Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 1970 - venerdì 10 febbraio 2012

Sommario3
- Foibe: le Regioni nel giorno del Ricordo
- Agenzia demanio promette dismissioni per 5 miliardi
- Agricoltura: esentare fabbricati rurali da Imu
- Agricoltura: Imu su fabbricati rurali, coro di no dalle Regioni
- Decreto semplificazioni in Gazzetta Ufficiale
- Campania: sospeso lo stop dei collegamenti marittimi

+T -T
Foibe: le Regioni nel giorno del Ricordo

(regioni.it) “E' giusto ricordare e commemorare la tragedia e la violenza delle foibe e il dramma dell'esodo dall'Istria, dal Quarnaro e dalla Dalmazia alla fine della Seconda guerra mondiale, certo condannando tutto ciò che ha sortito e provocato questi drammi, ma con ferma e convinta volontà di voler andare avanti''. E' quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in un messaggio in occasione del ''Giorno del ricordo'' della tragedia delle Foibe. “Dobbiamo conservare e coltivare la memoria facendo sì che ciò abbia oggi un effetto per quanto possibile positivo, tentando cioè di superare la memoria come fonte di rancore, perché è ovvio che la memoria rancorosa non contribuisce a rendere più unita una società, ma rappresenta solitamente un ostacolo su questo percorso. Nel dibattito parlamentare che portò, nel 2004, all'approvazione della legge che istituiva il “Giorno del ricordo” - ha aggiunto Marini - furono sottolineati i ritardi, i silenzi, le rimozioni, le reticenze, i giustificazionismi che erano stati accumulati in rapporto a quelle vicende. Oggi, a distanza di sette anni, tutte le parti politiche che approvarono quel provvedimento, devono respingere la tentazione di usare la memoria del passato come strumento politico e devono altresì evitare la tendenza ad usare l'analisi storica come strumento per l'agire politico”. “Assai lungo e complesso sarebbe spiegare ora - ha proseguito la presidente - le motivazioni di politica interna ed internazionale che hanno portato in questi ultimi cinquant'anni in Italia a rimuovere dai libri scolastici il fenomeno dell'esodo dei giuliano-dalmati e delle foibe istriane. Ciò che invece oggi si può e si deve dire è che si sta acquisendo una nuova consapevolezza sull'esodo e le foibe e la convinzione che l'esclusione di queste vicende storiche dall'insegnamento scolastico e dalla formazione della cultura nazionale non sia piu' praticabile. Un piccolo contributo, in questo senso, e' stato offerto dall'Istituto per la Storia dell'Umbria Contemporanea che, attraverso il contatto con le scuole e l'associazionismo degli esuli, in particolare la Società di Studi Fiumani, continua a conservare la memoria storica della comunità esule trasferitasi in Italia e a rilanciare non idee di anacronistici ritorni - ha concluso -, ma un dialogo democratico e interculturale con quell'area dell'Adriatico che è diventata la nuova frontiera dell'Europa comunitaria''.
Per il Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini “nel Giorno del Ricordo commemoriamo le tante vittime dell'orrore delle Foibe. Siamo vicini a chi ha perso amici e familiari in quella tragedia riaffermando con forza che il passato deve restare costante monito per non cadere mai più nell'errore, così come ribadito dal presidente Napolitano, le cui parole rappresentano il sentimento di tutti noi. Promuovere e conservare la memoria - ha aggiunto Polverini - alimentare soprattutto nei giovani la conoscenza di pagine della nostra storia che per lungo tempo sono state trascurate, come la strage delle Foibe, è il nostro impegno e dovere di italiani e di rappresentanti delle istituzioni. Per questo, come Regione, organizzeremo presso le scuole superiori iniziative per approfondire la conoscenza delle foibe, mostrando video e testimonianze”.
“Ricordare non puo' diventare un semplice atto di routine, volto ad allontanare dalla nostra coscienza collettiva una verita' scomoda e orrenda”, è questo l'appello del presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta, Augusto Rollandin, nel suo messaggio diffuso in occasione del Giorno del ricordo. “La giornata di oggi, in ricordo delle vittime delle foibe, - spiega Rollandin - si lega strettamente alle iniziative dei giorni scorsi in memoria delle vittime e degli internati dei lager nazisti, perché tutti i caduti a causa della guerra non siano dimenticati e non si debbano mai più ripetere gli errori del passato. Ma ricordare semplicemente il passato non è sufficiente: bisogna affrontare la verità, analizzarla, trarre i dovuti insegnamenti e assumere comportamenti conseguenti”. Secondo il Presidente della Regione Valle d'Aosta “ricordare è una responsabilita' per tutti e va assunta fino in fondo, perché da quelle vicende, tanto da Auschwitz quanto dalle foibe, possa scaturire lo stimolo forte verso un'indispensabile crescita intellettuale, etica e morale. Queste vicende, che hanno oggi assunto un significato simbolico ben preciso, - aggiunge ancora Rollandin - non devono essere interpretate qualcosa che non ci riguarda più. Il rispetto della vita umana, infatti, rappresenta il più alto valore umano e troppo spesso, come la storia insegna, questa semplice verità è stata dimenticata. E' accaduto, e può accadere ancora. Per questo, ricordare e' oggi un dovere di tutti”.
“Una tragedia che non va dimenticata''. Cosi' il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro. “Per rendere omaggio alle vittime innocenti e per consegnare alle giovani generazioni un messaggio di giustizia e di speranza è necessario non dividersi in queste occasioni”' aggiunge Caldoro, e  “i distinguo non servono. Le forze politiche e le Istituzioni hanno il dovere di ricordare, insieme e senza polemiche strumentali, una pagina tristissima della nostra storia”.
“Rendiamo un omaggio commosso a quella sterminata moltitudine di cittadini, vittime innocenti delle contrapposizioni e degli odi nazionalistici, della distruzione dei valori e della morale, della riduzione dell'uomo ad oggetto da manipolare”, ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi chiudendo la seduta solenne del Consiglio regionale per il 'Giorno del Ricordo' dei martiri delle Foibe. E' necessario, per Rossi, ''conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'Esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della piu' complessa vicenda del confine orientale. L'aver istituito questa ricorrenza - ha detto Rossi - è stato un atto di giustizia che, dopo molti anni di silenzio, era dovuto alle vittime e ai loro congiunti, per lungo tempo privati di quel riconoscimento pubblico che e' il segno dell'attenzione di un Paese verso le tragedie del proprio recente passato''.
“Il Molise pur in emergenza, pur dovendo affrontare tanti disagi dovuti alle eccezionali nevicate di questi giorni, non dimentica le vittime delle foibe''. A sottolinearlo e' il presidente della Regione Molise, Michele Iorio. “Non lo fa perché essi erano italiani come noi – spiega Iorio - non lo fa perché le generazioni di oggi hanno il dovere della memoria, non lo fa perché la storia di quegli anni, e le atrocità che vi si verificarono, deve insegnare all'umanità che per nessun motivo al mondo l'uomo può tollerare l'odio etnico e politico nei confronti del suo simile. Oggi le scuole sono chiuse, e le istituzioni stanno affrontando l'emergenza, ma e' bene che appena si ritornerà alla normalità tutti creino occasioni di confronto e di dibattito soprattutto con i giovani per rileggere questa triste pagina della storia onorando così chi perse la vita in quell'occasione e chi ebbe a soffrire umiliazioni immense dovendo lasciare la propria casa in Istria per iniziare un difficile e altrettanto umiliante tragitto da profugo in Italia”.

 



( red / 10.02.12 )

+T -T
Agenzia demanio promette dismissioni per 5 miliardi

(regioni.it)  L'Agenzia del Demanio ha in gestione un portafoglio di 46.000 beni immobiliari per un valore pari a 55 miliardi di euro e punta a ''dismissioni per 5 miliardi non necessariamente di immobili''. E' quanto ha affermato il direttore Stefano Scalera a margine di un incontro a Milano con gli operatori del settore. Del portafoglio complessivo di immobili in gestione, Scalera ha precisato che ''circa 20.000 sono in uso alle amministrazioni pubbliche e 26.000 sono immobili non strumentali, con una ripartizione del valore proporzionale'' tra le due categorie di immobili. Tra i beni non strumentali l'Agenzia conta immobili per un valore di ''circa 2,3 miliardi di euro'' destinati ad essere conferiti ali enti locali in virtù del ''federalismo demaniale''. Tra questi la Caserma Cavalleria di Torino, su cui e' stato appena siglato un protocollo d'intesa con il Comune, che prevede la permuta dell'immobile con altre strutture comunali. A fronte di un ''mercato ingolfato'', la strategia dell'Agenzia e' ''fare leva sulle concessioni'', come quella cinquantennale che ha interessato Villa Tolomei, un complesso in degrado di circa 170.000 metri quadri a circa 4 Km a sud-ovest di Firenze, che prevede l'avvio di un'attività alberghiera.
“'In questo modo - ha spiegato Scalera - l'immobile resta di proprietà dello Stato ed al servizio del territorio''. ''Dopo 50 anni, allo scadere della concessione, - ha aggiunto – viene restituito allo Stato un edificio completamente funzionante''. L'Agenzia, poi, guarda al mercato internazionale e prevede di pubblicare sul proprio sito gli estratti dei bandi di gara in inglese ed altre lingue e di operare in collaborazione con le ambasciate italiane.



( red / 10.02.12 )

+T -T
Agricoltura: esentare fabbricati rurali da Imu

Ordine del giorno della Conferenza delle Regioni del 2 febbraio

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella riunione del 2 febbraio ha approvato un ordine del giorno con cui si chiede, fra l’altro, di esentare dal pagamento dell’IMU i fabbricati rurali ad uso strumentale, o quantomeno che si valuti la possibilità di una consistente riduzione degli oneri, attualmente previsti per gli stessi, con particolare riferimento a quelli dislocati in aree svantaggiate. Il documento è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it ed il link è:
http://www.regioni.it/download.php?id=240490&field=allegato&module=news 
Si riporta di seguito il testo integrale.
ORDINE DEL GIORNO IN MATERIA DI APPLICAZIONE DELL’IMU ALLE AZIENDE AGRICOLE 
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome,
VISTA la legge n. 214 del 2011 di conversione del decreto legge n. 201 del 2011, recante “Disposizioni urgenti per la crescita l’equità e il consolidamento dei conti pubblici” la quale prevede che l’imposta municipale unica (IMU), istituita dal decreto legislativo n. 23 del 2011, sia applicata a partire dal 2012;
PREMESSO che all’imposta (sostitutiva dell’ICI e dell’IRPEF sulla rendita catastale) risultano essere assoggettati sia i terreni agricoli, sia i fabbricati rurali;
CONSIDERATO CHE:
• si tratta di una modifica sostanziale della fiscalità, applicata al settore primario, e, in particolare, ai beni funzionali all’esercizio dell’attività agricola, che vengono assimilati, in buona parte, a puro e semplice patrimonio;
• viene meno il regime di fiscalità speciale sino ad oggi riconosciuto al settore, in virtù dei ruoli che l’agricoltore svolge e dei beni prodotti dallo stesso, non limitando, tali ultimi, alla pur essenziale produzione di cibo. Si pensi, in primis, alla salvaguardia del territorio e del paesaggio: attività connaturata all’esercizio dell’agricoltura, di cui tutti i cittadini godono, ma che, certamente, non risulta remunerata dal mercato;
• nel caso specifico, inoltre, si trattano, similmente ad un qualsiasi immobile, le stalle, i fienili o, addirittura, le strutture degli alpeggi, utilizzate, per ragioni assolutamente evidenti e indipendenti dalla volontà degli allevatori, per una piccola parte dell’anno;
• questi, come d’altra parte i terreni, costituiscono gli strumenti da lavoro dell’agricoltore e non possono, come tali, essere considerati alla stregua di pura e semplice ricchezza accumulata;
• peraltro, l’IMU va a colpire l’agricoltura in un suo punto debole, costituito dalla forte immobilizzazione di capitali a bassissima redditività;
• l’applicazione ai fabbricati rurali ad uso strumentale di un aliquota ridotta allo 0,2%, pur combinata con la facoltà riconosciuta ai comuni di ridurre dello 0,1% detta aliquota, produrrà comunque effetti devastanti, in considerazione del fatto che, a base del calcolo vengono inseriti anche i terreni. Tanto si tradurrà in un aggravio considerevole per le aziende agricole;
• pur non sottovalutando il carattere di eccezionalità della manovra finanziaria e il particolare periodo che stiamo vivendo, emerge una forte preoccupazione circa gli effetti che l’applicazione di questa nuova imposta possa avere su un settore strutturalmente fragile, dal punto di vista economico, ed alle prese con gli effetti di una crisi particolarmente grave;
• l’applicazione dell’IMU potrebbe, verosimilmente, accelerare il processo di dismissione del settore agricolo, che l’ultimo censimento ha fotografato in modo inequivocabilmente in declino. L’appesantimento tributario si pone in antitesi, anche, rispetto agli auspicati, e mai attuati, interventi di politica agraria nazionale indispensabili per lo sviluppo di questo comparto;
• ad essere colpite maggiormente potrebbero essere le aree a minor redditività (montagna ed aree svantaggiate in genere), che spesso collimano con territori di particolare pregio ambientale e paesaggistico; l’abbandono dell’attività agricola, in tali casi, determinerebbe conseguenze devastanti ed irreversibili a danno dell’intera collettività (si pensi, in primis, alla compromissione degli equilibri idrogeologici);
• si tratta di un imposta le cui indicazioni attuative appaiono oggi discutibili e contraddittorie, anche rispetto alle posizioni assunte da gran parte dei governi e dei parlamentari europei in ordine alla politica agricola comune, di cui si discute attualmente la riforma
CHIEDE AL GOVERNO
• di esentare dal pagamento dell’imposta i fabbricati rurali ad uso strumentale, o quantomeno si valuti la possibilità di una consistente riduzione degli oneri, attualmente previsti per gli stessi, con particolare riferimento a quelli dislocati in aree svantaggiate;
• di rivedere il meccanismo di calcolo relativo ai terreni condotti dagli agricoltori, in considerazione delle peculiarità del settore agricolo che, sino ad oggi, hanno determinato l’applicazione di specifiche regole fiscali;
• l’immediata apertura di un tavolo di confronto, Governo-Regioni, volto ad individuare criteri alternativi di applicazione dell’IMU, tali da consentire di salvaguardare gli obiettivi del decreto “Salva Italia”, senza pregiudicare la sussistenza del settore agricolo italiano.
Roma, 2 febbraio 2012



( red / 10.02.12 )

+T -T
Agricoltura: Imu su fabbricati rurali, coro di no dalle Regioni

(regioni.it) L’ordine del giorno della Conferenza delle Regioni con cui si chiede al Governo di esrnare la pagamento dell’Imu i fabbricati rurali ha  assunto alla luce dell’ondata di maltempo che sta sconvolgendo molte Regioni italiane una particolare valenza. Il documento nasce da una iniziativa  della Commissione agricoltura della Conferenza delle Regioni (coordinata dall’Assessore della Regione Puglia Dario Stefano) che ha recepito la proposta della Toscana di chiedere al governo di esentare totalmente dall'Imu i fabbricati di servizio all'attività agricola, come stalle, fienili, strutture di ricovero per macchine e attrezzi, come ha sottolineato nei giorni scorsi a Bologna l'assessore dell'Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni che ha poi precisato che si tratta di esentare solo gli immobili strettamente di servizio (non l'abitazione del titolare dell'attività agricola), ovvero i fabbricati senza reddito domenicale e che, ora presenti solo nel 'catasto terreni', costerebbe troppo accatastare all'urbano, rischiando di consumare così il gettito eventualmente prodotto. L’iniziativa nasce dunque da un’idea lanciata in Toscana. Se non passerà la proposta delle Regioni stalle, fienili, cantine, pollai, rimesse per attrezzi, ma anche i classici ''fabbricati strumentali'' dell'agricoltura, pagheranno la nuova Imu, ossia la tassa sugli immobili che succede alla vecchia Ici, secondo il cosidetto ''decreto Salvaitalia'' del Governo. Le conseguenze per l'agricoltura, in particolare per quella Toscana, caratterizzata da piccole aziende, rischiano di rivelarsi disastrose. Questo è sttao anche il senso dell'allarme lanciato dai presidenti di Cia Toscana (Giordano Pascucci), Coldiretti Toscana (Tullio Marcelli), Confagricoltura Toscana (Giuseppe Bicocchi), che il 18 gennaio a palazzo Strozzi Sacrati a Firenze hanno incontrato il presidente della Regione, Enrico Rossi e l'assessore all'agricoltura Gianni Salvadori. Il presidente Rossi ha raccolto tale allarme, scrivendo in proposito al Ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania, e al Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. “Crediamo - ha detto Rossi - che sia giusto in un momento come questo che ciascuno dia il suo contributo per fare uscire l'Italia dalla crisi. Pertanto l'Imu va pagata anche sulle case, i terreni e i fabbricati destinati all'agriturismo. Ci pare però che sia sbagliato e punitivo far pagare l'Imu sui cosiddetti fabbricati strumentali, come i fienili, le rimesse, le cantine, le stalle e perfino i pollai (in muratura)". "Questo - ha sottolineato il presidente della Regione Toscana - significa colpire al cuore l'attività produttiva agricola, peraltro senza tenere conto del valore dell'agricoltura come presidio dell'ambiente e del paesaggio e come fattore attrattivo del turismo.'' Nella sua lettera Rossi sottolinea queste cose e chiede proprio di modificare il ''decreto Salvaitalia'', facendo salvi i fabbricati strumentali. Ma a quanto ammonterebbe la nuova IMU per questi fabbricati? Secondo i calcoli che sono stati riferiti dai rappresentanti delle associazioni di categoria, a titolo esemplificativo, un'azienda agricola che avesse 11 ettari a seminativi cerealicoli, 6 ettari a vigna, 3 ettari a oliveto e pascoli per 30 capi di bestiame, pagherebbe 400-500 euro per il magazzino, oltre 1600 euro per la cantina, circa 750 euro per la rimessa dei trattori, 900 euro per la stalla.
Il 2 febbraio la Conferenza delle Regioni ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno che chiede al governo un cambiamento per salvaguardare la situazione: del resto – ha commentato il Presidente della Basilicata Vito De Filippo, il giorno stesso della Conferenza (cfr. “Regioni.it” n. 1965)-  “è lampante che la situazione degli immobili rurali rappresenta una realtà del tutto peculiare che non può essere assimilata a quella degli immobili urbani tanto sotto un profilo strategico, ossia la necessità di sostenere l’economia del settore primario, che per quel che riguarda i servizi di cui detti immobili fruiscono. La necessità di riconsiderare l’applicazione dell’Imu a questo comparto è nei fatti”. Così il presidente della Regione Basilicata, Vito, a margine della Conferenza delle Regioni che ha discusso l’argomento.
In precedenza anche in Friuli- Venezia Giulia era stato preso in considerazione il problema : “nei rapporti con lo Stato il Friuli Venezia Giulia ha dimostrato di saper gestire una specialità responsabile e quindi chiede rispetto per questa autonomia sancita dalla Costituzione e interpretata come un servizio alla regione e a tutto il Paese”, ha affermato il Presidente della Regione, Renzo Tondo, che a Roma il 1° febbraio ha incontrato il ministro agli Affari regionali, Piero Gnudi. In quella occasione il Presidente friulano ha, fra l’altro, presentato anche emendamenti sull'Imu e sull'addizionale per l'energia.
Un cambiamento di rotta rispetto al pagamento Imu sui fabbricati rurali è stato invocato anche dal Veneto: “Va completamente rivista l’applicazione dell’Imposta Municipale sugli Immobili in agricoltura, che diventa una sorta di “pizzo” per poter lavorare la terra. Se davvero il Governo dei professori è convinto dell’importanza del settore primario nel contesto dell’economia nazionale, elimini questa angheria, il cui effetto potrebbe essere la chiusura di molte migliaia di aziende produttive”, ha detto Franco Manzato, assessore all’agricoltura del Veneto. “Come Regioni – ricorda l’assessore – abbiamo chiesto al Governo di aprire un tavolo di confronto con noi, che siamo i titolari dell’agricoltura, per individuare criteri alternativi di applicazione dell’IMU che possano garantire la massa di introiti previsti dal decreto salva Italia, senza pregiudicare l’agricoltura italiana.
Toni decisi anche in regione Lombardia: "L'andamento dell'agricoltura lombarda si mantiene positivo anche se, rispetto ai precedenti trimestri, ha subito una battuta d'arresto. Per questo Regione Lombardia intende mantenere alta l'attenzione sul comparto, anche con interventi a costo zero, come quelli realizzati sul fronte della semplificazione", ha detto Giulio De Capitani, assessore regionale all'Agricoltura, partecipando, nella sede di Unioncamere Lombardia, alla presentazione dei risultati dell'Analisi Congiunturale sull'agricoltura lombarda per il IV trimestre del 2011. "Di concerto con le altre Regioni - ha continuato De Capitani - stiamo cercando di mediare con il Governo sul tema dell'applicazione dell'IMU sui fabbricati rurali. E' stato approvato in sede di Conferenza delle Regioni un Odg (cfr. notizia precedente) in cui chiediamo di poter aprire sul tema un tavolo di confronto con il governo".
Anche la Conferenza dei presidenti dei consigli regionali, su proposta del Presidente del Consiglio regionale del Veneto Clodovaldo Ruffato, ha approvato un ordine del giorno da sottoporre alla attenzione dei Ministri competenti, delle Assemblee di tutte le Regioni e dell'Anci per il superamento delle norme sulla fiscalità agricola introdotte dal decreto ''salva Italia'' (201/2011). L'anticipo dell'entrata in vigore della imposta municipale unica (IMU) rischia di penalizzare pesantemente - sostengono i presidenti dei consigli Regionali - la filiera agricola “incidendo negativamente sui fattori produttivi”. ''Le nuove disposizioni - secondo quanto approvato nel testo anche a seguito di sollecitazione delle categorie produttive - stravolgono il regime fiscale degli immobili agricoli, siano essi terreni o fabbricati, imponendo un aggravio sugli immobili utilizzati per lo svolgimento dell'attivita' agricola con ricadute sui costi della produzione stessa. Il Presidente Ruffato ha espresso la necessita' di incontrare i rappresenti del governo quanto prima.



( Stefano Mirabelli / 10.02.12 )

+T -T
Decreto semplificazioni in Gazzetta Ufficiale

(regioni.it) Il Decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5 - recante: “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo”- è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 33, del 9 febbraio 2012.
Il testo pubblicato in Gazzetta può essere scaricato anche dal sito www.regioni.it .
Il link è:
DL_Sviluppo_090212.pdf

 



( red / 10.02.12 )

+T -T
Campania: sospeso lo stop dei collegamenti marittimi

(regioni.it) E’ stato temporaneamente sospeso lo stop dei collegamenti marittimi nel golfo,annunciato la scorsa settimana dagli armatori delle compagnie di navigazione aderenti all'Acap  dopo l'annuncio ufficiale diffuso dall'assessore Regionale ai Trasporti Sergio Vetrella, che ha assicurato alle compagnie il suo intervento per far chiarezza sulla legge approvata dal Governo, laddove vengono esclusi dall'esenzione dell'Iva sui carburanti gli armatori e le compagnie che effettuano il trasporto via mare con le isole di Capri, Ischia e Procida e l'intero comparto marittimo campano.L'esclusione dall'esenzione dell'IVA per i trasporti marittimi come quelli del Golfo di Napoli, creerebbe un evidente squilibrio economico e finanziario nei confronti delle società che effettuano collegamenti in alto mare e che continuano a godere del regime di non applicabilità dell'imposta. Uno squilibrio gravissimo, se la legge sarà applicata, con conseguenze negative per i bilanci delle società di trasporto marittimo pubblico regionale in un momento già così difficile per la crisi economica ed in particolare per i costi dei carburanti, che poterebbe come conseguenza un aumento delle tariffe da applicare ai passeggeri.
L'assessore Vetrella ha chiesto dieci giorni di tempo per discutere la problematica nella prossima commissione dei trasporti della Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome, e l'argomento e' stato gia' inserito da Vetrella nell'ordine del giorno.
In attesa di tale discussione, gli armatori aderenti all'ACAP, Medmar, Snav, Alicost, Navigazione Libera, Alilauro Gruson, Alilauro Spa, Servizi Marittimi Giuffrè Lauro, che avevano proclamato lo stato di agitazione, hanno deciso all'unanimità di attendere gli esiti dell'incontro auspicando che l'assessore Vetrella riesca a far chiarezza sull'argomento e a ripristinare gli sgravi sollevando le loro compagnie da ulteriori difficoltà economiche che gravando sui loro bilanci fanno intravedere lo spettro del fallimento.



( red / 10.02.12 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top