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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1669 - mercoledì 20 ottobre 2010

Sommario3
- Una delega per la riforma del sistema Conferenze
- Manovra: Upi chiede un incontro urgente a Berlusconi
- Fitto su federalismo, Sud e Fas
- Cota: è finita una pagina non bella
- Rifiuti Napoli: Caldoro, servono volontà e rispetto delle regole
- 4,1 milioni i disabili in Italia

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Una delega per la riforma del sistema Conferenze

La proposta è del Ministro dei rapporti con le Regioni

(regioni.it) "Abbiamo bisogno, in assenza di una modifica della Costituzione, di una modifica delle conferenze. E' un tema dal quale non possiamo più chiamarci fuori. Il lavoro è quello di portare all'attenzione del consiglio dei Ministri una legge delega che dovrà affrontare la riforma delle conferenze". Lo ha detto il ministro per i Rapporti con le regioni Raffaele Fitto nel suo intervento all'assemblea nazionale dell'Upi di Catania. Secondo Fitto è importante la riforma delle Conferenze per "avere una tempistica più adeguata e quindi più efficace, anche per superare una logica che è troppo politica e poco istituzionale.
(red/20.10.10)

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Manovra: Upi chiede un incontro urgente a Berlusconi

(regioni.it) L’Upi chiede al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, un incontro urgente per una verifica dell'accordo del 9 luglio scorso sulla manovra. In particolare le province italiane vogliono discutere e aprire un confronto sui contenuti del piano per il Sud annunciato dal governo.
L'assemblea nazionale dell’Upi a Catania ha approvato all'unanimita' un ordine del giorno nel quale ribadisce alcune richieste al governo quali l'approvazione al Senato in tempi rapidi della Carta delle autonomie, l'attuazione della legge delega sul federalismo fiscale, ''attraverso i decreti che riguardano la fiscalita' delle province, con la copertura integrale delle funzioni fondamentali delle province attraverso la definizione della spessa e dei fabbisogni standard''. Inoltre si chiede anche il riconoscimento dell'autonomia tributaria delle province attraverso ''la riconduzione ad esse dei tributi sul trasporto su gomma e la previsione di una compartecipazione al gettito di un grande tributo erariale per garantire il finanziamento in tutto il territorio nazionale delle funzioni fondamentali'' e la compartecipazione a tributi regionali per ''coprire integralmente sia le spese correnti sia le spese in conto capitale alle funzioni trasferite dalle regioni alle province''. L'Upi chiede infine la revisione del patto di stabilita', l'utilizzo di almeno il 4% dei residui passivi e un alleggerimento dei tagli ai trasferimenti delle province ''per garantire risorse adeguate per l'edilizia scolastica, la viabilità provinciale, il trasporto pubblico locale, la sicurezza dei territori e lo sviluppo locale''.
 
(red/20.10.10)

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Fitto su federalismo, Sud e Fas

Fondo per le aree sottoutilizzate: l'obiettivo è modificare questo meccanismo

(regioni.it)  "Sul federalismo, sul Sud e sull'utilizzo dei fondi Fas -ha detto Raffaele Fitto, ministro per i rapporti con le Regioni, - mi sembra che ci sia un tentativo di contrapposizione politica senza invece entrare nel merito che e' invece il nostro obiettivo. Con queste modalita' le risorse sono inefficaci e non producono risultati. Il nostro obiettivo e' modificare questo meccanismo. L'ideale sarebbe di farlo insieme alle regioni".
Fitto spiega: ''Sul Fas precedente a quello 2007-2013 la percentuale di spesa e' stata del 38%, prima di attivare una nuova spesa con strumenti che sono fermi da utilizzare in questa direzione io penso che sia doveroso da parte del governo porsi il problema per il quale fino ad oggi si e' speso solo il 38% dei soldi''.
''E' inutile chiedersi - ha aggiunto il ministro – quando sblocchiamo il nuovo Fas. Lo faremo nei prossimi giorni quando sara' varato il piano per il Sud del Governo".
''Tutto questo - ha chiosato Fitto - deve essere inserito in un meccanismo di spesa che deve funzionare, semplificare e avere tempi certi e che non deve portare a mille rivoli di intervento che talvolta rischiano di fare spendere male le risorse''.
Fitto aggiunge anche che ''avere inserito nel decreto unico sia il federalismo regionale sia quello provinciale comporta la possibilita' di un confronto unitario, verificheremo a quel tavolo quel che accadra'''.
La determinazione tecnica dei fabbisogni standard implica ''un approfondimento tecnico particolarmente complesso''. Non a caso ''il testo all'esame del Parlamento in tema di federalismo fiscale prevede che le metodologie per la determinazione dei fabbisogni standard siano stabiliti dalla Sose Spa ma in base a criteri indicati nello stesso schema di decreto, nonche' con una nota metodologica che dovra' essere approvata con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, sentita la Conferenza Stato-Regioni''.
A fronte di cio', anche l'accordo sottoscritto in Conferenza Stato-Citta' sulla collaborazione tecnica con i rappresentanti delle autonomie ''assicura ulteriormente alla Sose Spa – ha chiarito Fitto - le condizioni di svolgere il proprio compito nell'ambito della messa a punto dei fabbisogni standard''. Il tutto ''senza maggiori oneri per la finanza pubblica e nel pieno rispetto dell'invarianza finanziaria imposta dalla legge 42''.
Il ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, ha inoltre accolto ''molto positivamente'' la richiesta del presidente dell'Upi, Giuseppe Castiglione, di un alleggerimento del patto di stabilita' e di sbloccare il 4% dei residui passivi come l'anno scorso perche' nasce - ha detto Fitto – da enti virtuosi. ''Questo - ha spiegato Fitto - deve essere tenuto in considerazione in un ragionamento piu' ampio sul quale pero' mi sento di andare oltre alla disponibilita' a verificare nei tavoli opportuni perche' sarebbe una spinta in avanti eccessiva da parte mia che deve essere vista in modo organico dal governo''.  
Entro novembre si approntera' una ricognizione delle risorse e verra' fatto un esame attento del decreto sulle infrastrutture. Il tutto nei tempi ''previsti dal decreto di attuazione del federalismo per il rispetto della delega, ma anche per individuare le migliori condizioni di utilizzo delle risorse e del Piano per il Sud, che il governo sta mettendo a punto e che tra un mese sara' approvato dal Consiglio dei ministri''. In questo modo ''avremo la possibilita' di finanziare con la logica della concentrazione gli interventi infrastrutturali, che sono alla base di un necessario riequilibrio, cosi' come indicato dalla legge sul federalismo e dal punto programmatico che e' stato oggetto del voto di fiducia del presidente del consiglio''.
Le ricognizioni del gap infrastrutturale, spiega il ministro, ''saranno i contenuti oggettivi sui quali il governo si muovera' e lo  faranno entro il mese prossimo''. In questo modo, secondo Fitto,  ''avremo le condizioni per poter finanziare realmente, con la logica  della concentrazione, gli interventi di carattere infrastrutturale che sono alla base di di un necessario riequilibrio, cosi' come indicato  dal federalismo''.
Infine – ribadisce Fitto - il governo sta predisponendo un  dlgs, in attuazione del federalismo fiscale, per il ''piano sud, che  sara' approvato entro il mese prossimo dal Consiglio dei ministri''. 
- Precedenti notizie dalle agenzie:
 
 
 
 
 (red/20.10.10)

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Cota: è finita una pagina non bella

(regioni.it) Il Presidente della Regione Piemonte, Robero Cota, è Soddisfatto che la vicenda sia finita, che si sia chiusa "una pagina non bella", che il Consiglio di Stato abbia "sospeso gli effetti di una sentenza un po' particolare". Questo, in sintesi il suo pensiero il giorno dopo la decisione del Consiglio di Stato che ha fermato il riconteggio disposto dal Tar del Piemonte in seguito al ricorso presentati da Mercedes Bresso sui risultati delle ultime regionali.
"Il Consiglio di Stato - ha detto Cota, nel corso di un collegamento con Mattino Cinque -  ha sospeso gli effetti di una sentenza un po' particolare del Tar di Torino che voleva disporre un riconteggio ma nel senso di dire che per votare la Bresso basta una croce sola,  per votare Cota due. Non voglio far polemiche, ma diciamo una sentenza un po' particolare".
Il Presidente del Piemonte ha poi aggiunto: "Io non ho condiviso queste battaglie giudiziarie. Io penso che quando si vincono le elezioni, si governa e basta. Questa guerriglia giudiziaria, queste polemiche, non mi sono piaciute. Ovviamente sono soddisfatto che sia state riconosciute le mie ragioni e che finalmente tutto questo sia finito, però non è stata una bella pagina, per i piemontesi, soprattutto". Cota ha, infine, precisato, sollecitato da alcune osservazioni che "le liste sono perfettamente regolari in Piemonte e  le modalità di presentazione che hanno seguito le liste che mi sostenevano sono le stesse, identiche, che ha seguito la Bresso, finiamola qui.Non voglio - ha concluso - piu' parlare di questa vicenda".
Ora chi ha perso accetti la sconfitta, faccia l'opposizione e cerchi di rappresentare gli  interessi della gente", ha aggiunto il presisdente del Piemonte. La parola fine alla vicenda, ha poi aggiunto Cota, "è stata messa ieri del Consiglio di Stato che ha sospeso il riconteggio entrando nel merito. Ringrazio tutti i piemontesi che in questi mesi mi hanno manifestato un affetto addirittura superiore a quello dimostrato in campagna elettorale e che io ricambiero' governando la Regione".
-      Notizie dalle agenzie di stampa
 
(red/20.10.10)

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Rifiuti Napoli: Caldoro, servono volontà e rispetto delle regole

(regioni.it) “Per recuperare quindici anni di ritardo ci vuole grande forza di volonta' e soprattutto rispetto delle regole, chiedo alle istituzioni e ai cittadini grande senso civico e rispetto della legge''. Lo ha detto ai microfoni di Sky TG24 Mattina il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, rispetto ai disordini di questi giorni a Terzigno.
“La situazione di emergenza immediata il governo l'ha risolta, ma quando ci sono 15 anni di ritardo - ha spiegato Caldoro - basta un piccolo errore, un tassello che non funziona che ritorna l'emergenza. Voglio ricordare che quello che sta accadendo in questi giorni, al di la' della legittima protesta dei cittadini, e' il blocco contro legge di una discarica funzionante''.
In merito alla collaborazione con tutte le altre istituzioni coinvolte Caldoro ha sottolineato che esistono ''una serie di impegni da parte del governo che so verranno rispettati, come i contributi economici ai comuni che hanno accettato di avere impianti e discariche nei loro territori. Non c'è dubbio che c'è collaborazione anche con il comune di Napoli perché l'emergenza riguarda tutti. Noi siamo intervenuti come sono intervenuti il prefetto, il questore perché esiste una situazione di emergenza anche rispetto all'ordine pubblico”. E le parole del Presidente della Regione Campania ottengono l'apprezzamento del Presidente del Veneto Luca Zaia.
 
-      Notizie dalle agenzie di stampa
(red/20.10.10)

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4,1 milioni i disabili in Italia

E "il sociale continua ad essere una Cenerentola", sottolinea Lorena Rambaudi

(regioni.it) Sono 4,1 milioni le persone disabili che vivono in Italia, secondo le stime del Censis e della Fondazione Cesare Serono, pari al 6,7% della popolazione. Il Centro studi investimenti sociali lo rende noto e il dato e' frutto della rilevazione a campione effettuata telefonicamente su 1500 persone. Un dato che supera non di poco quello diffuso dall'Istat a maggio scorso: secondo l'Istituto di statistica i disabili in Italia sono 2,6 milioni, pari al 4,8 % della popolazione, numero riferito al 2004, in base all'analisi multiscopo sulle "Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari", integrata con i dati dell'indagine sui "Presidi residenziali socio-assistenziali", che fa riferimento alle persone di eta' superiore ai 6 anni.
"Le disabilità tra immagini, esperienze e emotività” e' il titolo del primo rapporto di ricerca che il Censis dedica all'argomento. Prese a riferimento le conoscenze su quattro tipologie di disabilita' collegate a sindrome di Down, malattia di Parkinson, sclerosi multipla e autismo. Il primo pensiero di fronte a una persona, giovane o adulta, con disabilita' motoria?
Potrebbe aver avuto un incidente per il 68,7% del campione, una malattia dalla nascita per il 14,2%, potrebbe aver contratto una malattia neurologica in eta' adulta per l'11,1%. Una percezione lacunosa e distorta, avverte il Censis. "Sebbene gli incidenti rappresentino una causa frequente di disabilita', il fatto che solo un italiano su dieci pensa a patologie neurologiche (come la sclerosi multipla, l'ictus o la malattia di Parkinson), che invece hanno un peso rilevante nel determinare la disabilita' nelle fasce d'eta' giovanili e adulte, e' sintomo di una percezione riduttiva e deformata".
La maggioranza degli italiani ha una immagine della disabilita' esclusivamente in termini di limitazione del movimento (62,9%), il 15,9% pensa a una disabilita' intellettiva (il ritardo mentale o la demenza), il 2,9% a una disabilita' sensoriale (sordita' o cecita'), mentre il 18,4% associa il concetto a un deficit plurimo, combinazione di due o piu' disabilita'. Le persone disabili suscitano in gran parte degli italiani sentimenti positivi, solidarieta' (per il 91,3%), ammirazione per la loro forza di volonta' e la determinazione che comunicano (85,9%), desiderio di rendersi utili (82,7%). La meta' del campione (50,8%) afferma di provare tranquillità, di fronte a una situazione ritenuta 'normale'. Ma sono diffusi anche sentimenti controversi, imbarazzo e disagio. Il 54,6% degli italiani prova paura, per l'eventualita' di potersi trovare un giorno a dover sperimentare la disabilità in prima persona o nella propria famiglia. Poi c'e' il timore di poter involontariamente offendere o ferire la persona disabile con parole e comportamenti inopportuni (34,6%). Il 14,2% degli italiani afferma di provare indifferenza, perché il problema della disabilità non li tocca minimamente.
“L'accettazione sociale della disabilità è legata alla capacità di presa in carico da parte delle istituzioni''. Livia Turco, della commissione Sanità della Camera dei deputati, e' intervenuta così, a Roma, alla presentazione del rapporto Censis sulla disabilità. “Sul tema della disabilità ho vissuto in prima persona la lontananza della politica dalle famiglie - ha proseguito Turco - e oggi la situazione e' peggiorata perché siamo di fronte alla drammaticità di una totale cancellazione delle politiche sociali, della mancata applicazione della legge quadro 328, dell'assenza di livelli essenziali di assistenza sociale. Nonostante la presenza di un panorama di grande esperienza territoriale - ha concluso - io credo sia aumentata la solitudine delle persone e delle famiglie che vivono una disabilità, specialmente se si tratta di disabilità intellettiva”.
“Il sociale continua ad essere una cenerentola'' ha sottolineato Lorena Rambaudi, coordinatrice della commissione Affari sociali alla conferenza delle regioni e delle province autonome, indicando l'assenza di risorse come il problema principale all'attuazione di progetti per sopperire ai bisogni delle persona con disabilità. ''La maggiore criticità - ha precisato - e' costituita dalla compartecipazione alla spesa su cui Governo e Regioni dovrebbero riflettere e fare sistema''.
 
 
(red/20.10.10)
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periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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