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Regioni.it

n. 1878 - mercoledì 28 settembre 2011

Sommario3
- Chiesa, Stato, Regioni e l'Unità d'Italia
- Edilizia e infrastrutture: Errani, più chiarezza sui fondi
- Disegnamo il welfare di domani
- Sanità e piani di rientro: soddisfazione di Polverini e Caldoro
- Pani nuovo Direttore generale Agenzia del farmaco

Il testo integrale dell'intervento del Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani

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Chiesa, Stato, Regioni e l'Unità d'Italia

Convegno organizzato dall'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede in occasione del 150°

(regioni.it) Il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, è intervenuto al convegno, organizzato e promosso dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, dedicato al tema “La Chiesa, lo Stato, le Regioni e l’Unità d’Italia”, tenutosi a Roma il  27 settembre 2011 (Palazzo Borromeo – viale delle belle arti, 2).
Si riporta di seguito il testo integrale dell’intervento del Presidente Errani.
“Ringrazio l’Ambasciata italiana presso la Santa Sede per questo momento di riflessione, perché oggi è urgente per ciascuno di noi tornare a ragionare sul proprio cammino, sulla capacità che abbiamo di trasmettere principi e valori utili a rafforzare quell’edificio unitario, democratico e pluralista che è la nostra Repubblica. Questo è il significato profondo delle celebrazioni per il 150°, delle quali il Presidente Giorgio Napolitano, rappresentando tutti gli italiani, è lo straordinario interprete.
Ci attendono sfide complesse e importanti imposte da un mondo che negli ultimi anni è profondamente cambiato, che ha spazzato via confini cui eravamo abituati, limiti che pongono all’uomo grandi interrogativi e che, globalizzandosi, ha creato nuove ricchezze, ma anche straordinarie nuove povertà.
Temi che potremo affrontare alla luce di una consapevolezza più matura della democrazia: bisogna allontanare dalla politica il “calice” del fanatismo. E’ il fanatismo, sempre e comunque, che inquina il pozzo della democrazia.
Benedetto XVI parlando di fronte al Parlamento tedesco ha ricordato che “nelle questioni fondamentali del diritto, nelle quali è in gioco la dignità dell’uomo, il principio maggioritario non basta” . Ebbene oggi, in questo mondo trasformato, ci troviamo di fronte a molte questioni che riguardano nuovamente il tema della dignità e della tutela delle persone: penso alla grande questione del lavoro a partire dalle nuove generazioni, al tema dell’inclusione a partire dai più deboli e del corretto rapporto con la natura, al diritto all’educazione.
Si tratta di grandi problemi che è possibile affrontare solo all’insegna del dialogo più aperto, sia interculturale che interreligioso. Promuovendo un forte rinnovamento etico, parlando “un linguaggio di verità”, come ha affermato il presidente Giorgio Napolitano chiedendo ai giovani del Meeting di “portare nell’impegno politico le loro motivazioni spirituali”.
La prima sfida è quella dell’inclusione. L’Italia ha nel proprio DNA i cromosomi della coesione sociale, dell’unità nazionale, dell’accoglienza: rifiutarli in nome di un rinnovato egoismo territoriale significherebbe negare le proprie radici e chiudere la porta al futuro.
Va sviluppata invece l’identità di una comunità nazionale, che proponga una idea ricca di accoglienza e promuova un rilancio e un rinnovamento dell’Europa e del suo modello sociale mettendo al centro prima di tutto la dignità della persona e i suoi diritti e doveri.
Il secondo tema che offro come spunto di riflessione è il recupero del concetto di “Città dell’uomo” che oggi, come ha sottolineato Benedetto XVI in Germania, si rinnova nel rispetto che dobbiamo alla natura e alla terra. Ciò non solo per i limiti che abbiamo, ma anche perché “la terra porta in sé la propria dignità e noi dobbiamo seguire le sue indicazioni”.
Un indirizzo che vale anche per il quotidiano governo del territorio rispetto a cui dobbiamo modificare l’agire politico, con una organica riforma istituzionale che riaffermi sobrietà, efficacia e onestà nella funzione pubblica, rilanciando un vero federalismo solidale che è il contrario della separazione ed è anzi una rafforzata unità nazionale.
Temi di tutti i giorni affrontabili solo in una prospettiva di confronto fra le istituzioni locali, regionali e centrali. Chi teme il confronto, spesso allontana le soluzioni possibili. E il pluralismo istituzionale, lungi dal rappresentare un ostacolo, è invece l’architrave su cui impostare riforme che possano ridare linfa e qualità alla democrazia, consentendo a questa comunità di rimettersi in cammino.
Le Regioni, che qui ho l’onore di rappresentare, sono uno dei soggetti costitutivi della Repubblica e vogliono concorrere a rendere più unito e più bello il nostro Paese.
“L’unità nella varietà è ciò che fa la bellezza – diceva Antonio Rosmini, dunque la bellezza è per l’Italia”. Su questa bellezza che ha sempre segnato il Paese e che ne segna ancor oggi il paesaggio, dobbiamo saper investire con coraggio e apertura verso il futuro per il bene comune.
Il terzo e ultimo tema su cui voglio soffermarmi è quello  dell’istruzione e dell’educazione, capisaldi delle identità culturali e territoriali . Il Cardinale Caffarra a noi lo ha spesso ricordato: “ogni generazione di figli ha bisogno di sapere la sua origine, di accedere alla dignità di uomini liberi, di condividerla dentro una comunità di persone”. 
Ora non c’è dubbio che nel formare coscienze autorevoli, e nel percorso storico di costruzione dell’unità dell’Italia, il cattolicesimo ha svolto una funzione essenziale. E questo è un valore per tutti. Così come non c’è dubbio che l’istruzione, l’educazione e la partecipazione consapevole e diffusa sono il perno su cui far ruotare lo sviluppo di una democrazia matura.
La conoscenza è l’argine con cui contrastare moderne ed antiche forme di autoritarismo e di manipolazione delle coscienze, come diceva Don Lorenzo Milani.
L’Italia ha una grande storia e la cultura italiana ha costruito il nostro Paese, la nostra identità, prima, molto prima della politica. Oggi la Chiesa, le Regioni, lo Stato, le agenzie educative, la famiglia, la scuola possono fare molto per rilanciare significati e speranze.
Chi come me e come i miei colleghi governa delle comunità reali, chi sul territorio sperimenta concretamente il principio di sussidiarietà attraverso il volontariato, il terzo settore, l’associazionismo, sperimenta l’apporto peculiare delle comunità di fede e lo straordinario protagonismo di quella cattolica nella formazione delle coscienze.
E’ di questo lavoro di formazione e di ricostruzione di una etica e di una forte identità nazionale che oggi ha bisogno il Paese, guardando con fiducia al futuro, senza cedere all’indifferenza “peso morto della storia”. Rispondendo alla emergenza educativa e ad un’altra, non meno grave, che investe gli educatori. Perché noi vediamo troppo spesso l’etica scambiata per il successo ad ogni costo. Si tratta quindi di cambiare la gerarchia dei valori tra l’essere e l’avere ed anche lo stesso modello dei consumi, mettendo al centro i fondamenti valoriali che hanno ispirato la parte prima della Costituzione e che devono realizzarsi nella vita concreta della persona, della famiglia e delle istituzioni.
Dobbiamo allora avere il coraggio e la voglia di avventurarci in un nuovo umanesimo fondato su un’etica dell’agire, su un terreno di coesione sociale in cui si riconosca sia chi è chiamato a responsabilità di governo, sia tutti i cittadini. Occorre un sussulto di responsabilità, riscoprendo termini che sembravano desueti come “patrioti”: voglio fare solo un riferimento alle tante persone che oggi dicono no alla mafia, all’usura, alla corruzione, che rifiutano l’omertà, la connivenza.
In questi nuovi patrioti dobbiamo riconoscerci, di queste persone il IV cinquantennio dell’unità d’Italia avrà molto bisogno, specie in questi tempi così difficili. Nuovi patrioti come Don Pino Puglisi che ci spronano e che continuano a ripeterci che non possiamo mai considerarci già arrivati, si riparte ogni volta, con umiltà, per poi presentare quanto è stato costruito e poter dire: sì, ho fatto del mio meglio”. 



( red / 28.09.11 )

Il Ministro Matteoli contestato all'assemblea dell'Ance

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Edilizia e infrastrutture: Errani, più chiarezza sui fondi

Serve un vero dialogo interistituzionale

(regioni.it) L'assunto che sia possibile un'infrastrutturazione generica di sviluppo a costo zero o è una chimera o è una presa in giro''. Lo ha detto il presidente dell'Ance Paolo Buzzetti con riferimento al decreto per lo sviluppo allo studio del Governo . “Né possiamo responsabilmente accettare che in uno scenario di crisi, come quello descritto, le poche risorse disponibili vadano a concentrarsi su poche grandi opere, e dimezzino i programmi di interventi che offrirebbero risposte diffuse e una boccata d'ossigeno a molte imprese'', ha aggiunto Buzzetti. “Dobbiamo spendere una parte di quei 5 miliardi di bilancio per il 2012 per gli interventi di manutenzione e di messa in sicurezza del territorio'', ha sottolineato il presidente dell'Ance facendo riferimento ai soldi stanziati per il 2012 nel capitolo Bilancio. In particolare, per le piccole e medie opere “i soldi ci sono, spendiamoli”, ha evidenziato Buzzetti, ricordando che in due anni e mezzo solo il 10% delle risorse e' stato impegnato.
E chiarezza sui fondi è stata richiesta anche dal Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani: “Tra programmi per le grandi infrastrutture, Fas e fondi comunitari io non capisco più dove siamo”. “Può il Governo fare una politica di crescita senza un nuovo dialogo sociale e istituzionale? Secondo me no”, ha detto Errani, sottolineando che ''questo Paese non ha più un confronto e un dialogo istituzionale e non si può continuare ad andare avanti con un meccanismo con cui ideologicamente ognuno si autoprotegge''.   ''Noi, Regioni, Province e Comuni, siamo pronti a metterci intorno al tavolo”, ha aggiunto Errani, evidenziando che ''l'Italia non ha piu' tempo: o arriviamo al momento della verita' o le chiacchiere stanno a zero''. “La parola chiave in questo Paese non e' la competenza ma la cassa'', ha aggiunto Errani: ''Diciamoci cosa c'e' di cassa per i prossimi 3 anni, decidiamo insieme cosa c'è da fare come infrastrutture. Le Regioni sono pronte, individuiamo le priorità e iniziamo a realizzare”.
"Il Governo la prossima settimana approverà il decreto per la crescita dopo un passaggio con le Regioni'' e con l'Anci,  ha annunciato il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli rispondendo al presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani che ha evidenziato la necessita' di un maggiore dialogo istituzionale. “Lo abbiamo deciso questa mattina - ha aggiunto Matteoli parlando all'assemblea dell'Ance - Errani potrà portare il proprio contributo. Saremo lieti di poter ampliare il decreto, che non vuole essere una cosa scritta dagli uffici legislativi dei ministeri'' ma vuole tener conto dei pareri di Comuni e Regioni. Quanto però alle risorse per le infrastrutture, il decreto Sviluppo prevede finanziamenti attraverso defiscalizzazioni, perché i soldi non ci sono. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, intervenendo all'Assemblea annuale dell'Ance (subendo anche qualche contestazione). “Soldi non ce ne sono - ha detto il ministro -. Il finanziamento avviene attraverso la defiscalizzazione''. Il ministro ha inoltre confermato che verranno ascoltati anche gli enti locali, mentre il decreto sarà pronto tra una decina di giorni. ''Stiamo lavorando per scrivere il decreto - ha spiegato Matteoli -, dopodiché incontreremo le Regioni e l'Anci''. “Le risorse sono indirette - ha concluso il ministro – ma sono sempre risorse''. Pronto al dialogo si dice anche il Ministro Fitto:  “a partire dal decreto in gestazione troveremo tempo e modo per entrare nel merito delle scelte da assumere, provando a stabilire insieme un metodo di lavoro comune".  Il Ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, sembra quindi accogliere l'invito al Governo del presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, a stabilire un dialogo con gli enti locali sui temi della crescita e degli investimenti. "Dialogo che vogliamo rilanciare, perché in questo momento dobbiamo lavorare insieme per dare risposte al paese".
Manovra e patto di stabilità sono stati invece al centro dell’intervento del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno: se la Manovra non cambia “ 450 cantieri aperti a Roma rischiano a dicembre di chiudere”. “Entro fine anno - ha aggiunto il sindaco di Roma – la situazione, sotto il profilo dei trasporti, dei servizi sociali e degli investimenti, diventa assolutamente drammatica''. Criticità anche sul fronte dei pagamenti da parte della P.A. “Io mi vergogno come sindaco di non poter dare certezza dei pagamenti alle imprese”, ha detto Alemanno . “Sono una persona che onora sempre i propri debiti, ma sopra di noi c'e' il Patto di stabilità”. “Gli enti locali e le Regioni devono andare a Bruxelles per avere un contatto diretto con la Commissione europea e capire se l'interpretazione del patto di stabilità e' quella che viene proposta qui in Italia: fino a qualche anno fa ci dicevano 'tagliate la spesa corrente' per fare gli investimenti; adesso con questo patto di stabilità si è rovesciato tutto ed è più difficile fare spesa per investimenti che spesa corrente”.”Se non c'e' una sostanziale modifica della manovra, noi avremo il blocco degli investimenti a causa del patto di stabilità, che impedisce di spendere 43 miliardi presenti nelle casse dei comuni italiani”.

[Agenzie] ASSEMBLEA ANCE: DICHIARAZIONI E COMMENTI



( red / 28.09.11 )

Convegno a Milano con Errani e Pisapia

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Disegnamo il welfare di domani

(regioni.it) Il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani, interverrà il 29 settembre 2011 (ore 9.30 – 13.15), al Convegno “Disegnamo il welfare di domani” (promosso dall’Istituto Ricerca per il Sociale, IRS, in occasione dei primi 40 anni della rivista “Prospettive sociali e sanitarie”) che si terrà presso il PIME (Via Mose’ Bianchi, 94 Milano).
Il tema della prima sessione del convegno riguarderà la complessità sociale, la crisi economica, il federalismo. Nel corso della manifestazione sarà presentata una proposta redatta da un gruppo di lavoro che coinvolge ricercatori di università e istituti di ricerca.
A discuterne con gli estensori saranno il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, il Presidente nazionale ACLI, Andrea Olivero e Franca Olivetti Manoukian (Studio APS, analisi psico sociologica).



( red / 28.09.11 )

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Sanità e piani di rientro: soddisfazione di Polverini e Caldoro

(regioni.it) E’ certamente un lavoro faticoso quello che vede impegnate le Regioni con i piani di rientro, ma è anche la dimostrazione che il Patto per la salute sta dando frutti positivi sul piano del controllo della spesa. Ed è la conferma della importanza e delle necessità di giuste premesse per arrivare al tavolo per un nuovo patto relativo agli anni 2012-2014.
“Il tavolo e' andato benissimo. Su 606 milioni di euro ne sono stati sbloccati 400. Oggi e' un'ottima giornata per il Lazio”, ha annunciato il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, uscendo il 27 settembre dal ministero dell'Economia dove si è svolto il tavolo di verifica del piano di rientro.  “E' stato apprezzato il lavoro che abbiamo messo in campo- ha aggiunto Polverini- in particolare la riorganizzazione della rete ospedaliera, la legge sugli accreditamenti e la sottoscrizione dei contratti con i soggetti erogatori". Per quanto riguarda la realizzazione del nuovo ospedale dei Castelli, ritenuto una criticità nel verbale del tavolo del 6 aprile scorso, la Presidente ha sottolineato che “è diventato addirittura un esempio di virtuosità perché è una struttura che assumerà all'interno specialità importanti". Infine sulla possibilità che vengano inseriti nuovi ticket, Polverini ha precisato: "Li ha inseriti il governo quindi di fatto la questione si è superata da sola".
Forte soddisfazione anche da parte della Campania: “Abbiamo invertito la rotta”. Così il Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro commenta il risultato ottenuto dalla Campania al Tavolo interministeriale di verifica sul rientro dal debito sanitario. ''Uno straordinario risultato - dice - che premia il lavoro della intera struttura commissariale e di tutti gli operatori della Sanità, dai dirigenti al personale che a vario titolo contribuisce al funzionamento della settore''. ''Andiamo avanti su questa linea che coniuga rigore e qualità dei servizi. Sulla buona amministrazione siamo, anche su questo, i primi in Italia. Tutto questo lo si fa per garantire una migliore sanita' per i cittadini'', conclude Caldoro.



( red / 28.09.11 )

Via libera in Conferenza Stato-Regioni

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Pani nuovo Direttore generale Agenzia del farmaco

Confernza Regioni Doc 22.09.11

(regioni.it) Via libera alla proposta del Ministro della salute di nomina del Direttore generale dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. Il parere positivo delle Regioni alla nomina di Luca Pani è arrivato nel corso della Conferenza Stato-Regioni del 22 settembre. In tale occasione le Regioni hanno anche rappresentato al Governo, con un documento, l’esigenza di una continua collaborazione tra i competenti servizi regionali in materia di farmaceutica e l’Agenzia stessa e la necessità di un rafforzamento del rapporto tra Comitato tecnico scientifico e il Comitato prezzi e rimborsi con il Consiglio di amministrazione dell’AIFA.
Il documento è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it ed il link è:
www.regioni.it/download.php?id=224659&field=allegato&module=news
Si riporta di seguito il testo integrale.
Parere sulla proposta del Ministro della Salute di  nomina del Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del farmaco
Punto 7) O.d.g. Conferenza Stato-Regioni
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime parere favorevole.
La Conferenza esprime, altresì, l’esigenza delle Regioni affinché, in sede di adozione del regolamento di organizzazione e funzionamento dell’AIFA previsto dall’articolo 17, comma 10 del decreto legge n. 98 del 2011, convertito nella legge n. 111 del 2011, da adottarsi con decreto ministeriale avente natura regolamentare e quindi di intesa con la Conferenza permanente Stato-Regioni, si tenga conto della necessità:
- di una continua collaborazione tra i competenti servizi regionali in materia di farmaceutica e l’Agenzia stessa;
- un rafforzamento del rapporto tra Comitato tecnico scientifico e il Comitato prezzi e rimborsi con il Consiglio di amministrazione dell’AIFA.
Si ritiene, altresì, che in relazione alla rilevanza e accresciuta complessità delle competenze alla stessa attribuite, e nell’ambito della governance che viene a delinearsi vada riaffermata l’esigenza di mantenere e rafforzare l’efficacia d’azione in relazione agli obiettivi generali di qualificazione dell’assistenza farmaceutica nel rispetto dei tetti di spesa.
Roma, 22 settembre 2011



( red / 28.09.11 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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