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Regioni.it

n. 1975 - venerdì 17 febbraio 2012

Sommario
- "Tassa calamità": soddisfazione per bocciatura Consulta
- Il 22 febbraio Conferenza Regioni ordinaria
- Conferenza Stato-Regioni il 22 febbraio
- Conferenza Unificata il 22 febbraio
- Conferenza Unificata del 2 febbraio 2012: Documenti approvati
- Conferenza Stato-Regioni del 2/2/12: Documenti approvati

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"Tassa calamità": soddisfazione per bocciatura Consulta

Su sentenza Corte Costituzionale Spacca, Rossi, Chiodi, De Filippo, Polverini

(regioni.it)  ''La decisione della Consulta - spiega il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca – modifica profondamente lo scenario giuridico di riferimento”. La norma in questione prevedeva che per accedere ad eventuali aiuti da parte dello Stato le Regioni avrebbero dovuto elevare al massimo le proprie addizionali fiscali per reperire fondi per l'emergenza.
Dopo la notizia di giovedì 16 della sentenza della Corte Costituzionale che annulla quella che è stata chiamata “tassa calamità” o “tassa sulle disgrazie” Spacca ha chiesto lo stato di emergenza a seguito dell'eccezionale ondata di maltempo.
“Ora le situazioni di emergenza non vengono piu' definite dalla legge 10/2011, ma si ritorna al quadro normativo della 225/1992. Sulla base di queste valutazioni, gia' nella serata di ieri ho inoltrato al presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti la richiesta dello 'stato di emergenza' per le eccezionali nevicate che nelle ultime settimane hanno causato perdita di vite umane e ingenti danni su tutto il territorio''.
''La Regione Marche - sottolinea Spacca - aveva gia' richiesto lo stato di calamita' naturale, che riguarda i danni dell'agricoltura e della zootecnia, gia' stimati circa 30milioni di euro, ora fa richiesta anche dello stato di emergenza, che riguarda sia il sostegno finanziario dello Stato agli interventi messi in essere da Comuni, Province e Regione per affrontare 'il nevone', sia i danni di tutte le attivita', beni culturali compresi, fino alla sospensione di oneri o tributi''.
''Era una norma assurda,  irragionevole e soprattutto ingiusta – ha sostenuto il presidente della Toscana, Enrico Rossi - La Corte Costituzionale ci ha  dato ragione e siamo soddisfatti. Ora pero' bisogna che il governo  mantenga i suoi impegni e ci faccia arrivare al piu' presto le risorse promesse. Lunigiana, Isola d'Elba e tanti territori devastati dal  maltempo e da eventi disastrosi non possono aspettare''.
''Quella legge puniva proprio le popolazioni danneggiate – afferma Rossi - imponendo ai toscani una forma di  solidarieta' obbligatoria che andava in direzione del tutto contraria a quello spirito collaborativo che e' fondamentale per risollevare chi e' colpito da calamita'. La Toscana non si e' comunque tirata  indietro, ha fatto e sta facendo la propria parte per i territori colpiti dalle alluvioni e dall'emergenza neve. Ora pero' il governo deve far presto nel convocare le regioni per attivare in tempi rapidi tutti gli strumenti in grado di garantire tutte le risorse necessarie per far fronte agli impegni già definiti per la ricostruzione''.
La Regione Toscana ricorda che e' stata  obbligata ad applicare la ''tassa sulle disgrazie'' nell'ottobre  scorso, dopo l'alluvione che ha colpito la Lunigiana. In  quell'occasione aveva aumentato l'accisa sulla benzina di 5 centesimi  per un anno. L'intero gettito previsto - 50 milioni di euro – era stato finalizzato al ripristino della sicurezza e alla  ricostruzione delle zone colpite dal disastro. Il presidente Rossi si  era successivamente rivolto al governo Monti per chiedere di  cancellare l'Iva sull'aumento dell'accisa, definendola una ''tassa  ingiusta sulla solidarieta'''.
Anche il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, si dice soddisfatto della sentenza della Consulta: 'La decisione della Consulta che ha sancito l'illegittimità costituzionale della norma conosciuta come 'tassa sulle calamita'' mi vede pienamente soddisfatto. Sono stato sempre convinto, al pari dei presidenti delle altre Regioni ricorrenti - ha sottolineato Chiodi - che si trattasse di una norma profondamente iniqua. Infatti, andava a penalizzare cittadini gia' colpiti da eventi calamitosi, costringendoli, per giunta, a subire la beffa di un'ulteriore tassazione''.
Per il presidente della Basilicata, Vito De Filippo, era “impensabile che un livello dello stato imponesse scelte fiscali agli altri, inaccettabile la logica del ‘chi ha i guai se li piange’”.
“La decisione della Corte Costituzionale di bocciare la così detta ‘tassa sulle disgrazie ritenendola non conforme alla nostra Carta fondamentale ci dà ragione ma ancor più fiducia e speranza”. E’ il commento del Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, alla decisione con cui la Consulta ha sancito l’incostituzionalità di quelle parti della legge 10/2011 secondo cui in caso di calamità naturali, le regioni prima di poter accedere a eventuali aiuti da parte dello Stato, dovessero elevare al massimo le proprie addizionali fiscali per recuperare fondi per l’emergenza. Contro quella norma la stessa Regione Basilicata aveva promosso il giudizio davanti alla Consulta sostenendone, appunto, l’incostituzionalità.
De Filippo ritiene che “la decisione della Corte Costituzionale ci allontana da quello che era diventato l’incubo di un sistema che non conosceva la solidarietà e la coesione nazionale”.
Infine il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, dichiara che ''la sentenza di ieri della Consulta apre un nuovo scenario. A questo punto l'intervento del governo diventa fondamentale perche' oggi le Regioni, alla luce della sentenza, non devono piu' intervenire con risorse proprie e con l'aumento delle accise''.

 

 

 

 
 
 
 


( red / 17.02.12 )
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