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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1668 - martedì 19 ottobre 2010

Sommario3
- Napolitano: messaggio all’assemblea Upi
- Berlusconi: federalismo fiscale non comporterà maggiori costi
- Costi standard? La Loggia: sono meno della metà del percorso
- Corte dei conti: l'importante non è tanto spendere poco, ma bene
- Umbria: interim sanità della Marini dopo dimissioni Riommi
- Disegno dì legge di stabilità

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Napolitano: messaggio all’assemblea Upi

Federalismo fiscale: Schifani, Fini e Letta

(regioni.it) Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio all’assemblea dell’Upi (unione delle province italiane) nel quale esprime l’auspicio “che dalla vostra assemblea nazionale emergano importanti contributi per riforme condivise che semplifichino il sistema delle autonomie e ne garantiscano una  maggiore efficienza complessiva”.
Il Presidente del Senato, Renato Schifani, nel suo messaggio ha espresso di essere profondamente convinto che “il federalismo possa rappresentare per il nostro Paese una svolta epocale e segnare la complessiva trasformazione politica e istituzionale, sulla base del principio della responsabilita' dei livelli di governo. Il federalismo non solo potra' favorire l'uso efficiente delle risorse ma anche promuovere nuovi modelli di sviluppo per i nostri territori''.
Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha inviato un ''cordiale saluto'' al presidente dell'Upi, Giuseppe Castiglione, e ai partecipanti dell'Assemblea nazionale delle Province d'Italia, in corso a Catania: ''Sono certo che i vostri lavori, incentrati sul tema 'Federalismo, territorio, sicurezza e sviluppo' forniranno un utile contributo di riflessione sul dibattito in corso sull'esigenza di definire una nuova articolazione dei livelli di Governo e di rafforzare la funzionalita' delle autonomie, nella consapevolezza che l'unita' nazionale costituisce il bene primario e principio fondante della nostra Costituzione. 
L'ordinamento federale ''costituisce la scelta matura e consapevole di un paese sicuro della sua indipendenza e unita''', afferma il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta in occasione della cerimonia dell'insediamento del nuovo presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino. ''Questo processo - prosegue Letta - avviato con la riforma del titolo V della Costituzione e che prosegue nell'attuale legislatura, con l'adozione dei decreti legislativi attuativi, deve ancora una volta essere accompagnato dall'ausilio prezioso della Corte dei Conti, chiamata ad indirizzare e controllare l'attivita' delle Regioni e degli Enti locali nell'esercizio delle loro nuove competenze''. Il tutto in una situazione nella quale ''il profilo di continuita', a tutti noto, e' rappresentato dal permanere di una fase di difficolta' per le finanze nazionali che richiede costante attenzione per la gestione della spesa pubblica''.
 (red/19.10.10)

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Berlusconi: federalismo fiscale non comporterà maggiori costi

(regioni.it) ''Il federalismo fiscale non dovra' comportare maggiori costi per lo Stato”. Lo ha sostenuto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un messaggio inviato all'Assemblea nazionale delle Province italiane in corso a Catania, e aggiunge che “dovra' essere attuato senza alcun aggravio della pressione fiscale complessiva, che sara' anzi destinata a diminuire progressivamente, in ragione sia della diminuzione degli sprechi, sia del restringersi dell'area dell'evasione fiscale''.
''Il Federalismo fiscale - spiega il premier nel messaggio all'Upi - punta a far si' che gli italiani possano finalmente usufruire di servizi pubblici di uguale livello e qualita' in tutto il territorio nazionale, nel Nord come nel Sud''.
''I Comuni saranno coinvolti nell'accertamento dei redditi dei contribuenti - sottolinea il presidente Berlusconi – per combattere l'evasione fiscale. Gli Enti locali godranno di una maggiore autonomia nelle entrate, in linea con gli impegni sottoscritti da Governo, Anci e Upi il 9 luglio scorso. Gli amministratori dovranno operare con la massima trasparenza e dare conto ai loro amministratori di come vengono impegnati i soldi delle imposte''.
 
(red/19.10.10)

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Costi standard? La Loggia: sono meno della metà del percorso

Convegno a Roma: interventi di Antonini, Pica e Dirindin

(regioni.it) “Quando si fosse realizzato il  passaggio dal costo storico al costo standard avremmo realizzato molto meno della metà del percorso, perché fino ad ora non abbiamo ancora affrontato l'altra parte, cioè come facciamo ad assicurare in ogni  zona del Paese la creazione di servizi omogenei”. Lo ha affermato il Presidente della commissione parlamentare per l'Attuazione del federalismo, Enrico La Loggia, aprendo a Montecitorio il seminario “fabbisogni standard e decisioni di finanza pubblica nell'attuazione  del federalismo fiscale”. “Questo -ha insistito- è esattamente il tema, che ha un  fondamento costituzionalmente garantito, ineludibile, l'articolo 3  della Costituzione”, per cui “è compito dello Stato rimuovere gli  ostacoli che si frappongono al raggiungimento della reale uguaglianza. In che modo noi avremmo esaurito il nostro compito soltanto  immaginando di poter ridurre i costi storici rispetto ai costi standard sui servizi che già ci sono, senza avere messo  metodologicamente prima, finanziariamente dopo, concretamente, la possibilità per una miriade di Comuni di poter godere degli stessi  identici servizi, certo a quel costo standard che avremo nel frattempo individuato?
“I due percorsi -ha concluso La Loggia- devono andare in  parallelo e concludersi nello stesso identico istante. Solo così potremo saldare l'insieme del Paese rispetto ad un indirizzo che non ritengo indispensabile, ma doveroso, perché un altro indirizzo non sarebbe costituzionalmente compatibile”. E “il ruolo del Parlamento -ha detto ancora la  Loggia- deve restare centrale sul piano del dibattito, della verifica  e degli eventuali miglioramenti da apportare ai decreti legislativi in materia di federalismo fiscale. E questo anche in presenza di  eventuali forzature che rischierebbero di produrre un risultato non  ottimale, creando disagio fra i gruppi parlamentari sia di maggioranza che di opposizione e vanificando il clima di sereno e costruttivo  confronto sin qui registrato in commissione”.
Secondo il presidente della commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale (Copaff) Luca Antonini Quella dell'individuazione di fabbisogni standard dei servizi ai quali comuni, province e regioni devono adattarsi per quanto riguarda le funzioni fondamentali è stata una scelta ''di razionalita' e solidarietà”. “E' una scelta - ha sottolineato - che va a favorire il principio dell'uguaglianza e combatte gli sprechi, si tratta di una razionalizzazione imponente. Potevamo scegliere il criterio della capacità fiscale e avremmo chiuso la questione in tempi brevissimi ma questo avrebbe creato enormi sperequazioni, per cui si e' scelta la strada dei fabbisogni standard per dodici funzioni fondamentali di Comuni e Province e sanita' assistenza e istruzione per le regioni”. Si tratta, ha proseguito Antonini, di ''meccanismi che tengono conto del sistema di governance che abbiamo ereditato'', una realta', peraltro ''cosi' variegata che l'unica ipotesi per standardizzare la governance'' e' stata quella degli studi di settore previsti nel decreto attuativo ora in esame alla commissione bicamerale per il federalismo. Come strumento di responsabilizzazione delle amministrazioni sugli standard, ha aggiunto Antonini, puo' gia' funzionare il fatto che si ''toglie l'aspettativa dei ripiani statali''. Ci sarà: poi una commissione di coordinamento di finanza pubblica che dovrebbe entrare in uno dei prossimi decreti attuativi del federalismo e ai quali ''stiamo lavorando”.
Il tema dei costi standard è però  - secondo Nerina Dirindin, professore di Economia presso l'università di Torino – legato al recupero del debito  sanitario nelle regioni del Sud che secondo la Dirindin – “deve avvenire gradualmente. Non si possono recuperare 20 anni di ritardo in 3 o 5 anni”. Il recupero di queste regioni e' fondamentale, “altrimenti è a rischio la stessa tenuta del Ssn - spiega Dirindin – ma perché ciò avvenga deve essere più graduale e monitorato, con commissari nominati al di fuori della politica. No quindi a presidenti delle regioni che siano anche commissari straordinari per la sanità, visto che in molti casi e' per colpa della loro gestione che si sono creati i buchi nei conti, e sì a un sistema sanzionatorio piu' incisivo. Finora ha funzionato troppo poco, sanzionando gli utenti e non i politici che hanno sbagliato”. Se non si agirà in questo modo il rischio è, secondo Dirindin, che ''si cerchi un'altra strada alternativa al federalismo fiscale - conclude - arrivando magari a lea differenziati per regione e a un federalismo non solo fiscale. Bisogna intraprendere un percorso che converga verso un obiettivo, cosi' come si e' fatto per entrare in Europa, ma gradualmente”.
“Le ultime elaborazioni di fonte Svimez riferite all'anno di imposta 2008, mostrano nelle regioni a statuto ordinario un prelievo netto Irpef per contribuente pari al centro-nord a 4.013 euro e nel Mezzogiorno a 2.318 euro, con un divario del 41% circa''. A sottolinearlo è il professor Federico Pica della Svimez nel suo intervento al seminario organizzato dalla bicamerale sul federalismo fiscale riguardante i fabbisogni standard. “Nel centro-nord - ha aggiunto – il reddito complessivo per contribuente ammonta a 20.510 euro; nel Mezzogiorno il reddito corrispondente e' pari a 14.890 euro”. “Ciò che nella prospettiva del federalismo occorre valutare - ha detto ancora Pica - è la capacità dell'imposta come strumento di finanziamento degli enti. Vale perciò il rapporto tra prelievo e numero di abitanti, che e' pari a 2.950 euro al centro-nord e 1.440 euro nel sud''. Dunque “il divario nell'importo del prelievo per contribuente, tra centro-nord e mezzogiorno, nel 2008 e' pari al 41%; il divario tra il Pil pro capite, al 42%; il divario nella capacità del tributo di finanziare le spese locali giunge, dunque al 51%''. L'Irpef, dunque, secondo la Svimez non è un'imposta adatta per finanziare le funzioni degli enti locali. Ma l'imposta che rimane prevalente in questo senso, ha spiegato in replica il presidente della Copaff (comitato paritetico per il federalismo fiscale) Luca Antonini e' l'Iva “che diventa pero' territoriale”.
 
(red/19.10.10)

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Corte dei conti: l'importante non è tanto spendere poco, ma bene

Il discordo del Presidente Luigi Giampaolino alla cerimonia di insediamento

(regioni.it) Nella Pubblica amministrazione permangono “episodi di corruzione e dissipazione delle risorse pubbliche” e per questo rimane fondamentale "la funzione giurisdizionale affidata alla Corte dei Conti". E' un passaggio del discorso del presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, durante la cerimonia di insediamento alla guida dell'organo costituzionale, alla presenza delle più alte cariche dello Stato. "La rilevanza della funzione" della magistratura contabile, spiega Giampaolino, "risulta evidente se si considerano gli episodi di corruzione e dissipazione delle risorse pubbliche, talvolta di provenienza comunitaria, che persistono e preoccupano i cittadini, ma anche le istituzioni, il cui prestigio e affidabilità sono messi a dura propria da condotte individuali riprovevoli".  Il presidente della Corte dei Conti aggiunge: "Scopo dell'azione del giudice contabile dev'essere non solo quello di reintegrare il patrimonio leso o di sanzionare il responsabile del danno, ma anche quello di guidare per il futuro l'operato del pubblico dipendente, o comunque del soggetto incaricato dell'attuazione dell'attività amministrativa, indirizzandolo al corretto perseguimento di quegli interessi pubblici stabiliti dalle leggi".
In un contesto di crisi economica, poi,  “è essenziale non solo controllare la spesa pubblica ma, altresì, operarne una corretta qualificazione, affinche' si possa non tanto spender poco o meno, ma, soprattutto, spendere validamente ed oculatamente cosi' da favorire la crescita e lo sviluppo, non solo economico del Paese". Lo dice il Presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, sottolineando che "il momento di passaggio che oggi celebriamo avviene, peraltro, in un contesto economico ed istituzionale affatto peculiare". E spiega: "Per quanto attiene al contesto economico, nell'area dell'euro, i riflessi della crisi economica e finanziaria internazionale hanno prodotto un generale deterioramento dei conti pubblici: nel 2009, in rapporto al Pil, il disavanzo dei bilanci pubblici e' piu' che triplicato rispetto al 2008, superando i tutti i maggiori paesi la soglia critica del 3%”. Il saldo primario, continua, "e' divenuto negativo, passando da un avanzo pari all'1% a un disavanzo del 3,5%; il rapporto tra debito e prodotto, infine, e' salito- sottolinea il presidente della Corte dei Conti- dal 69,4% del 2008 al 78,7% del 2009, con una tendenza all'aumento che continuerà negli anni a venire”. Secondo Giampaolino, “nel 2011 si avvicinerebbe al 90%”.
“E' difficile" che il Governo possa abbassare le tasse "se non aumenta il Pil". aggiunge Giampaolino, durante la conferenza stampa al termine della cerimonia del suo insediamento. E quando gli viene chiesto se ci sono i margini per ridurre la pressione fiscale risponde: "In questo momento e' difficile che possa avvenire, in ogni caso e' bene che si continui a operare sul fronte della lotta all'evasione fiscale". E aggiunge: "Credo che al momento, solo attraverso una riqualificazione della spesa pubblica possano aversi dei risparmi e delle forme di miglioramento del quadro finanziario attuale, per una riduzione delle tasse". Uno strumento che potrà contribuirvi, sottolinea infine Giampaolino, potrebbe essere il federalismo fiscale. "Sarà una delle nostre sfide, una delle nostre incombenze, fare il modo che il federalismo non si risolva con un aumento delle tasse, perché, nella nostra ottica, il federalismo fiscale deve portare ad un miglioramento" dei conti delle amministrazioni pubbliche locali.
“I beni costituzionalmente tutelati, come la salute e l'ambiente, e quelli dell'ordinamento comunitario, come la concorrenza, non possono mai essere derogati", ha aggiunto il Presidente della Corte dei Conti, rispondendo a una domanda sull'opportunità che la Protezione civile adotti le ordinanze anche per questioni non attinenti alle calamità naturali, ma per i cosiddetti grandi eventi. La questione era gia' stata oggetto di riflessione della magistratura contabile la scorsa estate. Il numero uno della magistratura contabile ammette però che, tra i grandi eventi, l'Expo di Milano del 2015 possa essere derogabile perché, spiega, "questo è previsto già dalla legge”. Anche se naturalmente, bisognerà valutare, sottolinea poi Giampaolino, che anche nel caso dell'Expo non vengano violati bene costituzionalmente tutelati.  Il presidente della Corte dei Conti aggiunge: "E' augurabile che si ritorni alle ordinanze di protezione civile nelle sue funzioni normali, ovvero di gestione delle calamità e dei disastri naturali, per le altre questioni le ordinanze vanno sempre sottoposte a uno scrutinio molto attento, valutando la congruità tra l'eccezionalità del potere derogatorio attribuito al potere esecutivo e il fatto che non vengano intaccati nella sostanza beni tutelati come la salute e l'ambiente".
Infine la Corte dei conti da' "una valutazione positiva" del dpr sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali. “Finalmente- dice Luigi Giampaolino - si comincia a dare una certezza alla materia, cominciano a scattare determinate incompatibilità, si tutela la concorrenza". Secondo Giampaolino, il provvedimento "e' un primo passo" verso la liberalizzazione dei servizi pubblici locali.
 
(red/19.10.10)

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Umbria: interim sanità della Marini dopo dimissioni Riommi

(regioni.it) L'assessore regionale alla Sanità della regione Umbria, Vincenzo Riommi, ha presentato le sue dimissioni alla presidente Catiuscia Marini, a seguito di una ventilata indagine della magistratura.
Nel comunicato della Regione si spiega che Riommi ha rappresentato alla presidente Marini la volonta' di rimettere il suo incarico ''benche' non sia stato destinatario di alcuna contestazione da parte di autorita' competenti sulle indagini in corso, e' sottoposto da alcuni giorni ad una campagna di stampa che tende a delegittimare in un momento particolarmente  importante per le  decisioni in corso sulla politica sanitaria la sua azione di assessore alla sanita'''.
La presidente Catiuscia Marini ha dichiarato che le dimissioni di Riommi ''sono un atto rilevante non solo sul piano personale ma perche' dimostrano senso delle istituzioni e rispetto per la funzione di governo. Ha messo con questo gesto al riparo da ogni forma di strumentalizzazione il consiglio e la giunta regionali. Non essendo destinatario di atti ma di semplici illazioni su alcune testate giornalistiche ha ritenuto politicamente opportuno rimettere il proprio incarico.
''Non commento il profilo umano, che comunque evidenzia uno stile ed un modo di essere della persona, un'etica della responsabilita' e della trasparenza che sempre piu' in Italia e' un'eccezione e non una regola''.
L'atto politico di Riommi ''ci consente una riflessione. In primo luogo dico che la decisione, condivisa con me, e' avvenuta soprattutto per evitare qualunque tipo di 'fumus', anche se strumentale, su operato della giunta in materia di politica sanitaria. Ovvio che per tutti noi la nota della procura della repubblica mette fine ad ogni strumentalita' e costituisce un chiarimento istituzionalmente rilevante. Quindi non ci sono elementi di approfondimento su un'indagine che e' ancora in corso. Non ho altri elementi se non quelli che appaiono continuamente sugli organi di informazione. Penso che autonomia e indipendenza della magistratura siano un bene prezioso per la nostra democrazia. A fine indagine sapremo chi sara' coinvolto, se l'indagine e' connessa alla gestione di una parte del servizio sanitario regionale: ad oggi nessun atto formale riguardante la gestione del servizio sanitario e' stato oggetto di acquisizione dell'autorita' competente''.
''Ieri la giunta ha riaffermato fiducia a Riommi. Lo abbiamo invitato a proseguire, apprezzandone il contributo significativo per potenziare qualita' ed offerta del servizio sanitario umbro''.
''L'azione della giunta - ha ribadito la Marini - e' trasparente, seria e rispetto della comunita' regionale. Abbiamo il dovere di governare il presente e progettare il futuro della sanita' regionale. La politica sanitaria e' parte rilevante del governo regionale, non solo su piano della spesa ma anche dell'autonomia forte delle Regioni in una fase di confronto aperto su riforma federalista dello Stato e sulle conseguenze che questa avra' sul diritto alla salute. E' una fase in cui ci troviamo ad assumere decisioni importanti su organizzazione e gestione del servizio sanitario umbro: quindi anche le dimissioni di Riommi non saranno elemento di ritardo, interruzione o rinvio per rinviare alcune decisioni che la giunta ha gia' assunto e sulle quali si evidenziano strumentalita', visibili e o invisibili. Il centro unico di prenotazione regionale mette in trasparenza questo aspetto, specie per specialistica e diagnostica. L'abbattimento delle liste di attesa viene definito con piu' attento monitoraggio da parte dei medici di base e degli specialisti. C'e' poi il monitoraggio dell'attivita' intra moenia, l'operativita' dell'Agenzia Umbria sanita', l'informatizzazione e comunicazione in materia di salute: su tutti questi aspetti ci sono decisioni prese e sappiamo che possono incontrare resistenze. Non ci sfugge che anche l'inchiesta possa essere utilizzata per ritardare questi obiettivi. Noi proseguiremo con maggiore determinazione, nella convinzione di potenziare l'offerta sanitaria pubblica ed aumentare tutela ed appropriatezza delle prestazioni per tutti i cittadini. Continueremo il lavoro avviato dall'assessorato per il coordinamento tra aziende sanitarie, ospedaliere ed universita' per migliorare l'efficienza dei servizi''.
''Punti strategici - ha aggiunto la Marini - ai quali stiamo lavorando in queste settimane, che muovono interessi e anche istinti di conservare l'esistente''.
''Sgombero il campo da alcuni luoghi comuni: l'Umbria si presenta all'appuntamento con il federalismo sanitario con molta fiducia e solidita'. Non e' un dato solo contabile: l'Umbria ha livelli essenziali di assistenza appropriati ed adeguati sotto vari punti di vista. Saremo tra le pochissimi regioni italiane a mettere insieme pareggio di bilancio ed esclusivo utilizzo dei fondi del servizio sanitario nazionale''.
''Questa vicenda - secondo la Marini - ci consegna una riflessione che attiene alla politica e alle forze politiche: sul rapporto tra politica ed amministrazione, modalita' di selezione del personale, competenze professionali e merito, criteri di valutazione sulle apicalita', rapporto tra qualita' e prezzo su forniture ed acquisti. La politica deve rendere sempre piu' trasparente la gestione di tutto questo.
''Spetta alla politica costruire le condizioni perche' ci siano anticorpi per garantire il corretto funzionamento della pubblica amministrazione: su questo la giunta assumera' decisioni ed atti, rivolti in primo luogo all'organizzazione della sanita'''.
 
 
(red/18.10.10)

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Disegno dì legge di stabilità

(regioni.it) II Consiglio dei Ministri del 14 ottobre ha approvato il disegno dì legge di stabilità per il triennio 2011-2013 (Disegno di legge di stabilità) ed il disegno di legge di approvazione del bilancio di previsione dello Stato. 
Questi provvedimenti rappresentano la manovra triennale di finanza pubblica. La legge di stabilità dispone il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio pluriennale 2011-2013, attraverso delle tabelle conferisce al documento contabile una migliore trasparenza e leggibilità.

(red/19.10.10)

 

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periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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