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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1660 - giovedì 7 ottobre 2010

Sommario
- Errani: chiarire incrocio manovra-federalismo fiscale
- Federalismo: Regioni, i commenti dei Presidenti
- Federalismo fiscale: Tremonti, Fitto, Calderoli, Fazio
- Fondi UE: preoccupazione da alcune Regioni europee
- Decreto federalismo regionale e costi standard : ok da CdM
- Federalismo: Errani, bruciare i tempi rischia di fare danni

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Federalismo: Regioni, i commenti dei Presidenti

(regioni.it)” E’una sorpresa anche se ormai ci siamo abbastanza abituati alle novità, questa rimane sempre una sorpresa''. Così il presidente della Regione Molise e vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Michele Iorio, ha commentato il primo via libera del Consiglio dei ministri al decreto attuativo del federalismo fiscale che riguarda le regioni e i costi standard della sanità.
''Come Regioni – ha sottolineato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini -vogliamo il federalismo purché sia, prima di tutto, un'opportunità di crescita. Per questo ci ha lasciati molto perplessi la decisione  del Governo di approvare lo schema di decreto legislativo della legge in materia, mettendo insieme due temi delicati, come appunto quello del federalismo, e la definizione dei costi standard per la sanita', nonostante avessimo chiesto espressamente di tenerli separati”. Commenta così, l'approvazione dello schema di decreto di attuazione della legge in materia di federalismo da parte del Consiglio dei ministri.
Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, sceglie il proprio blog per commentare “un federalismo di cui non si conoscono i numeri e le conseguenze, si e' forzata la mano andando ben al di la' degli spazi concessi dalla Costituzione, dallo Statuto siciliano e dalla stessa delega. Non il federalismo fiscale ma il suo feticcio viene agitato per illudere che l'obiettivo sia stato conseguito. E' un federalismo fatto contro il sud e le autonomie speciali". “Attendiamo ancora di avviare la perequazione infrastrutturale, prevista dalla stessa legge delega sul federalismo, di cui non c'e' traccia e senza la quale il federalismo si ritorce contro il sud".
“Le nuove norme non devono interferire sul regime di entrate stabilite negli statuti delle regioni speciali''. afferma il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, a Roma insieme all'assessore della Programmazione, Giorgio La Spisa, nel corso della Conferenza delle Regioni e della Conferenza Stato-Regioni-Autonomie Locali, nella quale e' stata affrontata la questione dei decreti attuativi del federalismo fiscale. Seguendo la direttiva della Regione Sardegna, coordinatrice di tutte le Regioni speciali, spiega una nota, e' stato proposto un emendamento al testo del decreto relativo al cosiddetto federalismo municipale, per evitare che questo nuovo sistema abbia ripercussioni negative sulle entrate regionali. Riguardo allo schema di decreto approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, il presidente Cappellacci e l'assessore La Spisa hanno condiviso la sorpresa per l'improvvisa accelerazione dell'iter legislativo, in assenza di una intesa preliminare e di un chiarimento sulla disponibilità delle risorse.
“Peccato che ancora una volta il Governo abbia preso una decisione importante per le Regioni senza un confronto adeguato e senza coinvolgerle a sufficienza, dando prova di un federalismo gestito in modo centralista”. Lo afferma Enrico  Rossi, presidente della Regione Toscana. “Se questo governo approvando in modo surrettizio il federalismo - prosegue Rossi - avesse avuto il coraggio di restituire alle Regioni le competenze e i finanziamenti che c'erano prima del 2008 avremmo sicuramente fatto un passo in avanti. Voglio sperarci, ma non ci credo. Prima di esprimere nel merito un giudizio definitivo sul provvedimento assunto - conclude il presidente toscano - voglio comunque leggere bene tutto il decreto, in ogni suo dettaglio”.
"La Lega e' il dominus del governo, scandisce l'agenda politica e sembra anche intenzionata a ottenere tutto ciò che interessa al suo blocco elettorale forse prima di staccare la spina". Lo ha detto il Presidente della Puglia Nichi Vendola che teme che il federalismo fiscale come e' stato scritto oggi diventi un "federalismo di svantaggio per il Sud". E sottolinea che "sul federalismo fiscale, come Errani, penso che ci sia stato un atteggiamento metodologico scorretto da parte del governo perché si sono aperti vari tavoli, si è iniziato a discutere e poi hanno scodellato un testo che contiene anche i costi standard della sanità, sui quali si era appena iniziato a discutere. Peraltro con testi scritti con una certa sciatteria". Vendola afferma che "tutti i Presidenti, anche quelli di tradizione piu' federalista esprimono perplessità per l'accelerazione che c'e' stata".
Bene il passaggio dei primi decreti sul federalismo, ma ora si deve premiare la virtuosità. E’ questa l'opinione del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni."Il passaggio in Consiglio dei ministri dei primi decreti sul federalismo regionale e' certamente un fatto significativo e importante. Il testo presentato - spiega Formigoni - si avvale del buon lavoro fatto in settimana tra Governo e Regioni, che lo ha reso molto più coerente, anche se avremmo preferito poter sviluppare, prima di questa approvazione in CdM, un confronto anche sui costi standard". Il presidente spiega: "Le Regioni credono nel federalismo e la Lombardia vi crede più di tutti, anche perché siamo stati per molti aspetti gli iniziatori del processo federalista e abbiamo sviluppato esperienze che dimostrano l'utilità e la necessità di un federalismo ben fatto per tutto il nostro Paese". Una riforma che, se ben fatta, "esalta la responsabilità delle amministrazioni e rende trasparente ai cittadini la buona o cattiva qualità degli amministratori". Nel confronto e nella discussione che ora si approfondirà, "la Lombardia sottolineerà in particolare la necessità di inserire meccanismi premianti per le amministrazioni virtuose. Non sarebbe accettabile infatti - conclude Formigoni - che, a federalismo realizzato, tutto rimanesse inalterato e al massimo venisse sanzionato qualche comportamento scorretto. Il premio alla virtuosità e' il vero segno distintivo del federalismo e non potrà in nessun modo mancare”.  ''Il decreto attuale è molto più coerente con la legge delega 42 ma rimangono irrisolti i punti relativi ai livelli essenziali di assistenza e livelli essenziali delle prestazioni, e la manovra'', ha spiegato Romano Colozzi, coordinatore della  Commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni e assessore al Bilancio della Lombardia. Colozzi ha spiegato che l'incrocio tra i fabbisogni standard e i livelli essenziali ''farà emergere le risorse necessarie a garantire l'erogazione dei servizi a costi standard”.
“C'è la volontà, da parte della Conferenza, di rimanere interlocutore, e questo è un fatto positivo, riconoscendo i passi in avanti fatti anche rispetto al primo decreto". ha affermato il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini sottolineando che le Regioni vogliono "continuare a lavorare" insieme al governo auspicando che "il buon lavoro fatto" sul tema del fisco regionale "prosegua e si possa fare anche sulla parte relativa ai costi standard”. “Al di là del metodo che ci ha fatto trovare impreparati, abbiamo deciso di andare avanti con convinzione, riconoscendo il lavoro fatto sulla fiscalità. Non e' un passaggio che vale poco”. ha aggiunto il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, “Se il governo ci fa recuperare pochi giorni, tra il passaggio del Consiglio dei ministri e la Conferenza Stato-Regioni, saremo in grado di trovare soluzioni anche sul decreto che riguarda i costi standard della sanità- ha spiegato Polverini- Avevamo chiesto di potere valutare il testo in un secondo momento ma ci e' stato detto che era complicato per il governo portare in commissione bicamerale i due testi separati. Penso, però, che avremo del tempo per recuperare". La Presidente del Lazio, dopo aver ricordato che "i due tavoli che avevamo richiesto, sul Trasporto pubblico locale e sulla manovra, saranno istituiti", ha sottolineato che dalla Conferenza delle Regioni “ci sarà il massimo sostegno per le esigenze delle Regioni a statuto speciale". A chi le chiedeva, infine, il motivo per cui stamani si sia recata a palazzo Chigi, Polverini ha così risposto: "Ieri sera ci siamo sentiti con la maggior parte dei presidenti e io stamani (7 ottobre, ndr) , per questioni di domicilio, potevo andare a seguire”.
"La politica dei fatti e' quella che fa gli interessi della gente. Il passaggio in Consiglio dei Ministri dei decreti legislativi sul federalismo fiscale e sui costi standard e' veramente una svolta. Il Governo ha individuato nel federalismo una priorità”. Così il Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, commenta il via libera da parte del Consiglio dei Ministri allo schema di decreto legislativo sul federalismo regionale e provinciale e sui costi standard per la sanità. “Con la nuova fiscalità regionale saranno visibili a tutti le risorse amministrate dalle Regioni- spiega Cota- si avrà una vera manovrabilità fiscale che consentirà di fare delle concrete politiche e non semplice gestione burocratica. E con i costi standard si verificheranno e si colpiranno gli sprechi. Noi in Piemonte- conclude il Presidente- applicheremo da subito questi criteri per fare la nostra riforma sanitaria".
''Le Regioni hanno dimostrato di aver accettato lealmente e per intero la sfida del federalismo, mentre il Governo sembra essere combattuto tra la costruzione di un modello di Stato equo e che funzioni e l'esigenza di rifornire di consenso un partito importante della maggioranza che è la Lega. Questo ci preoccupa molto perché nasconde molte delicate questioni''. E' questo il commento del Presidente della Regione Basilicata e membro dell'ufficio di presidenza della Conferenza delle Regioni, Vito De Filippo, al testo del decreto legislativo licenziato oggi dal Governo. “Le Regioni - spiega De Filippo - vogliono veramente un federalismo equo e solidale. Il Governo, intanto, ci incontra, concorda un metodo e poi, per contingenti e non nobili esigenze politiche, accelera e mette insieme materie complesse, autonomia finanziaria delle Regioni, delle Province e costi standard nella sanita', come si evince alla sola lettura del titolo del decreto legislativo stesso. Eppure, nei fatti, lo stesso Governo ha riconosciuto l'importanza del confronto con le Regioni, recependo alcune indicazioni emerse in materia fiscale, quella su cui c'e' stato un confronto approfondito. E' stata meglio definita la perequazione delle materie fondamentali (sanita', assistenza, istruzione e trasporti), viene meglio chiarito il tema delle compartecipazioni Iva e Irpef rispetto alla precedente versione ma - conclude il governatore - restano sullo sfondo la definizioni del Lea (i livelli essenziali di assistenza in materia sanitaria) e Lep (i livelli essenziali di prestazione in materia socio assistenziale) e, ancora, non c'e' stata l'auspicata valutazione dell' impatto della manovra economica di recente varata dal Governo sull'avvio del federalismo''.
Per il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, :"è una giornata fondamentale per noi e per l'Italia intera. Con il via libera del Consiglio dei ministri su tributi e costi standard si fa un passo in piu' per realizzare quell'ideale che i padri costituenti, veri federalisti, avevano immaginato. E' un punto di svolta fondamentale di cui beneficerà il Paese intero, perché il sistema federale, proprio delle democrazie mature, e' movimento centripeto che unisce, non divide, la nazione attraverso una profonda assunzione di responsabilità da parte di tutti i territori. Il federalismo, come ha detto il presidente Napolitano e' ormai una necessità, e il Veneto e' pronto a raccogliere la sfida. Domani, infatti, si insedierà ufficialmente la commissione sul federalismo, per rendere realtà quella riforma strutturale per la quale ci siamo sempre battuti".
Nessun rispetto per la ''dignita''' delle Regioni, e nessuna concretezza sulle ricadute del provvedimento. E’ questo il commento del presidente delle Marche Gian Mario Spacca. ''L'accelerazione data dal Governo all'approvazione del decreto sul cosiddetto federalismo regionale fiscale, insieme con quello sui costi standard in sanità - dice – sembra rispondere più a una preoccupazione politica interna alla maggioranza (la Lega di Bossi), che alla volontà di avviare un concreto federalismo, capace di rendere efficiente la pubblica amministrazione e migliorare i servizi per i cittadini''.''Il decreto e' privo di qualsiasi riferimento alle cifre e alle ricadute concrete che le previsioni normative dispongono''. ''Resta perciò intatta - prosegue il presidente - la nostra preoccupazione non per il 'troppo' federalismo' o per il 'veloce' federalismo, quanto per la mancanza di concretezza e di rispetto della dignità delle Regioni e del sistema degli enti locali''. ''La pretesa di voler definire i costi standard dei servizi senza alcun confronto con le Regioni e' assurda''. Quanto alle somme, ''si confermano purtroppo tutte le drammatiche riduzioni di risorse previste dalla manovra finanziaria di Tremonti”.
(red/07.10.10)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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