Regioni.it

n. 1953 - martedì 17 gennaio 2012

Sommario

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UE: incontro Governo-Regioni Mezzogiorno

(regioni.it) ''Lo sviluppo del Mezzogiorno – ha detto Monti - è un contributo decisivo per una crescita sostenibile e durevole dell'Europa''.
Si è svolto a Palazzo Chigi l'incontro tra il Governo e i presidenti delle Regioni del Mezzogiorno per affrontare i temi più urgenti sul tappeto. In particolare è proseguito il lavoro iniziato il 15 dicembre scorso per definire le linee del documento ''Il Mezzogiorno per l'Europa'' che farà il punto sugli interventi in corso, in vista degli appuntamenti tra il Governo e le istituzioni UE in agenda per le prossime settimane.
Presenti all’incontro, oltre al premier Mario Monti, i ministri Corrado Passera (Sviluppo economico), Corrado Clini (Ambiente), Fabrizio Barca (Coesione territoriale) e Francesco Profumo (Istruzione), e i Presidenti delle Regioni Abruzzo (Gianni Chiodi) Basilicata (Vito De Filippo), Calabria (Giuseppe Scopetlliti), Campania (Stefano Caldoro), Molise (Michele Iorio), Puglia (Nichi Vendola), Sardegna (Ugo Cappellacci), Sicilia (Raffaele Lombardo).
“E' andato bene. E' stato molto interessante e ha fornito molti spunti'' per mettere a punto a il dossier per il Mezzogiorno ''che sara' pronto all'inizio della prossima settimana” ha spiegato il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca. ''C'e' una forte coesione tra i presidenti della Regione, i sindaci, i ministri e il Presidente del Consiglio nel capire - dice Barca- che se il l'Italia e' il volano della crescita dell'Europa, il Sud e' il volano della crescita dell'Italia''.
Il portavoce della Commissione europea ha confermato che ''La risposta dell'Italia alla Commissione Ue e, piu' in generale, il caso dei rifiuti della Campania, saranno discussi a Bruxelles il 25 gennaio durante un incontro tra il commissario Ue all'Ambiente, Janez Potocnik, e il ministro dell'Ambiente Clini''.
Il documento congiunto Govero-Regioni del Sud indicherà i seguenti principi:

• integrare politica regionale e nazionale per lo sviluppo, rafforzando i presidi di competenza offerti dal Governo centrale;

• ridurre l’incertezza dei flussi di finanza pubblica, anche con la deroga introdotta per il cofinanziamento dei fondi comunitari;

• concentrare gli interventi su un numero limitato di priorità, sviluppando l’azione del precedente Governo: scuola, sicurezza e giustizia; mobilità; cura degli anziani e dell’infanzia; interventi su frane e versanti; promozione dell’innovazione come volano di sviluppo dell’industria e dei servizi sociali;

• mettere al centro i risultati attesi e non solo i processi per conseguirli;

• offrire ai cittadini informazioni e strumenti per conoscere in tempo reale le nostre decisioni, per valutarle e per esprimere la loro motivata “voce”.

Lungo queste linee, il documento conterrà i progressi compiuti rispetto al 15 dicembre nell’attuazione del Piano di Azione Coesione (fondi regionali comunitari). Rimarcherà inoltre l’impegno in atto ad avviare l’utilizzo del Fondo Sviluppo e Coesione (fondi regionali nazionali), sulla base delle azioni concordate tra Stato e Regioni, attraverso l’attuazione degli interventi delle delibere CIPE e di nuove, imminenti delibere.
Riguardo entrambi i fondi regionali, verranno segnalati all’Europa gli specifici interventi in atto di particolare rilevanza per il rilancio dello sviluppo del Sud, e le azioni di rigore e semplificazione con cui le Regioni partecipano all’impegno dell’intero Paese in questa direzione.
Il documento conterrà anche i principali provvedimenti per il Sud già approvati dal governo: si tratta, in particolare, di 9,6 miliardi di euro sbloccati per il potenziamento delle reti infrastrutturali; dell’avvenuto superamento dello squilibrio di risorse per garantire il funzionamento dei servizi di trasporto pubblico locale; dell'impegno concreto e già in atto per colmare entro il 2013 il divario digitale, accelerando fortemente lavori e procedure.
"Nei prossimi giorni - spiega il Governo -  i tecnici dell’amministrazione centrale continueranno il lavoro a sostegno degli interlocutori delle Regioni, per la definizione della programmazione degli interventi e dei fondi alla base del documento.
Infine, nel corso della riunione il governo ha assicurato alle istituzioni locali la propria disponibilità a individuare una soluzione condivisa sul tema del trasporto ferroviario di lunga percorrenza".

 

 

 



( red / 17.01.12 )

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Mezzogiorno: i Presidenti delle Regioni, confronto con il Governo

(regioni.it) Sono prudenti i commenti dei Presidenti delle Regioni del Mezzogiorno al termine del confronto che si è tenuto a Palazzo Chigli il 17 gennaio (cfr. anche notizia precedente). “C'e' una rinnovata attenzione sul Sud che si incarna nel dossier 'Il Mezzogiorno per l'Europa' che il governo ha deciso di presentare ai pareri europei'”, ha spiegato il Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo (membro dell’ufficio di presidenza della Conferenza delle Regioni) . ''E' importante - ha aggiunto De Filippo - che il dossier parta dalle buone pratiche e dalle azioni positive che il Mezzogiorno è stato capace di mettere in campo. Nitti diceva che il pregiudizio nei confronti del Mezzogiorno non è' solo un difetto ma una tradizione e questo approccio inverte la tendenza. Noi come Regione Basilicata abbiamo scelto di proporre i Pois e le Aree programma, il primo rappresenta la capacità di offrire servizi in rete con il raggiungimento di obiettivi rilevanti specie per le fasce deboli in territori dove la scarsa densità demografica accresce i costi. Le Aree programma, invece, sono un positivo esempio di modernizzazione e contenimento della spesa, che azzerano in un solo colpo le Comunità montane (in una realtà geografica che ha il 90 per cento di territorio montano e collinare), le Ato rifiuti e idrica, portando a zero presidenze e consigli e abbattendo il costo per il funzionamento delle strutture di servizio al 50 per cento. Sono esempi - ha continuato De Filippo, attraverso l'ufficio stampa della giunta regionale lucana, di quello che il Sud riesce a fare ma c'è bisogno anche di altro. Concentrarsi sulla crescita del Sud, ridurre l'incertezza finanziaria e circoscrivere gli obiettivi sono scelte importanti per ottenere risultati. Nel confronto col Governo abbiamo fatto un buon lavoro su Università e ricerca, sulle infrastrutture, su frane e versanti, anche mettendo risorse regionali piu' importanti di quelle inizialmente previste. Ed è molto importante il lavoro che si sta facendo sul Piano di coesione. Importante non per il Mezzogiorno, ma per il Paese e per l'Europa. Il Sud dell'Italia - ha concluso - chiede infatti di essere messo nelle condizioni di contribuire al rafforzamento dell'Italia e della Ue e la sua parte la sta facendo per intero”.
Il Presidente della Regione Molise Michele Iorio (che è anche Vicepresidente della Conferenza delle Regioni) “quello di questa mattina – ha detto il Presidente Iorio -  è stato un confronto molto utile perché, tra le altre cose, ha visto la riconferma da parte del Governo di un’ampia disponibilità ad attuare tutti gli impegni assunti nell’accordo “Eurosud”, stilato con la Commissione Europea, e nel “Piano per il Sud”. Per quanto riguarda il Molise ho rappresentato l’esigenza di finalizzare l’obiettivo di rilancio infrastrutturale della regione, attraverso la velocizzazione delle procedure per l’appalto della Termoli - San Vittore ormai giunte a conclusione. Oltre questo Tavolo si è stabilito poi che, nell’ambito delle politiche di rilancio del Mezzogiorno, si rafforzerà il rapporto Regioni-Governo attraverso i singoli Ministeri per le varie problematiche che riguardano la questione della difesa del suolo, lo sviluppo, l’università e ricerca, la scuola, i nuovi modelli di governance del territorio e gli aiuti alle imprese. Infine si sta ragionando su come attuare nuovi modelli di aiuto alle imprese per sostenerne l’attività e quindi la ripresa dell’occupazione”.
Secondoil Presidente della Campania è stato “rafforzato un lavoro comune su proposte concrete e su come usare bene le risorse per il Sud", ha detto Stefano Caldoro, al termine dell'incontro tra autonomie locali del Sud e governo. "Noi chiediamo che le risorse nazionali siano sicure e certe - ha aggiunto - E inoltre abbiamo un problema di liquidità”. "Abbiamo avviato un lavoro comune molto positivamente e in continuità con quanto fatto dal governo precedente e dall'ex ministro Fitto", ha sottolineato il Presidente. La Campania ha portato al tavolo, come buone pratiche, l'esempio della "portualità -interportualità del porto di Napoli, che si allarga a Salerno nell'ottica di un grande hub del Mediterraneo”.
Il tema del trasporto ferroviario preoccupa fortemente il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola: “Vogliamo sapere se un amministratore delegato puo' praticare la via della secessione e su questo il governo deve rispondere", ha detto Vendola, riferendosi al taglio dei treni per il Sud da parte delle Ferrovie. "Ho provato a mettere in discussione globalmente la politica ferroviaria in Italia - ha detto - ho posto il problema che è difficile parlare di Sud quando le Ferrovie tagliano in due l'Italia". Secondo Vendola le ferrovie hanno "squalificato l'offerta per depotenziare la domanda. Ma la domanda continua ad esserci".
Il tema del trasporto ferroviario è stato sollevato anche dal Presidente  della Calabria che ha anzi sottolineato come “gran parte delle Regioni ha sollecitato l'intervento immediato del governo sulle decisioni di Trenitalia riguardo ai treni a lunga percorrenza. Passera ha detto che a brevissimo, probabilmente, avremo un riscontro positivo,  Giuseppe Scopelliti, ha poi aggiunto che è stato comunque “avviato un importante confronto sullo sviluppo del Sud. Il metodo di lavoro è interessante. Abbiamo messo in campo le buone pratiche e ciò serve anche a far comprendere le scelte del territorio". La Calabria ha portato all'attenzione del governo, come esempio il “porto di Gioia Tauro” e l'accordo quadro che punta a farlo diventare "sempre di piu' un porto hub". L'altra proposta riguarda le unioni dei comuni, ha proseguito Scopelliti, sulla strada "di una riorganizzazione degli enti”.
Il presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo ha ricordato la sperimentazione della “la fiscalità di vantaggio” e il suo straordinario successo, “con il credito di imposta per gli investimenti. Una fiscalità' diversa, alla quale, se potessimo destinare molto più dei 120 milioni che abbiamo destinato, anche un miliardo, perché no, riconvertendo i fondi strutturali, convincendo l'Europa, credo che sia lo strumento, il motore dello sviluppo, molto più efficace che non l'impiego di fondi strutturali che comportano difficoltà e che ogni anno riusciamo a stento a risparmiare dal disimpegno”.
Il Presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci, rivolgendosi direttamente al presidente del Consiglio, Mario Monti,ha ricordato che “la Sardegna vive in queste  ore una fase di grave preoccupazione per quanto annunciato dalla  multinazionale americana Alcoa. Mentre progettiamo il futuro occorre  salvaguardare l'esistente affinché i lavoratori, le loro famiglie e i territori non siano messi in una condizione di sofferenza nel corso di questa complessa fase di transizione”. “Prima di approfondire i progetti relativi alla scuola digitale e al progetto Smart city-Sardegna CO2.zero, relativo alla promozione  dell'economia verde e dello sviluppo sostenibile. Occorre un'azione  forte, coesa, determinata delle Istituzioni - ha detto Cappellacci - affinché i lavoratori e il territorio non siano lasciati in una  condizione di sofferenza in questa fase di transizione tra il modello  economico sociale ereditato dal passato e quello che stiamo preparando per le future generazioni”.
Dal Governo Monti ''serve piu' attenzione per la ricostruzione dell'Aquila'', a chiederlo il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, rispondendo ad una domanda sulla ricostruzione post sisma all'uscita da Palazzo Chigi. ''Oggi l'oggetto della riunione non era quello della ricostruzione - ha detto Chiodi - ma all'Aquila ci sono tante partite ancora aperte sulle quali ci dobbiamo confrontare con il Governo centrale''. Chiodi ha anche annunciato che a febbraio i ministri Profumo e Barca saranno nel capoluogo abruzzese.

[Puglia] Trenitalia, lotta alla povertà, sanità e politiche industriali - Incontro con il governo Monti - Vendola: “Non è più il tempo dell'attesa”

[Molise] Il Presidente Michele Iorio a Palazzo Chigi per l'incontro di Monti con i Presidenti del Sud

[Basilicata] De Filippo, più Sud per rafforzare l’Italia

[Sardegna] ALCOA, CAPPELLACCI A GOVERNO MONTI: "MENTRE PROGETTIAMO IL FUTURO, DIFENDIAMO L'ESISTENTE"



( red / 17.01.12 )

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Bankitalia: sono diminuiti nel 2011 fabbisogno Stato e indebitamento pubblico

(regioni.it) Dall'analisi dell’ultimo Bollettino Economico di Bankitalia emerge che le tre manovre correttive disposte dall'Italia fra luglio e dicembre hanno effetti strutturali valutati in circa 80 miliardi di euro e dovrebbero assicurare nel 2013 un avanzo primario nell'ordine del 5% del Pil.
Nel contempo, afferma sempre Bankitalia, un ritorno dello spread fra Btp e Bund ai livelli della scorsa estate, intorno ai 300 punti, contro gli attuali 500, permetterebbe all'economia italiana di ''riprendersi piu' rapidamente'' con un calo del Pil dell'1,2% nel 2012 (rpt 2012) e una crescita di +0,8% nel 2013.
In un anno, dall'ultimo trimestre 2010 allo stesso periodo 2011, la capitalizzazione delle società italiane in Borsa e' scesa di quasi 100 mld, per l'esattezza 93 mld (da 425 a 332 mld) con un'incidenza scesa dal 27 al 21% del Pil.
L'incertezza sulle prospettive di crescita è straordinariamente elevata. L'aggravarsi della crisi del debito sovrano e i segnali di rallentamento internazionale determinano un peggioramento delle prospettive di crescita, sia in Italia sia nell'area dell'euro. Per il nostro paese gli scenari possibili variano molto e dipendono dagli sviluppi della crisi del debito sovrano e dai suoi riflessi sulla capacità di prestito delle banche.
In Italia l'attività economica ha risentito del quadro interno e internazionale. Nel terzo trimestre del 2011 il PIL dell'Italia è diminuito dello 0,2 per cento sul periodo precedente; secondo le nostre stime, sarebbe sceso anche nel quarto trimestre. La debolezza della domanda interna è confermata dagli indicatori più recenti e dalle opinioni delle imprese. La dinamica del prodotto risente del rialzo dei costi di finanziamento, per l'aggravarsi della crisi del debito sovrano, e del rallentamento del commercio mondiale, che comunque continua a fornire sostegno all'attività economica. In riduzione della domanda interna operano anche le manovre correttive di finanza pubblica, peraltro indispensabili per evitare più gravi conseguenze sull'attività economica e sulla stabilità finanziaria. La competitività delle imprese è lievemente migliorata grazie al deprezzamento dell'euro.
Il recupero dell'occupazione si è arrestato. Il recupero dell'occupazione iniziato nell'ultimo trimestre del 2010 si è arrestato negli ultimi mesi dello scorso anno: in ottobre e in novembre vi sarebbero stati un calo degli occupati e una ripresa del tasso di disoccupazione, che tra i più giovani ha raggiunto il 30,1 per cento. Anche se continua a ridursi il ricorso alla Cassa integrazione, peggiorano le attese delle imprese circa i loro livelli occupazionali.
Nel 2011 il fabbisogno finanziario dello Stato e l'indebitamento netto del settore pubblico sono diminuiti. Nel 2011 il fabbisogno del settore statale è sceso al 3,9 per cento del PIL, dal 4,3 del 2010. L'indebitamento netto dovrebbe essersi collocato in prossimità del livello (3,8 per cento del PIL) stimato dal Governo all'inizio di dicembre, con una significativa flessione rispetto al livello del 2010 (4,6 per cento del PIL). L'incidenza del debito sul prodotto, pari al 118,4 per cento nel 2010, si sarebbe collocata in prossimità del 120 per cento; l'incremento sarebbe inferiore a quello stimato per la media degli altri paesi dell'area dell'euro.
La correzione strutturale dei conti pubblici è nell'ordine di cinque punti percentuali di PIL. Secondo le valutazioni ufficiali, la manovra riduce l'indebitamento per oltre 20 miliardi di euro (1,3 punti percentuali del PIL) in ciascun anno del triennio 2012-14. Inoltre, essa reperisce le risorse (circa 15 miliardi nel 2013) necessarie a finanziare un insieme di interventi in favore della crescita e a ridimensionare quella parte della riduzione del disavanzo che era stata rinviata all'attuazione della riforma fiscale e assistenziale. La correzione deriva in larga misura da aumenti di entrate; i risparmi di spesa sono però crescenti nel triennio; le misure in materia previdenziale esplicheranno pienamente i loro effetti su un arco temporale ampio. Nel complesso, le tre manovre correttive disposte tra luglio e dicembre hanno effetti strutturali valutati in circa 80 miliardi e dovrebbero assicurare nel 2013 un avanzo primario nell'ordine del 5 per cento del PIL negli scenari macroeconomici delineati in questo Bollettino.
È urgente rendere operativi gli strumenti europei per la stabilità finanziaria. Politiche ambiziose per ripristinare la fiducia e garantire la normalizzazione delle condizioni di mercato sono indispensabili anche a livello europeo. È essenziale mettere in atto tutti gli elementi delle nuove regole di governo economico dell'Unione europea approvate di recente. Nel contempo, è importante che sia reso rapidamente operativo il rafforzamento degli strumenti europei per la stabilità finanziaria, quali l'EFSF e l'ESM, aumentandone l'efficacia e sfruttandone tempestivamente le potenzialità.

 

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( red / 17.01.12 )

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Istat: spesa dell’industria per l’ambiente

(regioni.it) L'Istat rileva che nonostante la crisi nel 2009 la spesa complessiva per investimenti per la protezione dell'ambiente realizzata dalle imprese dell'industria è risultata pari a 2,075 miliardi di euro, in aumento del 12% rispetto al 2008. Ma degli oltre 2 miliardi di euro investiti 1,648 miliardi sono in impianti ed attrezzature per la rimozione dell'inquinamento e solo 427 milioni sono destinati a istallazioni che prevengono o riducono alla fonte l'inquinamento generato dal processo produttivo.
Nell’indagine sulla spesa dell’industria per l’ambiente si evidenzia, infatti, che il rialzo maggiore e' stato registrato per gli impianti e attrezzature di tipo 'end-of-pipe', ovvero per il controllo e l'abbattimento dell'inquinamento, che agiscono dopo che questo è stato già prodotto. Mentre sono cresciuti ad un ritmo inferiore gli investimenti in tecnologia integrata (+9,8%).
Insomma, spiega l'Istat, ''nel complesso, appare evidente come le imprese industriali realizzino prevalentemente investimenti atti a rimuovere l'inquinamento dopo che questo è stato prodotto, anzichè integrare i propri impianti con tecnologie piu' 'pulite', che contribuiscono a rimuovere alla fonte l'inquinamento generato dal processo produttivo''.
Le spese nelle attività di protezione e recupero del suolo e delle acque di falda e superficiali, nell'abbattimento del rumore, nella protezione del paesaggio e protezione dalle radiazioni e le attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla protezione dell'ambiente, assorbono complessivamente il 38,6% di quelle totali (era il 43,1% nel 2008).

 

 

Distribuzione per uso agricolo dei fertilizzanti

Nel 2010 i fertilizzanti per uso agricolo diminuiscono dello 0,9% rispetto all’anno precedente
Comunicato stampa, martedì 17 gennaio 2012

Spesa dell’industria per l’ambiente

Nel 2009 la spesa per la protezione dell’ambiente aumenta del 12% rispetto al 2008
Comunicato stampa, martedì 17 gennaio 2012

 

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( red / 17.01.12 )

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Biblioteca: Rapporto sulle Regioni (1989)

(regioni.it) Come erano le Regioni più di venti anni fa? La fotografia più nitida del regionalismo in Italia nel 1989 è quella fornita dal “Rapporto sulle Regioni” che “Regioni.it” ripropone ai suoi lettori nell’ambito dell’azione di recupero in formato digitale delle pubblicazioni curate dal Cinsedo (il Centro Interregionale Studi e Documentazione che per statuto assicura le attività di segreteria della Conferenza delle regioni e delle Province autonome) negli anni ’80 e ’90, edite dalla Franco Angeli , in qualche caso esaurite e in altri ancora presenti nel catalogo della casa editrice.
La pubblicazione nel 1989 di un “Rapporto sulle Regioni” nacque – come si legge nella IV di copertina – per rispondere “alla esigenza di fare il punto, a , venti anni di distanza, su una riforma che ha portato alla regionalizzazione dl tutto il territorio italiano e di verificare i mutamenti effettivi che sono successivamente avvenuti nelle organizzazione complessiva dello Stato”. Il Rapporto prese “in esame, in un impianto unitario, tre aspetti” che si ritenevano fondamentali per lo sviluppo e la crescita delle Regioni: quello istituzionale, quello finanziario e quello più strettamente politologico”. Il volume fu peraltro pubblicato “in un momento in cui anche l'Europa comunitaria” scopriva la Regioni come “livello di governo ottimale per la programmazione di iniziative ed interventi più vicini alle esigenze dei cittadini”.
Il libro partiva da alcuni interrogativi che ancora oggi mantengono un valore di attualità. “quali trasformazioni sono avvenute nell'amministrazione Centrale dello Stato per favorire la crescita delle Regioni? In che misura si possono attribuire alle Regioni le carenze e le disfunzioni della pubblica amministrazione? Si è mai veramente realizzato in Italia uno Stato regionale?
Nel volume sono stati analizzati ed elaborati “di numerosi dati di base, in gran parte forniti dalle stesse Regioni” ad opera di un “qualificato comitato scientifico istituito dal Cinsedo” che ha “esaminalo e interpretato in due anni di lavoro un vasto ed interessante materiale, coordinando le indagini di settore svolte da oltre trenta ricercatori ed esperti”.

Volumi pubblicati in precedenza su "Regioni.it"

Biblioteca: Interessi diffusi e questione ambientale

Biblioteca: La funzione di indirizzo e coordinamento

Questo il link per scaricare il testo del “Rapporto sulle Regioni” (1989) in formato pdf (30 Mb):
 

RAPPORTO_SULLE_REGIONI.pdf

( red / 17.01.12 )

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Censis: la sanità nel Rapporto 2011

La sanità è per gli italiani una componente decisiva della vita individuale e un pilastro del benessere collettivo

(regioni.it) Nell’ultimo rapporto 2011 del Censis sulla situazione sociale del Paese c’è un capitolo dedicato alla sanità e al rischio sostenibilità finanziaria. Il Rapporto evidenzia in particolare come rispondere nel miglior modo alle attese dei cittadini. 
Innanzitutto si afferma che la sanità “è per gli italiani una componente decisiva della vita individuale e un pilastro del benessere collettivo”. Ma le future dinamiche  in sanità dovranno superare “l'eccesso di vincoli della politica” e nel contempo dovranno coniugare nel miglior modo possibile la sostenibilità finanziaria e l'ottimizzazione dei servizi. In tal senso è fondamentale fornire a tutti i cittadini, ovunque risiedano, la stessa qualità richiesta.
E ciò va fatto in un assetto di tipo regionalista, visto che da un'indagine del Censis e del Forum per la Ricerca Biomedica sulle opinioni dei cittadini, sul tema del federalismo emerge che l'attribuzione alle Regioni di maggiori responsabilità in materia di sanità “continua a riscuotere un sostegno maggioritario tra gli italiani con il 57,3%; per il 36,6% perché con tale assetto è possibile creare una sanità più vicina alle esigenze delle popolazioni locali, per il 16% perché rappresenta un modo per responsabilizzare maggiormente gli attori del sistema, e per il 4,8% perché rispecchia l'attuale situazione di differenziazione nella sanità di varie regioni”. E’ al  Sud che c’è la quota più bassa di favorevoli.
Gli italiani spendono in salute più degli altri europei, indicando nella sanità il settore in cui più investire nei prossimi anni: “per innalzare la qualità della vita in Italia (è il 29,7% a pensarlo, mentre il 23% indica l'ambiente), e considerano le nuove cure mediche e i nuovi farmaci (il 54% degli italiani) le innovazioni tecnologiche e sociali che daranno maggiore impulso al cambiamento della vita in Italia nel futuro, più di energie rinnovabili (54%), auto elettrica (31,3%) o banda larga (9,8%)”.
Il Servizio sanitario non è solo visto quindi come un erogatore di servizi e prestazioni, ma la sanità è intesa come un sistema di promozione del benessere “sul quale fare convergere risorse personali e pubbliche per investimenti”.
 A
nche la razionalizzazione dell'uso delle risorse in sanità è sentita come una forte esigenza: è quindi da innalzare l'efficienza e l'efficacia delle risorse investite. E in tal senso emergono alcune indicazioni molto precise da parte dei cittadini: “oltre il 56% degli italiani ritiene che occorre rendere più efficienti le strutture, i servizi e il personale, il 29,4% pensa alla modulazione dei ticket rispetto al reddito disponibile, e il 29,5% richiama la necessità di controlli più rigorosi sull’attività prescrittiva dei Medici di medicina generale”.
C’è la convinzione che la domanda sanitaria non è una variabile indipendente, e che sono pertanto necessarie forme di razionalizzazione della spesa.
C’è inoltre disponibilità a valutare con attenzione uno strumento come il ticket per controllare il consumo di farmaci: “il 48,5% degli italiani valuta il ticket come uno strumento necessario per limitare l'acquisto di farmaci, mentre è il 31,4% a definirlo come una tassa iniqua ed il 17% come uno strumento inutile”.
Due sono le paure sul futuro della sanità sottolineate nel Rapporto 2011 del Censis: “quella di un'accentuazione delle differenze di qualità tra le sanità regionali (35,2%), e quella che l'interferenza della politica danneggi in, modo irreparabile la qualità della sanità (35%); seguono i timori che i problemi di disavanzo rendano indispensabili robusti tagli all'offerta (21,8%), che non si sviluppino le tipologie di strutture e servizi necessarie, come l'assistenza domiciliare territoriale (18%), che l'invecchiamento e la diffusione delle patologie croniche producano un intasamento delle strutture e dei servizi (16,3%)”.

 

 

                                 

Rapporto CENSIS 2011: La sanita' e il rischio di una sostenibilita' solo finanziaria

 

 

 



( gs / 17.01.12 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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