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Regioni.it

n. 1902 - martedì 18 ottobre 2011

Sommario
- Molise: Iorio confermato Presidente
- Scalera Direttore dell'Agenzia del demanio
- Corte UE: no brevetti medicinali da embrioni umani
- Veneto punta sulla medicina territoriale
- G.U.: Fondo 2011 sostegno abitazioni in locazione
- Fitosanitari: parere su regolamento semplificazione vendita

+T -T
Corte UE: no brevetti medicinali da embrioni umani

(regioni.it) Una sentenza della Corte vieta i brevetti da embrioni umani.
E' vietato in particolare brevettare medicinali ricavati da cellule staminali con procedimenti che comportano la distruzione degli embrioni umani. Lo stabilisce una sentenza della Corte di giustizia della Ue, che si e' espressa sul caso di un trattamento che combatte il morbo di Parkinson brevettato dal ricercatore tedesco Oliver Brustle.
Afferma la portavoce Chantal Hughes della Commissione europea: ''Accogliamo il fatto che questo e' un concetto autonomo del diritto europeo che deve essere recepito da tutti i paesi dell'Unione''.
La sentenza della Corte europea che vieta la brevettabilita' dei medicinali e dei trattamenti ricavati da cellule staminali che comportano la distruzioni di embrioni umani, di fatto significa che ''l'embrione umano e' un soggetto di diritto'' a qualsiasi stadio di sviluppo.
In sede di esame della nozione di «embrione umano», la Corte sottolinea innanzitutto che essa non è chiamata ad affrontare questioni di natura medica o etica, ma che deve limitarsi ad un’interpretazione giuridica delle pertinenti disposizioni della direttiva. Il contesto e la finalità di quest'ultima rivelano che il legislatore dell’Unione ha inteso escludere qualsiasi possibilità di ottenere un brevetto quando il rispetto dovuto alla dignità umana può esserne pregiudicato. Ne risulta, secondo la Corte, che la nozione di «embrione umano» deve essere intesa in senso ampio. Pertanto, la Corte considera che sin dalla fase della sua fecondazione qualsiasi ovulo umano deve essere considerato come un «embrione umano», dal momento che la fecondazione è tale da dare avvio al processo di sviluppo di un essere umano. Deve essere riconosciuta questa qualificazione di «embrione umano» anche all’ovulo umano non fecondato in cui sia stato impiantato il nucleo di una cellula umana matura e all’ovulo umano non fecondato indotto a dividersi e a svilupparsi attraverso partenogenesi. Anche se tali organismi non sono stati oggetto, in senso proprio, di una fecondazione, essi, per effetto della tecnica utilizzata per ottenerli, sono tali da dare avvio al processo di sviluppo di un essere umano come l’embrione creato mediante fecondazione di un ovulo.




( red / 18.10.11 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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