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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1664 - mercoledì 13 ottobre 2010

Sommario3
- Federalismo: convocata Conferenza Regioni per il 14 ottobre
- Biblioteca: Rapporto Caritas-Fondazione Zancan sulla povertà
- Dati economici da Mef, Bankitalia e Istat
- Protezione civile: rifinanziare il Fondo regionale
- Zaia su politiche immigrazione
- Lazio: un traduttore dal burocratese all'italiano

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Federalismo: convocata Conferenza Regioni per il 14 ottobre

(regioni.it) Come preannunciato il Presidente il Presidente Vasco Errani ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per giovedì 14 ottobre alle ore 10.30 (Via Parigi, 11, Roma).
All’ordine del giorno le valutazioni sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di autonomia di entrata delle Regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e fabbisogni standard nel settore sanitario.
 
(red/13.10.10)

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Biblioteca: Rapporto Caritas-Fondazione Zancan sulla povertà

(regioni.it) Secondo il X Rapporto sulla povertà ed esclusione sociale della Caritas Italiana e della Fondazione Zancan, presentato il 12 ottobre a Roma (intitolato "In caduta libera" e pubblicato da "il Mulino"), i poveri in Italia sono 8.370.000 e non 7.810.000 come dicono i dati ufficiali dell'Istat, ossia circa 560 mila persone in piu' (+ 3,7%).
“Non e' vero - afferma il rapporto - che siamo meno poveri come farebbero pensare i dati ufficiali sulla povertà, del luglio 2010'', che parlano di povertà stabile. Un'affermazione che si basa su calcoli che danno “un'illusione ottica”.
Alle stime sui poveri, va aggiunto un 10%, quindi circa 800 mila italiani, di 'impoveriti'. Persone che pur non essendo povere hanno però cambiato il proprio tenore di vita e vivono in “forte fragilità economica”.
Questo il ragionamento del rapporto Caritas-Zancan. ''Secondo l'Istat lo scorso anno l'incidenza della povertà relativa è stata pari al 10,8% (era 11,3% nel 2008), mentre quella della povertà assoluta risulta del 4,7%.
Secondo l'Istat si tratta di dati 'stabili' rispetto al 2008. In realtà di tratta di un'illusione 'ottica': succede che, visto che tutti stanno peggio, la linea della povertà relativa si è abbassata, passando da 999,67 euro del 2008 a 983,01 euro del 2009 per un nucleo di due persone. Se però aggiornassimo la linea di povertà del 2008 sulla base della variazione dei prezzi tra il 2008 e il 2009, il valore di riferimento non calerebbe, ma al contrario salirebbe a 1.007,67 euro. Con questa posizione di ricalcolo, alzando la linea di povertà relativa di soli 25 euro mensili, circa 223 mila famiglie diventano povere relative: sono circa 560 mila persone da sommare a quelle già considerate dall'Istat (cioe' 7.810.000 poveri) con un risultato ben piu' amaro rispetto ai dati ufficiali: sarebbero 8.370.000 i poveri nel 2009 (+3,7%)''.
La poverta' si conferma un fenomeno del Sud, delle famiglie numerose o monogenitoriali, di chi ha bassi livelli di istruzione. Inoltre - continua il rapporto – “sempre più famiglie, in cui o piu' membri lavorano, sono povere”. Infatti, “accanto ai dati ufficiali ci sono le persone 'impoverite' che pur non essendo povere, vivono in una situazione di forte fragilità economica. Sono persone che, soprattutto in questo periodo di crisi, hanno dovuto modificare, in modo anche sostanziale, il proprio tenore di vita, privandosi di beni e servizi, precedentemente ritenuti necessari''. Ecco alcuni dati che confermano questa situazione: nel 2009 il credito al consumo è sceso dell'11%, i prestiti personali del 13% e la cessione del quinto a settembre 2009 ha raggiunto il +8%. Il rapporto calcola un 10% in più di poveri da sommare agli oltre 8 milioni stimati.
Contenuti del volume:
PRESENTAZIONE (Giuseppe Benvegnù-Pasini)
PARTE PRIMA: UNA DERIVA DA CONTRASTARE A PARTIRE DALLE FAMIGLIE (Giuseppe Benvegnù-Pasini, Maria Bezze, Cinzia Canali, Elena Innocenti e Tiziano Vecchiato)
1. La povertà: un problema non risolto perché non affrontato
2. Le dimensioni regionali del problema e la capacità di risposta
3. Uno sguardo all’Europa
4. Povertà familiare e politiche per contrastarla
5. Alla ricerca di nuovi strumenti di solidarietà e di lotta alla povertà
6. Per giustizia e per solidarietà
PARTE SECONDA: COMUNITÀ ECCLESIALE E POVERTÀ IN ITALIA E IN EUROPA: RIFLESSIONE, ACCOMPAGNAMENTO, ANIMAZIONE (Andrea La Regina, Renato Marinaro, Walter Nanni, Giancarlo Perego, Marcello Pietrobon e Laura Stopponi)
La situazione italiana
7. Uno sguardo complessivo alla povertà e al disagio sociale nelle regioni caso-studio
8. L’accoglienza delle situazioni di povertà nei Centri di ascolto: i dati del 2008
9. La povertà secondo l’esperienza della Caritas: evoluzione e tendenze di mutamento nel biennio 2008-2009
10. La valutazione delle misure governative anti-crisi economica: il parere di Caritas Italiana, Cisl e Acli
11. La Chiesa e i poveri: una riflessione teologico pastorale che continua e si rinnova
12. La presa in carico delle situazioni di povertà economica da parte della Chiesa locale e nazionale
La situazione europea
13. Povertà e nuovo welfare in Europa: ruolo e presenza della Caritas
14. Modelli di Caritas nazionali a confronto: i risultati di una ricerca su cinque casi-studio
15. Riflessioni conclusive e prospettive Caritas per il futuro europeo
PROSPETTIVE DI LAVORO E DI IMPEGNO (Vittorio Nozza)

 
(red/13.10.10)

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Dati economici da Mef, Bankitalia e Istat

Calano entrate tributarie nel 2010

(regioni.it) Sono stati pubblicati alcuni dati economici riguardanti il fisco, il debito pubblico e la produzione industriale del nostro Paese. I dati provengono rispettivamente da ministero dell'Economia, Bankitalia e Istat.
Nei primi otto mesi del 2010 le entrate tributarie sono diminuite dello 0,8% al netto delle una tantum e del 2,4% al lordo. Lo comunica il Dipartimento Finanze del ministero Economia. Le entrate evidenziano un miglioramento rispetto ai primi sette mesi dell'anno. Al netto delle una tantum, che ammontano a 2.510 milioni, sono state di 251.007 milioni. Vola il gettito dalla lotta all'evasione, incassi per 3.306 milioni (+12,4% rispetto al corrispondente periodo del 2009). Bene Ire, giu' tasse imprese. Cresce il gettito dell'Iva, imposta sul valore aggiunto che per prima riflette i cambiamenti della congiuntura economica, con 71,255 miliardi, +2,481 miliardi,pari a +3,6% rispetto al corrispondente periodo del 2009
Mentre emerge dai dati di Bankitalia che il debito pubblico italiano nel mese di agosto e' salito rispetto a luglio e ha toccato un nuovo record, attestandosi a quota 1.843 miliardi di euro. I dati sono contenuti nel Supplemento al Bollettino statistico dedicato alla finanza pubblica. Secondo Bankitalia nel periodo gennaio-agosto del 2010 le entrate tributarie sono state pari a 244,263 miliardi di euro, in calo del 2,6% rispetto ai primi otto mesi del 2009.
Ma in una nota il Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia sostiene che ''il dato relativo al calo del gettito delle entrate nei primi otto mesi del 2010, diffuso oggi da Bankitalia, e' un dato che non tiene conto delle imposte una tantum versate nel 2009. Il confronto tra i due periodi non e', pertanto, omogeneo. Al netto delle una tantum, la flessione delle entrate tributarie di cassa nel periodo gennaio-agosto2010 si riduce allo 0,8%''.
Infine l’Istat rileva i dati sula produzione industriale ad agosto, che e' aumentata del 9,5% rispetto allo stesso mese del 2009 e dell'1,6% (dato destagionalizzato) rispetto al luglio 2010. Si tratta del miglior risultato tendenziale dal dicembre del 1997. La produzione di autoveicoli nello stesso mese ha registrato una diminuzione del 20,2% rispetto allo stesso mese del 2009. L'Istat spiega che la variazione nei primi 8 mesi del 2010, a confronto con lo stesso periodo del 2009, e' pari al +6,2%
 
(red/13.10.10)

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Protezione civile: rifinanziare il Fondo regionale

Conferenza Regioni Doc 07.10.10

(regioni.it) La Conferenza delle regioni e delle Province autonome il 7 ottobre ha approvato un “ordine del giorno” sul rifinanziamento, a partire dal 2011, del fondo regionale di protezione civile.
Il documento è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it . il link è:
Si riporta di seguito il testo integrale.
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME - 10/096/CR09/C13
ORDINE DEL GIORNO
Il Fondo Regionale di Protezione Civile ha permesso, dal momento della sua attivazione avvenuta con la legge finanziaria 2001, di realizzare un efficace sistema nazionale di protezione civile articolato sul territorio, contribuendo alla costruzione, al consolidamento ed alla crescita della capacità operativa e tecnica delle strutture di protezione civile delle Regioni e degli enti locali. L’impiego delle risorse del Fondo, inoltre, ha consentito di fronteggiare con efficacia i numerosi eventi calamitosi di rilievo regionale verificatisi in questi ultimi anni, permettendo alle strutture nazionali della protezione civile italiana di concentrarsi sulle emergenze di grandi proporzioni.
A partire dal 2005 le Regioni e le Province Autonome, anche in considerazione delle obiettive esigenze di finanza pubblica, hanno condiviso all’unanimità la richiesta proveniente dal Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri di destinare una quota delle risorse ad esse spettanti nell’ambito del Fondo al finanziamento di attività ed interventi di rilevanza nazionale, promossi e coordinati dal Dipartimento: la realizzazione della Colonna Mobile Nazionale delle Regioni (struttura operativa essenziale mobilitata in occasione di emergenze di grandi proporzioni), l’avvio dell’installazione della dorsale nazionale a microonde e l’attivazione del servizio di comunicazioni satellitari.
L’ultima annualità del Fondo finanziata è stata il 2008 (erogato nel corso del 2010).
Le Regioni e le Province Autonome evidenziano l’esigenza imprescindibile di rifinanziare il Fondo, al fine di non compromettere le attività avviate e di salvaguardare la funzionalità dei mezzi e delle attrezzature di protezione civile acquistate con le risorse provenienti dal Fondo stesso.
Va sottolineato che senza il Fondo Regionale, il sistema nazionale non avrebbe potuto fornire una risposta tanto efficace all’emergenza in Abruzzo, schierando sul campo mezzi, attrezzature e risorse umane che hanno consentito di fornire completa assistenza ad oltre il 60% del fabbisogno totale, attingendo alle rispettive colonne mobili regionali.
Quindi, in sede di valutazione delle misure per la prossima legge finanziaria dello Stato, si ritiene di richiedere al Governo il rifinanziamento del Fondo Regionale di Protezione Civile, istituito con l’art., 138, comma 16, della legge n. 388/2000, mantenendo la modulazione degli ultimi anni (finanziamento statale integrale);
L’ammontare del finanziamento del Fondo e le modalità di destinazione potranno essere stabilite, come avvenuto per l’annualità 2008, con apposito DPCM, da concordare con le Regioni e le Province Autonome,
Si chiede altresì che le risorse del Fondo Regionale siano escluse dal patto di stabilità interno, al fine di non ostacolare l’attuazione tempestiva degli interventi di superamento delle emergenze locali e di messa in sicurezza dei territori, nonché i piani di implementazione della capacità operativa dei sistemi regionali e locali di protezione civile, anche in preparazione a possibili eventi futuri di rilevanza nazionale.
Corre, infine, l’obbligo di sottolineare che il mancato rifinanziamento del Fondo Regionale rischierebbe di compromettere la funzionalità delle colonne mobili delle Regioni e, quindi, la complessiva capacità di risposta dell’intero sistema di protezione civile del Paese.
Roma, 7 ottobre 2010
 
(red/13.10.10)

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Zaia su politiche immigrazione

Istat: dati su stranieri residenti in Italia

(regioni.it) Il presidente del Veneto, Luca Zaia, da' ragione al ministro dell'Interno Roberto Maroni in merito all'entrata nella Ue della Romania. "Io penso che l'allargamento dell'Europa ai Paesi Peco, tutta l'ex Unione Sovietica, sia stato qualcosa di veramente sconsiderato e poco razionale'', ha detto Zaia ai giornalisti a margine di un incontro sulla Tav.
''L'allargamento dell'Europa e' una bella cosa, fatto senza criterio e' una pessima cosa. Lo dico perche' questi paesi vivono in alcuni casi in un'arretratezza di 60 anni rispetto a noi. Immagino che la soluzione migliore -ha sottolineato Zaia- sia  quella di pensare ad una sala d'attesa per entrare in Europa. Ha ragione Maroni quando dice che i cittadini europei come quelli romeni- ha concluso Zaia- devono avere qualche trattamento diverso".
L'Istat indica che i cittadini dei paesi est-europei (+181 mila nel corso del 2009, +9,5%) contribuiscono per circa la metà anche all’incremento degli stranieri residenti: quelli dei paesi Ue di nuova adesione sono cresciuti complessivamente di circa 105 mila unità (+10,9%), mentre quelli dei paesi dell’Est europeo non facenti parte dell’Unione sono aumentati di 76 mila unità (+8,1%). I cittadini dei paesi asiatici sono complessivamente cresciuti di 71 mila unità, con un incremento relativo del 11,6%. 

intervista a Il Riformista- mercoledì 13 ottobre 2010
intervista ad Italia Oggi - mercoledì 13 ottobre 2010


L'Istat rileva che oltre il 60% dei cittadini stranieri risiede nelle regioni del Nord, il 25,3% in quelle del Centro e il restante 13,1% in quelle del Mezzogiorno, anche se nel 2009 la popolazione straniera è cresciuta più intensamente nelle regioni del Mezzogiorno rispetto a quelle del Centro-nord. Sempre secondo gli ultimi dati Istat i cittadini stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2010 sono 4.235.059 pari al 7,0% del totale dei residenti. Al 1° gennaio 2009 essi rappresentavano il 6,5%. 
Nel corso dell’anno 2009 il numero di stranieri è aumentato di 343.764 unità (+8,8%), un incremento ancora molto elevato, sebbene inferiore a quello dei due anni precedenti (494 mila nel 2007 e 459 mila nel 2008, rispettivamente +16,8% e +13,4%), principalmente per effetto della diminuzione degli ingressi dalla Romania.  I minori sono 932.675, il 22,0% del totale degli stranieri residenti; circa 573 mila sono nati in Italia, mentre la restante parte è giunta nel nostro paese per ricongiungimento familiare. Circa la metà dei residenti stranieri (2 milioni 86 mila individui, pari al 49,3% del totale) proviene dai paesi dell’Est europeo: in particolare, circa un quarto proviene dai Paesi Ue di nuova adesione (1 milione 71 mila, escludendo Cipro e Malta, fra cui 888 mila dalla sola Romania); un altro quarto (1 milione 15 mila) è rappresentato dai cittadini dei paesi est-europei non appartenenti all’Ue.

 

 ISTAT: Stranieri. Al 1° gennaio 2010 sono 4.235.059, pari al 7% del totale dei residenti

 

(red/13.10.10)

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Lazio: un traduttore dal burocratese all'italiano

Lotta alla disoccupazione: 10 milioni per le imprese

(regioni.it) Un traduttore di avvisi e bandi pubblici dal 'burocratese' all'italiano. E’ una nuova iniziativa della Regione Lazio, lanciata dalla presidente Renata Polverini e dall'assessore al Lavoro Mariella Zezza nel corso della presentazione di alcuni incentivi alle aziende per l'assunzione e la formazione di lavoratori svantaggiati. 
“Il traduttore si chiama Tribù - spiega Polverini – dall’11 ottobre e' online sul sito rinnovato dell'assessorato al Lavoro della Regione con il fine di rendere comprensibili a tutte le persone le modalità di accesso a bandi e ad incentivi''. 
“Se una sovvenzione è rivolta ad un disoccupato con la quinta elementare, come potrà comprendere un bando scritto in burocratese? - si domanda Zezza - Come potra' accedervi? Da vecchia giornalista quale sono mi sono posta queste domande e ho pensato ad una traduzione fondata sulle cinque W (Chi,cosa,dove,quando e perché). 
La sovvenzione 'Lavoro in chiaro' – a margine della quale è stata presentata l’iniziativa del “traduttore dal burocratese - prevede 10 milioni di euro per incentivare le imprese del Lazio ad assumere e formare lavoratori svantaggiati e per prevenire il lavoro sommerso. 
I dieci milioni di euro messi a disposizione attraverso un bando pubblico con scadenza il 30 settembre 2011 sono destinati alle imprese del Lazio, profit e non profit, di qualsiasi settore e dimensione che decidano di assumere: disoccupati da almeno sei mesi, disoccupati con bassa scolarita', over 50, adulti soli con una o più persone a carico.
“E' un modo per rimettere in moto l'occupazione della Regione a partire dalle fasce piu' svantaggiate – spiega Polverini -. L'obiettivo e' anche quello di far emergere il lavoro nero e intervenire per mettere in sicurezza i luoghi di lavoro”. La Regione, infatti, promuove agevolazioni all'assunzione e percorsi di formazione per le persone a rischio di lavoro nero. ''Secondo l'ultima rilevazione, datata 2007 - ricorda Zezza -, nel Lazio ci sono 270 mila lavoratori irregolari, l'11% del totale, e il 66% sta nella provincia di Roma. Siamo sotto la media nazionale - aggiunge - ma il nostro impegno per il 'lavoro in chiaro' va avanti. Sara' la stessa Zezza a presentare prossimamente il bando nelle cinque Province del Lazio. Il bando da dieci milioni è il terzo che e' stato tradotto dal burocratese - prosegue - il primo e' stato quello sulla flat security. Quando avremo il bando per i disabili lo tradurremo in braille, quando ci saranno bandi per gli immigrati prepareremo traduzioni nelle diverse lingue”.

 

(red/12.10.10)

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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