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Regioni.it

n. 1905 - venerdì 21 ottobre 2011

Sommario3
- Banca d'Italia: Berlusconi indica Visco come Governatore
- UE: urgente piano crescita Italia
- Roma Capitale: protocollo Alemanno-Polverini
- Edilizia residenziale pubblica e federalismo fiscale municipale
- La crisi colpisce il menù degli italiani
- Spese personale Regioni e SSN: linee interpretative DL 78/10

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Banca d'Italia: Berlusconi indica Visco come Governatore

(regioni.it) Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ha inviato una lettera al dott. Paolo Blasi, componente anziano del Consiglio superiore della Banca d’Italia, con la richiesta di sottoporre al parere del Consiglio stesso la designazione del dott. Ignazio Visco a Governatore della Banca d’Italia. Contestualmente, il presidente del Consiglio ha informato il Governatore Draghi.
Ignazio Visco è nato a Napoli il 21 novembre 1949, è sposato e ha tre figlie.  E’ stato Vice Direttore Generale della Banca d’Italia dal 9 gennaio 2007. Dal 2004 Funzionario Generale della Banca d'Italia (prima come Direttore Centrale per le Attività Estere e dal marzo 2006 come Direttore Centrale per la Ricerca Economica). Presidente del Comitato Relazioni Internazionali del Sistema Europeo delle Banche Centrali - SEBC (2009-10). Membro del Comitato dei Supplenti del G-7, del Comitato dei Supplenti del G-20, del Comitato Economico e Finanziario della UE, del gruppo di lavoro n. 3 del Comitato di Politica Economica dell'OCSE; supplente nel Consiglio di amministrazione della BRI.
Nel 1971 si laurea in Economia e Commercio con il massimo dei voti e lode presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", discutendo la tesi Verifica della tesi dell'incorporamento dell'aumento dei prezzi nel tasso d'interesse (con il prof. F. Caffè). Assunto nel 1972 in Banca d'Italia, compie il periodo di perfezionamento presso la University of Pennsylvania (Philadelphia, USA), con borse di studio 'B. Stringher', 'Luigi Einaudi' e 'Marco Fanno' e come Fellow dell'Economic Research Unit del Dipartimento di Economia, dove consegue un Master of Arts (1974) e un Ph.D. in Economics (1981) discutendo la tesi The Measurement, Analysis and Formation of Inflation Expectations (con i professori A. Ando, L.R. Klein e R.S. Mariano).
Al ritorno in Italia, nel 1974, è assegnato al Servizio Studi, di cui diviene Capo nel 1990. Coordina il Gruppo di lavoro per la costruzione del Modello trimestrale dell'economia italiana (1983-86), partecipa allo studio e alla definizione di interventi di politica monetaria e del cambio, rappresenta l'Istituto e ricopre incarichi in organismi nazionali (tra i quali, Istat, CNEL, CNR e Presidenza del Consiglio dei Ministri) e internazionali (OCSE, UE, BRI).
Dal 1997 al 2002 è Chief Economist e Direttore dell'Economics Department dell'OCSE, nella cui veste sovrintende all'attività di analisi delle economie e delle politiche dei paesi industriali e ai progetti di ricerca sui principali problemi economici e finanziari mondiali. E' anche membro di vari gruppi e comitati internazionali, tra i quali il Comitato dei Supplenti del G-10 (nel quale poi rappresenta la Banca d'Italia dal 2004 al 2006) e la Commission on Global Ageing del Center for Strategic and International Studies di Washington.
E' autore di numerose pubblicazioni, tra le quali: Price Expectations in Rising Inflation, North Holland, 1984; Le aspettative nell'analisi economica, Il Mulino, 1985; Inflazione, concorrenza e sviluppo (con S. Micossi), Il Mulino, 1993; Saving and the Accumulation of Wealth (con A. Ando e L. Guiso), Cambridge University Press, 1994; L'economia italiana (con L. F. Signorini), Il Mulino, 2002; Ageing and Pension System Reform (Rapporto per i Supplenti del Gruppo dei Dieci, presidente del Gruppo di lavoro), 2005; Investire in conoscenza, Il Mulino, 2009.
Ha insegnato econometria (1983-85) e politica economica (1989) presso l'Università "La Sapienza" di Roma. E' stato Associate Editor della European Economic Review (1986-91) e membro dei Comitati scientifici della Fondazione Enrico Mattei (1994-2001), delle Lezioni Raffaele Mattioli (1996-2004) e di "Monitoring Italy" per l'ISAE (2002-03). Attualmente è co-direttore della rivista Politica economica, membro del Gruppo consultivo per il settore economia della Società Editrice "Il Mulino", del Comitato consultivo della Scuola Normale Superiore di Pisa, del Comitato scientifico della Scuola Superiore di Economia (SSE) di Venezia e presidente del Consiglio scientifico dell'International Center for Monetary and Banking Studies di Ginevra.
E' membro della Società Italiana degli Economisti, della Società Italiana di Statistica, dell'American Economic Association, del Consiglio italiano per le Scienze Sociali e dell'Associazione "Il Mulino". Ha ricevuto il Leontief Award for Best Dissertation in Quantitative Economics (Eastern Economic Association, 1982), il Premio "Best in Class", Facoltà di Economia, Università degli Studi di Roma "La Sapienza" (2006) e l'onorificenza di Grande Ufficiale al merito della Repubblica italiana (2007).



( red / 21.10.11 )

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UE: urgente piano crescita Italia

(regioni.it) L’Unione Europea richiama l’Italia sulle politiche economiche e sulla spesa pubblica. "Non parlerei di pressioni  sull'Italia, ma solo di un forte incoraggiamento”, ha detto il portavoce del commissario Ue agli Affari economici Rehn. In particolare l'Italia deve ''migliorare la qualita' della sua spesa pubblica''.
La Commissione 'prende nota dello slittamento del dl sviluppo e chiede al governo di finalizzare con la massima urgenza forti misure per la crescita'.
C’è bisogno di ulteriori riforme strutturali oltre al consolidamento di bilancio per liberare il potenziale di crescita del Paese.
La Commissione Ue "ha preso nota del rinvio" del decreto sviluppo e ne "incoraggia" l'adozione come una "questione  d'urgenza". L'Italia ha infatti  "adottato durante l'estate misure ambiziose che vanno nella giusta  direzione, ma ora e' necessario che siano seguite da un'azione  coraggiosa per rilanciare la crescita italiana".
Per questo, secondo Bruxelles, e' ora "importante" l'adozione di una "tempistica concreta" ed "obiettivi precisi" con "misure  coraggiose" per "rafforzare ulteriormente la capacita' dell'Italia di  superare l'attuale crisi".

Un programma in cinque punti per la stabilità economica e la crescita in Europa: http://ec.europa.eu/news/economy/111020_it.htm
 

 



( red / 21.10.11 )

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Roma Capitale: protocollo Alemanno-Polverini

(regioni.it) Il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini e il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, hanno sottoscritto, al termine dell'audizione da parte delle commissioni regionali 'Affari costituzionali' e 'Federalismo fiscale e Roma Capitale', il protocollo d'intesa tra i due enti in merito al secondo decreto Roma Capitale, quello che ne dovrà sancire le funzioni amministrative.
Le funzioni amministrative nell'ambito di competenza regionale saranno conferite a Roma Capitale dalla Regione con una apposita legge regionale.
E' quanto sancisce il protocollo d'intesa firmato questo pomeriggio dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini.
All'articolo 1 si decide che ''La Regione, entro 90 giorni dall'adozione dei decreti legislativi di cui all'articolo 24, comma 5, della l. 42/2009, si impegna a conferire a Roma capitale, con successiva legge regionale, funzioni amministrative nell'ambito delle materie di competenza regionale, nel rispetto dei principi indicati dall'articolo 4 della l. 59/1997 nonche' dei criteri individuati dall'articolo 9 della l.r. 14/1999 e successive modificazioni''.
All'articolo 2 si legge che ''La legge di cui all'articolo 1 definisce, inoltre, le modalita' di individuazione e assegnazione dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative da trasferire, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, nonche' le procedure, gli strumenti di raccordo, anche permanente e le forme di cooperazione strutturali e funzionali, che consentano la collaborazione e l'azione coordinata tra la  Regione e Roma capitale. La legge di cui al comma 1 disciplina altresi' - prosegue l'articolo 2 - ai sensi dell'articolo 49 dello Statuto regionale, l'esercizio del potere sostitutivo in caso di inerzia o inadempimento, da parte di Roma capitale, nel compimento, nell'ambito delle materie conferite, di atti o attivita' obbligatori per la tutela di interessi di livello superiore espressi da norme o dai programmi regionali''.
L'articolo 3, infine, stabilisce che ''Al fine di garantire che l'adozione dei decreti legislativi e della legge regionale di cui all'articolo 1 sia il risultato di un percorso condiviso dalle parti, la Regione e Roma Capitale si impegnano a costituire entro sette giorni dalla stipula del presente protocollo, un comitato tecnico paritetico composto da rappresentanti dei due enti, per l'individuazione dei tempi, modalita' e criteri del conferimento delle funzioni e dellerisorse di cui agli articoli 1 e 2''.
Il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, spiega: "Il protocollo non parla di materie  ne' di funzioni, ma stabilisce che entro sette giorni dei tecnici seguiranno i due provvedimenti. E' un passaggio direi storico che da'  il via a Roma Capitale e mette il governo nazionale nelle condizioni  di emettere il secondo decreto. Con questo protocollo, insieme al  sindaco, ci presenteremo dal ministro Calderoli, che aveva chiesto un  impegno da parte degli enti territoriali. Oggi siamo a posto e ci aspettiamo la stessa solerzia da parte del governo''.
''Oggi si stabilisce - sottolinea Polverini - con un protocollo che  il secondo decreto di Roma Capitale, che riguarda funzioni statali,  attiene esclusivamente al governo, mentre tutto cio' che e' materia di competenza (costituzionale o per delega) della Regione avverra' per  legge regionale. Nei prossimi sette giorni, si insediera' una  commissione tecnica, una commissione paritetica mista Regione  Lazio-Roma Capitale, che seguira' sia l'iter del secondo decreto  legislativo di governo sia la legge regionale che la Giunta presentera'".
La presidente Polverini ha poi sottolineato che, come  specificato nel secondo comma dell'art. 2 del protocollo, in caso di  inerzia o inadempienza da parte di Roma Capitale di funzioni ad essa trasferite tramite legge regionale, entro dei tempi stabiliti, la  Regione subentrera' nell'esercizio delle funzioni stesse.



( red / 21.10.11 )

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Edilizia residenziale pubblica e federalismo fiscale municipale

(regioni.it) La  Conferenza delle Regioni e delle Province autonome presieduta da Vasco Errani, ha approvato nella riunione del 13 ottobre un  ordine del giorno su federalismo fiscale municipale e sistema dell’ edilizia residenziale pubblica. Il testo è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it  ed il link è:
www.regioni.it/download.php?id=227568&field=allegato&module=news
Si riporta di seguito il testo integrale.
ORDINE DEL GIORNO -  FEDERALISMO FISCALE MUNICIPALE E IL SISTEMA DELL’ E.R.P.
A) Imposta municipale propria (IMUP)
1. Considerazioni generali.
Con il Decreto Legislativo 14 marzo 2011, n. 23 (G.U. n. 67 del 23.03.2011) “Disposizioni in materia di Federalismo Fiscale Municipale” è stata disciplinata la fiscalità degli Enti Locali.

Il Decreto può essere diviso in due parti: la prima contiene norme per la devoluzione delle imposte relative al periodo transitorio 2011-2013, la seconda si riferisce all’entrata in vigore a partire dal 2014 di un sistema locale di entrate fiscali proprie delle municipalità.
Gli artt. 8 e 9 introducono la nuova imposta municipale propria (IMU o IMUP) che sostituisce per la componente immobiliare l’imposta sul reddito delle persone fisiche e l’imposta comunale sugli immobili (art. 8, comma 1). L’impianto dell’imposta ricalca integralmente le regole operative dell’I.C.I..
Sono esenti dall’imposta gli immobili dello Stato e quelli posseduti nel proprio ambito territoriale da regioni, province, comuni etc. … destinati esclusivamente a compiti istituzionali.
Sono state inoltre soppresse le esenzioni per tutte le fattispecie di immobili assimilati all’abitazione principale, per legge o per regolamento, in particolare le assimilazioni per legge tra cui gli immobili IACP.
L’aliquota base è stabilita nella misura del 7,6 per mille, che si riduce alla metà nel caso di immobili locati, per cui a partire dal 2014 si “abbatterà” sugli IACP trasformati e non, un ulteriore e pesantissimo onere fiscale.
2. La proposta e conseguente emendamento
Si ritiene che nel decreto attuativo debba anche essere precisato che gli ex Iacp dovranno essere esclusi dall’applicazione dell’IMPUP, in forza dell’esclusione dall’ICI secondo le modalità riconosciute dall’art. 1 comma 3 del D.L. 27/05/2008, n.93 convertito in legge 24 luglio 2008, n.126, per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica in proprietà o in gestione agli enti medesimi.

Di seguito la proposta di integrazione al D.Lvo n.23 del 14.03.2011:
“Dopo il comma 3 dell’art.8 del D.Lvo 23/2011 è aggiunto il seguente comma 3 bis):”
L’imposta municipale propria non si applica altresì alle unità immobiliari, appartenenti alle cooperative a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dai soci assegnatari, nonché agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti Autonomi per le Case Popolari, comunque denominati.”
B) Cedolare secca
1. Considerazioni generali.
Con il Dlgs n. 23/2011 è stata introdotta anche la cosiddetta “cedolare secca” che attualmente è rivolta alle sole persone fisiche e non si applica quindi alle locazioni effettuate nell’esercizio delle attività di impresa (comprese ex Iacp).

Trattasi di imposta facoltativa perché il contribuente può scegliere se pagare la cedolare secca (21 % per i contratti a canone libero e al 19 % a quelli a canone concordato) ovvero se far tassare il reddito dell’immobile in sede Irpef. Tale imposta sostituisce, inoltre, per tutti i contratti anche l’imposta di registro e di bollo dovuto sui contratti di locazione, nonché sulla risoluzione e sulle proroghe dello stesso. Con la “cedolare secca” è sospeso l’aggiornamento Istat del canone di locazione per tutta la durata di applicazione al contratto.
E’ in fase di valutazione la possibilità di sottoporre una proposta di emendamento per la sua estensione anche alle persone giuridiche compresi gli ex IACP.
2. La proposta e conseguente emendamento
Nell’ipotesi in cui si propendesse per l’estensione della “cedolare secca” anche agli ex IACP, la proposta di emendamento potrebbe tradursi come segue:

1. "Il regime di cui all'art.3, comma 1, del D. Lgs. 14 marzo 2011 n.23 e` adottabile anche dagli Istituti Autonomi per le Case Popolari comunque denominati e, loro Consorzi , applicando l'imposta di cui al comma 2 del medesimo articolo, nella forma della circolare secca, in ragione di un'aliquota pari alla metà di quella indicata nel primo periodo dello stesso art.3, comma 2, di detto decreto legislativo; ricorrendo la condizione di cui all'ultimo periodo del medesimo articolo,la cedolare si applica ai predetti enti in ragione di un'aliquota pari alla metà di quella ivi indicata."
2. "In caso di adozione del regime di cui al precedente comma, non sono deducibili, ai fini della determinazione del reddito d'impresa dei soggetti ivi indicati, gli ammortamenti e le spese relative agli immobili i cui proventi sono assoggettati all'imposta sostitutiva prevista nel medesimo comma."
Roma, 13 ottobre 2011



( red / 21.10.11 )

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La crisi colpisce il menù degli italiani

(regioni.it)  La crisi alleggerisce il menù degli italiani. Lo sostiene una indagine Coldiretti-Swg: 'Gli italiani e l'alimentazione nel tempo della crisi'.
Il 49% degli italiani dichiara di riuscire a pagare appena le spese senza permettersi ulteriori lussi, e addirittura un 5-10% non e' in grado di garantirsi il minimo indispensabile.
Alla crisi economica si aggiunge la preoccupazione per il futuro con il 62%, secondo la ricerca, che ritiene che la situazione economica dell'Italia sia destinata a peggiorare, tanto e' vero che il 54% giudica di aver dato al Paese piu' di quanto ha ricevuto. Emerge poi, che per effetto della crisi, il 57% degli italiani ha ridotto lo spreco di cibo.
Alla crisi economica si aggiunge una forte preoccupazione per il futuro con il 62% degli italiani, secondo la ricerca, che ritiene che la situazione economica dell'Italia sia destinata a peggiorare tanto e vero che il 54% giudica di aver dato al Paese piu' di quanto ha ricevuto. Emerge poi, che per effetto della crisi, il 57% degli italiani ha ridotto lo spreco di cibo. In Italia gli sprechi alimentari equivalgono a un valore annuale di 37 miliardi di euro in grado di garantire l'alimentazione per 44 milioni di persone. Tra coloro che hanno ridotto lo spreco, il 47% lo ha fatto facendo la spesa in modo piu' oculato, il 31% riducendo le dosi acquistate, il 24% utilizzando quello che avanza per il pasto successivo e il 18% guardando con piu' attenzione alla data di scadenza.



( red / 21.10.11 )

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Spese personale Regioni e SSN: linee interpretative DL 78/10

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 13 ottobre,  ha approvato un testo che modifica un documento precedente (approvato il 10 febbraio 2011) relativo all’interpretazione del DL 78/10  in materia di contenimento delle spese di personale delle amministrazioni pubbliche per i dipendenti delle Regioni e delle Province autonome e del Servizio Sanitario Nazionale.
Il documento del 13 ottobre è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it .  Il link è:
www.regioni.it/download.php?id=227569&field=allegato&module=news



( red / 21.10.11 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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