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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1709 - lunedì 20 dicembre 2010

Sommario3
- Lavoro pubblico in Regioni e Ssn: documento Conferenza
- Edilizia scolastica: critiche e riserve dagli assessori regionali
- Bankitalia: "la ricchezza delle famiglie italiane"
- Polverini: con approvazione bilancio condizioni per rilanciare sviluppo
- Regioni ed enti locali su documento 15° Censimento
- Galline ovaiole: OdG su allevamenti

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Lavoro pubblico in Regioni e Ssn: documento Conferenza

Conferenza Regioni Doc 16.12.10

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni, presieduta da Vasco Errani, ha approvato un ordine del giorno con cui sottolinea l’esigenza “di riprendere i lavori del tavolo per la definizione dell'assetto contrattuale del lavoro pubblico nelle Regioni e negli enti del Servizio Sanitario Nazionale”.
Nel testo si ribadisce anche la necessità “di pervenire in tempi rapidi alla definitiva adozione di un documento di interpretazione delle norme del Decreto Legge 78/2010 in materia di pubblico impiego per quanto di interesse dei sistemi regionali, anche tramite un ravvicinato confronto con le organizzazioni sindacali e le istanze governative, al fine di garantire processi applicativi omogenei”.
Secondo i Presidenti delle Regioni occorre “definire un monitoraggio sull'applicazione del Decreto Legislativo 150 del 2009 nelle Regioni e nel Servizio Sanitario Nazionale, anche al fine di determinare, ove opportuno, comuni orientamenti da portare al confronto con le rappresentanze dei lavoratori. In tale ambito – sottolinea infine il documento - saranno individuate anche ipotesi di possibili modifiche al Decreto Legislativo. da sottoporre al Governo ai sensi dell'art. 2, comma 3 della legge 15 del 2009”.
Il documento integrale è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it ed il link è:
http://www.regioni.it/upload/161210_odg_CONTRATTAZ_PUB.pdf 
(red/20.12.10)

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Edilizia scolastica: critiche e riserve dagli assessori regionali

(regioni.it) "Gli assessori all’Istruzione hanno espresso critiche e riserve sulle modalità con cui sono stati destinati i poco meno di 112 milioni di euro a oltre 1.700 scuole, di tutta Italia, per realizzare interventi relativi alla messa in sicurezza e all'adeguamento antisismico dei locali". Lo riferisce Stella Targetti vicepresidente di Regione Toscana con delega all'Istruzione nel suo ruolo di coordinatrice della Commissione Istruzione per la Conferenza delle Regioni.
“L’assegnazione, decisa dalla Commissione bilancio e finanze della Camera, è stata operata – ha spiegato - senza il coinvolgimento delle Regioni. Eppure in più occasioni abbiamo rivendicato, in una materia come l’edilizia scolastica che è di competenza delle Regioni, la necessità di un’attività di programmazione degli interventi da effettuarsi i n collaborazione con il Ministero, come unica modalità che garantirebbe l’efficacia ed efficiente utilizzo delle risorse”.
“Va sottolineato – prosegue Targetti - che non sono noti i criteri di riparto, né i criteri di scelta delle scuole destinatarie di questi finanziamenti. E’ probabile – conclude - che a questo punto la Commissione investirà della questione tutte le opportune sedi istituzionali, non ultima la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome”.
 
(red/20.12.10)

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Bankitalia: "la ricchezza delle famiglie italiane"

Rapporto elaborato dalla Banca d'Italia

(regioni.it) Nel 2008 il 45% della ricchezza complessiva era in mano al 10% delle famiglie. E' uno dei dati contenuti nel rapporto su 'La Ricchezza delle famiglie italiane" elaborato dalla Banca d'Italia'. Mentre la maggioranza delle famiglie italiane, quelle a più basso reddito, detiene solo il 10% della ricchezza complessiva.
Comunque le famiglie italiane risultano poco indebitate con una percentuale 78% del reddito disponibile lordo contro il 100% di Francia e Germania e il 130% di Usa e Giappone. Il 41% dei debiti delle famiglie italiane è rappresentato dai mutui per l'acquisto della casa. Nel primo semestre 2010 la ricchezza netta delle famiglie e' diminuita dello 0,3 per cento in termini nominali.
La ricchezza lorda delle famiglie italiane alla fine del 2009 e' stimabile in quasi 9.500 miliardi di euro, quella netta in 8.600 miliardi, corrispondenti a circa 350 mila euro in media per famiglia, afferma sempre la Banca d'Italia aggiungendo che le attivita' reali rappresentavano il 62,3% della ricchezza lorda, le attivita' finanziarie il 37,7%. Le passivita' finanziarie costituivano il 9,1% delle attivita' complessive.   
La ricchezza netta complessiva e' aumentata tra la fine del 2008 e la fine del 2009 di circa l'1,1%, per effetto di un aumento del valore delle attivita' finanziarie (2,4%) superiore a quello delle passivita' (1,6%); le attivita' reali hanno registrato un rialzo piu' lieve (0,4%). A prezzi costanti, usando come deflatore quello dei consumi, l'aumento della ricchezza complessiva e' stato dell'1,3%.
Resta stabile, alla fine del 2009, il valore del 'mattone' detenuto dalle famiglie italiane. Secondo l'indagine della Banca d'Italia la ricchezza in abitazioni detenuta dalle famiglie italiane poteva essere stimata in circa 4.800 miliardi di euro. In termini reali la ricchezza in abitazioni e' aumentata rispetto alla fine del 2008 dello 0,4 per cento.
 

 

 

(red/20.11.10)

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Polverini: con approvazione bilancio condizioni per rilanciare sviluppo

(regioni.it) “Stiamo ponendo le condizioni per rilanciare lo sviluppo del Lazio". Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Renata Polverini in merito alla manovra di bilancio regionale. “Abbiamo iniziato un percorso che porterà, prima della fine dell'anno, all'approvazione del bilancio -ha sottolineato Polverini- impegno preso anche con il ministero dell'Economia e' di votarlo in consiglio prima del 31 dicembre. E' un bilancio di rigore ma non di sacrifici”.La presidente della regione Lazio ha ricordato che "la regione eredita 25 miliardi di debito in un momento difficile malgrado tutto non abbiamo penalizzato l'assistenza, abbiamo investito nel lavoro, nell'ambiente, continueremo a investire sul piano rifiuti, sui trasporti e facciamo fronte all'assenza di fondi FAS, totalmente assorbiti dal debito sanitario, con nostre risorse”.
“L'assestamento ha rappresentato la messa in sicurezza dei conti della Regione e al tempo stesso il primo tassello di un puzzle o, meglio, del disegno, chiaro, leggibile,concreto del governo Polverini. Ad aprile avevamo a disposizione una macchina amministrativa spenta, senza benzina e con il motore gravemente ingolfato. L'intervento sui costi della politica è stato fondamentale: per il suo carattere esemplare, per motivare tutte le persone che sono la macchina amministrativa". Lo ha detto l'assessore al Bilancio della Regione Lazio, Stefano Cetica, durante il suo intervento in Consiglio regionale per la presentazione della manovra di bilancio. “La riduzione delle spese inutili o superflue, la riorganizzazione e la riduzione delle direzioni, la portata della manovra di assestamento e soprattutto il duro e determinato lavoro sulla sanità, ci hanno consentito di portare a casa le conferme dei rating da parte di S&P, Fitch e Moody's, permettendoci di tornare ad essere, come siamo tornati ad essere, meritevoli di 'credito' da parte dei mercati finanziari" ha spiegato Cetica, che sul patto regionalizzato ha aggiunto: "E' un importante e apprezzato strumento per il territorio regionale. Gli enti locali hanno beneficiato di una maggiore capacità di spesa pari a 300 milioni di euro. La maggiore capacità di spesa si e' tradotta in maggiori pagamenti che, a causa delle stringenti regole del patto di stabilità, non si sarebbero diversamente verificati nell'anno 2010”.
“Il bilancio 2011 presenta uno stanziamento di 25,3 miliardi di euro, che al netto del disavanzo proveniente da anni precedenti e' pari a 21,3 miliardi di euro. Questo dato, oltre ad essere inferiore allo stesso dato del bilancio assestato 2010, pari a 22,8 miliardi, e' ridotto rispetto al totale degli impegni assunti nell'esercizio 2009 pari a 21,4 miliardi", ha detto Cetica. "Questi importi testimoniano il grande sforzo di rigore e risanamento messo in campo dalla giunta Polverini che sta portando a continue valutazioni positive da parte del ministero delle Economia e della Salute concretizzatosi nell'erogazione di 1,2 miliardi di euro di cassa; dalle agenzie di rating concretizzatosi dalla conferma del rating con l'outlook stabile; dai soggetti finanziatori come testimonia la concessione del mutuo da parte di Cassa Depositi e Prestiti, avvenuta in questi giorni- ha spiegato Cetica- La manovra proposta, oltre alla gestione di problematiche strutturali del bilancio regionale, quali l'equilibrio di parte corrente e l'elevato livello di indebitamento, affronta le seguenti criticità: i tagli del decreto legge 78/2010; la destinazione della totalità dei fondi FAS alla copertura del debito sanitario; la riduzione del gettito fiscale delle manovre regionali".
“I tagli operati dal decreto Tremonti sono pari ad un totale di 4 miliardi di euro nel 2011 e 4,5 miliardi di euro nel 2012 e coinvolgono i trasferimenti regionali per un totale di 422,8 milioni di euro nel 2011 e per un totale di 475,7 milioni di euro nel 2012- ha proseguito Cetica- Il taglio complessivo dei trasferimenti originariamente prevedeva un taglio lineare calcolato nella misura dell'80% di tutti i trasferimenti; la Conferenza delle Regioni ha proposto, invece, un taglio del 100% su tutti i trasferimenti ma salvando i trasferimenti relativi al trasporto pubblico locale, art.9, alla salute umana e all'edilizia sanitaria pubblica, che complessivamente valgono per la Regione Lazio 116,8 milioni di euro". Cetica ha ricordato che "in questi giorni il Governo, in fase di concertazione con una delegazione ristretta delle regioni, nella quale il Lazio è parte attiva insieme alla Puglia e alla Lombardia, ha salvaguardato ulteriori trasferimenti per il trasporto pubblico locale che totalizzano per la Regione Lazio 95 milioni di euro e, pertanto, l'importo totale 'salvato' per il Tpl regionale e' pari a 135 milioni di euro. In sede di riunione congiunta del tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali del 13 e del 26 ottobre 2010, si e' stabilito, a fronte di un disallineamento riscontrato tra il debito delle Aziende Sanitarie e le risorse presenti nel bilancio regionale pari a 1,6 miliardi di euro, di utilizzare la totalità dei fondi Fas pari a 885 milioni di euro per la copertura del debito sanitario”.
L'assessore ha sottolineato che "la proiezione del disavanzo sanitario 2010 prevede un importo massimo pari a circa 1.168 milioni di euro comprensivo degli ammortamenti, che trova copertura nel bilancio 2011 attraverso: la manovra fiscale per 759 milioni di euro, le economie derivanti dalle coperture 2009 a seguito dell'utilizzo integrale del Fas per tale annualità per 64 milioni di euro e le risorse regionali derivanti dai risparmi sulla spesa corrente per 345 milioni di
 euro".
"La manovra di bilancio di parte corrente e' frutto di una analisi puntuale della qualita' della spesa e della conseguente concentrazione delle risorse sulle attivita' strategiche per il territorio che vale 1,2 miliardi di euro- conclude Cetica- Con lo stesso approccio gia' adottato in assestamento, sono state rimodulate spese per 700 milioni di euro e svincolati fondi, non impegnati negli anni precedenti, per circa 500 milioni di euro. La manovra di bilancio di parte capitale consiste in dismissioni patrimoniali per 800 milioni di euro, rimodulazioni di spese per investimenti per 200 milioni di euro possibili grazie ad un corretto ed appropriato allineamento della competenza alla cassa, nuovi investimenti per 1.550 milioni di euro (di cui 750 milioni di euro gia' impegnati) e la sottoscrizione di un nuovo mutuo volto ad abbattere parte del disavanzo per 750 milioni di euro che nei prossimi giorni verrà regolarizzato".
 
 
(red/20.12.10) 

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Regioni ed enti locali su documento 15° Censimento

Conferenza Regioni Doc 16.12.10

(regioni.it) Regioni ed enti locali hanno espresso (nella Conferenza Unificata del 16 dicembre) l’intesa sul documento in materia di 15° censimento generale della popolazione e delle abitazioni.
La Conferenza delle Regioni, l’anci e l’Upi hanno però consegnato al governo un documento congiunto con alcune osservazioni e quattro richieste di integrazione al Piano generale di censimento. Il documento è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it ed il link è:
Si riporta di seguito il testo integrale
Conferenza delle Regioni e delle Province autonome-  ANCI- UPI -10/140/CU08/C2
Intesa sul documento in materia di 15° censimento generale della popolazione e delle abitazioni, di cui all’art. 50, comma 2, lett. a), del decreto legge 31 maggio 2010. n. 78, convertito con modificazione dalla legge 30 luglio 2010, n. 122
Punto 8) Odg Conferenza Unificata
Le Regioni, ANCI e UPI esprimono avviso favorevole al conseguimento dell'intesa sul documento concernente i contenuti del piano generale del 15° censimento generale della popolazione e delle abitazioni
Le Regioni, ANCI e UPI richiedono altresì che sia emanata una circolare interpretativa da parte del Ministero dell’Economia e Finanze e del Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione circa la destinazione ed erogazione dei compensi per il personale dell'Ufficio Comunale di Censimento che partecipano direttamente alle operazioni censuarie finalizzato a rafforzare il back-office comunale e l'efficienza degli UCC come contenuto nel documento indicato in oggetto.
Le Regioni, ANCI e UPI esprimono inoltre le seguenti raccomandazioni e chiedono che vengano inserite nel Piano Generale di Censimento:
1.      che venga prevista la possibilità per i comuni di provvedere a livello locale alla registrazione dei dati dei questionari che loro pervengono direttamente e all'accesso alle informazioni registrate a livello centrale, nonché la definizione di un protocollo di diffusione da parte dei Comuni dei dati provvisori, soggetti a rettifiche e validazioni dall'ISTAT;
2.      che sia prevista nella Commissione Tecnica Regionale la presenza di rappresentanti degli Enti Locali nominati da ANCI e UPI a livello regionale;
3.      che venga richiamato, per quanto attiene gli UCP, il ruolo dei gruppi di lavoro permanenti previsti dalla direttiva n.5/ Comstat del 15/10/1991;
4.      che venga richiamato per quanto attiene l'organizzazione della rete territoriale (punto 3.1) la possibilità per Regioni e Province di incentivare e sostenere la costituzione degli UCC in forma associata.
Roma, 16 dicembre 2010
 
(red/20.12.10)

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Galline ovaiole: OdG su allevamenti

Conferenza Regioni Doc 16.12.10

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni, nella riunione del 16 dicembre 2010, ha approvato un ordine del giorno che affronta alcune problematiche relative agli allevamenti di galline ovaiole in relazione al’attuazione di alcuni Direttive europee.
Il documento è stato pubblicato nella sezione “conferenze” del sito www.regioni.it .
Il link è:
Si riporta di seguito il testo integrale.
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME - 10/139/CR10b/C10
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
RICHIAMATO
Il D.Lgs 267/2003 “Attuazione delle direttive 1999/74/CE e 2002/4/CE, per la protezione delle galline ovaiole e la registrazione dei relativi stabilimenti di allevamento.” che prevede che alla data del 1 gennaio 2012 l’allevamento in gabbia sia effettuato in “gabbie modificate” e che le “gabbie non modificate” in uso fino al 31 dicembre 2011 non potranno più essere utilizzate.
RICORDATO CHE
-              in data 27 ottobre 2010 si è tenuto un incontro interregionale (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto) a Bologna, nel quale i rappresentanti degli allevatori e dei trasformatori della filiera hanno riferito di alcune proposte avanzate ai Ministeri Agricoltura e Salute relativi all’attivazione di un programma di adeguamento progressivo degli allevamenti;
-              in data 11 novembre 2010 la Commissione delle politiche agricole ha condiviso la proposta di costituire un gruppo di lavoro ad hoc con il compito di approfondire le problematiche inerenti l’adeguamento degli allevamenti alla normativa citata, al fine di individuare le possibili soluzioni da sottoporre alla valutazione della Commissione Politiche Agricole;
tale approfondimento è stato dato in carico alle Regioni Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto;
in data 2 dicembre 2010 le suddette Regioni si sono incontrare per analizzare la problematica e le possibili soluzioni.
CONSIDERATO CHE
In esito agli incontri sopra riportati è emerso quanto segue:
·         Gli allevamenti attualmente adeguati alla normativa in oggetto risultano essere in Italia circa il 15% degli allevamenti totali;
·         Gli allevamenti non ancora adeguati hanno difficoltà a rispettare la scadenza del 1 gennaio 2012;
·         In ogni caso la richiesta massiccia e concentrata di “gabbie modificate” non potrebbe essere soddisfatta dai fornitori nei tempi previsti;
·         Allo stato attuale delle cose lo scenario prevedibile è la possibile chiusura del 50% degli allevamenti italiani non in grado conservare la dimensione minima per la redditività dell’impresa;
·         Le Regioni in assenza di modifiche alla normativa applicheranno quanto previsto dal D.lgs 267/2003 a partire dal 1 gennaio 2012;
·         Gli Assessorati Sanità e Agricoltura delle Regioni presenti agli incontri dichiarano la loro disponibilità a partecipare a tavoli di discussione organizzati dai Ministeri competenti per valutare le proposte avanzate dalle Associazioni di categoria e di settore della filiera avicola finalizzate ad una differente gradualità di applicazione delle disposizioni normative vigenti.
RITENUTO
Esigenza prioritaria che i Ministeri competenti assumano le opportune iniziative per fornire le adeguate risposte alle problematiche richiamate.
EVIDENZIATO
che le scadenze previste dalla normativa impongono l’emanazione in tempi brevissimi di indicazioni puntuali alle Regioni.
CHIEDE
1)        l’attivazione immediata di un tavolo di confronto tra i Ministeri delle Politiche Agricole, Alimentari e forestali e della Sanità e le Regioni interessate, per affrontare la problematica sopra evidenziata;
2)        che il tavolo individui in tempi brevi gli strumenti normativi più idonei ad una corretta gestione della problematica, ed in particolare:
a.         Ipotesi di modifiche/integrazioni al D.lgs 267/2003 con particolare riferimento all’apparato sanzionatorio previsto all’art. 7.
b.   Verifica di fattibilità di applicazione di quanto previsto all’articolo 26 del Reg. CE 1698/2005;
3)        che i Ministeri delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e della Salute giungano ad un pronunciamento entro il mese di febbraio 2011 al fine di consentire una corretta ed uniforme applicazione della normativa, garantendo anche i tempi tecnici necessari per l’applicazione delle soluzioni individuate.
Roma, 16 dicembre 2010
 
(red/20.12.10)
Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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