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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1665 - giovedì 14 ottobre 2010

Sommario
- Federalismo: Errani, posti e ribaditi 3 punti fondamentali
- Federalismo: prosegue il confronto nella Conferenza delle Regioni
- Decisione di Finanza Pubblica 2011-13: documento delle Regioni
- Chiamparino (Anci): tagli alle Regioni penalizzano finanza locale
- Italia e processo normativo UE: proposti emendamenti a Ddl
- Politiche giovanili: intesa su riparto fondo

+T -T
Decisione di Finanza Pubblica 2011-13: documento delle Regioni

Conferenza Regioni Doc 07.10.10

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 7 ottobre ha approvato un documento di osservazioni sulla “Decisione di finanza pubblica 2011-2013” (Dfp). Il testo - pubblicato sul sito www.regioni.it(nella sezione “conferenze”) - è stato consegnato al Governo nel corso della Conferenza Unificata.
Si riporta di seguito il documento integrale il cui link è:
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME - 10/097/CU11/C2
Punto 11) O.d.g. Conferenza Unificata
La nuova legge di contabilità e finanza pubblica (L.196/2009) introduce novità di rilievo sul ciclo della programmazione, sulla tempistica, sulla denominazione e sui contenuti degli strumenti di programmazione economico – finanziaria.
Il ciclo di programmazione inizia il 15 luglio con l’invio da parte del Governo alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, le Linee guida per la ripartizione degli obiettivi programmatici e prosegue con la presentazione alle Camere entro il 15 settembre dello schema di Decisione di Finanza Pubblica (DFP). (art. 7, comma 2, lett. b della legge).
La DFP indica (art. 10 L.196/2009) l’evoluzione economico-finanziaria internazionale, per l’anno in corso e per il periodo di riferimento almeno triennale, nonché le previsioni macroeconomiche tendenziali e programmatiche per l’Italia, per ciascun anno del periodo di riferimento. Esplica inoltre i parametri economici essenziali utilizzati per le previsioni di finanza pubblica in coerenza con gli andamenti macroeconomici tendenziali e programmatici.
La DFP contiene l’esposizione dei dati tendenziali a legislazione vigente del conto economico della pubblica amministrazione, del saldo di cassa e del debito, sia nel complesso, che ripartiti per i diversi sotto-settori in cui la P.A. è articolata: amministrazione centrale, amministrazioni locali ed enti di previdenza e assistenza sociale. Dà altresì indicazione dell’andamento tendenziale della pressione fiscale complessiva così come del saldo netto da finanziare del bilancio dello stato e del saldo di cassa del settore statale. Accanto a queste indicazioni, fornisce un'indicazione di massima delle risorse necessarie a confermare, per il periodo di programmazione, gli impegni e gli interventi di politica economica e di bilancio per i vari settori di spesa (politiche invariate).
La DFP individua gli obiettivi programmatici della P.A. e l’articolazione della manovra necessaria al conseguimento degli obiettivi, dando evidenza all’apporto di ciascun sotto-settore.
La DFP indica eventuali disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica, ciascuno dei quali concorre al raggiungimento degli obiettivi programmatici fissati dalla DFP, anche attraverso interventi di carattere ordinamentale, organizzatorio e di rilancio e sviluppo dell’economia, e indicativamente, a fini conoscitivi, i valori del prodotto potenziale e degli indicatori strutturali programmatici del conto della P.A.2
La DFP riporta il contenuto del Patto di convergenza, del Patto di stabilità interno e delle sanzioni per gli enti territoriali nel caso di mancato rispetto di quanto previsto da quest’ultimo. La presentazione alle Camere della DFP viene dunque ravvicinata alla presentazione del disegno di legge di stabilità e del disegno di legge di bilancio, fissata al 15 ottobre.
La Decisione di finanza pubblica è destinata ad essere sostituita già l’anno prossimo con nuovi documenti politico – contabili europei come deciso nel maggio scorso dai Capi di Stato e di Governo e sarà istituita una Sessione di bilancio europea.
La Commissione ha istituito un coordinamento strategico dei diversi momenti di definizione programmatica per i Paesi membri organizzando il "Semestre Europeo": la pianificazione strategica avrà inizio alla fine di aprile con la presentazione simultanea del Piano Nazionale di Riforma e del Patto di Stabilità. Il PNR conterrà la sintesi del quadro macroeconomico definito dal PS, l’analisi degli squilibri macroeconomici nazionali e punti di vulnerabilità nazionali e le iniziative strategiche di riforma per il raggiungimento dei singoli obiettivi nazionali con l’indicazione di tempi, risorse e obiettivi intermedi.
Inoltre, il 29 settembre scorso la Commissione ha adottato, nel piano di rafforzamento della governance economica dell'UE e dell'area dell'euro, un pacchetto di misure che definiscono il nuovo patto di stabilità e crescita e il regime sanzionatorio da applicare in caso di inadempienze. Il pacchetto, rappresentato da cinque regolamenti e da una direttiva (modifica alla normativa di base della parte preventiva, e correttiva del Patto di stabilità; sorveglianza di bilancio sull’area Euro; requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri; prevenzione e correzione degli squilibri macroeconomici e correzione degli squilibri macroeconomici eccessivi), è subordinato all'approvazione da parte del Parlamento europeo entro l'estate 2011.
Alcune grandezze
Il quadro di finanza pubblica delineato sconta integralmente il contributo alla manovra di contenimento richiesto al comparto Enti locali, anche se non sono state ancora definite le misure relative di attuazione per il conseguimento delle economie attese.
20092010201120122013PIL-51,21,322indebitamento netto (% su PIL)-5,3-5-3,9-2,7-2,2
In particolare si osserva che "larga parte della dinamica del debito delle Pubbliche Amministrazioni si deve alle Amministrazioni centrali, a fronte di una sostanziale stabilità del debito delle Amministrazioni locali e degli Enti di previdenza".3
valori in milioni20092010% crescita2011% crescita2012% crescita2013% crescitaPA (consolidato)1.763.4181.842.2694,471.909.9703,671.956.4342,431.993.7991,91In % del PIL115,9118,5119,2117,5115,2dati non consolidati al lordo interessiAmministrazioni centrali1.659.1221.736.8714,691.803.8373,861.849.6912,541.886.5221,99Amministrazioni locali129.968131.0700,85131.0700,00131.0700,00131.0700,00Enti di previdenza e assistenza13130,00130,00130,00130,00
I rischi di insolvenza del settore finanziario, emersi con la crisi economico – finanziaria hanno dimostrato i limiti delle analisi focalizzate unicamente sul settore della PA, per promuovere una valutazione più accurata delle condizioni di sostenibilità finanziaria complessiva dei Paese, anche in previsione della revisione delle regole di governante europea, sono stati calcolati gli aggregati: "Debito aggregato in rapporto al PIL"inclusivo del debito della PA e del settore privato ed è stata elaborata una definizione più ampia di "Debito Nazionale Lordo" comprensiva anche del debito delle imprese finanziarie. L’Italia ha registrato livelli complessivi di debito più contenuti rispetto la media dei paesi esaminati.
Inoltre, lo schema di DFP, relativamente al "Conto Economico delle Amministrazioni Pubbliche" , evidenzia un miglioramento tendenziale della spesa sanitaria, in rapporto al PIL, in diminuzione delle 0,2% tra il 2010 e gli anni successivi. Importante per il raggiungimento di questo obiettivo è stato il ruolo delle Regioni e al contributo del Patto per la Salute 2010-2012, che ha consentito una programmazione condivisa del fabbisogno sanitario nel medesimo periodo dal 6,8% al 6,7% in rapporto al PIL tendenziale indicato nella Decisione.
Osservazioni
 Si osserva che la Decisione di finanza pubblica è intervenuta dopo l’approvazione della Manovra finanziaria estiva e costituisce per quest’anno solo un aggiornamento delle grandezze macroeconomiche della RUEF ed eventualmente base per la legge di stabilità (ex legge finanziaria) che dovrebbe avere un contenuto solo tabellare in quanto la manovra di fatto si è già sostanziata.
 La Decisione non è stata preceduta dall’invio delle linee guida per la ripartizione degli obiettivi programmatici alla Conferenza Unificata (in attesa della costituzione della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica): gli obiettivi di finanza pubblica del DL 78/2010 non erano stati concordati con le Autonomie territoriali.
 Seppur non previsto dalla legge 196/2009, sarebbe stato opportuno suddividere il quadro del Conto consolidato delle Amministrazioni locali in Enti locali e Regioni, in applicazione
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anche delle norme previste dalla legge 42/2009 che prevede espressamente l’indicazione degli obiettivi distinti per comparto a cui la Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica dovrebbe concorrere
 Non sono previste le linee e di eventuali disegni di legge collegati alla manovra finanziaria.
Roma, 7 ottobre 2010
 
(red/14.10.10)
 
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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