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Regioni.it

n. 1888 - mercoledì 12 ottobre 2011

Sommario
- Confronto fra Regioni, enti locali e parti sociali il 13 ottobre
- Errani convoca la Conferenza delle Regioni per il 13 ottobre
- Costi politica: Veneto, Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia...
- La riforma fiscale e dell'assistenza: la relazione tecnica
- Eurostat: aumenta produzione industriale
- 13 ottobre: Conferenza Unificata

On line il testo del Disegno di legge delega

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La riforma fiscale e dell'assistenza: la relazione tecnica

(regioni.it) Si è avviato il 7 settembre l’iter in Parlamento del Disegno di legge: "Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale", ora all’esame, in sede referente, delle Commissioni Finanze e Affari sociali della Camera dei deputati. Ma  quali saranno gli effetti della “riforma fiscale  e dell’assistenza”?  La “relazione tecnica non può fornire una quantificazione degli effetti delle disposizioni contenute nel presente disegno di legge. Una stima puntuale potrà essere effettuata in sede di emanazione dei decreti legislativi, in cui saranno adottati gli interventi di riforma”.
“L’articolo 2 reca disposizioni in materia di imposta sul reddito. Sono previste – si legge sempre sulla relazione tecnica - tre aliquote, rispettivamente del 20 per cento, del 30 per cento e del 40 per cento, da applicare ad una base imponibile per quanto possibile non erosa da regimi fiscali introdotti nel corso dei vari anni al fine di indirizzare le scelte e i comportamenti del contribuente verso obiettivi che lo Stato considerava meritevoli. Per realizzare tale scopo il Governo viene delegato a eliminare o ridurre i regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale indicati nell’allegato.
1, fatta eccezione per i regimi introdotti in esecuzione di accordi internazionali, ovvero in ottemperanza alla normativa dell’Unione europea. Tale operazione determina un recupero di risorse finanziarie utilizzabili a parziale copertura della complessiva riforma fiscale. Ulteriori forme di copertura finanziaria sono costituite: dai proventi derivanti dalla riduzione dell’evasione fiscale; dal riordino della tassazione delle attività finanziarie; dallo spostamento del prelievo dal reddito a forme di imposizione reale; da economie nel comparto della spesa pubblica.
Tra gli altri princìpi e criteri da seguire per l’attuazione della riforma dell’imposizione sul reddito personale, oltre alle predette aliquote e alle indicate forme di copertura, rilevano l’inclusione degli enti non commerciali tra i soggetti passivi, gli interventi sulla base imponibile, il regime fiscale sostitutivo per i redditi di natura finanziaria, la prosecuzione del processo di semplificazione, la previsione di una clausola di salvaguardia in modo che, a parità di condizioni, il nuovo regime risulti sempre più favorevole o eguale, mai peggiore del precedente.
Gli effetti sul gettito dipendono da più variabili, tra cui due in particolare: la variabile relativa alla definizione degli scaglioni di reddito e quella concernente la definizione della base imponibile, correlata, peraltro, all’individuazione delle agevolazioni da eliminare o ridurre. La variazione di gettito dovrà trovare compensazione nelle risorse rivenienti dalle forme di copertura suindicate. Con riguardo al riordino della tassazione delle attività finanziarie – prosegue la relazione tecnica -  tra i principi e i criteri direttivi previsti rilevano: l’introduzione di un’unica aliquota non superiore al 20 per cento per le ritenute e le imposte sostitutive applicabili sui redditi di capitale e sui redditi diversi di natura finanziaria, ad esclusione dei titoli pubblici ed equivalenti (punto 1); la possibilità di applicare un’aliquota inferiore rispetto a quella stabilita ai sensi del punto 1 per i redditi di capitale e quelli diversi di natura finanziaria derivanti da piani di risparmio a lungo termine e dalle forme di previdenza complementare (punto 2); la definizione dei termini di decorrenza della nuova disciplina e la possibilità di introdurre un regime transitorio volto a consentire l’applicazione delle aliquote delle ritenute e delle imposte sostitutive previgenti sui redditi di capitale e sui redditi diversi di natura finanziaria maturati fino alla data di entrata in vigore della nuova disciplina (punto 3); Relativamente all’imposizione indiretta, sono previste disposizioni negli articoli 3, 4 e 5.
L’articolo 3 dispone la riforma dell’imposta sul valore aggiunto sulla base dei seguenti criteri:
revisione graduale delle attuali aliquote, tenendo conto degli effetti inflazionistici;
progressiva riduzione sia delle forme di indetraibilità sia delle attuali distorsioni della base imponibile;
riduzione degli effetti di duplicazione con il sistema dell’accisa (articolo 5), attraverso un opportuno coordinamento tra le due forme di tassazione;
razionalizzazione dei vigenti regimi speciali;
semplificazione degli adempimenti formali.
L’articolo 4 prevede l’istituzione di un’unica imposta sui servizi che ingloba i seguenti tributi indiretti: imposta di registro, imposte ipotecaria e catastale, imposta di bollo, tassa sulle concessioni governative, imposta sulle assicurazioni e imposta sugli intrattenimenti. In merito al reddito d’impresa gli articoli 6 e 7 prevedono rispettivamente la graduale eliminazione dell’imposta regionale sulle attività produttive e l’introduzione di un aiuto alla crescita economica, rappresentato dalla deduzione del rendimento del capitale di rischio dal reddito d’impresa.
Riforma assistenziale
La delega assistenziale prevede che vengano adottati, nell’arco di due anni, uno o più decreti legislativi intesi a: ridisegnare gli indicatori volti ad individuare la reale situazione economica dei singoli cittadini, con particolare attenzione ai nuclei familiari;
armonizzare i diversi strumenti previdenziali, assistenziali e fiscali di sostegno alle condizioni di bisogno, evitando duplicazioni di servizi e responsabilizzando tutti i livelli di governo;
istituire un fondo per l’indennità sussidiaria alla non autosufficienza, da ripartire tra le regioni sulla base di parametri legati alla popolazione, all’età anagrafica e ad alcuni fattori ambientali;
trasferire ai comuni, singoli e associati, il servizio relativo alla carta acquisti, per il tramite delle organizzazioni non profittevoli.
Il nuovo sistema previdenziale e assistenziale opera, pertanto, attraverso l’attribuzione dei compiti a due livelli di governo: le regioni e i comuni per la gestione rispettivamente del servizio di indennità sussidiaria di accompagnamento e del servizio della social card; l’INPS che assume il ruolo di erogatore dei contributi in forma diretta, operando sempre in coordinamento con le regioni e i comuni. L’INPS,in particolare, dovrà predisporre, in condivisione con l’intera pubblica amministrazione, un archivio elettronico contenente i fascicoli relativi alle singole persone beneficiarie delle prestazioni.
La delega in esame, quindi, mette in atto una serie di misure volte a superare le attuali sovrapposizioni e duplicazioni di servizi e di prestazioni, che rendono poco efficace il sistema attuale. Attraverso l’adozione dei decreti legislativi verrà attuato un quadro della spesa per il welfare meno frammentato, con pochi attori che erogano le prestazioni a favore dei cittadini. Il sistema così delineato permetterà di ottenere, attraverso la riqualificazione e l’integrazione dei vari livelli di governo, una maggiore efficacia ed economicità.
I decreti legislativi dovranno anche valorizzare i soggetti privati operanti nel Terzo settore (Onlus, associazioni, enti no profit), attraverso i quali verranno erogati servizi, quale la social card, sfruttando la vasta rete di relazioni e rapporti che le suddette istituzioni private tendono a costituire.
Per quanto sopra esposto risulta evidente che la riforma in esame, attraverso una vasta serie di interventi finalizzati all’integrazione e al coordinamento dei vari livelli di governo, potrà garantire effetti positivi per la finanza pubblica agendo in particolare sull’eliminazione delle duplicazioni dei servizi e su una maggiore efficacia dell’intero sistema.
Gli effetti finanziari conseguenti all’attuazione della riforma fiscale e assistenziale non sono al momento quantificabili. Solo in sede di attuazione della delega, in cui saranno adottati i singoli interventi, verranno delineati il quadro finanziario complessivo e il relativo profilo sulle singole annualità, in maniera tale che le risorse recate dalle forme di copertura previste dalla delega dovranno garantire non solo la compensazione degli oneri ma anche un differenziale positivo, ai fini dell’indebitamento netto, di entità non inferiore agli importi indicati nell’articolo 11, comma 1, ossia 4.000 milioni di euro per l’anno 2013 e 20.000 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014.
Documentazione on line tratta dal Sito della Camera dei deputati:
Ddl Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale
I sistemi fiscali in Francia, Germania, Regno Unito e Spagna alla luce delle più recenti misure adottate (A.C. 4566)
Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale - A.C. 4566 - Schede di lettura



( red / 12.10.11 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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