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Regioni.it

n. 1903 - mercoledì 19 ottobre 2011

Sommario3
- Conferenza delle Regioni il 20 ottobre
- Sanità penitenziaria e psichiatrica: tavolo interministeriale
- Regionalismo: giornate di studio a Roma
- Istat: dati su Pil e industria
- Sviluppo: il manifesto delle imprese
- Veneto: Zaia su nuovo Statuto

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Conferenza delle Regioni il 20 ottobre

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha convocato una riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per giovedì 20 ottobre 2011 alle ore 10.00 (Via Parigi, 11 a Roma), anche in vista successiva Conferenza Unificata che il Ministro Raffaele Fitto ha convocato per le ore 14.00 dello stesso giorno. All’ordine della giorno della Conferenza delle Regioni la prosecuzione del dibattito sull’ipotesi di autoriforma delle istituzioni regionali.

Gli ordini del giorno integrali della Conferenza delle Regioni e della Conferenza Unificata sono stati pubblicati nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it.

La Commissione Agricoltura della Camera dei deputati ha poi programmato l’audizione di una delegazione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sui provvedimenti di riordino della normativa sull’attività agricola (schema di decreto legislativo n. 164 e schema di decreto del Presidente della Repubblica n. 168) per le ore 14.00 dello stesso 20 ottobre(ingresso: Piazza del Parlamento, 24).



( red / 19.10.11 )

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Sanità penitenziaria e psichiatrica: tavolo interministeriale

Emilia Romagna: dati sovraffollamento carceri

(regioni.it) Tavolo comune dei ministeri della giustizia e della sanità sul problema delle carceri. In particolare si discute come affidare alle Asl non solo la sanita' penitenziaria ma anche quella psichiatrica, e di poter affidare alle strutture territoriali coloro che vengono dimessi dagli Ospedali psichiatrici giudiziari.
Sono 1.322 gli internati negli ospedali psichiatrici giudiziari di cui 213 sarebbero in teoria dimissibili, ma nei loro confronti il magistrato di sorveglianza ha prorogato le misure di sicurezza per le difficolta' di ''riallocare il soggetto sul territorio''. Lo affermano i ministri della Giustizia Francesco Nitto Palma e della Salute Ferruccio Fazio che per la seconda volta in un mese si sono incontrati per fare il punto sul problema.
I due dicasteri intendono garantire, con un accordo tra Stato e Regioni da stipulare entro fine novembre, le visite specialistiche all'esterno degli istituti penitenziari; potenziare l'assistenza psichiatrica con sezioni e reparti in uno o piu' istituti per ogni Regione, come gia' previsto dall'accordo Stato-Regioni del 13 ottobre scorso; creare un percorso congiunto tra Opg e dipartimenti di sanita' mentale cosi' da garantire, afferma Fazio: ''un piano di trattamento diversificato paziente per paziente'' sulla base dei dati aggiornati di coloro che sono effettivamente dimissibili. Le nuove stime saranno disponibili in novembre e - garantiscono Palma e Fazio - il tavolo tecnico dei due ministeri tornera' a riunirsi il prossimo 14 dicembre.
Il Guardasigilli ha spiegato che lo scopo del tavolo tecnico non e' soltanto quello di "affidare alle Asl la sanita' penitenziaria ma anche quella psichiatrica, e di attuare la riallocazione sul territorio dei soggetti che possono essere dimessi dagli Opg. Cio' che e' emerso sugli ospedali psichiatrici - aggiunge - e' davvero drammatico". Il ministro Fazio ha sottolineato che e' in atto uno stretto monitoraggio della situazione delle carceri da parte dei due ministeri.
I ministri hanno voluto esprimere gratitudine alla commissione del Senato presieduta da Ignazio Marino per il lavoro svolto e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha posto la questione su questo problema specifico.
Intanto la regione Emilia Romagna denuncia nuovamente il sovraffollamento delle carceri. Nella relazione si sottolinea come il presidente della Regione Vasco Errani, gia' nel 2009 aveva scritto al ministro della Giustizia Angelino Alfano per chiedere un intervento urgente, in particolare per la tutela della salute dei carcerati, ma non e' mai arrivata una risposta.

... Info. Assistenza sanitaria nelle carceri. ... Sovraffollamento, carenze strutturali
e di personale di polizia penitenziaria: la situazione nelle carceri è critica ...

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Url: http://www.saluter.it/ssr/aree-dellassistenza/assistenza-sanitaria-nelle-carceri

 

martedì 18 ottobre 2011

Sanità penitenziaria: Palma incontra Fazio
Azioni comuni su OPG e prestazioni ai detenuti



[Toscana] Suicidio in carcere, la Regione vara le iniziative per prevenirlo

                             

[Sardegna] INNOVAZION​E: REGIONE, INTESA PER REALIZZAZI​ONE CENTRI PRODUZIONE DI CONTENUTI DIGITALI NEI PENITENZIA​RI SARDI

     

[Toscana] Scaramuccia: “Per superare l’Opg necessario uno sforzo comune”

     

[Toscana] Scaramuccia: “Le Querce, un “ponte” tra l’Opg e un futuro di speranza”

     

[Lazio] CARCERI, FORTE: “550 MILA EURO PER INSERIMENTO SOCIALE EX DETENUTI”

     

 



( red / 19.10.11 )

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Regionalismo: giornate di studio a Roma

Prevista la partecipazione del Presidente della Conferenza delle Regioni, Errani

(regioni.it) L’Istituto di Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie “Massimo Severo Giannini” del Consiglio Nazionale delle Ricerche nell’ambito delle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia promuove le giornate di studio su “Il Regionalismo italiano dall’Unità alla Costituzione e alla sua riforma” dal  20 al 22 ottobre 2011 (CNR,  Aula Marconi - P.le Aldo Moro, 7  Roma).
Nella “nota di presentazione” dell’Istituto si sottolinea come “Il regionalismo italiano” sia “ancora in cerca di identità, sebbene siano trascorsi oltre sessant’anni dall’approvazione della Carta costituzionale e circa dieci dalla revisione del Titolo V”. “Dall’idea di Regione come circoscrizione di decentramento del periodo immediatamente successivo all’unificazione del Regno d’Italia si è passati – scrive l’Issirfa - ad un’idea di Regione come ente territoriale dotato di forme di autonomia del periodo costituente. Dopo la lenta attuazione del modello originario introdotto dalla Costituzione si sono succedute diverse riforme che hanno avviato un processo evolutivo ancora in corso. In particolare le riforme costituzionali degli ultimi anni (l. cost. n. 1/1999, L. Cost. nn. 2 e 3 del 2001) hanno modificato l’articolazione territoriale dello Stato, dando vita ad un nuovo regionalismo. Il processo evolutivo dell’articolazione territoriale dello Stato è ancora in corso e pone diversi interrogativi cruciali per la realizzazione di un sistema coerente con la Carta costituzionale e sostenibile per il Paese; attualmente è in corso il tentativo di avviare il c.d. “federalismo fiscale”.
L’attuazione delle riforme costituzionali, non ancora conclusa, infatti, sembra far evolvere il regionalismo italiano in direzione di un modello di maggiore decentramento, ma non senza palesi contraddizioni, come il nuovo accentramento dei poteri legislativi ed amministrativi in capo allo Stato, la disarticolazione del riparto costituzionale, la mancata attuazione dell’art. 11, ecc.. Di conseguenza, la questione federale italiana rimane aperta e impegna la politica e gli studiosi del diritto costituzionale.
In occasione del centocinquantesimo anno dell’unificazione del Paese – prosegue ancora la nota dell’Istituto Giannini - si intende ripercorrere le tappe fondamentali del processo evolutivo del regionalismo italiano e fare il punto sull’efficacia della revisione del Titolo V della Costituzione italiana, interrogandosi sugli interventi di riforma necessari per l’ulteriore evoluzione dell’ordinamento, anche per renderlo funzionale al processo di integrazione europeo e ai cambiamenti indotti dall’internazionalizzazione dell’economia e dalla crisi finanziaria.
Segnatamente, dopo una ricostruzione della nascita e dell’evoluzione del sistema regionale dal periodo post unitario ad oggi, si intende fermare l’attenzione sul grado di attuazione delle riforme costituzionali del 1999 e del 2001, sulla conseguente trasformazione delle Regioni nel nuovo contesto della Carta costituzionale e sul ruolo che sono chiamate a giocare a livello nazionale – quale ente intermedio tra lo Stato e le autonomie locali – ed a livello europeo, anche alla luce delle modifiche istituzionali introdotte dal Trattato di Lisbona.
Il tutto al fine di contribuire ad individuare gli interventi necessari per l’attuazione definitiva delle riforme costituzionali e per la semplificazione del sistema istituzionale. In particolare, l’attuazione delle riforme costituzionali richiede l’adeguamento del sistema istituzionale al nuovo ruolo delle autonomie territoriali e locali (anche in vista di una semplificazione del sistema istituzionale). Quest’aspetto ha un rilievo particolare per l’ordinato svolgimento delle funzioni amministrative.
L’attuazione della riforma, sebbene ad oggi solo parziale, ha modificato – in ogni caso – l’ordinamento regionale: è ormai quasi completata la revisione degli Statuti regionali, si è stabilizzato il principio che, a prescindere dal rispetto del riparto costituzionale della competenza legislativa tra Stato e Regioni, alle Regioni sia riservato uno spazio legislativo, oppure una peculiare posizione nella decisione amministrativa. Questo principio, peraltro, ha permesso la riduzione del contenzioso innanzi alla Corte costituzionale. Anche l’attuazione dell’autonomia finanziaria, prevista dall’articolo 119, sta comportando una centralità del ruolo economico-finanziario delle Regioni, nonostante i limiti che l’intera riforma presenta, per via della congiuntura economica negativa. Si è potenziata, infine, la partecipazione delle Regioni al processo di formazione ed attuazione del diritto comunitario; mancano però ancora interventi decisivi, a partire dall’adeguamento della legge n. 11 del 2005, sino alla modifica dei regolamenti interni dei Consigli regionali.
In vista dell’adozione di provvedimenti cruciali per definire il nuovo modello di regionalismo, per comprendere in che direzione muovere per la completa attuazione della riforma del Titolo V della Costituzione, ci si deve interrogare sulla nuova fisionomia delle Regioni. Restano infatti da compiere scelte definitive in ordine all’attuazione del federalismo fiscale, alla determinazione delle funzioni fondamentali di comuni, province e città metropolitane, alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti diritti civili e sociali che devono essere garantiti a tutti i cittadini, alla ricognizione dei principi fondamentali per l’esercizio della competenza legislativa concorrente, all’avvio del regionalismo differenziato di cui all’articolo 116 della Costituzione, alla riforma del Parlamento con l’istituzione della Camera delle regioni e delle autonomie locali.
Si tratta di scelte che hanno una rilevanza cruciale per il funzionamento del sistema delle autonomie; richiedono quindi grande attenzione e devono essere adottate sulla base di approfondita riflessione e non di contingenti esigenze “politiche”.
Da ultimo l’effettiva realizzazione di forme differenziate di autonomia potrebbe essere funzionale ad evitare ulteriori spinte di alcune porzioni di territorio verso un modello federale che contrasta con l’articolo 5 della Costituzione e che comunque non può essere realizzato in maniera sommaria e frammentata.
Le problematiche relative all’attuazione della riforma devono essere affrontate e risolte tenendo conto dell’esigenza di procedere ad un riassetto del sistema istituzionale, senza il quale non si ritiene possa essere realizzato l’obiettivo del decentramento amministrativo, della riduzione della spesa pubblica e, più in generale, della semplificazione istituzionale. Si intende quindi riflettere anche sull’opportunità di procedere ad un riassetto del sistema istituzionale per potenziare il ruolo delle autonomie territoriali e per dar piena attuazione ai principi di sussidiarietà e decentramento che hanno ispirato la riforma del Titolo V della Costituzione. Si avverte infatti l’esigenza di completare il percorso già avviato ormai da anni mediante la determinazione di strumenti di raccordo a livello parlamentare e governativo della funzione legislativa e amministrativa, il riordino dei cataloghi delle materie alla luce della giurisprudenza costituzionale, il potenziamento del ruolo delle Regioni nella formazione ed attuazione del diritto comunitario.
I nodi da sciogliere sono quindi ancora tanti e riguardano – secondo glòi organizzatori delle giornate di studio - da una parte gli interventi necessari per la completa attuazione delle riforme del 1999 e del 2001, dall’altra gli interventi necessari per la semplificazione del sistema istituzionale. L’attualità dei temi oggetto di indagine è sottolineata dalla circostanza per cui la riforma del regionalismo italiano è ancora al centro del dibattito politico e istituzionale.
A distanza di oltre dieci anni dalle riforme costituzionali del 1999 e del 2001 che hanno modificato significativamente il Titolo V della Costituzione italiana, dando avvio a quello che è stato definito il “secondo regionalismo”, il percorso delle riforme costituzionali non appare ancora completato. Il Convegno, promosso dall’Istituto di Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie “M.S. Giannini” del Consiglio Nazionale delle Ricerche, intende fare il punto sulle questioni aperte e affrontare i temi delicati del dibattito istituzionale. L’auspicio è che i lavori del Convegno di studi possano contribuire a questo dibattito sul rinnovamento dello Stato italiano del 1861 e della Repubblica “una e indivisibile” creata nel 1946.
PROGRAMMA DEL CONVEGNO
IL REGIONALISMO ITALIANO DALL’UNITA’ ALLA COSTITUZIONE E ALLA SUA RIFORMA
Giovedì 20 ottobre 2011
Ore 15,00 – Presiede: Antonio D’Atena (Università di Roma Tor Vergata); introduce: Stelio Mangiameli (Direttore Issirfa CNR). Saluti delle autorità: è prevista la partecipazione del Presidente della Camera Gianfranco Fini e del Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.
Ore 16,30 - I SESSIONE – DALL’UNITA’ ALLA COSTITUENTE - 1. L’eredità del pensiero risorgimentale sul federalismo e i primi progetti regionalisti: Corrado Malandrino (Università del Piemonte Orientale – Preside della Facoltà di Scienze Politiche);  2. La ripresa del regionalismo nel dibattito costituente: Ugo De Siervo (Università di Firenze – Presidente emerito della Corte costituzionale); 3. Le innovazioni e le criticità del nuovo Titolo V: Mario Bertolissi (Università di Padova); 4. La nascita delle Regioni speciali: Paolo Giangaspero (Università di Trieste – Preside della Facoltà di Giurisprudenza). Dibattito
Venerdì 21 ottobre 2011
Ore 9,30 - II SESSIONE – LA REGIONE NEL SISTEMA COSTITUZIONALE ITALIANO –Presiede Augusto Barbera (Università di Bologna);  1. Specialità e asimmetria nel sistema italiano - Omar Chessa (Università di Sassari); 2. Forma e contenuti degli Statuti regionali adottati dopo le riforme - Antonio Ferrara (Issirfa CNR – Responsabile Ufficio legislativo della Giunta della Regione Campania); 3. Il ruolo delle fonti normative regionali nel sistema generale delle fonti (nazionali ed europee) - Carmela Salazar (Università Mediterranea di Reggio Calabria);  4. Qualità e quantità delle fonti regionali: novità e conferme dopo la riforma del Titolo V Cost. - Aida Arabia (Issirfa CNR), Carlo Desideri (Issirfa CNR);  Dibattito
Venerdì 21 ottobre 2011
Ore 15,30 – Presiede Beniamino Caravita di Toritto (Sapienza Università di Roma – Direttore Federalismi.it); 1. Le assemblee regionali nella forma di governo regionale (Laura Ronchetti – Issirfa CNR); 2. I sistemi elettorali regionali - Eduardo Gianfrancesco (LUMSA Roma); 3. Il ruolo della Regione nella costruzione di una nuova amministrazione territoriale - Francesco Merloni (Università di Perugia); 4. L’autonomia finanziaria e il federalismo fiscale (Enrico Buglione – Issirfa CNR); Dibattito
Sabato 22 ottobre 2011
Ore 9,00 - III SESSIONE – LA REGIONE TRA L’UE, LO STATO E GLI ENTI LOCALI – Presiede: Giancandido De Martin (LUISS Roma); 1. Le Regioni italiane e l’“Europa”: da Maastricht a Lisbona; Lorenza Violini (Università statale di Milano); 2. Il sistema delle Conferenze: Riccardo Carpino (Prefetto della Repubblica – Capo Gabinetto Ministro Affari Regionali); 3. Alla ricerca della “Camera delle Regioni”: Vincenzo Baldini (Università di Cassino); 4. Verso la regionalizzazione del sistema degli enti locali? : Guido Meloni (Università del Molise)
TAVOLA ROTONDA - QUALE FUTURO PER IL REGIONALISMO ITALIANO. Modera: Stelio Mangiameli. Intervengono: Augusto Barbera, Beniamino Caravita di Toritto, Antonio D’Atena,  Giancandido De Martin, Cesare Pinelli
Ore 13,00 Conclusioni 



( red / 19.10.11 )

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Istat: dati su Pil e industria

(regioni.it) Fatturato +35%, ordini +8%. Dagli ultimi dati Istat risulta che l’industria sta aumentando il fatturato in quanto aumentano gli ordini.
L'Istat rileva che gli ordini dell'industria sono cresciuti del 5% ad agosto rispetto al mese precedente e del 10,5% rispetto ad agosto 2010.
Il fatturato ha invece segnato un aumento del 4% (dato destagionalizzato) rispetto a luglio e una crescita del 12% (dato corretto effetto per gli effetti di calendario) su base annua.
Nei primi otto mesi dell'anno e' cresciuto del 9,3% rispetto allo stesso periodo del 2010. Ad agosto il fatturato degli autoveicoli su base annua e' aumentato del 35%, gli ordinativi sono aumentati dell'8%.
Nel 2010 il prodotto interno lordo italiano e' aumentato dell'1,5%. Lo rileva sempre l'Istat, ''sulla base della revisione legata all'adozione della nuova classificazione delle attivita' economiche Eurostat (Ateco 2007)''.
Con le nuove serie dei conti nazionali, la stima del Pil viene rivista al rialzo dello 0,2%. La precedente stima, diffusa a marzo 2011, faceva segnare un incremento dell'1,3%.
 Nell’arco del decennio 2000-2010, la crescita media annua del Pil in volume (in termini di valori concatenati) è risultata pari allo 0,4%, superiore a quella delle stime precedenti (0,2%), mentre la riduzione cumulata del Pil nel biennio 2008-2009 appare leggermente ridimensionata, anche se confermata nel suo ordine di grandezza.
Nell’arco del decennio, la domanda interna (consumi e investimenti) in volume mostra una dinamica analoga a quella delle stime precedenti, con un leggero contenimento della flessione degli investimenti (dal -0,3% medio annuo al -0,2%). L’aggiornamento del sistema degli indicatori di prezzo utilizzati per la deflazione dei flussi di commercio estero ha, invece, determinato una notevole revisione al rialzo della dinamica delle esportazioni (dal -0,2% medio annuo all’1,2%). In particolare, l‘uso degli indicatori di prezzo all’esportazione in luogo dei valori medi unitari ha modificato significativamente il profilo delle esportazioni di beni in volume. Analogamente, il tasso di crescita medio annuo delle importazioni di beni e servizi è stato rivisto dall’1,0% al 2,0%, Il dettaglio annuale delle revisioni dei principali aggregati, misurati in volume, conferma per il triennio 2008-2010 che le variazioni più rilevanti rispetto alle stime precedenti hanno interessato le esportazioni e le importazioni, in termini sia di impatto sui tassi di variazione sia di contributi alla crescita del Pil.

Fatturato e ordinativi dell’industriaAd agosto 2011 il fatturato cresce del 12% e gli ordinativi del 10,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente Comunicato stampa, mercoledì 19 ottobre 2011

Conti nazionali Le nuove serie secondo la versione più recente della classificazione delle attività economiche Comunicato stampa, mercoledì 19 ottobre 2011



( red / 19.10.11 )

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Sviluppo: il manifesto delle imprese

(regioni.it) il Paese reclama interventi urgenti per lo sviluppo e il tempo concesso al Governo è scaduto. Tornano alla carica le iomprese e lo fanno con una lettera aperta al Presidente del Consiglio, di cui proponiamo il testo integrale.
Manifesto delle imprese: Lettera delle Associazioni al Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi (Roma, 18 Ottobre 2011)
Ill.mo sig. Presidente,
alcuni giorni addietro abbiamo presentato, come Associazioni di Imprese, alcune proposte tese a favorire la sostenibilità del debito pubblico nel medio periodo e la ripresa economica del nostro Paese. Ci ha mosso la preoccupazione incalzante dei nostri associati per un quadro congiunturale che si dimostra ogni giorno più severo.
La situazione è sempre più difficile, la fiducia nel nostro Paese sta velocemente diminuendo malgrado gli innegabili punti di forza dell'Italia e i risultati raggiunti. Al fine di contribuire a fornire una risposta efficace a questa situazione abbiamo elaborato proposte concrete che possono essere discusse e integrate. Ad oggi, nessuna reazione concreta è seguita da parte del Governo e nessun dialogo è stato aperto.
Sappiamo che il Governo ha in animo di approvare un Decreto Sviluppo e, anche a questo proposito, riterremmo utile poter partecipare alla individuazione e alla messa a punto delle misure per contribuire ad accrescerne fattibilità ed efficacia. Un confronto di tal genere sarebbe oltremodo utile e pienamente in linea con quanto avviene in ogni Paese della Unione Europea. Il ritardo che stiamo accumulando sul fronte del rilancio della crescita e della credibilità sta costando moltissimo in termini di occupazione, valore dei beni e dei risparmi delle famiglie, investimenti e valore delle imprese.
L'Italia ha mezzi, risorse, intelligenze, per risalire la china ma il tempo è scaduto. E' allora di fondamentale importanza che il Decreto Sviluppo contenga misure strutturali, concrete e credibili, che diano un chiaro segnale di inversione di marcia, in assenza rischierebbero di essere vanificati gli sforzi fatti fino ad oggi in ordine alla tenuta dei conti pubblici. Il nostro è un appello forte al fare: con unità di intenti è possibile superare una fase difficile. Confidiamo che il Suo Governo voglia realizzare le iniziative necessarie e adeguate alla gravità del momento. Le imprese industriali, le imprese artigianali, commerciali e dei servizi, le imprese cooperative, le imprese bancarie e assicurative stanno facendo del loro meglio per passare attraverso l'attuale difficile contingenza, ma solo nel contesto di un efficace piano integrato e condiviso di rilancio del Paese questi sforzi non verranno vanificati.

Giuseppe Mussari Presidente ABI, Fabio Cerchiai Presidente ANIA, Luigi Marino Presidente Alleanza delle Cooperative Italiane,  Emma Marcegaglia Presidente Confindustria, Ivan Malavasi Presidente R.E TE Imprese Italia

 Link:

  1. [Corriere della Sera] Crescita frenata da tropppi monopoli, di Francesco Giavazzi
  2. ANSA: CRISI: POLVERINI, PAESE FERMO ANCHE PER SISTEMA LOBBY
  3. [Corriere della Sera] Marcegaglia: noi abbiamo innovato. E' il momento di risposte concrete.
  4. [ABI] MANIFESTO DELLE IMPRESE: Lettera delle Associazioni al Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi


( red / 19.10.11 )

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Veneto: Zaia su nuovo Statuto

(regioni.it) “L’approvazione dello Statuto del Veneto, cioè della carta fondamentale che regolamenta la vita di tutte le istituzioni del nostro territorio e i diritti e i doveri di ciascuno di noi, è un avvenimento storico per il Veneto.” Lo ha detto il Presidente della Giunta regionale del Veneto Luca Zaia, intervenendo oggi in Consiglio regionale a proposito dell’approvazione dello Statuto del Veneto. “Voglio con forza, con convincimento profondo e con riconoscimento di ruoli e di valori anche personali – ha detto il Presidente del Veneto –, ringraziare a uno a uno i consiglieri regionali che hanno consentito questa svolta epocale, i consiglieri che hanno partecipato ai lavori della Commissione, il presidente Carlo Alberto Tesserin, che con capacità, pazienza e grande senso delle istituzioni ha permesso il libero svolgersi del dibattito e ha saputo cucire tra di loro posizioni comprensibilmente diverse. Prezioso il contributo del relatore di minoranza, il consigliere Emilio Reolon, la cui capacità di interpretazione e, qualche volta, di mediazione è stata pari all’acume giuridico che tutti i gruppi gli hanno riconosciuto.” “Ancora un ringraziamento lo si deve al Presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato perché, dopo un’attesa di 40 anni e dopo alcuni tentativi non andati a buon fine, ha saputo con coraggio lavorare per una soluzione capace di coinvolgere tutto il Consiglio e ciascun consigliere.” “A questo proposito, voglio sottolineare il ruolo svolto da tutte le opposizioni” e dai “gruppi di maggioranza e dei capigruppo”. “ Questo Consiglio – ha sottolineato zaia - ha vinto la sua battaglia più importante in ordine alla propria credibilità, alla propria capacità di interpretare il contratto sociale, alla propria legittimazione davanti al corpo elettorale.” “Questo Statuto è anche figlio del lavoro dei nostri più importanti esperti di diritto costituzionale, che hanno elaborato, insieme con i tecnici della Regione, un corpo giuridico che di sicuro è destinato a rimanere per molti decenni punto di riferimento per le istituzioni del Veneto, ma, ancor di più, esemplare manifesto di quello Stato moderno, efficace e dunque federalista che è nel cuore di tutto questo Consiglio”. “Rispetto al contenuto – ha detto il Presidente – mi pare fondamentale la sottolineatura di uno Statuto che, unico in Italia, regolamentando la vita delle altre istituzioni territoriali, ambisce ad essere una vera e propria carta fondamentale dei diritti e dei doveri di tutti i cittadini”. “La filosofia cui ci siamo ispirati è convinta di un dato innanzitutto storico e culturale: il nostro Veneto, questa terra antica e dagli altissimi connotati giuridici, pre-esiste rispetto alla figura istituzionale ‘Regione’, che si mette dunque al servizio di ciò che la precede e che ne informa e ne sostanzia l’esistenza. Questa figura istituzionale ha un sigillo: la vocazione federalista, che nasce dai Comuni e dalle Province e che non si sostituisce mai alla libera iniziativa delle persone, singole o associate”.

“Nello Statuto – ha spiegato il Presidente del Veneto – si parte dalla descrizione analitica dell’organizzazione federalista del Veneto, inteso come un territorio unitario che si dà istituzioni che partono dal basso – i nostri 581 Comuni e le nostre sette Province – e che si autoregolamentano. A 63 anni dalla Costituzione repubblicana, finalmente essa viene interpretata in un alto documento della vita nazionale, in senso federalista. Ciò che finora la prassi centralista aveva precluso, noi attuiamo. Questa è la lezione di uno dei nostri grandi punti di riferimento, Luigi Einaudi. Il primo principio del federalismo è l’ingegneria istituzionale che parte dal Comune e si concretizza in un patto tra pari in cui la parte più vicina al cittadino deve essere messa in grado di svolgere la maggior parte delle funzioni.”

“Che non si pratichi e non si teorizzi il cosiddetto centralismo regionalista – ha precisato Zaia – è dato da una visione complessiva in cui viene esplicitato che la Regione si autolimita nell’esercizio del proprio potere. Lo strumento delle nostre istituzioni è il federalismo fiscale, capace di assicurare risorse strumentali ed economiche alle autonomie locali, affinché esse finanzino le proprie funzioni. E noi, che abbiamo predicato i costi standard rispetto a territori e istituzioni disattente e sprecone, rendiamo questa filosofia di relazione con i cittadini norma non transitoria nel territorio che i cittadini ci hanno chiesto di governare. Ciò permetterà un passaggio qualitativo straordinario: radicarci nel principio di efficienza e passare dal controllo delle carte al controllo dell’efficienza”. Nella relazione con il cittadino, a proposito del fisco, ha detto Zaia, “questo Consiglio ha sancito la fine dello Stato borbonico e poliziesco. Regione e contribuente sono su un piano di parità, perché il contribuente ha diritto di essere percepito dall’istituzione come il proprio punto di riferimento, e titolato di buona fede fino a prova contraria.” “Che questo Statuto sia una finestra aperta sulla contemporaneità e su ciò che i cittadini ci chiedono è dato anche dal taglio ai costi della politica. Non è stata una battaglia nominalista, su un numero, che sancisse la vittoria di uno schieramento, ma il richiamo forte e chiaro a tutti sul fatto che qui dentro i sovrani sono i cittadini. Su questo si sono mosse sensibilità diverse, ed è stato giusto, onesto e trasparente che esse si siano manifestate a prescindere dai tatticismo del momento. Rispettabile la posizione di chi chiedeva il mantenimento dello statu quo; altrettanto rispettabile la posizione di chi, come il sottoscritto, chiedeva una radicalità nel taglio”. “Credo che, tutti insieme, si possa riconoscere che ha prevalso un criterio di riferimento che penalizza i partiti più grandi, che non censura il diritto delle minoranze, che garantisce una libera dialettica. Ma anche che, senza l’indicazione di un obiettivo più stringente, forse non saremmo arrivati a un taglio che riduce di una quindicina di unità il numero complessivo di consiglieri e assessori. È la prima di una serie di norme antisprechi che abbiamo voluto tutti insieme e che caratterizzano la natura profonda di una regione che vuole sentirsi riconosciuta, credibile e vicina nella relazione con i propri cittadini”.



( red / 19.10.11 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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