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Regioni.it

n. 1959 - mercoledì 25 gennaio 2012

Sommario3
- Patto salute: Conferenza delle Regioni il 26 gennaio
- Liberalizzazioni: il Decreto Legge in Gazzetta Ufficiale
- Ragioneria Generale dello Stato: stima 2010 spesa regionalizzata
- Gnudi: turismo torni a essere materia concorrente
- Lavoro: necessario confronto Governo-regioni
- Milleproroghe: gli emendamenti delle Regioni

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Patto salute: Conferenza delle Regioni il 26 gennaio

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha convocato una riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per giovedì 26 gennaio 2012, i lavori inizieranno alle ore 10.00 (Via Parigi, 11 – Roma).All’ordine del giorno il nuovo “Patto per la Salute” 2013-2015.
L’ordine del giorno della Conferenza delle Regioni può essere consultato nella sezione “conferenze” del sito www.regioni.it



( red / 25.01.12 )

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Liberalizzazioni: il Decreto Legge in Gazzetta Ufficiale

(regioni.it) “Il governo nella riunione del Consiglio dei Ministri del 20 gennaio scorso ha approvato un pacchetto di riforme strutturali per la crescita. Le riforme – si legge in un comunicato della Presidenza del Consiglio - mirano a rimuovere due grandi vincoli che hanno compresso per decenni il potenziale di crescita dell’Italia: l’insufficiente concorrenza dei mercati e l’inadeguatezza delle infrastrutture”.
IL D.L.:“Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivita'.”è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 19, del 24 gennaio 2012. DL_Urgenti_concorrenza_sviluppo_infrastrutture_240112.pdf 
“Il decreto legge rinominato dal presidente del Consiglio Monti “Cresci Italia” – prosegue il comunicato di Palazzo Chigi - consentirà nel breve periodo, di traghettare l’economia nazionale fuori dalla spirale recessiva e possibilmente, nel medio/lungo periodo, di allinearla ai ritmi di crescita dei partners europei e internazionali. Il provvedimento si basa su due pilastri: crescita ed equità.
Il primo, e più importante, pilastro è quello che dà il nome al decreto: la crescita. Nel decreto la crescita economica è stimolata anzitutto con l’eliminazione dei vincoli burocratici (nulla osta, autorizzazioni, licenze) che oggi ostacolano l’avvio delle attività d’impresa.  La promozione della crescita si accompagna all’innovazione. Si compie cioè un passo decisivo in direzione di un risultato lungamente invocato e mai portato a compimento: la valorizzazione del merito delle giovani generazioni. Premiando le capacità innovative, l’intraprendenza, la lungimiranza e la preparazione – in una parola: il merito. Ai giovani sono dedicate le norme volte a facilitarne l’ingresso sul mercato del lavoro, consentendo loro di svolgere tirocini finalizzati all’iscrizione negli albi professionali già durante l’ultimo biennio di studi, prima del conseguimento della laurea specialistica o magistrale. Sempre alle nuove generazioni si rivolgono le novità in tema di università, dove si potenzia il sistema di valutazione degli atenei e, in particolare, i risultati ottenuti dalle università nella didattica e nella ricerca. Il decreto apre alla concorrenza in materia di trasporti. Di significativo rilievo le misure assunte sul fronte infrastrutturale, che consentiranno di aprire nuovi cantieri e creare nuova occupazione, anche nel settore dell'edilizia. In particolare, si semplifica l'attività delle imprese, anche attraverso il coinvolgimento di capitali privati mediante innovativi strumenti finanziari come i project bond.  Spazio anche a misure importanti per il settore dei trasporti, a favore della portualità, della nautica e dell'autotrasporto. Quanto ai Taxi, si è stabilito di affidare l'analisi dei fabbisogni all'Autorità dei Trasporti che dovrà svolgere un’attenta istruttoria città per città, sentiti i Sindaci, per capire se è necessario aumentare il numero delle licenze.
Il secondo pilastro, quello dell’equità, è complementare rispetto al primo. Cresci Italia dà spazio alla concorrenzialità e, nuovamente, al merito. L’apertura al mercato, incidendo in modo diretto sulle politiche aziendali delle imprese (quelle di grandi dimensioni, ma anche quelle piccole) è in grado di determinare una sensibile riduzione dei prezzi, con vantaggi evidenti per i consumatori. A tutela dei consumatori sono previste anche misure che incentivano la trasparenza e la semplificazione. Si tratta, anzitutto, dei nuovi provvedimenti che aboliscono le tariffe professionali. Sono, inoltre, comprese le norme che impongono un regime di trasparenza rafforzato in tema di clausole vessatorie. È, ancora, il caso dei nuovi obblighi in tema di assicurazioni r.c. auto e di vendita di medicinali. È il caso, infine, del nuovo regime per l’esercizio delle class action, cui si potrà ricorrere più agevolmente. Ancora nell’ottica dell’equità, Cresci Italia include misure a sostegno dei soggetti più vulnerabili. Sono esemplificativi in tal senso la riduzione degli oneri di accesso ai piani di rateazione dei debiti tributari e la più ampia tutela per i consumatori a fronte di condotte ingannevoli o aggressive da parte di imprese e soggetti erogatori di servizi. Sono altresì previste misure di particolare rilievo per il settore energetico: si è avviata una procedura di separazione tra operatori e infrastrutture per creare nuove possibilità di investimento e maggiore concorrenza. Dal punto di vista del consumatore - conclude il comunicato della Presidenza del Consiglio - le norme introdotte tendono a contenere l’aumento dei prezzi energetici".
Fonte: comunicato del Consiglio dei Ministri n.11

Altre informazioni dal sito del Governo:

 



( red / 25.01.12 )

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Ragioneria Generale dello Stato: stima 2010 spesa regionalizzata

(regioni.it) La spesa regionalizzata per abitante è pari a 4.115 euro mentre la spesa totale e' di 8.333 euro. La Ragioneria Generale dello Stato ha diffuso il rapporto 2010 relativo sulla spesa statale regionalizzata: ''La regionalizzazione della spesa statale si basa sulla ripartizione territoriale dei pagamenti del bilancio dello Stato, come risultano dal Rendiconto Generale dello Stato''.
Di circa 504 miliardi di euro (503.988 milioni) di spesa totale, 249 miliardi (248.864 milioni) sono stati regionalizzati, cioè attribuiti a livello territoriale mentre una quota pari a 123 miliardi è risultata non regionalizzabile trattandosi in larga parte di partite puramente contabili, poste correttive e compensantive delle entrate o di spese dirette all'estero.
La restante parte di 132 miliardi, spiega la Ragioneria, rappresenta le erogazioni a enti e fondi, la cui spesa, articolata per regione, sara' diffusa in occasione della pubblicazione dei dati definitivi.
Nella ripartizione tra le regioni e le province autonome la quota maggiore e' rappresentata da Valle D'Aosta (11.758), Trento (9.082), Bolzano (7.486), Friuli Venezia Giulia (5.969) e Lazio (5.726).
La spesa regionalizzata minore per abitante risulta invece in Veneto (3.067) ed Emilia Romagna (3.158).
La spesa del comparto trasferimenti e amministrazioni locali risulta pari a 112.109 milioni di cui 84.968 per le regioni, 17.759 per i Comuni e le Province, 405 per enti produttivi di servizi sanitari e 8.977 per enti produttivi di servizi economici, assistenziali e culturali.

  

 

Il testo de La spesa statale regionalizzata - Anno 2010 - Stima provvisoria formato PDF - dimensione 2.66 MB

Database elaborabili



( red / 25.01.12 )

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Gnudi: turismo torni a essere materia concorrente

Interventi di Zaia e Di Dalmazio

(regioni.it) “Bisogna modificare il Titolo V della Costituzione, affinchè il turismo torni a essere materia concorrente, ''non per riappropriarci di un potere delle Regioni, ma per lavorare meglio insieme e non buttare i soldi'', afferma il ministro del Turismo, Piero Gnudi.
“Per rendere il nostro Paese competitivo sul mercato mondiale e sfruttare tutte le straordinarie potenzialità italiane - ha aggiunto - è essenziale una strategia univoca, la capacità di usare al meglio le risorse economiche, un forte coordinamento tra Stato e Regioni. E bisogna farlo subito, anche se le risorse a disposizione sono poche e il Governo e' in carica per breve tempo''.
Il coordinatore della Commissione Turismo della Conferenza delle Regioni, l'assessore Mauro Di Dalmazio (dell'Abruzzo) ha risposto al ministro che ''il problema della governance del turismo si risolve con la buona volonta''. ''Le Regioni - ha sottolineato Dalmazio - vogliono un rafforzamento dell'Enit, l'Agenzia nazionale del turismo e sono pronte a mettere alcune risorse a disposizione, ma vogliono essere coinvolte. Il turismo non può essere più il parente povero, altrimenti non serve nemmeno un ministero. Occorrono al settore chiare politiche di sviluppo''.
Mentre il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, evidenzia che ''Cio' che colpisce nelle azioni e nei pensieri di questo Governo e' il costante richiamo a quell'anima centralista dello Stato che speravamo fosse diventata minoritaria nel Paese e nella sua politica''.
''Constato invece, e me ne rammarico – dischiara Zaia – che anche il professor Gnudi e' diventato alfiere di quell'idea e di quella prassi istituzionale che tutto vuole riportare a un centro che da decenni ha gia' mostrato i suoi limiti, le sue magagne e la sua insopprimibile vocazione a non lasciare che altri facciano: soprattutto se palese che fanno meglio''.
In particolare – continua Zaia, il professor Gnudi sta teorizzando ''che il turismo gestito da Roma e dalla burocrazia di palazzo sarebbe piu' efficace rispetto all'azione svolta dai territori. Ci invita a sparare sulla Croce Rossa''.
''Poiche' non siamo ingenerosi non ricorderemo ad esempio al professor Gnudi l'incomparabile figuraccia planetaria fatta dal celeberrimo sito che avrebbe dovuto promuovere il sistema Italia - rimarca Zaia -. Dall'Oceania al Polo Nord, dagli esquimesi al popolo Maori, stanno ancora ridendo di noi''.
Per Di Dalmazio, invece, ''se veramente pensiamo che il turismo sia un asset strategico del Sistema Italia, e' chiaro che dobbiamo metterlo al centro delle politiche di sviluppo del Paese''.
''Dobbiamo entrare nell'ordine di idee - ha aggiunto Di Dalmazio - che il turismo non e' solo promozione, ma sviluppo organico e strategico in grado di coinvolgere diversi settori dell'economia del Paese: dalla formazione, alle infrastrutture, alle politiche fiscali. Le poche risorse a disposizione devono riguardare queste azioni, anche attraverso il sostegno alle imprese''. Sempre per Mauro Di Dalmazio ''e' ora che il turismo guardi avanti; bisogna individuare percorsi di lungo respiro che ci consentano di avere un piano in grado di entrare nella strategia europea delineata fino al 2020, che indica proprio il turismo soggetto di riferimento per le politiche di investimento''.
Di Dalmazio è ritornato sulla questione Enit: ''Va sicuramente potenziata e riformata, ma e' altrettanto vero che va fatto anche un programma strategico di potenziamento''. ''In questo senso – aggiunge Di Dalmazio – le Regioni, con un progetto condiviso, sono disposte in termini di risorse ad una partecipazione diretta. Circostanza, questa, non nuova se si pensa che il programma di promozione Bric dell'Enit e' finanziato con le risorse dei progetti interregionali che fanno capo alle Regioni stesse''.

 

 

 

 

 



( red / 25.01.12 )

Il Presidente Vasco Errani scrive al Ministro Elsa Fornero

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Lavoro: necessario confronto Governo-regioni

(regioni.it) “L’avvio del confronto tra il Governo e le parti sociali sulle possibili linee di riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali” rende quanto mai opportuna anche “la convocazione di un incontro con le Regioni, così da avviare il necessario confronto istituzionale su materie sulle quali le Regioni esercitano competenze legislative e amministrative”., è quanto scrive il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, in una lettera inviata al Ministro del Lavoro, Elsa Fornero.
Sull’esigenza di tale confronto si era peraltro già convenuto in occasione di un primo incontro fra lo stesso Ministro e gli Assessori Gianfranco Simoncini (Regione Toscana) e Gianni Rossoni (Regione Lombardia) in rappresentanza delle Regioni.
“Sono certo che il confronto con le Regioni - proprio in ragione del ruolo che svolgono in materia di lavoro e formazione e che ancor più saranno chiamate a svolgere a seguito delle modifiche delle competenze istituzionali introdotte dall'art. 23 della L. 214/2011 – consentirà di mettere a punto – conclude il Presidente Errani - un'efficace azione di riforma del mercato del lavoro, quanto mai necessaria per il rilancio del Paese”.



( red / 25.01.12 )

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Milleproroghe: gli emendamenti delle Regioni

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 19 gennaio ha approvato un documento che contiene gli emendamenti al Ddl di conversione in legge del decreto Milleproroghe. Il testo è stato consegnato al Governo in occasione della Conferenza Unificata (tenutasi sempre il 19 gennaio) ed è stato pubblicato  sul sito www.regioni.it , nella sezione “conferenze”. Il link al documento integrale è:
http://www.regioni.it/download.php?id=238847&field=allegato&module=news 
Gli emendamenti riguardano:

  • Proroga dei termini per l’approvazione di manovre fiscali regionali in materia di tassa automobilistica regionale
  • Differimento dei termini per l’applicazione delle disposizioni di cui al titolo II del d.lgs. n. 118/2011
  • Salvaguardia del gettito IRAP e addizionale IRPEF derivante dalle manovre fiscali regionali
  • Tassa automobilistica – interpretazione autentica decorrenza norma
  • Equiparazione fornitori
  • Patto di stabilità – adempimenti sanità
  • Rinvio fiscalizzazione trasferimenti regionali alle province

Link al testo completo:
www.regioni.it/download.php?id=238847&field=allegato&module=news



( red / 25.01.12 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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