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Regioni.it

n. 1884 - giovedì 6 ottobre 2011

Sommario
- Commissione rinnovamento istituzioni: designati rappresentanti Regioni
- Anci: Delrio nuovo presidente
- Rating Moody's: Caldoro, Zaia, De Filippo, Cota, Polverini
- Moody's declassa anche Regioni ed enti locali
- Paestum, 17-20 novembre: Borsa Mediterranea Turismo Archeologico
- Lazio: Cetica, stiamo scalando la montagna del debito della sanità

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Moody's declassa anche Regioni ed enti locali

(regioni.it) Il 4 ottobre 2011 Moody’s ha abbassato il rating della Repubblica Italiana di tre livelli da Aa2 ad A2, con prospettive negative. A seguito del declassamento del rating sovrano, il 5 ottobre 2011 Moody’s ha abbassato di due-tre livelli i rating di 30 enti pubblici, tra cui 28 fra regioni ed enti locali e due enti collegati assegnando loro prospettive negative per le pressioni di sistema. L’azione di rating sugli enti pubblici locali è stata determinata da:
» il deterioramento del contesto operativo, come riflesso nell’abbassamento del rating sovrano
» le pressioni derivanti dal consolidamento dei bilanci locali imposto dal governo centrale.
A seguito del declassamento, la maggior parte degli enti pubblici si colloca nella fascia A-Baa (da Aa-A). Il loro posizionamento relativo rispetto allo stato italiano è stato in larga parte mantenuto. Il rapporto spiega i fattori principali che hanno informato la nostra azione di rating e illustra la nuova distribuzione dei rating: (i) enti con rating superiori allo stato; (ii) enti con rating pari allo stato; (iii) enti con rating inferiori allo stato. “Un rating sovrano più basso – spiega Moody’s -indica un deterioramento del contesto operativo per regioni ed enti locali” ed “il rating sovrano generalmente costituisce il limite superiore per i rating di regioni ed enti locali”. “Moody’s solitamente considera regioni ed enti locali come “intrinsecamente legati” ai rispettivi governi nazionali, per le evidenti relazioni operative e finanziarie e i sistemi di controllo in capo ai governi centrali. Pertanto, i rating assegnati ad enti pubblici locali raramente eccedono il rating del loro stato di appartenenza”. In Italia – spiega il rapporto di Moody’s – “ha un’influenza rilevante sulle finanze locali, attraverso ilctrasferimento di fondi, l’imposizione di requisiti di bilancio e regolamentazioni sull’indebitamento. In altri termini, il governo centrale mantiene un forte controllo normativo sul settore pubblico locale”.
Dopo il declassamento del rating nazionale, scende dunque anche quello di diverse Regioni ed amministrazioni locali.
Le province autonome di Trento e Bolzano, la Cassa del Trentino e la Lombardia scendono ad Aa3 dal precedente Aaa, con out look negativo. Con questo, si legge in una nota dell'agenzia di valutazione del credito statunitense, si conclude la procedura di revisione per l'Italia iniziata il 21 giugno.
Scendono ad A2, lo stesso rating nazionale, le regioni Basilicata, Liguria, Marche, Umbria, che venivano da Aa3; le regioni Toscana e Veneto, che avevano Aa2; le province di Firenze, Milano e Torino, che avevano in precedenza Aa3, cosi' come le citta' di Milano e Venezia, mentre Siena scende sempre ad A2 da Aa2; sul rating nazionale di A2 si colloca anche Finlombarda che aveva in precedenza Aa2. Moody's ha poi abbassato di due punti i rating di un ulteriore gruppo di enti locali il cui livello di valutazione si colloca al di sotto di quello nazionale, una fascia in cui il quadro gia' deteriorato si e' vieppiu' appesantito con le decisioni del governo. Il gruppo comprende nove regioni una provincia e tre citta': Abruzzo scende a Baa1 da A2; Calabria a Baa2 da A3; Campania a Baa2 da A3; Lazio a Baa2 da A2; Molise a Baa1 da A2; Piemonte, Puglia, Sardegna e Sicilia scendono tutte ad A3 dal precedente rating di A1, così come la provincia di Rieti; la citta' di Civitavecchia scende a Baa1 da A2; Firenze ad A3 da Aa3 e infine Napoli a Baa3 da Baa1.
“Gli enti pubblici – si legge in un a nota dell’agenzia di rating - sono esposti agli stessi rischi macro-economici a cui sono esposti gli stati sovrani. Tuttavia, la moderata sensibilità delle entrate locali al ciclo economico e l’assenza di politiche di spesa anti-cicliche rendono i bilanci degli enti pubblici locali meno vulnerabili alla volatilità del ciclo economico rispetto ai paesi. In futuro, l’attuazione del federalismo fiscale e la contestuale riduzione dei trasferimenti dal centro renderà i bilanci locali relativamente più esposti alla congiuntura”.
“Regioni ed enti locali – scrive Moody’s - sono chiamati a contribuire allo sforzo di consolidamento dei conti pubblici attraverso la riduzione dei trasferimenti erariali e il miglioramento dei saldi di bilancio. In Italia, il settore pubblico locale conta per circa il 30% della spesa pubblica complessiva. Le misure di austerity adottate dal governo italiano nel luglio-agosto 2011 prevedono una contribuzione dei bilanci pubblici locali pari a circa 25 miliardi di Euro nel triennio 2012-14, considerando sia le minori entrate dallo stato che l’inasprimento degli obiettivi di bilancio. In generale, la riduzione prevista dei trasferimenti erariali non potrà essere del tutto compensata dai benefici potenziali legati ad una maggiore flessibilità delle entrate locali, introdotta dalla recente riforma federalista – che prevede un aumento della potestà impositiva attraverso la manovrabilità delle aliquote nonché la possibilità di istituire nuovi tributi locali. Conseguentemente Moody’s si aspetta un ulteriore irrigidimento ed un tendenziale deterioramento dei risultati di bilancio per il settore delle autonomie locali. L’intensità del deterioramento varierà in funzione della capacità dei singoli enti di far fronte al taglio dei trasferimenti erariali; ci aspettiamo che gli enti con rating più elevati abbiano una maggiore flessibilità nell’affrontare le pressioni di sistema”.
“La struttura di bilancio rigida e la concentrazione della spesa nella sanità -  aggiunge Moody's - limitano la capacità delle regioni di assorbire i tagli dallo stato. Le regioni ordinarie manifestano tipicamente una maggiore dipendenza dalle risorse statali (per circa l’80% delle loro entrate correnti) rispetto alle regioni e alle province a statuto speciale (fino al 30%). Tuttavia, le dimensioni dei loro bilanci e la possibilità di ridurre i trasferimenti a province e comuni potrebbe consentire loro di limitare l’erosione dei margini e dei flussi di cassa”.

[Agenzie] MOODY'S: DECLASSATI ANCHE 30 ENTI LOCALI



( red / 06.10.11 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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