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Regioni.it

n. 1965 - giovedì 2 febbraio 2012

Sommario
- Liberalizzazioni: serve confronto con il Governo
- Liberalizzazioni: Polverini, parere condizionato da confronto con Governo
- Agricoltura: De Filippo, esentare immobili rurali da IMU
- Apprendistato: Simoncini, attendiamo riconvocazione del Ministro
- Cnel, Bankitalia, Isfol: differenze salariali uomini-donne
- Istat: nuove stime conti economici regionali 2007- 2009

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Istat: nuove stime conti economici regionali 2007- 2009

(regioni.it) Più della metà del Pil è prodotto nelle regioni del Nord. Lo evidenzia una indagine dell’Istat, che pubblica le nuove stime dei conti economici regionali riferite, al momento, agli anni 2007- 2009.
Nel 2009 il Pil del Paese è stato pari a 1.526 miliardi e 790 milioni di euro, più della metà (54,4%) è prodotto nelle regioni del Nord, in cui si concentra il 45,6% della popolazione nazionale, il 21,7% nelle regioni del Centro (in cui vive il 19,7% della popolazione) e il 23,8% nel Mezzogiorno (cui corrisponde il 34,7% della popolazione).
Le regioni che contribuiscono maggiormente alla formazione del Pil sono la Lombardia (20,8% di Pil, con il 16,3% della popolazione), segue il Lazio (con il 10,8% e il 9,4% della popolazione) e il Veneto (9,3% di Pil e 8,1% di popolazione). Tra le regioni del Mezzogiorno è la Campania che ha fornito il contributo maggiore, con il 6,4% del Pil nazionale e il 9,7% della popolazione.
La graduatoria regionale vede in testa la Provincia autonoma di Bolzano/Bozen, con un Pil pro capite di oltre 35.300 euro, e in coda la Calabria con circa 16.500 euro.
Nel 2009, anno di massimo impatto della crisi economica, il Pil a prezzi correnti ha segnato una diminuzione del 3,1%, con segnali negativi in tutte le aree del Paese. La flessione è risultata particolarmente accentuata nel Nord-Ovest (-3,7%) e nel Nord-Est (-3,4%), più contenuta nel Mezzogiorno (-2,6%) e nel Centro (-2,2%). Tra le regioni che hanno contribuito maggiormente alla contrazione del Pil, si segnalano il Piemonte, con una riduzione del Pil regionale del 5,3%, il Friuli Venezia Giulia e l’Umbria con una flessione del 5,0%.
Le aree del Paese su cui la crisi economica ha, invece, avuto un impatto meno negativo sono state le Provincie Autonome di Trento (con una riduzione del Pil dell’1,5%) e Bolzano/Bozen (-0,4%), la Toscana (-1,5%) e il Molise (-1,6%).
La crisi economica ha colpito in misura significativa le attività di investimento: la contrazione degli investimenti fissi lordi a prezzi correnti, pari al 10,9% a livello nazionale, è risultata particolarmente marcata nelle regioni del Centro-Nord, dove gli investimenti sono diminuiti del 14,0%. Riduzioni significative dei consumi delle famiglie si registrano nel Mezzogiorno (-2,6%), in particolare in Campania (-3,3%) e Calabria (-3,6%).




( red / 02.02.12 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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