisce attuazione e con i criteri dettati dall’articolo 10 della Legge comunitaria 2008, unifica la normativa nazionale in materia di qualità dell’aria ambiente introducendo anche una serie di soluzioni normative volte a superare le criticità che lo Stato e le Regioni hanno incontrato nei dieci anni di applicazione della normativa vigente, criticità finora affrontate in modo "volontario" grazie ad alcune sedi di coordinamento e collaborazione quali il Tavolo tecnico sulla qualità dell’aria presso il Ministero dell’ambiente, che viene istituzionalizzato nello schema in esame, o il Tavolo Qualità aria tra le Regioni del bacino padano.
Il coordinamento della disciplina in materia di pianificazione e programmazione della qualità dell’aria ambiente con le norme in materia di autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, agli impianti termici civili e ai combustibili, indicato tra i criteri di delega di cui al citato articolo 10 della Legge comunitaria 2008 per permettere l’attuazione dei piani mediante gli strumenti e gli interventi previsti da tali norme, è stato raggiunto attraverso l’approvazione, intervenuta in data 24 giugno 2010, del decreto legislativo correttivo della Parte V del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sul quale si era espressa la Conferenza Unificata in data 22 giugno 2010.
 
Il link agli emendamenti concordati con il Ministero Ambiente durante la riunione tecnica di Unificata del 30 giugno 2010 a partire dalle proposte elaborate nell’interregionale del 22 giugno 2010, tesi a migliorare ulteriormente il testo in esame, in termini di maggiore comprensione della complessa normativa europea e, conseguentemente, di una migliore attuazione della medesima: http://www.regioni.it/upload/8lug10DirQualitàAriaEuropa.pdf

 

(red/27.07.10)

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Tributi locali 2008: dati Ansa Copaff, commenti

De Filippo, Formigoni e Cota

(regioni.it) L’agenzia giornalistica ANSA ha rielaborato i dati tributari di Regioni, Province e Comuni forniti da uno studio dei tecnici della Camera. I dati procapite del 2008 provengono dalla Commissione paritetica per il federalismo fiscale. Dopo quelli delle Regioni ordinarie, (già pubblicati nel numero N. 1625 - venerdì 23 luglio 2010 ) .
Ma per il presidente della Basilicata, Vito De Filippo, i dati sono sbagliati: “In Basilicata l’Irap regionale è al 3,9%, l’addizionale Irpef è allo 0,9%: si tratta delle aliquote più basse consentite perché la nostra Regione non ha mai avuto problemi con la Sanità e ha rispettato il patto di stabilità. Le cifre sui Conti Pubblici della Basilicata diffuse dalla Camera e calcolate sui dati della Commissione per l’attuazione del federalismo fiscale, sono sbagliate”.
De Filippo ribadisce le critiche anche in un'intervista al quotidiano "la Stampa": “Nel dato sulla pressione fiscale – spiega De Filippo – è stata anche inserita la compartecipazione Iva che nel nostro caso, come per le altre Regioni del Sud, ricomprende il Fondo perequativo con i Dpcm. Il dato – osserva De Filippo – non è quindi assolutamente leggibile come fiscalità che grava sul cittadino. Per fare il calcolo i tecnici hanno preso i bilanci e considerato la prima voce, quella delle entrate, divisa per il numero di cittadini. Ma nel caso della Basilicata quella voce include le royalties  che non vengono dal gettito tributario, ma sono pagate dalle compagnie che estraggono il petrolio. 
E’ stata quindi calcolata un’entrata non pagata dai cittadini. Sulle tabelle della Copaff – aggiunge poi  De Filippo all'intervista de "la Stampa" – è necessario fare approfondite discussioni: mettere in trasparenza i dati non è una pratica tanto facile e questi dati, prima di essere messi in circolazione, devono essere accertati con rigore Regione per Regione.  Nella Sanità- continua il Presidente della Regione Basilicata- un cittadino lucano pesa molto meno dei cittadini di altre regioni. Con la manovra la Basilicata perde circa 100 milioni di euro che sarebbero stati utilizzati per i trasporti pubblici, le politiche sociali, il fondo alle imprese, sarà quindi complicatissimo gestire tutte le emergenze. I tagli scatterebbero dal primo gennaio 2011- conclude De Filippo - fino a quella data c’è sempre la speranza che qualcosa cambi. Il federalismo se è inteso come sfida di efficienza ci sembra una sfida possibile, se invece deve essere uno scontro tra basi impositive, è evidente che, per la Basilicata, sarà una battaglia persa. Prima la spesa sul personale ora la tassazione locale, da quando è iniziato il confronto sulla Manovra fiscale tra Regioni e Governo – conclude De Filippo - è la seconda volta che circolano dati errati sulla Basilicata. Se la disinformazione è l’unica arma al tavolo di confronto con gli Enti locali, vuol dire che le ragioni della Manovra sono davvero deboli”. 
Il sistema cosi' com'e' ''non e' piu' accettabile'' e per questo ci vuole ''una svolta radicale'': Roberto Formigoni, il presidente della Lombardia, commenta cosi' i dati di uno studio dei tecnici della Camera, che l'ANSA ha rielaborato, sulla fiscalita' locale.
Secondo Formigoni i lombardi sono i piu' penalizzati dalla manovra economica e i dati sulla fiscalita' ''dimostrano che, con il loro sforzo fiscale, sostengono in modo significativo la spesa di altre regioni''.
''Dei 2261 euro pro-capite di entrate regionali - ha sottolineato Formigoni -, ben 368 vengono versati tutti gli anni come contributo di solidarieta' dalla Lombardia ai cittadini di altri territori''.
Ed e' questo ''che rende la Regione Lombardia - ha spiegato Formigoni - cosi' esigente sui tavoli nazionali sul tema della virtuosita'''. Secondo Formigoni, ''non e' infatti accettabile che risorse versate a fini di solidarieta' non siano incanalate in servizi ai territori piu' svantaggiati, ma in sprechi. Per questo saremo soddisfatti solo quando lo Stato garantira' che i tagli della manovra finanziaria non colpiscano in modo indifferenziato chi paga anche per altri, chi finanzia i servizi a costi minori e chi invece spreca''.
E nonostante ci siano regioni dove si evadono le tasse meno che altrove ''le entrate pro-capite totali a disposizione per garantire i servizi ai cittadini si equivalgono''. Questo significa che ''la perequazione azzera quindi ogni differenza''. Secondo Formigoni e' giusta la solidarieta' ma questa ''sono convinto che non possa, e non debba, annullare completamente gli sforzi tributari compiuti dai singoli cittadini. Questo si configurerebbe come una vera e propria 'ingiustizia fiscale' nei confronti di chi compie il proprio dovere fino in fondo''.
''Aspettiamo gli incontri con il governo su temi quali federalismo fiscale, costi standard e perequazione  per dare finalmente una svolta radicale ad un sistema non piu' accettabile''.
Il presidente del Piemonte, Roberto  Cota, commenta: ''Non conosco la metodologia e i sistemi di calcolo dei dati di fiscalita' regionale. Quello che posso dire e' che c'e' assolutamente bisogno del federalismo fiscale per avere un sistema giusto - attraverso il passaggio dalla spesa storica alla spesa standard - ed efficiente, con il mantenimento delle risorse sui rispettivi territori''.

Infine sempre secondo questi dati Ansa elaborati da quelli del Copaff sono 3.861 gli euro che i cittadini delle Regioni a Statuto Speciale pagano ogni anno come tributi alle amministrazioni dei loro territori. La media delle tasse locali delle regioni autonome e' di 3.536 euro, quella ai Comuni che si trovano in quelle aree di 273 euro e alle province 52 euro.
Da questi dati si rileva:
Valle d’Aosta: 11.110 euro annui alla regione, ma nulla alla provincia e 427 euro ai Comuni della zona. 
Trentino: 8.341 euro l'anno vanno pro capite alla Regione, 204 euro ai Comuni della zona ma nulla alle province. 
Sicilia: alla Regione vanno 2.243 euro, 258 euro ai Comuni dell'isola e 60 euro alle province di quel territorio. 
Sardegna: 3.361 euro alla Regione; 323 i Comuni e 70 le province. 
Friuli Venezia Giulia: 4.358 euro alla Regione; 308 euro ai Comuni e 45 euro alle province.

(red/27.07.10)

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Conferenza Regioni 29 luglio: integrato ordine del giorno

(regioni.it) E’ stato integrato l’ordine del giorno della Conferenza delle Regioni del 29 luglio con il seguente punto:
 
 
5c) Riparto del fondo per l’associazionismo intercomunale – annualità 2010 - per le Regioni individuate ai sensi della delibera della Conferenza Unificata del 6 maggio 2010 –
 

 

 

 

 

  • 29/07/2010 Conferenza Unificata: Ordine del Giorno -
  • 29/07/2010 Conferenza Stato-Regioni: Ordine del Giorno -
  • 29/07/2010 Conferenza Regioni e Province autonome: Ordine del Giorno -
  •       » Integrazione Ordine del Giorno - 

     

    (red/27.07.10)

     

     

  • Regioni.it
    periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

    Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

    Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
    Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
    Capo redattore: Giuseppe Schifini
    Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
    via Parigi, 11 - 00185 - Roma
    Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
    Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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