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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1672 - lunedì 25 ottobre 2010

Sommario
- Due giorni di Conferenza straordinaria
- Federalismo: Calderoli, Fini, Bossi
- Consiglio Ministri 22 ottobre approva 4 decreti legislativi
- Istat: Conoscere l'Umbria
- Casa: cedolare secca, per l'Anci non basta
- La "lingua sarda" a scuola

+T -T
Federalismo: Calderoli, Fini, Bossi

(regioni.it) Il ministro Roberto Calderoli detta i tempi del federalismo fiscale: ''La previsione e' che nel febbraio del 2011 tutti i decreti saranno stati approvati. Entro il 2013 sara' completato il passaggio delle funzioni ai comuni e alle regioni''.  
''I comuni gia' nel 2011 - annuncia Calderoli – cominceranno ad incassare tutte le tasse immobiliari che prima erano dello Stato e avranno in piu' quelle su due milioni di edifici fotografati dall'aereo e non denunciati al catasto''. 
Quanto ai costi standard per la sanita' regionale, ''dal 2013 - ribadisce Calderoli - calcoleremo la media ponderata tra quanto spendono tre regioni del Nord, del Centro e del Sud: la mia proposta e' Lombardia, la piu' virtuosa, Toscana e Basilicata''.
Rilancia il federalismo anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, proponendo la riforma costituzionale del Senato federale: ''se la prima parte della Costituzione e' attualissima la seconda parte necessita di una riforma''. Fini pensa al Senato federale o Camera delle autonomie: ''se dal 1861 al 1870 la riunificazione in Italia e' stata fatta attraverso grandi riforme in un momento in cui in Italia c'era la carrozza con i cavalli e i treni erano a vapore, nell'epoca di internet sono 20 anni che parliamo di riforme e non si sono ancora fatte''.
Umberto Bossi, il ministro delle Riforme, e' d'accordo sul Senato federale ma si dice contrario all'abolizione delle province: "Fini dice che deve iniziare una nuova fase federalista delle istituzioni, io quando ho fatto la rivoluzione avevo previsto il Senato delle regioni e poi tutti l'hanno fatto saltare. Bisogna fare il federalismo delle istituzioni: e' una mia idea, a partire dal Senato delle regioni. Ma perche' non l'hanno votata allora, perche' non erano a favore quando abbiamo fatto la devolution? Insieme alla sinistra, allora si scagliarono tutti contro e usarono la gente del Sud". Comunque per Bossi non e' cancellando le province che si riducono gli sprechi. "Non e' mica li' che bisogna fare i risparmi, ma impedendo che in certe regioni si sprechino le risorse". 
Secondo Fini ''il federalismo fiscale e' una grande occasione per tutti perche' responsabilizzerà le classi dirigenti locali'' e potra' essere, in questo senso, utile specie al sud. Fini sottolinea la necessita' che prima di applicare gli standard che riguarderanno i vari servizi essenziali che dovranno essere erogati dalle autonomie locali ci sia una base di partenza comune: ''il fondo di compensazione e' indispensabile per dare tempo e modo alle regioni del Sud per raggiungere gli obiettivi''. Perche' ''un federalismo solidale e' garantito solo se tutti possono partire alla pari. Questo comporta tempi di attuazione forse piu' lunghi rispetto a quelli che qualcuno indica per passare dal federalismo declamato a quello reale''. 
Bossi fa anche un’analisi storica dell’Unità d’Italia: "Io sono cavouriano e Cavour voleva l'Italia divisa in tre blocchi, Nord, Centro e Sud. L'accordo con Napoleone III era questo e sarebbe stata la soluzione più seria". Bossi non avrebbe fatto la spedizione dei Mille, lo dice sempre a Bruno Vespa, che promuove il libro 'Il cuore e la spada - Storia politica e romantica dell'Italia Unita 1861-2011'. Infine all'obiezione di Vespa che i Mille erano quasi tutti del Nord, Bossi risponde: ''Cercavano nel Sud una colonia in cui vendere i loro prodotti visto che gli inglesi e i tedeschi avevano le loro colonie in Africa e in Oriente e il Piemonte no''. Secondo Bossi ''nemmeno oggi l'Italia è unita. Da una parte sconta le divisioni originali, dall'altra le conseguenze di una politica centralista cominciata dai Savoia alla morte di Cavour''. 
Bene il federalismo fiscale, ma riconosce Bossi: ''se non decolla il Sud anche il Nord avra' uno sviluppo rallentato''.
 
 
(gs/25.10.10)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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