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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1783 - venerdì 22 aprile 2011

Sommario3
- Sanità: intesa su risorse 2011, la soddisfazione delle Regioni
- Rita Levi Montalcini: auguri dalle Regioni
- Fincantieri: Spacca, tenere alta l'attenzione su piano industriale
- Programma nazionale di Riforma: la posizione delle Regioni
- I fondi europei e l'incidenza dei "fattori esterni"
- Sanità: il riparto delle risorse 2011

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Sanità: intesa su risorse 2011, la soddisfazione delle Regioni

(regioni.it) Nei giorni successivi al “tour de force” che ha visto impegnati Presidenti e Assessori alla sanità delle Regioni e delle Province autonome per il riparto delle risorse finanziarie da destinare nel 2011 al servizio sanitario c’è una certa soddisfazione.  Le Regioni hanno dimostrato senso di responsabilità, come ha sottolineato il Presidente Vasco Errani, chiudendo una accordo che alla vigilia si presentava piuttosto difficile, dato anche il bassissimo incremento del fondo sanitario.
La Lombardia avrà a disposizione 17 miliardi e 51 milioni di euro per il funzionamento della sanità e dei servizi socio sanitari per l'anno 2011. E' quanto stabilito dall'accordo sul riparto. Per Regione Lombardia, che aumenta la propria disponibilita finanziaria per la sanità di 353 milioni di euro rispetto al 2010, la trattativa e stata condotta dall'assessore alle Finanze Romano Colozzi, su delega del Presidente Roberto Formigoni.  "L'accordo non era affatto scontato - spiega il Presidente Fomigoni - Le Regioni sono arrivate ad un'intesa difficile dimostrando ancora una volta una maturità istituzionale notevole che ha permesso di superare difficoltà e posizioni apparentemente inconciliabili. "Nel corso della trattativa - spiega l'assessore Romano Colozzi - il rischio di rottura si é manifestato in più di una occasione. Ma ha prevalso il senso di responsabilità. La Lombardia ha ottenuto un ottimo risultato, pur mantenendo il proprio impegno solidale nei confronti delle Regioni in difficoltà e per la tenuta del sistema".
“Ha vinto il buon senso, ha vinto la correttezza nell’applicazione dei criteri, ha vinto l’impostazione che il Veneto aveva portato avanti con forza e convinzione sin dal primo giorno, ha vinto il grande lavoro compiuto con tenacia ed anche resistenza dal nostro assessore alla sanità Luca Coletto (che coordina la Commissione Salute per la Conferenza delle Regioni, ndr). Anche questa volta il lavoro di squadra ha pagato e per questo voglio ringraziare lo stesso Coletto e l’assessore al bilancio Roberto Ciambetti”. Con queste parole il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta i contenuti del riparto sanitario nazionale per l’anno 2011 definito a Roma, che assegna al Veneto 8 miliardi 612 milioni di euro (contro gli 8 miliardi 344 del 2010, 268 milioni in più), ai quali vanno aggiunti ulteriori 127 milioni legati agli obiettivi di salute contenuti nel piano sanitario nazionale. “In realtà – precisa Zaia – al Veneto sarebbero andati ulteriori 24 milioni, che abbiamo deciso di cedere come nostro contributo al fondo di solidarietà per le Regioni più in difficoltà. Lo abbiamo fatto volentieri, convinti che sia giusto aiutare le Regioni meno virtuose nel cammino per diventarlo”. Zaia pone l’accento sul lavoro portato avanti da tutta la Conferenza dei presidenti: “E’ stato un confronto anche duro – dice – che si è concluso positivamente grazie alla razionalità e ragionevolezza di tutti i governatori ed alla grande capacità di mediazione, e direi anche di pazienza, del presidente Vasco Errani”. “Per il Veneto – ricorda Zaia – la partita era cominciata con un’ipotesi che ci avrebbe tolto 200 milioni rispetto al 2010: assolutamente inaccettabile nel metodo e nel merito per una Regione che ha fatto del rigore gestionale e della salvaguardia dei servizi offerti al cittadino i propri punti fermi”. “La svolta – sottolinea Zaia – è consistita nell’essere riusciti ad evitare l’inserimento di un criterio iniquo come la deprivazione, che è socioeconomico e quindi non ha nulla a che fare con la spesa sanitaria, che avrebbe pesantemente penalizzato le regioni più virtuose, ed il Veneto tra queste. Non solo, ma con la deprivazione sarebbe stato messo in discussione anche uno dei capisaldi del federalismo in sanità, che è l’applicazione dei costi standard. Anche per questo, averlo evitato è motivo di grande soddisfazione e di speranza perché negli anni a venire la spesa sanitaria e la relativa dotazione alle Regioni vengano definite con una metodologia più appropriata, a cominciare dal fatto che una stessa prestazione non può costare la metà in una Regione ed il doppio in un’altra”. “Questo – secondo Zaia – è per il Veneto un successo da incorniciare, che ci assegna sacrosante risorse in più per il 2011, ma nessuno potrà permettersi di dormire sugli allori. Ci aspetta ancora un grande e continuo lavoro per migliorare le performances gestionali, per rispondere di più e meglio alle esigenze dei veneti, a cominciare dalle liste d’attesa, per riorganizzare la nostra sanità e renderla più rispondente alle mutate esigenze di salute dei cittadini e alle necessità di ottimizzazione della spesa”. Nell’ambito della complessa trattativa portata avanti in queste settimane dall’assessore Coletto, sono stati raggiunti anche altri importanti obiettivi. Tra questi l’attivazione di un tavolo tecnico Regioni-Ministero- Agenzia Sanitaria Nazionale per l’individuazione di nuovi criteri rispondenti alle realtà territoriali eventualmente da utilizzare nel 2012 e la disponibilità del Ministero della Salute a riverificare l’utilizzo di una somma di 650 milioni di euro attualmente destinata ad altri enti non regionali.
Il Presidente della Basilicata, Vito De Filippo, sottolinea il fatto di esser riuscito a limitare “i danni rispetto  alla proposta del ministero che ci vedeva sotto di 13 milioni di euro: ora ritorniamo alla cifra dello scorso anno che ci costerà comunque  fatica e l'imposizione di politiche di rigore nella nostra Regione”.
Soddisfazione da parte della Presidente della Regione Lazio: “l'accordo c'è, è chiuso” e rispetto alle tabelle frutto dell'intesa, il Lazio, ha ricordato Renata Polverini, “porta a casa circa 180 milioni di euro in più rispetto allo scorso anno”.
Al Piemonte spettano 7miliardi  898 milioni 677mila euro. Sono circa 122 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente. E così arrivano giudizi positivi anche dall’assessore alla Tutela della Salute e Sanità delle Regione Piemonte, Caterina Ferrero, esprime soddisfazione per l’esito positivo del riparto, giunto al termine di trattative molto intese. La Regione Piemonte potrà così contare su risorse che sono in linea con le previsioni che si erano fatte con il piano di rientro.
La vicepresidente della Regione Calabria, Antonella Stasi, manifesta soddisfazione: “la Calabria potrà contare per il 2011 su un incremento del fondo, pari a 40 milioni di euro in più rispetto al riparto del 2010, soprattutto considerato che il primo riparto, effettuato dal Ministro della Salute, assegnava alla Calabria un milione in meno rispetto al 2010. E' stato deciso, inoltre, di affidare ad un gruppo di lavoro, formato dai tecnici delle Regioni, dell'Agenas e del Ministero della Salute, la predisposizione entro quattro mesi di una proposta organica di nuovi criteri di riparto delle risorse del Fondo Sanitario Nazionale, che tengano conto anche delle condizioni socio economici, oltre che ambientali. Si tratta di un grande impegno che le Regioni hanno inteso sottoscrivere a margine della seduta odierna della Conferenza delle Regioni”.
“Il deficit della sanità calabrese - ha affermato il Presidente Giuseppe Scopelliti - se da un lato è stato determinato da sprechi e cattiva organizzazione, dall'altro anche da un'iniqua distribuzione del fondo sanitario nazionale. Quest'anno possiamo contare su due importanti successi, l'incremento delle risorse destinato al fondo sanitario regionale della Calabria e la proposta di revisione dei criteri che considerino anche la condizione socio-economica ed ambientale delle varie realtà regionali. Se il fondo sanitario nazionale nel 2010 e' stato aumentato di 1,79 miliardi di euro ed ha prodotto per la Calabria un incremento del fondo sanitario regionale pari a zero, per il 2011 assumono maggiore rilevanza i 40 milioni di euro in più sul finanziamento aggiuntivo del fondo sanitario nazionale che e' pari a 830 milioni di euro. Si tratta quindi di un traguardo importante”.
L’Umbria, nella ripartizione dei finanziamenti nazionali per la sanità potrà contare, per il 2011 su circa 25milioni di euro in più rispetto all’anno precedente; questo incremento, sebbene in un quadro persistente di “tagli” e sottostima, da parte del governo, del reale fabbisogno del Paese, “consentirà alla Regione di continuare a mantenere il carattere universalistico del servizio sanitario e un buon livello dei servizi, senza dover ricorrere all’imposizione di ticket o nuove imposte, proseguendo nell’opera di ulteriore razionalizzazione del sistema”: è quanto riferisce la Presidente della Giunta regionale nel dare la notizia dell’accordo “politico” sottoscritto oggi in sede di Conferenza Stato Regioni, accordo che fa seguito a quello “tecnico” raggiunto qualche giorno fa nella riunione tra i Presidenti di Regione e confermato questa mattina dagli stessi Presidenti, poche ore prima dell’avvio della riunione col governo. L’Umbria potrà contare, per il 2011, su finanziamenti totali pari a circa 1miliardo e 600mila euro. La somma di un miliardo, 592milioni e 500mila euro è già autorizzata, mentre quella residua di poco più di 7milioni (che fa parte di un lotto di finanziamenti nazionali per 486milioni) è subordinata ad un provvedimento che il governo si è impegnato ad assumere per renderla disponibile nel bilancio dello stato.  La Presidente della Regione dell’Umbria, Catiuscia Marini, pur nel ricordato quadro di sottostima dei finanziamenti, commenta positivamente l'intesa raggiunta oggi e ne attribuisce gran parte del merito al “lavoro serio e rigoroso messo in atto dalle Regioni per comporre un quadro politico condiviso”.
L'assessore regionale per la Salute della Sicilia, Massimo Russo, ha mostrato grande soddisfazione per i termini dell'accordo raggiunto tra le Regioni dopo la lunga “maratona”. "E' passato il principio, sostenuto a gran voce dalla Sicilia, affinché dal prossimo anno cambino i criteri e i nuovi indicatori per la ripartizione del Fondo e si tenga conto dei fattori economici, sociali, ambientali e demografici. Le Regioni del Sud, mai come questa volta, hanno saputo tenere una linea comune che ha dato risultati significativi sia sotto il profilo economico che politico. Resta ancora da chiudere il discorso relativo ai criteri per il pagamento delle prestazioni effettuate in mobilità, ma anche in questo caso sono sicuro che troveremo un accordo soddisfacente".  Russo ha poi sottolineato che, su sua richiesta, l'intesa raggiunta prevede che la Conferenza delle Regioni chiederà al Governo nazionale che le Regioni che hanno acceso mutui per il pagamento dei debiti della sanità maturati fino al 2005, tra cui la Sicilia, possano utilizzare i fondi Fas per il pagamento delle relative rate.
Anche il Presidente del Molise Michele Iorio e l’Assessore Gianfranco Vitagliano hanno espresso soddisfazione per l’intesa. Il Molise ha dato il proprio assenso sulla base del risultato ottenuto di 571 milioni assegnati: 13 in più rispetto alla proposta Ministeriale (che era di 558), e 12 in più rispetto all’anno precedente. Il Presidente Iorio ha espresso soddisfazione per l’accordo raggiunto “che per il Molise - ha detto - è molto favorevole se si pensa che il Fondo Sanitario per tutte le regioni è aumentato, rispetto all’anno scorso, dello 0,8%, mentre per noi è aumentato del 2,32%. Tutto questo è estremamente importante perché rappresenta un’inversione di tendenza che vede riconosciuta al Molise la peculiarità delle proprie dimensione. Ciò da ragione, con l’assenso di tutti, compreso il Governo, di un deficit strutturale del Fondo destinato al Molise che, essendo negli anni passati sottostimato, ha comportato difficoltà nel raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio. C’è poi da rimarcare - ha concluso Iorio - l’alto valore del risultato politico raggiunto nell’impegno assunto dalla Conferenza, di elaborare ,entro i prossimi 4 mesi, e quindi in tempo utile per il riparto 2012, i nuovi criteri che terranno espressamente conto delle condizioni socio-economiche e delle dimensioni demografiche di ciascuna regione”. “Si consolida così - ha sottolineato, invece, l’Assessore Vitagliano - nel settore importantissimo della sanità, quel criterio che abbiamo difeso strenuamente di prevedere un necessario riequilibrio nell’attribuzione delle risorse per le regioni come la nostra che hanno grande difficoltà a raggiungere economie di scala, senza intaccare i diritti fondamentali dei cittadini. Su questo criterio abbiamo ottenuto il consenso di tutte le altre Regioni”.
L'intesa raggiunta sul riparto del fondo sanitario e' ''un documento storico perche' tutte le Regioni italiane hanno accettato una posizione di riequilibrio a favore del Sud e delle giuste ragioni del Mezzogiorno sulla base dei nuovi parametri in base ai quali destinare i fondi per la sanita'''. Lo ha detto il Presidente della Campania, Stefano Caldoro, intervistato dalla Tgr della Rai. Alla Campania sono toccati 174 milioni in piu' rispetto al 2010, con un'assegnazione complessiva di quasi 9 miliardi e 800 milioni di euro: un'inversione di tendenza dopo che dal 2000 alla regione non veniva assegnato un euro in piu' sull'anno precedente. E' stato superato soprattutto il criterio legato all'età mentre i nuovi parametri tengono conto dei fattori economici e sociali. ''Era un'ingiustizia, la Campania perdeva risorse per vecchi criteri che privilegiavano il Nord del Paese'', sottolinea ancora Caldoro. L'assessore alle Autonomie Locali Pasquale Sommese, commentando l'intesa che garantirà alle casse campane ulteriori 174 milioni destinati al piano di risanamento sanitario perseguito dalla Giunta, ha detto che “in un momento così difficile il governo regionale raggiunge un risultato vanamente atteso da anni che avrà un'immediata ricaduta sul comparto sanitario, con effetti positivi sui cittadini, e in direzione di un risanamento strutturale della sanità campana, necessario per creare le condizioni di certezza e stabilità sia per le strutture pubbliche sia per quelle private”.
Toni meno entusiastici per la Liguria che comunque evita il pesante taglio che avrebbe comportato l’eventuale ripartizione proposta dal ministero. Nessun taglio infatti per la regione dal riparto dei fondi per la sanità. Lo ha reso noto il Presidente della Liguria, Claudio Burlando.  Alla Liguria saranno quindi assegnati 3 miliardi e 29 milioni. ''Abbiamo evitato i tagli, che avrebbero avuto effetti devastanti - commenta Burlando - ma al tempo stesso per il secondo anno consecutivo i fondi non aumentano per la Liguria. Questo significa comunque una diminuzione in termini reali della nostra quota''. Il bicchiere, dunque, ''e' mezzo pieno e, al tempo stesso, mezzo vuoto'', aggiunge il presidente della Regione Liguria. “Lo scorso anno abbiamo sopperito al mancato aumento con avanzi degli anni precedenti - ricorda Burlando - che invece quest'anno non ci sono, per cui e' evidente che daremo meno a tutti, ma non e' detto che i tagli saranno lineari'' ''Abbiamo rischiato il peggio, ora ci ritroviamo con gravi difficoltà, ma possiamo andare avanti”. La Liguria ha rischiato molto perché se fosse passata l'ipotesi definita dal governo prima del confronto tra le Regioni, che ignorava il peso della popolazione anziana, molto più forte in Liguria, la Regione, unica a uscire positivamente dal piano di rientro imposto alle amministrazioni in rosso, avrebbe dovuto ricominciare da nuove tasse e controlli stretti da parte del governo. Il rischio era un taglio di circa 170 milioni. La cifra ottenuta, 3 miliardi e 29 milioni, non tiene conto dell'inflazione e del fatto che nello scorso esercizio la Liguria ha usufruito di fondi in parte risparmiati, in parte provenienti dalla cartolarizzazione, che non sono ripetibili. ''Ora - ha concluso Burlando - procederemo al riparto dei fondi per i nostri 10 centri di spesa, che stanno per diventare 9 grazie alla fusione tra Ist e S.Martino, il risanamento deve procedere”. La fondamentale questione dell'incidenza della popolazione anziana, un problema vissuto acutamente dalla Liguria, ma che in prospettiva coinvolgerà tutte le Regioni, sarà ora al centro di una commissione composta da Agenas (Agenzia nazionale per la salute), il ministero e le Regioni: dovranno essere ridefiniti i criteri per risolvere strutturalmente il problema per i riparti degli anni futuri.
Nonostante il calo di 1800 residenti e le inevitabili ripercussioni legate al principio della suddivisione pro capite, la Basilicata è riuscita a confermare la propria quota di riparto del Fondo Sanitario Nazionale come definito nell’intesa della Conferenza delle Regioni. Per  l’assessore alla Salute della Regione Basilicata, Attilio Martorano, la proposta di ripartizione che rappresentava la base di discussione della Conferenza delle Regioni, frutto della diretta applicazione del criterio della quota capitaria, vedeva la Basilicata scendere dai 1.024 milioni ottenuti per il 2010 ai 1.011 per l’anno in corso. L’esponente della giunta De Filippo, invece, aveva chiesto che la ripartizione avvenisse dopo aver “pesato” anche altri fattori, come quelli geografici e di densità abitativa, che pure influiscono notevolmente sull’organizzazione dei servizi e, conseguentemente, sui loro costi. Una richiesta che configgeva con le necessità delle regioni demograficamente più pesanti, premiate, invece, proprio dal criterio che attribuisce i fondi con una suddivisione procapite. Alla fine, pur senza aver modificato i criteri di ripartizione, la Conferenza ha deciso di applicare dei correttivi alle cifre che risultavano dall’applicazione della quota capitaria restituendo alla Basilicata i 13 milioni di euro di differenza rispetto all’anno passato. “Abbiamo ottenuto un risultato importante – ha spiegato l’assessore Attilio Martorano – che non riteniamo essere un risultato di parte poiché siamo convinti che il solo criterio della ripartizione pro capite non sia sufficiente ad assicurare ugualmente il diritto alla salute su tutto il territorio nazionale e siano necessari alcuni correttivi se non si vogliono lasciare gli amministratori al bivio tra il deficit di bilancio o il mancato riconoscimento di un reale diritto alla salute. Ma al tempo stesso non possiamo non prendere atto di come il quadro attuale sia sfavorevole alla Basilicata e in generale alle piccole regioni sotto il profilo economico-finanziario e come sia più che mai indispensabile non arretrare dalla linea del rigore”.  
Infine per il presidente della Regione Abruzzo e commissario per la Sanità, Gianni Chiodi quello svolto dalle Regioni “è stato un lavoro molto impegnativo che ha richiesto uno sforzo politico rilevante da parte di tutte le regioni". Per l'Abruzzo, in attesa dell'ufficializzazione delle risorse che verranno assegnate, si è trattato di un riparto particolare, come conferma il presidente della Regione. "Dopo anni l'Abruzzo si è seduto al tavolo della Conferenza delle regioni per il riparto del Fondo sanitario con uno spirito diverso e con una maggiore autorevolezza, figlia dei risultati che stiamo ottenendo in chiave di risanamento dei conti della sanità regionale. Siamo, cioè, nelle condizioni di non dover chiedere solidarietà alle altre regioni, perché i conti del nostro sistema stanno procedendo nel verso giusto". In quest'ottica, il presidente della Regione ha voluto chiarire che il "federalismo solidale lo può pretendere e invocare chi ha i conti a posto, e l'Abruzzo è una di quelle regioni che ha rimesso a posto la barra dei conti pubblici. Negli ultimi due anni – ha insistito il presidente della Regione – quello che ha fatto l'Abruzzo deve essere d'esempio per tutti, perché l'aver ridotto il debito del 14% e aver portato il debito annuale della sanità a 7 milioni di euro, significa aver lavorato in favore del risanamento. Solo così si può chiedere e pretendere il federalismo solidale".

(red/22.04.11)

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Rita Levi Montalcini: auguri dalle Regioni

(regioni.it) Il Presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha inviato un messaggio di auguri alla senatrice e premio nobel Rita Levi Montalcini, in occasione del suo compleanno. “Cara Senatrice - scrive Errani - voglia accettare i più sentiti auguri da parte delle Regioni italiane, mia personale e dell'intera comunità emiliano-romagnola, di cui sono certo di interpretare il sentimento di grande stima e affetto nei suoi confronti. In questa occasione - si conclude il messaggio - vogliamo ancora ringraziarla per il suo esempio e per l'altissimo contributo che continua a dare alla nostra vita istituzionale e alla comunità scientifica, di cui è simbolo nel mondo”.
"Alla senatrice Rita Levi Montalcini rivolgo, a titolo personale e della Regione Lazio, affettuosi auguri in occasione dei suoi 102 anni''. E' quanto dichiara la Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. “Una donna - ha aggiunto Polverini - che ha saputo diventare un modello per intere generazioni, in Italia e nel mondo, per i prestigiosi risultati raggiunti in campo scientifico cosi' come per il suo impegno civico a favore delle categorie piu' deboli, della cultura, dei giovani”.
 
(red/22.04.11)

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Fincantieri: Spacca, tenere alta l'attenzione su piano industriale

(regioni.it) Il Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca ha incontrato il 22 aprile i lavoratori Fincantieri che stavano occupando i binari ferroviari alla stazione di Ancona. Spacca, pur comprendendo la difficilissima situazione dei lavoratori e delle loro famiglie, a cui ha espresso la solidarietà della comunità regionale, ha invitato gli operai a rimuovere il blocco. In questo senso è stato fissato per il 26 aprile un incontro tra una delegazione dei lavoratori e la giunta regionale, per fare il punto sui progetti presentati dalla Regione a Fincantieri nel corso dell’incontro ad Ancona tra Spacca e l’ad Bono di gennaio: progetti di formazione per il personale, la nascita di un distretto sulla navalmeccanica in sinergia con la Regione Friuli, la realizzazione di impianti fotovoltaici nello stabilimento Fincantieri di Ancona e in area portuale per la cui realizzazione impiegare i lavoratori Fincantieri. “Abbiamo stabilito un’agenda – ha detto Spacca – e fatto proposte precise a Fincantieri, sul cui avanzamento dobbiamo avere risposte chiare. Da parte sua l’amministratore delegato Bono ha assicurato che il piano industriale di Fincantieri, su cui sta iniziando la discussione, prevede il mantenimento di Ancona e noi a quelle rassicurazioni rimaniamo. Sul piano industriale siamo impegnati non solo come Regione, ma anche come Conferenza delle Regioni, alla cui attenzione abbiamo portato già da tempo la grave situazione di Fincantieri e continuiamo a tenere alta l’attenzione”.
 
(red/22.04.11)

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Programma nazionale di Riforma: la posizione delle Regioni

Conferenza Regioni Doc 20.04.11

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha elaborato una posizione sul Programma Nazionale di Riforma (PNR) predisposto dal Governo italiano, quale parte integrante del Documento Economico e Finanziario (DEF), nell’ambito della strategia Europa 2020 e in stretto coordinamento con il Patto di Stabilità e Crescita.
Il documento, approvato nella seduta del 20 aprile 2011 è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it . il link è:
Si riporta di seguito il testo integrale.
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 11/46/CR7a/C3
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome giudica fondamentale una azione comune e coordinata a livello europeo per rispondere in maniera efficace e decisiva alla crisi del sistema economico e del mercato che mette a repentaglio la sicurezza e il benessere dei cittadini.
In questo contesto, la Conferenza condivide l’iniziativa del cosiddetto “semestre europeo” adottata dall’Unione europea, quale motore di coordinamento e riallineamento degli sforzi economici e fiscali che gli Stati membri stanno sostenendo per ricreare le condizioni di sviluppo e di crescita nel continente. Assegna, quindi, una fondamentale importanza al Programma Nazionale di Riforma (PNR) predisposto dal Governo italiano, quale parte integrante del Documento Economico e Finanziario (DEF), nell’ambito della strategia Europa 2020 e in stretto coordinamento con il Patto di Stabilità e Crescita.
Le Regioni e le Province autonome, consapevoli che la partecipazione alla redazione del PNR fosse l’unica possibilità di inserire la programmazione regionale delle misure di riforma nell’ambito della strategia Europa 2020, hanno compiuto ogni sforzo di sintesi per presentare una posizione condivisa, frutto avanzato dei comuni denominatori della programmazione e del policy-shaping regionali, nel confronto aperto e costruttivo avvenuto nell’ambito del Comitato Interministeriale per gli Affari Comunitari Europei (CIACE).
Considerato che il 13 aprile scorso il Consiglio dei Ministri ha deliberato nell’ambito del DEF un PNR dettagliato, che introduce alcune modifiche al testo nel quale era inserito il contributo regionale, la Conferenza esprime la propria preoccupazione sulla sostenibilità delle previsioni contenute nel PNR a livello territoriale e invita il Governo a rafforzare le politiche di intervento in grado di superare il dualismo economico che caratterizza il Paese.
In tal senso, la Conferenza rileva che l’ipotesi sull’esistenza in Italia di due modelli di sviluppo differenziati non corrisponda alle analisi correnti sullo sviluppo economico italiano; ritiene esista un problema dell’intero paese che riguarda ridotti livelli di produttività, minore ricorso all’innovazione, insufficienti strategie di internazionalizzazione e di investimenti diretti dall’estero e minore sviluppo di nuove specializzazioni produttive ad alta intensità di conoscenza.
La Conferenza chiede infine un rinnovato confronto su tre temi evidenziati nel PNR: l’opzione nucleare, il Piano del Sud e la Banca del Mezzogiorno.
Roma, 20 aprile 2011
 
(red/22.04.11)

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I fondi europei e l'incidenza dei "fattori esterni"

Conferenza Regioni Doc 20.04.11

(regioni.it) la Conferenza delle regioni e delle Province autonome, nella riunione del 20 aprile, ha approvato un  documento di analisi critica e proposte sulla  incidenza dei fattori “esterni” sulla programmazione  e attuazione dei fondi europei. E’ di fatto il contributo delle Regioni al dibattito sul futuro della politica di coesione.
Il testo integrale è stato pubblicato nella sezione “Conferenze del sito www.regioni.it . il link è
Si riporta di seguito la sola parte introduttiva del documento.
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME -11/47/CR7b/C3
La politica di coesione assegna alle Regioni il ruolo di attori principali della gestione dei fondi che da Bruxelles arrivano nei loro bilanci. Poiché tali fondi rappresentano uno strumento essenziale per lo sviluppo, è primario interesse delle Regioni italiane far si che possano essere utilizzati al meglio.
Questa esigenza diventa ancora più stringente alla luce del dibattito avviato in questi mesi sulla riforma della politica di coesione. La Quinta relazione della Commissione sulla coesione economica, sociale e territoriale evidenzia come i risultati conseguiti in questi anni siano numerosi e abbiano effettivamente contribuito ad attenuare i divari nello sviluppo fra le regioni dell’Unione. Ciò nonostante, anche alla luce dell'attuale situazione economica e sociale, appaiono quanto mai urgenti dei cambiamenti volti a garantire che i futuri investimenti corrispondano agli obiettivi di Europa 2020 e che i fondi siano impiegati in modo efficiente e con più marcato orientamento ai risultati.
Una caratteristica della nuova fase sarà l’introduzione di un “contratto” tra l’Unione europea, lo Stato e le Regioni, oltre alla richiesta di una valutazione ex-ante che verifichi le pre-condizioni affinché l’effettivo utilizzo dei Fondi sia attuato secondo criteri di efficacia ed efficienza. La valutazione ex-ante non dovrebbe tuttavia riguardare esclusivamente l’aspetto “istituzionale-amministrativo”, in quanto altri fattori (non dipendenti dalla volontà delle Regioni e esterni alla loro sfera di competenza poiché legati a normative o prassi di carattere nazionale e/o comunitario) spesso intralciano il corretto funzionamento dei programmi. E’ auspicabile quindi che questi fattori trovino adeguata collocazione nella riflessione da cui scaturirà la posizione italiana sulle precondizioni del futuro “contratto”. Peraltro, il superamento dei cd. “fattori esterni” che ostacolano la gestione efficiente dei fondi acquista particolare significatività anche alla luce dei recenti sviluppi normativi in materia di attuazione dell’articolo 16 della legge 42/2009.
Le Regioni sono dunque concordi nel considerare necessario e urgente attuare alcune fondamentali misure di semplificazione: numerosi studi, supportati dall’esperienza operativa delle Autorità di gestione europee, identificano nella complicazione delle procedure amministrative una variabile significativa di rischio.
Alcuni elementi di difficoltà possono addebitarsi direttamente alle norme comunitarie (specie in tema di controllo). Ma a complicare l’attuazione sono anche elementi nazionali, di natura regolamentare - legislativa o economica-finanziaria, “esterni” appunto all’attuazione dei Programmi Operativi.
Attraverso il presente documento le Regioni italiane in sede tecnica hanno voluto avviare la riflessione su tali problematiche perché esse si traducano in argomento di discussione ai tavoli nazionali e/o comunitari. Le diverse questioni sono di seguito illustrate con spirito propositivo allo scopo di eliminare, o quanto meno allentare, quei vincoli che appesantiscono l’amministrazione dei Fondi comunitari. Si sottolinea, peraltro, come gli argomenti trattati possano avere una valenza anche per altri strumenti finanziari legati alla politica di coesione (per es. FAS). Appare, infine, auspicabile che, per quanto riguarda le questioni dipendenti da volontà nazionale, possano aprirsi margini di semplificazione, all’interno del quadro istituzionale e normativo esistente, in vista di soluzioni applicabili anche in questa programmazione.
Sul piano metodologico, il confronto interno al Coordinamento tecnico della Commissione affari europei e internazionali della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome ha suggerito l’adozione di un approccio differenziato “per Fondo” nonché per tipologia di programmi. Poiché buona parte dei punti sollevati dalle AdG “FESR” riguardano in realtà questioni generalizzabili sia al FSE sia alla Cooperazione territoriale, si riportano inizialmente i punti comuni ai fondi strutturali, poi quelli specifici al FESR, quelli relativi al FSE e in ultimo quelli riguardanti la Cooperazione territoriale.
 
(red/22.04.11)

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Sanità: il riparto delle risorse 2011

(regioni.it) Dopo un confronto lungo, e a tratti piuttosto aspro, le Regioni hanno trovato l'accordo su come ripartire i fondi 2011 per il Servizio sanitario nazionale ed hanno espresso l’intesa nella Conferenza unificata del 20 aprile.  
“Si tratta di un risultato molto importante”, ha sottolineato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani (cfr. “Regioni.it” n. 1782)
L'ammontare delle risorse è di oltre 106 miliardi.
In attesa che siano pubblicati gli atti ufficiali della Conferenza Unificata del 20 aprile offriamo una panoramica sui dati pubblicati su diversi siti internet e dalle agenzie di stampa.
da il Sole 24 ore Sanità:
da www.cermlab.it:
da www.ilrevisore.it:
da www.quotidianosanita.it:
Dall’Ansa:
Dall’Agi:
 
(red/22.04.11)
Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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