Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 1903 - mercoledì 19 ottobre 2011

Sommario
- Conferenza delle Regioni il 20 ottobre
- Sanità penitenziaria e psichiatrica: tavolo interministeriale
- Regionalismo: giornate di studio a Roma
- Istat: dati su Pil e industria
- Sviluppo: il manifesto delle imprese
- Veneto: Zaia su nuovo Statuto

+T -T
Veneto: Zaia su nuovo Statuto

(regioni.it) “L’approvazione dello Statuto del Veneto, cioè della carta fondamentale che regolamenta la vita di tutte le istituzioni del nostro territorio e i diritti e i doveri di ciascuno di noi, è un avvenimento storico per il Veneto.” Lo ha detto il Presidente della Giunta regionale del Veneto Luca Zaia, intervenendo oggi in Consiglio regionale a proposito dell’approvazione dello Statuto del Veneto. “Voglio con forza, con convincimento profondo e con riconoscimento di ruoli e di valori anche personali – ha detto il Presidente del Veneto –, ringraziare a uno a uno i consiglieri regionali che hanno consentito questa svolta epocale, i consiglieri che hanno partecipato ai lavori della Commissione, il presidente Carlo Alberto Tesserin, che con capacità, pazienza e grande senso delle istituzioni ha permesso il libero svolgersi del dibattito e ha saputo cucire tra di loro posizioni comprensibilmente diverse. Prezioso il contributo del relatore di minoranza, il consigliere Emilio Reolon, la cui capacità di interpretazione e, qualche volta, di mediazione è stata pari all’acume giuridico che tutti i gruppi gli hanno riconosciuto.” “Ancora un ringraziamento lo si deve al Presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato perché, dopo un’attesa di 40 anni e dopo alcuni tentativi non andati a buon fine, ha saputo con coraggio lavorare per una soluzione capace di coinvolgere tutto il Consiglio e ciascun consigliere.” “A questo proposito, voglio sottolineare il ruolo svolto da tutte le opposizioni” e dai “gruppi di maggioranza e dei capigruppo”. “ Questo Consiglio – ha sottolineato zaia - ha vinto la sua battaglia più importante in ordine alla propria credibilità, alla propria capacità di interpretare il contratto sociale, alla propria legittimazione davanti al corpo elettorale.” “Questo Statuto è anche figlio del lavoro dei nostri più importanti esperti di diritto costituzionale, che hanno elaborato, insieme con i tecnici della Regione, un corpo giuridico che di sicuro è destinato a rimanere per molti decenni punto di riferimento per le istituzioni del Veneto, ma, ancor di più, esemplare manifesto di quello Stato moderno, efficace e dunque federalista che è nel cuore di tutto questo Consiglio”. “Rispetto al contenuto – ha detto il Presidente – mi pare fondamentale la sottolineatura di uno Statuto che, unico in Italia, regolamentando la vita delle altre istituzioni territoriali, ambisce ad essere una vera e propria carta fondamentale dei diritti e dei doveri di tutti i cittadini”. “La filosofia cui ci siamo ispirati è convinta di un dato innanzitutto storico e culturale: il nostro Veneto, questa terra antica e dagli altissimi connotati giuridici, pre-esiste rispetto alla figura istituzionale ‘Regione’, che si mette dunque al servizio di ciò che la precede e che ne informa e ne sostanzia l’esistenza. Questa figura istituzionale ha un sigillo: la vocazione federalista, che nasce dai Comuni e dalle Province e che non si sostituisce mai alla libera iniziativa delle persone, singole o associate”.

“Nello Statuto – ha spiegato il Presidente del Veneto – si parte dalla descrizione analitica dell’organizzazione federalista del Veneto, inteso come un territorio unitario che si dà istituzioni che partono dal basso – i nostri 581 Comuni e le nostre sette Province – e che si autoregolamentano. A 63 anni dalla Costituzione repubblicana, finalmente essa viene interpretata in un alto documento della vita nazionale, in senso federalista. Ciò che finora la prassi centralista aveva precluso, noi attuiamo. Questa è la lezione di uno dei nostri grandi punti di riferimento, Luigi Einaudi. Il primo principio del federalismo è l’ingegneria istituzionale che parte dal Comune e si concretizza in un patto tra pari in cui la parte più vicina al cittadino deve essere messa in grado di svolgere la maggior parte delle funzioni.”

“Che non si pratichi e non si teorizzi il cosiddetto centralismo regionalista – ha precisato Zaia – è dato da una visione complessiva in cui viene esplicitato che la Regione si autolimita nell’esercizio del proprio potere. Lo strumento delle nostre istituzioni è il federalismo fiscale, capace di assicurare risorse strumentali ed economiche alle autonomie locali, affinché esse finanzino le proprie funzioni. E noi, che abbiamo predicato i costi standard rispetto a territori e istituzioni disattente e sprecone, rendiamo questa filosofia di relazione con i cittadini norma non transitoria nel territorio che i cittadini ci hanno chiesto di governare. Ciò permetterà un passaggio qualitativo straordinario: radicarci nel principio di efficienza e passare dal controllo delle carte al controllo dell’efficienza”. Nella relazione con il cittadino, a proposito del fisco, ha detto Zaia, “questo Consiglio ha sancito la fine dello Stato borbonico e poliziesco. Regione e contribuente sono su un piano di parità, perché il contribuente ha diritto di essere percepito dall’istituzione come il proprio punto di riferimento, e titolato di buona fede fino a prova contraria.” “Che questo Statuto sia una finestra aperta sulla contemporaneità e su ciò che i cittadini ci chiedono è dato anche dal taglio ai costi della politica. Non è stata una battaglia nominalista, su un numero, che sancisse la vittoria di uno schieramento, ma il richiamo forte e chiaro a tutti sul fatto che qui dentro i sovrani sono i cittadini. Su questo si sono mosse sensibilità diverse, ed è stato giusto, onesto e trasparente che esse si siano manifestate a prescindere dai tatticismo del momento. Rispettabile la posizione di chi chiedeva il mantenimento dello statu quo; altrettanto rispettabile la posizione di chi, come il sottoscritto, chiedeva una radicalità nel taglio”. “Credo che, tutti insieme, si possa riconoscere che ha prevalso un criterio di riferimento che penalizza i partiti più grandi, che non censura il diritto delle minoranze, che garantisce una libera dialettica. Ma anche che, senza l’indicazione di un obiettivo più stringente, forse non saremmo arrivati a un taglio che riduce di una quindicina di unità il numero complessivo di consiglieri e assessori. È la prima di una serie di norme antisprechi che abbiamo voluto tutti insieme e che caratterizzano la natura profonda di una regione che vuole sentirsi riconosciuta, credibile e vicina nella relazione con i propri cittadini”.



( red / 19.10.11 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top