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Regioni.it

n. 1965 - giovedì 2 febbraio 2012

Sommario3
- Liberalizzazioni: serve confronto con il Governo
- Liberalizzazioni: Polverini, parere condizionato da confronto con Governo
- Agricoltura: De Filippo, esentare immobili rurali da IMU
- Apprendistato: Simoncini, attendiamo riconvocazione del Ministro
- Cnel, Bankitalia, Isfol: differenze salariali uomini-donne
- Istat: nuove stime conti economici regionali 2007- 2009

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Liberalizzazioni: serve confronto con il Governo

Errani: "ci sono una serie di problemi che vanno risolti"

(regioni.it) Sulle liberalizzazioni è da chiarire meglio il rapporto tra la normativa nazionale e quella regionale. Ci sono infatti delle parti che richiedono una più stretta collaborazione. ''Chiediamo pertanto che si faccia un immediato confronto con il Governo'', spiega Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni.
Quindi le Regioni sono pronte ad esprimere un parere positivo alle liberalizzazioni ma a condizione dell’accoglimento di una serie di emendamenti presentati al Governo in sede di Conferenza Unificata.
Tra i temi sottoposti all’attenzione del Governo c’è la questione della tesoreria unica, delle farmacie fino al controllo sulle leggi regionali.
“Le Regioni sono favorevoli ma, per assicurare la qualità delle liberalizzazioni, poniamo un tema: definire il rapporto tra la  normativa sulla concorrenza, che va assicurata, e le funzioni  ordinamentali delle Regioni”. Così Errani ribadisce: “ci sono argomenti che richiedono una collaborazione tra governo centrale e Regioni”.
Tra le principali criticità, ha spiegato Errani ''la scelta della tesoreria unica che ci porta indietro di venti anni. Dobbiamo trovare una forma nuova e migliore per  assicurare l'obiettivo giusto che il governo si e' posto ossia quello  di accelerare i pagamenti''.
Inoltre tra gli argomenti al centro degli emendamenti proposti dalla Coneferenza delle Regioni anche quello della ''verifica e del controllo delle leggi regionali presso la presidenza del Consiglio''.
Un emendamento inoltre riguarda ''la competenza sulle farmacie'' mentre, ha concluso Errani ''sul commercio gia' abbiamo chiesto al  ministro Passera di garantire le liberalizzazioni e la concorrenza, ma di assicurare la possibilita', da parte delle Regioni, di articolare  un impianto in relazione alle funzioni legislative regionali''.
Errani ha poi ribadito:  “Le Regioni sono favorevoli ad un efficace processo di liberalizzazioni nell’interesse del Paese. Per questo motivo consideriamo che la via più corretta sia un confronto di merito su questo tema con il Governo che assicuri per un verso la qualità delle liberalizzazioni e per un altro le funzioni e le competenze delle Regioni. Allo stato attuale  ci sono una serie di problemi che vanno risolti e per questo presenteremo in Conferenza Unificata alcuni emendamenti e il nostro parere sarà legato all’accoglimento o meno di tali proposte”.



( red / 02.02.12 )

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Liberalizzazioni: Polverini, parere condizionato da confronto con Governo

(regioni.it) Sul tema delle liberalizzazioni e rispetto all’iter di conversione del Decreto Legge, “c'e' una posizione molto articolata  da parte delle Regioni”, ha spiegato  il Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, al termine della Conferenza delle Regioni. “Alcune questioni per noi sono assolutamente dirompenti - ha  spiegato - prima fra tutte la tesoreria unica che mette in effettiva difficoltà tutte le Regioni perché nel momento in cui non hanno più liquidità non solo non c'è la possibilità di andare verso quel  processo di velocizzazione dei pagamenti che e' all'origine del decreto, ma addirittura non ci sono più le garanzie per le banche che poi intervengono anche sugli sconfinamenti. E' una questione assolutamente complessa che peraltro va in contrasto col federalismo e l'autonomia delle Regioni perché sembra quasi una sorta di commissariamento amministrativo - ha aggiunto - su  questo punto il governo dovrà dare una risposta altrimenti è evidente che non potrà esserci un parere positivo delle Regioni. Ci  sono poi anche altre questioni importanti che investono in generale le liberalizzazioni, a cominciare dai trasporti". "Chiediamo un tavolo  politico - ha concluso - che tenti di dirimere queste grandi questioni e speriamo e siamo convinti che il governo ce lo vorrà concedere”.
Una posizione che il Presidente della Regione Lazio ha poi ribadito al termine della Conferenza Unificata del 2 febbraio: “abbiamo condizionato il nostro parere – spiega Renata Polverini - all'accoglimento degli emendamenti presentati e abbiamo chiesto un tavolo politico al quale dovranno partecipare anche gli altri ministri interessati. Il ministro Gnudi si è fatto portavoce di questa richiesta da parte delle Regioni. Siamo in attesa - ha aggiunto - di sapere dal governo se c'è questo tavolo e soprattutto, rispetto agli emendamenti presentati, cosa ciascun ministero intenda fare. Su alcune questioni ci sono delle condizioni che per le Regioni sono assolutamente inaccettabili, pur condividendo il percorso di liberalizzazione: in particolare su alcune questioni che investono il processo di liberalizzazione del trasporto pubblico locale. Una questione che invece a nostro avviso non è attinente con le liberalizzazioni e che non raggiunge peraltro l'obiettivo di velocizzare la spesa – ha sottolineato Polverini - ed e' assolutamente inaccettabile per le Regioni e' la tesoreria unica. Su questo si innesta un meccanismo che fa apparire una sorta di commissariamento che non è possibile accettare, perché le Regioni sono istituzioni costituzionalmente previste e hanno una Assemblea legislativa - ha concluso - e questo le pone in una situazione diversa”.



( red / 02.02.12 )

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Agricoltura: De Filippo, esentare immobili rurali da IMU

(regioni.it) E' necessario rivedere i criteri di applicazione dell'Imu all'agricoltura. Questa la posizione del presidente della regione Basilicata, Vito De Filippo, a margine della Conferenza delle Regioni che ha discusso anche dell'applicazione dell'Imu su immobili rurali. Lo comunica in una nota la regione Basilicata. Le Regioni chiedono anche l'immediata apertura di un tavolo di confronto con le Regioni volto ad individuare criteri alternativi di applicazione dell'Imu che consentano di salvaguardare gli obiettivi del decreto ''Salva Italia'' senza per questo pregiudicare la sussistenza del settore agricolo italiano.
“E' lampante - ha detto De Filippo - che la situazione degli immobili rurali rappresenta una realtà del tutto peculiare che non può essere assimilata a quella degli immobili urbani tanto sotto un profilo strategico, ossia la necessità di sostenere l'economia del settore primario, che per quel che riguarda i servizi di cui detti immobili fruiscono”.  La posizione espressa dalla conferenza e sostenuta da De Filippo, evidenzia la necessità di esentare dal pagamento dell'imposta i fabbricati rurali ad uso strumentale, o quantomeno di valutare una consistente riduzione degli oneri.



( red / 02.02.12 )

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Apprendistato: Simoncini, attendiamo riconvocazione del Ministro

(regioni.it) “In materia di apprendistato le Regioni non vogliono andare assolutamente in ordine sparso”, lo ha dichiarato Gianfranco Simoncini - Assessore della Regione Toscana, a nome del coordinamento della commissione lavoro per la Conferenza delle Regioni - con riferimento alle dichiarazioni rilasciate dal Ministro Elsa Fornero. “Le Regioni – prosegue Simoncini - riconfermano la validità dell’apprendistato come lo strumento fondamentale per l’accesso al mercato del lavoro. Non a caso le Regioni hanno già firmato un accordo con le parti sociali e il Governo che ha portato al nuovo testo unico sull’apprendistato.
Nell’incontro con il Ministro Fornero di 10 giorni fa – ricorda Simoncini -abbiamo peraltro avanzato le nostre proposte per un documento da portare in conferenza unificata sulle linee guida dell’apprendistato di primo livello. Abbiamo una certa preoccupazione in relazione ai tempi ed abbiamo sollecitato l’Esecutivo affinché siano superati i problemi relativi all’apprendistato professionalizzante.
Ora attendiamo – conclude l’assessore della Toscana - che il Ministro ci riconvochi presto per parlare non solo dell’apprendistato, ma anche delle questioni relative al mercato del lavoro su cui le Regioni hanno rilevanti competenze e di cui il Coordinamento degli assessori ha cominciato a discutere oggi con le forze sindacali ”.



( red / 02.02.12 )

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Cnel, Bankitalia, Isfol: differenze salariali uomini-donne

(regioni.it) Uno studio di Bankitalia evidenzia che c’è ancora un forte divario salariale tra uomini e donne. Le donne, tra casa e ufficio, hanno inoltre la giornata lavorativa più lunga e comunque i salari per le donne sono nettamente più bassi di quelli degli uomini. La ricerca è stata presentata in occasione degli Stati generali sul Lavoro delle donne organizzati al Cnel. Dall'indagine risulta che "oltre il 17% segnala la scadenza di un contratto a termine o stagionale, il 15,8% il licenziamento o la chiusura dell'azienda".
In Italia la ripartizione dei carichi domestici e di cura, si deduce dai dati della ricerca, è ancora "molto sbilanciata". Roberta Zizza della Banca d'Italia riporta i dati Istat secondo cui le donne svolgevano nel 2008-2009 il 76% del lavoro familiare (la quota era del 78% nel 2002 e del dell'85% nel 1989).
I dati di Bankitalia e dell'Isfol indicano che 'Il differenziale grezzo e' circa del 6% (dal minimo del 4,9% del 2000 al massimo del 7,7% del 2002).
Ma il differenziale diventa più ampio e crescente nel tempo: da 10,3% nel 1995 a 13,8% nel 2008 . E anche secondo i dati Isfol la ripartizione dei carichi domestici e di cura sia ancora ''molto sbilanciata'' e alla base della bassa partecipazione femminile al mercato del lavoro c'e' la famiglia: il 40,8% ha interrotto il lavoro per prendersi cura dei figli'.




http://www.isfol.it/Banche_Dati/index.scm

http://www.bancaditalia.it/



( red / 02.02.12 )

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Istat: nuove stime conti economici regionali 2007- 2009

(regioni.it) Più della metà del Pil è prodotto nelle regioni del Nord. Lo evidenzia una indagine dell’Istat, che pubblica le nuove stime dei conti economici regionali riferite, al momento, agli anni 2007- 2009.
Nel 2009 il Pil del Paese è stato pari a 1.526 miliardi e 790 milioni di euro, più della metà (54,4%) è prodotto nelle regioni del Nord, in cui si concentra il 45,6% della popolazione nazionale, il 21,7% nelle regioni del Centro (in cui vive il 19,7% della popolazione) e il 23,8% nel Mezzogiorno (cui corrisponde il 34,7% della popolazione).
Le regioni che contribuiscono maggiormente alla formazione del Pil sono la Lombardia (20,8% di Pil, con il 16,3% della popolazione), segue il Lazio (con il 10,8% e il 9,4% della popolazione) e il Veneto (9,3% di Pil e 8,1% di popolazione). Tra le regioni del Mezzogiorno è la Campania che ha fornito il contributo maggiore, con il 6,4% del Pil nazionale e il 9,7% della popolazione.
La graduatoria regionale vede in testa la Provincia autonoma di Bolzano/Bozen, con un Pil pro capite di oltre 35.300 euro, e in coda la Calabria con circa 16.500 euro.
Nel 2009, anno di massimo impatto della crisi economica, il Pil a prezzi correnti ha segnato una diminuzione del 3,1%, con segnali negativi in tutte le aree del Paese. La flessione è risultata particolarmente accentuata nel Nord-Ovest (-3,7%) e nel Nord-Est (-3,4%), più contenuta nel Mezzogiorno (-2,6%) e nel Centro (-2,2%). Tra le regioni che hanno contribuito maggiormente alla contrazione del Pil, si segnalano il Piemonte, con una riduzione del Pil regionale del 5,3%, il Friuli Venezia Giulia e l’Umbria con una flessione del 5,0%.
Le aree del Paese su cui la crisi economica ha, invece, avuto un impatto meno negativo sono state le Provincie Autonome di Trento (con una riduzione del Pil dell’1,5%) e Bolzano/Bozen (-0,4%), la Toscana (-1,5%) e il Molise (-1,6%).
La crisi economica ha colpito in misura significativa le attività di investimento: la contrazione degli investimenti fissi lordi a prezzi correnti, pari al 10,9% a livello nazionale, è risultata particolarmente marcata nelle regioni del Centro-Nord, dove gli investimenti sono diminuiti del 14,0%. Riduzioni significative dei consumi delle famiglie si registrano nel Mezzogiorno (-2,6%), in particolare in Campania (-3,3%) e Calabria (-3,6%).




( red / 02.02.12 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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