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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1657 - lunedì 4 ottobre 2010

Sommario
- Federalismo: Errani, domani confronto con il Governo
- Federalismo fiscale: incontro di lavoro
- Conferenza Regioni il 7 ottobre
- Conferenza Stato-Regioni convocata per il 7 ottobre
- 7 ottobre, Conferenza Unificata
- Di Dalmazio: Piano Turismo; pronti a dare il nostro apporto

+T -T
Federalismo fiscale: incontro di lavoro

(regioni) "Domani discuteremo con il governo con una posizione unitaria di tutta la Conferenza delle Regioni, che terra' conto di alcune indicazioni che arrivano dai vari governatori e che saranno sottoposte all'attenzione dei ministri Calderoli e Tremonti". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, al termine della Conferenza delle Regioni straordinaria del 4 ottobre sul federalismo fisca.
"Vogliamo tutti arrivare ad un federalismo che sia l'interpretazione del decreto 42". La Polverini ha quindi sottolineato che "domani, nei punti che saranno illustrati da Errani a nome e per conto di tutte le regioni, al governo, ci sono questioni che interessano tutti i territori d'Italia. Regioni virtuose e meno virtuose, perche' comunque ci sono realta' che sono diverse. Le questioni del Sud assumono piu' forza, e io a volte mi sono fatta portavoce di queste esigenze, se vengono espresse dalla Conferenza delle Regioni in maniera unanime, come sara' domani".
Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha sottolineato che le Regioni sul federalismo lavorano "con volonta' positiva"."Abbiamo lavorato molto insieme - ha detto Formigoni – e stiamo elaborando una posizione comune. Le Regioni sono per il federalismo e per la sua approvazione in tempi rapidi".
Il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota ha ribadito che ''domani saranno sviscerati alcuni  punti ma io non vedo criticita'''.  ''Sono soddisfatto -ha aggiiunto Cota- il federalismo e' una svolta epocale e consentira' di  dare alle Regioni nuove prospettive e possibilita''': ''c'e' un ottimo clima''.
Il presidente della Regione  Campania Stefano Caldoro spiega: ''Tutti condividiamo la legge delega 42 sul federalismo fiscale e quello deve esser il punto di  riferimento. Tutte le iniziative che si discostano dalle legge 42 creano problemi''. ''Stiamo lavorando e costruendo una posizione, un documento per  compensare le varie esigenze -ha aggiunto Caldoro- ci sono problemi che  riguardano soprattutto le Regioni del Sud''.
''C'e' spirito di collaborazione. Abbiamo posto problemi che  riguardano alcune aree del Paese'', riferendosi al ''fondo perequativo''.
Per il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, la realizzazione del federalismo ''deve essere impostata nel modo migliore, al fine di evitare che alcune regioni affondino e altre al contrario acquistino piu' velocita'''. Aggiunge Lombardo:''bisogna riservare molta attenzione a tutti i decreti attuativi sul federalismo a cominciare dai costi standard''.
Per il presidente della Calabria, Giuseppe Scopelliti ''contestualmente alle tematiche legate al federalismo il governo ha l'obbligo di varare un piano per il rilancio del Sud''. ''Per quanto riguarda la richiesta delle soluzioni- ha sottolineato Scopelliti - ho fiducia nell'attivita' del governo e credo che l'incontro di domani al Ministero dell'Economia con il governo sia un passaggio importante''. Al momento insieme alle regioni, ha aggiunto, ''stiamo affrontando questioni importanti come il fondo perequativo per le regioni del Sud e aspetti fiscali che nel tempo potranno essere decisivi''. Si tratta, ha concluso, di ''materie delicate che vanno trattate con ponderazione''.
 "Sono certo - ha detto Vito De Filippo, presidente della regione Basilicata - che non sia interesse di nessuno accentuare le condizioni di disequilibrio tra le varie aree del Paese, ma proprio per questo - ha concluso - e' necessario lavorare approfonditamente e per tempo per far si' che il federalismo rappresenti un'opportunita' per tutti, anzi prima per chi e' in condizione di ritardo di sviluppo, e non un vantaggio per alcune zone del Paese in danno di altre".
''Abbiamo dato vita a un dibattito faticoso ma responsabile tra le Regioni per realizzare concretamente il federalismo fiscale. Pur in presenza di dati imprecisi ed elementi non del tutto chiari su aliquote, addizionali e compartecipazioni varie, la sfida contenuta nelle riforme federalista e' stata ampiamente accolta dalle Regioni''. Aggiunge De Filippo: ''Siamo in presenza pero' di decreti legislativi proposti dal governo in piu' punti contraddittori con i principi della legge 42/2009 sul federalismo fiscale. Domani porteremo queste nostre osservazioni nell'incontro con i ministri Calderoli e Tremonti. La speranza e' che non si acceleri superficialmente il processo per mere esigenze politiche ma si tenga conto del rigoroso contributo che le Regioni stanno provando ad offrire''.
Il presidente della Regione Molise, Michele Iorio, ha proposto un Patto 'per' il Sud'. Secondo Iorio, 'e' necessario un nuovo protagonismo della politica del Sud rispetto alle strategie nazionali, per rendere il Mezzogiorno un elemento ineludibile di ogni programmazione strutturale, infrastrutturale, economica e culturale dell'Italia, sia dei prossimi mesi sia dei prossimi anni''.
Per Romano Colozzi, coordinatore della Commissione affari finanziari della Conferenza delle Regioni: “Il decreto sul federalismo fiscale dovrebbe, invece, essere allineato maggiormente con la legge delega 42, sulla quale era stato trovato un faticoso equilibrio fra le regioni”.
''C'e' spirito di collaborazione", ha detto Caldoro. Anche per Formigoni le Regioni hanno dimostrato finora ''un grande spirito unitario nel lungo processo di realizzazione del federalismo; in ogni caso la riunione di oggi ha evidenziato la presenza di qualche criticita', nodi particolari che auspico possano trovare un'adeguata soluzione nell'incontro di domani con alcuni rappresentanti del governo''.
Infine Michele Iorio, presidente della regione Molise, afferma che va chiarito '' il rapporto tra glieffetti dei decreti in relazione alle entrate e ai fabbisognicon le previsioni e i ''tagli'' della manovra nazionale delloscorso luglio''. E’ necessario ''rivederela previsione dell'abbassamento dell'aliquota dicompartecipazione all'IVA al 25% dall'attuale 44,7%: tale riduzione rischia di non garantire la sostenibilita' dellaspesa sanitaria, e' in controtendenza con la prassi dellamaggioranza degli Stati membri dell'Unione europea e risultain contrasto con il criterio di delega previsto della legge42/2009, che prevede il carattere prioritario dellacompartecipazione all'IVA nella determinazione delle entrateregionali''. E va rivista la norma che prevede lapossibilita' di ridurre l'Irap nelle singole Regioni senzaadeguati correttivi: ''tale facolta' potrebbe generaredifferenze in termini competitivi tra le Regioni nonche'compromettere la finanziabilita' del Fondo perequativo''.

(red/04.10.10)

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