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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1673 - martedì 26 ottobre 2010

Sommario3
- Errani: manovra e federalismo fiscale legati
- Colozzi: riforma federalista bisogna farla partire con il piede giusto
- Federalismo fiscale: De Filippo, Zaia, Armao, Cota
- Rifiuti: Caldoro, realizzare accordo molto equilibrato
- Sanità e piani di rientro: sblocco dei fondi per Lazio e Campania
- Immigrati: rapporto Caritas

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Errani: manovra e federalismo fiscale legati

Chiesto incontro urgente con Governo

(regioni.it) "La Conferenza delle Regioni chiede un incontro urgente al Governo”. E’ necessario “fare quei passi in avanti che chiediamo da sempre sulla manovra e sul trasporto pubblico locale'', afferma il presidente della Conferenza, Vasco Errani. Per le Regioni ''sono elementi irrinunciabili".
La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome del 26 ottobre ha chiesto un incontro urgente al Governo per sciogliere il nodo manovra-federalismo fiscale. L’incontro dovrebbe avvenire prima della Conferenza Unificata di giovedi' 28 ottobre, cioè prima del parere delle Regioni sui decreti sul federalismo fiscale.
I passi in avanti vanno fatti nel senso “che noi richiediamo da sempre sulla manovra e in relazione ai tavoli  sul trasporto pubblico locale e la manovra". "Questo per noi - ha sottolineato Errani - e' un elemento  irrinunciabile anche per gli sviluppi futuri in relazione ai bilanci  regionali e al federalismo fiscale". Errani ha ribadito che la manovra, con i tagli previsti, "e' strettamente legata al federalismo fiscale".

 

 
(red/26.10.10)

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Colozzi: riforma federalista bisogna farla partire con il piede giusto

(regioni.it) Da almeno 10anni la Conferenza delle Regioni lavora e promuove il federalismo. Che il federalismo sia la riforma più importante "e' chiarissimo", afferma il coordinatore della Commissione affari finanziari della Conferenza delle regioni, Romano Colozzi. Ma il rischio e' che "quella che doveva essere la madre di tutte le riforme diventi un guscio vuoto", per il discostarsi dalla delega del testo del decreto legislativo sul federalismo fiscale. Colozzi sottolinea: "vogliamo evitare errori che possano compromettere fondamenti della riforma", che possano provocare "facili ricorsi" davanti alla Corte Costituzionale. Ciò è possibile perché il "decreto legislativo incorpora i tagli previsti dalla manovra”.
In questo senso va letta la richiesta di un incontro urgente con il Governo: "lo spirito e' assolutamente collaborativo – sottolinea Colozzi - perche' da nessuna regione ho sentito la volonta' di rallentare o di boicottare la riforma federalista. Anzi bisogna farla partire con il piede giusto e senza intoppi".
Quindi la bozza di decreto sul federalismo fiscale differisce dalla legge delega su un punto fondamentale. ''Nella legge delega venivano individuate due tipi di spesa per il bilancio delle Regioni – spiega Colozzi - la sanita', l'assistenza, l'istruzione e il trasporto pubblico locale, per i quali si prevedeva una perequazione al 100%. Per le restanti materie era prevista la trasformazione dei trasferimenti in percentuali di tributi da attribuire alle Regioni senza perequazione''. Il decreto legislativo rendendo esplicito che incorpora i tagli previsti dalla manovra, ribadisce Colozzi, rende evidente, in sostanza, che non ci siano piu' risorse sufficienti per queste materie.
 
 
(red/26.10.10)

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Federalismo fiscale: De Filippo, Zaia, Armao, Cota

(regioni.it) "Le Regioni vogliono incontrare il Governo per discutere di trasporti pubblici locali e manovra, diversamente il sistema non starebbe in piedi", afferma il presidente della regione Bsilicata Vito De Filippo.
"Il federalismo si può fare solo se c'é  una modifica della manovra, diversamente si darebbe corpo a un sistema di funzionamento dello Stato che non sta in piedi". De Filippo aggiunge: "Noi vogliamo un federalismo vero, con le Regioni e gli enti locali chiamati a dare prova di buona amministrazione. Ma se tutti i trasferimenti e tutte le risorse sono semplicemente azzerate, non c'è nulla da amministrare, né bene né male. Su questo, abbiamo chiesto un incontro al governo e speriamo di ottenerlo velocemente, prima della Conferenza Unificata del 28 ottobre. All'ordine del giorno di quell'appuntamento abbiamo l'intesa sullo schema di decreto sul federalismo fiscale. Ma senza approfondire temi come il trasporto pubblico locale o l'impatto della manovra, rischia di essere il titolo di un libro con le pagine bianche. E se questo va bene al Governo non va bene alle Regioni".
L'assessore regionale all'Economia della Sicilia, Gaetano Armao, parla a nome delle regioni a statuto speciale: ''La Sicilia e le altre regioni a statuto speciale chiedono cio' che e' gia' previsto dalla stessa legge delega sul federalismo fiscale ed e' stato riconosciuto anche dalla Corte costituzionale (sentenza 201/2010). Nessuna iniquita', dunque, nessun sentirsi superiori. Piuttosto difesa dello statuto autonomistico dalle malcelate intenzioni di ignorarlo''. Armao aggiunge:''Lo statuto siciliano in Italia e' antesignano del federalismo. Dunque, non abbiamo nessun ripensamento. Dispiacciono le polemiche che, peraltro, ignorano le disposizioni della legge del 2009 sul federalismo''.
''Stiamo lavorando, l'obiettivo e' sostenere il federalismo fiscale che cambiera' la vita ai cittadini'', ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia. ''Ci sono altre partite su cui si discute, come il patto di stabilita' e la manovra - ha osservato Zaia - ma noi diamo assoluto sostegno alla riforma federalista in atto che e' prioritaria' e non siamo disposti a metterla in discussione. C'e' chi cerca di abbinare piu' partite al federalismo ma per noi invece questo deve avere un proprio binario, deve partire, non e' piu' una scelta ma una necessita'''.
''Stiamo lavorando – ribadisce il presidente della regione Piemonte, Roberto Cota – il federalismo e' uno strumento essenziale per realizzare in Italia una riforma di sistema''.

(red/26.10.10)

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Rifiuti: Caldoro, realizzare accordo molto equilibrato

(regioni.it) Il Presidente della Campania, Stefano Caldoro ha definito l'accordo raggiunto sulla spinosa questione dei rifiuti in Campania "molto equilibrato", e ha sottolineato che:si sta “continuando con grande rigore e attenzione a metterlo a sistema". Caldoro ha notato, a margine della Conferenza delle Regioni che si è riunita il 26 ottobre a Roma, come ci sia "grande attenzione" da parte delle istituzioni e come l'accordo preveda la partecipazione dei cittadini, poi aggiunge: "entreremo pienamente nel ciclo normale fra 24-36 mesi". Serve la realizzazione degli altri due impianti previsti, osserva e aggiunge: "il governo ha messo in piedi un sistema totalmente idoneo e adeguato a fronteggiare l'emergenza". Ma e' facile "ricadere in una crisi perché di più non si poteva fare". Bisogna accelerare sulla realizzazione dei nuovi impianti. Quanto alle due 'crisi' legate ai rifiuti vissuti nel territorio della Campania, il Presidente della Regione osserva come entrambe siano nate da una non adeguata raccolta, da una “cosiddetta non adeguata gestione dell'impianto" e del conferimento dei rifiuti assegnate, tutte e due le volte, "alla stessa società”, la municipalizzata del comune di Napoli Asia.
Inoltre, osserva ancora, c'e' anche chi "ha voluto strumentalizzare la crisi cercando di buttarla addosso al governo, alle regioni e a Bertolaso che sono quelli che hanno risolto allora e oggi", dice e con una battuta prosegue: "i colpevoli tornano sul luogo del delitto". In ogni caso, ogni giorno dalla città di Napoli si rimuovono dalle 3 alle 400 tonnellate al giorno. "In atto c'e' un grande sforzo. Stiamo ripulendo Napoli in quei dieci giorni previsti e indicati dal Presidente Berlusconi".
 
(red/26.10.10)

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Sanità e piani di rientro: sblocco dei fondi per Lazio e Campania

(regioni.it) Piani di rientro: via libera dal tavolo tecnico a Lazio e Campania. “Il Lazio ha superato l'esame del tavolo tecnico, con grande fatica, grande lavoro e nonostante problemi maggiori di quanto avevamo immaginato''. Lo ha detto la Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, nel corso di una conferenza stampa in Regione.”Il Lazio entro il 2012 – ha aggiunto rientrerà nella soglia dei 500 milioni e potra' uscire dall'emergenza e dal commissariamento”. E dal 2011 stop a  Irpef e Irap piu' salate per i cittadini laziali. Lo ha annunciato la Presidente Renata Polverini.  I cittadini laziali saranno costretti a pagare addizionali più salate "solo per l'anno in corso, a copertura del debito del 2009 -  precisa la Presidente - ma nel 2011 torneremo ad abbassarle, perché le decisioni prese per risanare i conti sono risultate quelle giuste”.
“Durante le verifiche dei conti è emerso un ulteriore 'buco' di 1,6 miliardi di euro", ha annunciato il presidente della Regione Lazio. “Oltre ai 10 miliardi di euro di debito consolidato e 1,4 miliardi di disavanzo annuale, quindi, abbiamo trovato un altro ammanco di 1,6 miliardi- ha spiegato Polverini- Per questo motivo abbiamo chiesto il rinvio del tavolo per due volte. Però voglio dire che siamo riusciti a coprirlo”.
Secondo la Presidente del Lazio "il 'buco' è così composto: 325 milioni di investimenti delle Asl che hanno utilizzato impropriamente il fondo per le spese correnti, 727 milioni di debiti Asl non presenti nel bilancio regionale e 559 milioni di mancata copertura del vecchio Piano di rientro di Marrazzo". Polverini ha poi sottolineato che "a questa cifra bisogna aggiungere 442 milioni di mancata copertura del disavanzo 2009 e 279 milioni di extradeficit 2010".
“La situazione debitoria complessiva, dal 2001, è ad oggi di 2 miliardi 332 milioni di euro'', ha detto la presidente della Regione Lazio che poi ha spiegato come saranno coperti questi debiti: 527 milioni grazie a un nuovo mutuo con le banche autorizzato dal Ministero dell'Economia; 900 milioni di fondi Fas; 574 milioni di fondi ex articolo 20 e 248 milioni in copertura con la manovra 2011, “avendo avuto noi l'autorizzazione dal ministero per questa operazione” ha commentato Polverini ribadendo che “ciò che abbiamo fatto ha ottenuto un parere positivo dal governo: voglio inviare il mio ringraziamento ai ministeri per il loro aiuto e la loro grande collaborazione”.
Abbiamo avuto l'autorizzazione a coprire il debito anche con risorse dirette"."Adesso che abbiamo ottenuto il parere positivo dal tavolo di verifica - ha concluso la Polverini - siamo pronti a nominare i nuovi direttori generali delle Asl”.
Via libera anche ai fondi destinati alla sanità campana,. ''Il lungo lavoro tecnico – si legge in una nota della Regione Campania che ha coinvolto la struttura commissariale e le strutture regionali negli ultimi quattro mesi ha portato alla produzione di una voluminosissima documentazione che ha ricevuto il via libera dai Ministeri dell'Economia e della Salute'' si afferma nel documento.
Lo sblocco dei fondi dimostra, secondo l'esecutivo regionale, “che c'e' stata una netta inversione di tendenza nell'impostazione del lavoro rispetto al passato e che è stato riconosciuto in maniera estremamente positiva il lavoro svolto”.
Tradotto in cifre l’ok comporta la possibilità di avere disponibili, nel giro di qualche settimana, un miliardo e 21 milioni di euro che rappresenta il 60% dell'accantonamento. Un ulteriore 20% (circa 340 milioni di euro) sarà erogato, sempre salvo verifica positiva ulteriori adempimenti, entro dicembre 2010. A seguire un ulteriore 10% entro febbraio e, a saldo, ancora un 10% entro aprile se saranno completati tutti gli adempimenti previsti.
“Una giornata storica per i cittadini e l'amministrazione regionale della Campania – ha sottolineato Raffaele Calabrò (consigliere del Presidente della regione Campania per la sanità -  Lo sblocco del 60 per cento delle riserve del "Fondino", pari a poco più di miliardo di euro, segna concretamente un nuovo inizio e le possibilità fattiva di un ritorno alla normalità per la Campania.
A soli cinque mesi dall'insediamento, la Giunta Caldoro incassa la piena fiducia dei tecnici del tavolo di verifica degli adempimenti del Piano di rientro dal deficit, che hanno espresso apprezzamento su quanto realizzato nell'ambito sanitario”.
All'incontro con i tecnici dei Ministeri dell'Economia e della Salute era presente la delegazione campana con il subcommissario alla sanità Giuseppe Zuccatelli e lo stesso consigliere per la sanita' del presidente, Calabrò.
 
(red/26.10.10)

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Immigrati: rapporto Caritas

(regioni.it) La Caritas sostiene che gli immigrati in Italia sono quasi 5milioni e che ormai rappresentano l’11% del Pil. Lo afferma il rapporto sull' immigrazione della Caritas Italiana e della Fondazione Migrantes. La retribuzione media annuale per immigrati, che rappresentano il 10% degli occupati dipendenti, è 12.000 euro.
In 20 anni, gli immigrati regolari in Italia sono aumentati di 20 volte: erano mezzo milione nel 1990, sfiorano i 5 milioni nel 2010 e rappresentano l'11% del Pil. Anche a causa della crisi, 'sono aumentate le reazioni negative, la chiusura, la paura', nei loro confronti da parte degli italiani.
 
Ripartizione regionale della presenza di immigrati regolari, al 31 dicembre 2009.
                   STRANIERI    % SU TOTALE   AUMENTO
                   RESIDENTI    POPOLAZIONE   2002-2009
- ABRUZZO           75.708         5,7%        287,5%
- BASILICATA        12.992         2,2%        298,0%
- PROV.BOLZANO      39.156         7,8%        101,0%
- CALABRIA          65.867         3,3%        344,6%
- CAMPANIA         147.057         2,5%        137,5%
- EMILIA ROMAGNA   461.321        10,5%        228,9%
- FRIULI V.G.      100.850         8,2%        131,6%
- LAZIO            497.940         8,8%        105,6%
- LIGURIA          114.347         7,1%        241,8%
- LOMBARDIA        982.225        10,0%        196,4%
- MARCHE           140.457         8,9%        211,9%
- MOLISE             8.111         2,5         273,4%
- PIEMONTE         377.241         8,5%        272,8%
- PUGLIA            84.320         2,1%        177,9%
- SARDEGNA          33.301         2,0%        180,1%
- SICILIA          127.310         2,5%        144,3%
- TOSCANA          338.746         9,1%        226,8%
- PROV.TRENTO       46.044         8,8%        170,5%
- UMBRIA            93.243        10,4%        221,3%
- VALLE D'AOSTA      8.207         6,4%        187,0%
- VENETO           480.616         9,8%        235,5%.
 
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periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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