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Regioni.it

n. 1970 - venerdì 10 febbraio 2012

Sommario
- Foibe: le Regioni nel giorno del Ricordo
- Agenzia demanio promette dismissioni per 5 miliardi
- Agricoltura: esentare fabbricati rurali da Imu
- Agricoltura: Imu su fabbricati rurali, coro di no dalle Regioni
- Decreto semplificazioni in Gazzetta Ufficiale
- Campania: sospeso lo stop dei collegamenti marittimi

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Agricoltura: Imu su fabbricati rurali, coro di no dalle Regioni

(regioni.it) L’ordine del giorno della Conferenza delle Regioni con cui si chiede al Governo di esrnare la pagamento dell’Imu i fabbricati rurali ha  assunto alla luce dell’ondata di maltempo che sta sconvolgendo molte Regioni italiane una particolare valenza. Il documento nasce da una iniziativa  della Commissione agricoltura della Conferenza delle Regioni (coordinata dall’Assessore della Regione Puglia Dario Stefano) che ha recepito la proposta della Toscana di chiedere al governo di esentare totalmente dall'Imu i fabbricati di servizio all'attività agricola, come stalle, fienili, strutture di ricovero per macchine e attrezzi, come ha sottolineato nei giorni scorsi a Bologna l'assessore dell'Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni che ha poi precisato che si tratta di esentare solo gli immobili strettamente di servizio (non l'abitazione del titolare dell'attività agricola), ovvero i fabbricati senza reddito domenicale e che, ora presenti solo nel 'catasto terreni', costerebbe troppo accatastare all'urbano, rischiando di consumare così il gettito eventualmente prodotto. L’iniziativa nasce dunque da un’idea lanciata in Toscana. Se non passerà la proposta delle Regioni stalle, fienili, cantine, pollai, rimesse per attrezzi, ma anche i classici ''fabbricati strumentali'' dell'agricoltura, pagheranno la nuova Imu, ossia la tassa sugli immobili che succede alla vecchia Ici, secondo il cosidetto ''decreto Salvaitalia'' del Governo. Le conseguenze per l'agricoltura, in particolare per quella Toscana, caratterizzata da piccole aziende, rischiano di rivelarsi disastrose. Questo è sttao anche il senso dell'allarme lanciato dai presidenti di Cia Toscana (Giordano Pascucci), Coldiretti Toscana (Tullio Marcelli), Confagricoltura Toscana (Giuseppe Bicocchi), che il 18 gennaio a palazzo Strozzi Sacrati a Firenze hanno incontrato il presidente della Regione, Enrico Rossi e l'assessore all'agricoltura Gianni Salvadori. Il presidente Rossi ha raccolto tale allarme, scrivendo in proposito al Ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania, e al Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. “Crediamo - ha detto Rossi - che sia giusto in un momento come questo che ciascuno dia il suo contributo per fare uscire l'Italia dalla crisi. Pertanto l'Imu va pagata anche sulle case, i terreni e i fabbricati destinati all'agriturismo. Ci pare però che sia sbagliato e punitivo far pagare l'Imu sui cosiddetti fabbricati strumentali, come i fienili, le rimesse, le cantine, le stalle e perfino i pollai (in muratura)". "Questo - ha sottolineato il presidente della Regione Toscana - significa colpire al cuore l'attività produttiva agricola, peraltro senza tenere conto del valore dell'agricoltura come presidio dell'ambiente e del paesaggio e come fattore attrattivo del turismo.'' Nella sua lettera Rossi sottolinea queste cose e chiede proprio di modificare il ''decreto Salvaitalia'', facendo salvi i fabbricati strumentali. Ma a quanto ammonterebbe la nuova IMU per questi fabbricati? Secondo i calcoli che sono stati riferiti dai rappresentanti delle associazioni di categoria, a titolo esemplificativo, un'azienda agricola che avesse 11 ettari a seminativi cerealicoli, 6 ettari a vigna, 3 ettari a oliveto e pascoli per 30 capi di bestiame, pagherebbe 400-500 euro per il magazzino, oltre 1600 euro per la cantina, circa 750 euro per la rimessa dei trattori, 900 euro per la stalla.
Il 2 febbraio la Conferenza delle Regioni ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno che chiede al governo un cambiamento per salvaguardare la situazione: del resto – ha commentato il Presidente della Basilicata Vito De Filippo, il giorno stesso della Conferenza (cfr. “Regioni.it” n. 1965)-  “è lampante che la situazione degli immobili rurali rappresenta una realtà del tutto peculiare che non può essere assimilata a quella degli immobili urbani tanto sotto un profilo strategico, ossia la necessità di sostenere l’economia del settore primario, che per quel che riguarda i servizi di cui detti immobili fruiscono. La necessità di riconsiderare l’applicazione dell’Imu a questo comparto è nei fatti”. Così il presidente della Regione Basilicata, Vito, a margine della Conferenza delle Regioni che ha discusso l’argomento.
In precedenza anche in Friuli- Venezia Giulia era stato preso in considerazione il problema : “nei rapporti con lo Stato il Friuli Venezia Giulia ha dimostrato di saper gestire una specialità responsabile e quindi chiede rispetto per questa autonomia sancita dalla Costituzione e interpretata come un servizio alla regione e a tutto il Paese”, ha affermato il Presidente della Regione, Renzo Tondo, che a Roma il 1° febbraio ha incontrato il ministro agli Affari regionali, Piero Gnudi. In quella occasione il Presidente friulano ha, fra l’altro, presentato anche emendamenti sull'Imu e sull'addizionale per l'energia.
Un cambiamento di rotta rispetto al pagamento Imu sui fabbricati rurali è stato invocato anche dal Veneto: “Va completamente rivista l’applicazione dell’Imposta Municipale sugli Immobili in agricoltura, che diventa una sorta di “pizzo” per poter lavorare la terra. Se davvero il Governo dei professori è convinto dell’importanza del settore primario nel contesto dell’economia nazionale, elimini questa angheria, il cui effetto potrebbe essere la chiusura di molte migliaia di aziende produttive”, ha detto Franco Manzato, assessore all’agricoltura del Veneto. “Come Regioni – ricorda l’assessore – abbiamo chiesto al Governo di aprire un tavolo di confronto con noi, che siamo i titolari dell’agricoltura, per individuare criteri alternativi di applicazione dell’IMU che possano garantire la massa di introiti previsti dal decreto salva Italia, senza pregiudicare l’agricoltura italiana.
Toni decisi anche in regione Lombardia: "L'andamento dell'agricoltura lombarda si mantiene positivo anche se, rispetto ai precedenti trimestri, ha subito una battuta d'arresto. Per questo Regione Lombardia intende mantenere alta l'attenzione sul comparto, anche con interventi a costo zero, come quelli realizzati sul fronte della semplificazione", ha detto Giulio De Capitani, assessore regionale all'Agricoltura, partecipando, nella sede di Unioncamere Lombardia, alla presentazione dei risultati dell'Analisi Congiunturale sull'agricoltura lombarda per il IV trimestre del 2011. "Di concerto con le altre Regioni - ha continuato De Capitani - stiamo cercando di mediare con il Governo sul tema dell'applicazione dell'IMU sui fabbricati rurali. E' stato approvato in sede di Conferenza delle Regioni un Odg (cfr. notizia precedente) in cui chiediamo di poter aprire sul tema un tavolo di confronto con il governo".
Anche la Conferenza dei presidenti dei consigli regionali, su proposta del Presidente del Consiglio regionale del Veneto Clodovaldo Ruffato, ha approvato un ordine del giorno da sottoporre alla attenzione dei Ministri competenti, delle Assemblee di tutte le Regioni e dell'Anci per il superamento delle norme sulla fiscalità agricola introdotte dal decreto ''salva Italia'' (201/2011). L'anticipo dell'entrata in vigore della imposta municipale unica (IMU) rischia di penalizzare pesantemente - sostengono i presidenti dei consigli Regionali - la filiera agricola “incidendo negativamente sui fattori produttivi”. ''Le nuove disposizioni - secondo quanto approvato nel testo anche a seguito di sollecitazione delle categorie produttive - stravolgono il regime fiscale degli immobili agricoli, siano essi terreni o fabbricati, imponendo un aggravio sugli immobili utilizzati per lo svolgimento dell'attivita' agricola con ricadute sui costi della produzione stessa. Il Presidente Ruffato ha espresso la necessita' di incontrare i rappresenti del governo quanto prima.



( Stefano Mirabelli / 10.02.12 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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