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Regioni.it

n. 1882 - martedì 4 ottobre 2011

Sommario
- Crisi: Zaia, opportunità per riforme; Caldoro, Campania in ripresa
- Sanità: Protocollo d'intesa tra la Regione Sicilia e la Regione Emilia Romagna
- Produzione latte e carne: intesa su programma controlli allevatori
- Sicurezza nucleare impianti: ok "condizionato" a Decreto
- Diabete: studio della London School of Economics
- Ocse: dati su inflazione

+T -T
Crisi: Zaia, opportunità per riforme; Caldoro, Campania in ripresa

(regioni.it) In un'intervista al quotidiano austriaco Kleine Zeitung dal titolo ''Venezia non affondera' mai'', il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha risposto a domande sulla situazione finanziaria italiana e internazionale, sulle sfide migratorie, sull'Euroregione e i rapporti con la Carinzia e l'Austria, e sull'autonomia. “Ci sono tre grandi regioni del Nord - ha detto fra l’altro il Presidente - che devono sostenere l'intera Italia. Ma il rating di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto e' certamente da tripla A''. E a livello internazionale, ''diversi Paesi stanno vivendo una crisi profonda. Ma la situazione del debito e' anche un riflesso delle preoccupazioni della popolazione. Queste non fanno che indebolire lo Stato''. A proposito del debito e del deficit, Zaia afferma: ''Tutto il mondo ha vissuto in queste condizioni, consumando a credito. Non va bene se hai il frigo pieno ma molte merci sono inutili: un modo di agire che ha caratterizzato gli Stati, la Banca centrale e le banche.'' E sul declassamento del rating italiano di qualche giorno fa: ''Ma sono quelle stesse agenzie di rating che, a suo tempo, consigliarono anche di acquistare i titoli della Lehman Brothers. Credo che, in questo momento, gli imprenditori italiani abbiano un polso dell'economia migliore di quanto non lo abbiano queste agenzie.'' ''Del resto - continua Zaia -, il debito non si è certo formato ne' ieri ne' l'altro ieri. Anche se a livello internazionale vogliono vederlo come un problema politico, la verità è che se il paese fosse stato valutato come se fosse una azienda privata, probabilmente questo declassamento non ci sarebbe stato”. Alle domande sulle tensioni con la Francia di qualche mese fa, quando il governo francese bloccò i treni con i migranti alle frontiere, e sui flussi migratori, Zaia ha risposto: “La Francia, in quell'occasione, non ha rispettato le regole di Schengen, e non e' giusto. Quell'Europa che ora si preoccupa tanto per il debito italiano, e' la stessa Europa che non si e' preoccupata dei 92 mila profughi a Lampedusa. In Veneto, la regione piu' ricca d'Italia, ci sono 150 mila disoccupati. Gli immigrati devono sapere che, venendo qui, non troveranno grandi opportunita' di lavoro. Molti immigrati che arrivano da Lampedusa sono illegali, venuti solo per ragioni personali e non politiche. Sarebbe meglio aiutare queste persone nella loro patria. Si possono accogliere solo quelli che sono realmente in grado di trovare un lavoro. Ma prima devono trovarne uno gli italiani.'' Ancora, sull'Euroregione: ''E' un'idea certamente molto positiva sul fronte della cooperazione, per la quale e' fortemente impegnato il governatore Gerhard Dorfler cosi' come lo era Jorg Haider. Bisogna ringraziare Dorfler per gli sforzi sul fronte del corridoio Baltico-Adriatico Danzica-Bologna. Anche il progetto dell'autostrada a tre corsie Trieste-Venezia fa parte del disegno, con cui intendiamo rafforzare i legami tra le nostre regioni. E' una decisione consapevole da parte del Veneto, una Regione da cinque milioni di abitanti, quella di sedere a un unico tavolo con la Carinzia ed il Friuli Venezia Giulia. E dovrebbe aggiungersi anche la Baviera. Si costituirebbe cosi' un nucleo economico, che l'Europa dovrebbe sostenere.'' Infine, sullo Statuto regionale e sull'ipotesi di un libero Stato del Veneto: ''L'obiettivo e' un'Italia federalista, in cui ciascuna regione possa decidere con il massimo dell'autonomia, come voleva Einaudi. Tutti i mali dell'Italia provengono infatti dal centralismo di Roma''.
Il Presidente del Veneto Luca Zaia ha anche rilasciato  un'intervista al magazine ''Sette'', in edicola giovedì con il 'Corriere della Sera', della quale il gruppo editoriale ha fornito un'anticipazione. “Per raggiungere l'obiettivo di una maggiore autonomia delle regioni – ha detto Zaia -  la crisi ci darà una mano perché è più facile fare le rivoluzioni con la pancia vuota''. Il Presidente del Veneto si dice poi molto allarmato dalla congiuntura politica ed economica: ''siamo sul baratro. Dobbiamo muoverci. Dobbiamo avere il coraggio - aggiunge - di fare quello che non abbiamo fatto per cinquant'anni. Saremo chiamati ad attuare riforme impopolari perché quello che sta succedendo oggi non e' nulla rispetto a quello che accadrà tra sei mesi”. Zaia usa quindi parole dure nel commentare la lotta all'evasione fiscale: ''sono stanco - afferma - di chi dice che l'evasione fiscale si annida tra le piccole imprese venete. Il 68% dell'evasione e' al Sud. Eppure l'Agenzia delle Entrate manda i suoi ispettori soprattutto al Nord. Vogliono mungere la vacca che fa più latte. Ma così si finisce male perché Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna mantengono il resto del Paese''.
Della crisi si è occupato anche il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro. Per una Campania alle prese con una grave crisi industriale ''ci sono segnali di ripresa e primi indicatori in controtendenza che ci fanno ben sperare sul fatto che la Regione saprà uscire dalla crisi più forte di com'era prima di entrarci”. E' un quadro in chiaroscuro quello disegnato dal Presidente della Campania Stefano Caldoro in occasione del dibattito sulla crisi economica sollecitato dal Pd in Consiglio regionale. Un quadro in chiaroscuro, ma che per il Presidente offre anche qualche luce. Caldoro ha illustrato le politiche messe in campo dalla sua giunta nel corso dell'ultimo anno partendo da una premessa ''determinante'' per dare l'idea del quadro in cui la sua azione di governo si e' mossa: ''Nel 2009 - ha spiegato il Presidente - il tetto di spesa, vale a dire ciò che la Regione eroga, era pari a circa 3,4 miliardi di euro. Noi oggi siamo scesi a 2,6 miliardi. Senza contare che ci siamo trovati a fare i conti con lo sforamento del patto di stabilita' per 1,2 miliardi''.
Se Finmeccanica, Fiat e Alenia rimangono grandi vertenze nazionali, per le quali Caldoro è tornato a caldeggiare la costituzione di un tavolo nazionale sul caso Campania “perché il nostro e' un caso nazionale dove tutti devono fare la loro parte, a partire dal Governo'', i segnali positivi vengono dal mondo del lavoro con i 30.000 posti in piu' registrati dall'Istat (''merito - ha sottolineato - del piano regionale per il lavoro”), dai fondi sbloccati per la sanità (''che ci hanno consentito di ripristinare i pagamenti con regolarità”) e dallo sblocco dei fondi per infrastrutture, ricerca e innovazione. “Cinque anni fa - ha ricordato Caldoro - la Campania era all'ultimo posto in termini di competitività: oggi c'e' stato un riallineamento con la media delle altre regioni meridionali e anche la Svimez da' atto che ci sono segnali positivi che indicano una controtendenza. Merito non solo della Regione, ma di tutto il sistema Campania che ha ripreso a camminare''. Segnali che portano il Presidente a dire che “è stata rimessa in moto una macchina senza benzina” e a intravvedere,  alla fine del tunnel, l'obiettivo di abbassare le addizionali regionali, oggi ai livelli massimi: ''Dobbiamo continuare a lavorare duramente per un altro anno sul rientro dal deficit sanitario. Soltanto dopo la fine del commissariamento – ha chiarito - penso più o meno a metà mandato, potremo pensare al passo successivo che è quello di abbassare le addizionali''. Ma le buone notizie vengono anche dall'Europa: “Abbiamo presentato dieci progetti per 2 miliardi di euro - ha sottolineato - di cui cinque sono stati approvati senza osservazioni e altri cinque con la richiesta di approfondimenti. Un risultato straordinario cui si aggiunge il miliardo e mezzo sbloccato dal Cipe per l'alta formazione”.



( red / 04.10.11 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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