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Regioni.it

n. 1978 - mercoledì 22 febbraio 2012

Sommario3
- Protezione Civile: affrontare la riforma della legge 10 del 2011
- Patto salute: il 23 Conferenza straordinaria
- Colozzi: contrastare sovraffollamento carceri e chiusura ospedali psichiatrici giudiziari
- Federalismo: Regioni vogliono andare avanti sulla strada intrapresa
- Audizione: Documento Regioni su federalismo fiscale
- Fondo di garanzia nazionale: botta e risposta Caldoro - Zaia

Sul fronte del trasporto pubblico locale serve un salto di qualità

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Protezione Civile: affrontare la riforma della legge 10 del 2011

(regioni.it) “Porremo al Governo la questione di lavorare insieme per affrontare la riforma della legge 10 del 2011 sulla Protezione Civile”, così il presidente Vasco Errani al termine della Conferenza delle Regioni del 22 febbraio.  
Errani ha poi spiegato che “ciò è ancora più motivato dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità  dell'aumento delle accise''.
Errani ha quindi aggiunto che le Regioni porranno sul tavolo del Governo anche ''il tema dell'emergenza neve che ha bloccato l'Italia dei giorni scorsi''.
Le Regioni chiederanno pertanto al Governo di “lavorare insieme per affrontare la riforma della legge n. 10 del 2011 sulla Protezione Civile''.
''Questo e' ancora piu' motivato dopo la sentenza della Corte Costituzionale dei giorni scorsi'' che ha bocciato la cosiddetta 'tassa sulle disgrazie', ha spiegato Errani, che è intervenuto anche sul parere Dl Semplificazioni: ''diamo un parere legato alla possibilità di costruire un accordo di collaborazione tra noi e il Governo per stabilire procedure e tempi''.
''Sul fronte del trasporto pubblico locale serve un salto di qualita', per questa ragione oggi al Governo abbiamo posto la necessita' di avviare un confronto di merito su questo tema specifico, che possa contestualmente dare un nuovo impulso al tavolo tecnico in corso, che necessariamente ha bisogno di nuove strategie sul fronte dell'efficienza'', ha dichiarato Errani al termine della conferenza Stato-Regioni del 22 febbraio.
Inoltre la recente emergenza neve, ha tenuto a sottolineare Errani, ''ha evidenziato la forte anzianita' del parco mezzi ferroviario, messo a dura prova dal maltempo che ha toccato tutto il paese, creando seri problemi alle comunicazioni. Quindi - ha concluso - mi sembra questa una buona occasione per parlare di nuovi investimenti''. 
Infine Errani - al termine della Conferenza Stato-Regioni del 22 febbraio - ha annunciato: ''il ministro per la Pubblica Amministrazione ha accettato la nostra proposta di avviare un tavolo di confronto per conoscere procedure, tempi e forme utili a promuovere le semplificazioni''.

[File Audio] Dichiarazione del Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani su parere Decreto Semplificazioni

[File Audio] Dichiarazioni del Presidente della Conferenza della Regioni Vasco Errani al termine della seduta odierna su Emergenza Neve - Riforma Protezione Civile - Organizzazione Conferenza straordinaria sanita' (22.02.2012)



( red / 22.02.12 )

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Patto salute: il 23 Conferenza straordinaria

Si parlerà anche di riforma del mercato del lavoro

(regioni.it) La prevista Conferenza delle Regioni, in seduta straordinaria, che avrebbe dovuto aprire i lavori mercoledì 22 febbraio per proseguirli giovedì è stata aggiornata direttamente a giovedì 23 febbraio, per cui non avrà luogo la prevista sessione pomeridiana del 22 febbraio.
All’ordine del giorno della seduta straordinaria che si terrà domani 23 febbraio, alle ore 10.00, una informativa della delegazione della Conferenza che ha preso parte all’incontro con il Governo e le Parti sociali del 20 febbraio scorso sulla riforma del Mercato del Lavoro e il nuovo Patto per la Salute 2012-2015.



( red / 22.02.12 )

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Colozzi: contrastare sovraffollamento carceri e chiusura ospedali psichiatrici giudiziari

(regioni.it) Le Regioni chiedono un confronto con il Governo sul Ddl che riguarda gli interventi per contrastare il sovraffollamento delle carceri e la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. Romano Colozzi - coordinatore della Commissione Bilancio della Conferenza delle Regioni - ha spiegato: “Chiediamo un confronto con il Governo, che sta accelerando molto su questo tema, per capire quale è la tempistica e quali le risorse”.
“Le risorse con le quali si vogliono garantire le infrastrutture - ha aggiunto Colozzi - derivano dal Fondo per l'edilizia sanitaria, che sta diventando una sorta di 'bancomat' e sono, tra l'altro, gia' finalizzate, nei bilanci regionali, ad altri progetti. Ci sono già accordi sottoscritti, in tal senso, tra le varie Regioni e il Governo. Di qui la richiesta di incontrare l'Esecutivo nazionale''. 
Al termine della Conferenza delle Regioni del 22 febbraio Colozzi anticipa anche che "mercoledi' e giovedi' prossimo si terranno due sedute straordinarie della Conferenza delle Regioni sulla sanita': spero che la prossima settimana si chiuda il riparto del  fondo sanitario".



( red / 22.02.12 )

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Federalismo: Regioni vogliono andare avanti sulla strada intrapresa

Audizione Comitato dei 12 in Commissione Bicamerale per il federalismo fiscale

(regioni.it)  Il federalismo fiscale è ormai fermo. Per il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ''le ultime norme varate dal governo sembrano smentire ogni volonta' di voler realizzare il federalismo fiscale''. La dichiarazione  nel corso dell'audizione del Comitato dei 12 in Commissione Bicamerale per il federalismo fiscale. Serve quindi un chiarimento con il Governo in tempi brevi anche alla luce delle norme sulla tesoreria unica relative al provvedimento sulle liberalizzazioni.
 
"La dimostrazione di questa tendenza negativa - ha sostenuto Errani - e' il provvedimento approvato sulla Tesoreria Unica, che rappresenta un chiaro passo indietro di una decina di anni, che peraltro non produrra' nessun snellimento dei pagamenti ma anzi una ulteriore complicazione".
 
Le Regioni, ha aggiunto Errani, "vogliono andare avanti sulla strada intrapresa per la realizzazione del federalismo fiscale, ma purtroppo cio' non sembra possibile''. Serve quindi ''una parola chiara da parte di Parlamento e Governo, che devono essere in grado di indicarci una direzione. Servono meccanismi che consentano l'esercizio delle funzioni delegate, verificando opportunamente le migliori condizioni utili".
Il federalismo demaniale, ad esempio, ''e' - ha ribadito Errani - allo stato completamente fermo e ormai non esistono ne' white e ne' black list; bisogna inoltre approvare anche un codice delle autonomie che sia in grado di spiegare come cambiera' lo scenario l'articolo 23 del cosiddetto decreto salva-Italia, facendo chiarezza anche sulle funzioni fondamentali, la perequazione e la legge 42, naturalmente analizzando bene le risorse effettivamente a disposizione".
Il presidente del Veneto,  Luca Zaia, ha sottolineato che “le Regioni saranno unite in una dura battaglia per il federalismo, senza il quale questo Paese non va da nessuna parte e continuerà a perpetuare antichi errori che hanno contribuito non poco a determinare l’attuale situazione di crisi interna”.
“Noi vogliamo che si vada invece avanti perlastrada che era stata intrapresa – ha ribadito Zaia – perché il federalismo in generale rappresenta oggilasolarisposta per dare più efficienza, evitare sprechi e valorizzare le capacità del territorio. Nello specifico siamo di fronte ad un sostanziale stop all’essenziale federalismo fiscale e a quello demaniale, rimasti sullacarta, mentre ogni tanto si riaffacciano tentativi di continuare lungolastrada coprire i buchi di bilancio e le diseconomie del sud semplicemente con il prelievo delle risorse delle regioni del Nord che si sforzano di mantenersi virtuose”.

Sulla tesoreria unica, in sede di Audizione del Comitato dei 12 è intervenuto anche il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota: “la norma varata dal governo sulla Tesoreria Unica è palesemente incostituzionale perché lesiva dei principi fondamentali sulle autonomie regionali”. Non è possibile che il governo – ha aggiunto Cota - ''con un decreto possa avanzare principi contrari alla nostra Carta fondamentale. Per questa ragione noi come Regione abbiamo presentato un ricorso alla Corte Costituzionale e su questo - ha sollecitato - vorremmo che la Commissione Bicamerale sul federalismo esprima una sua posizione''. Per questa ragione, ha concluso, “mi chiedo, alla luce di questi ultimi provvedimenti del governo, se ha ancora senso fare queste audizioni in Commissione Bicamerale”.

 



( red / 22.02.12 )

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Audizione: Documento Regioni su federalismo fiscale

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, il 22 febbraio, ha approvato un "Documento di Valutazioni sullo Stato di attuazione della Legge 42/2009". Il testo è stato poi illustrato dal Presidente Vasco Errani nel corso dell'audizione del Comitato dei 12 in Commissione Bicamerale per il federalismo fiscale (vedi notizia precedente).
Il documento integrale è stato pubblicato sul sito www.regioni.it nella sezione "Conferenze" ed il link è:
http://www.regioni.it/download.php?id=242922&field=allegato&module=news
Si riporta di seguito il testo integrale.
VALUTAZIONI SULLO STATO DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE 5 MAGGIO 2009, N. 42-  AUDIZIONE DEL COMITATO DI RAPPRESENTANTI DELLE AUTONOMIE TERRITORIALI DINANZI ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L’ATTUAZIONE DEL FEDERALISMO FISCALE
Il processo di riforma per il rafforzamento dell’autonomia nella responsabilità, come prefigurato dalla legge delega n. 42/09 in materia di federalismo fiscale necessita di una verifica in ordine al suo avanzamento.
La delega per l’emanazione di decreti correttivi necessari al completamento del sistema costruito dalla legge 42/09 scadrà il 21 novembre 2014.
Le Regioni hanno sollecitato il Governo, ogniqualvolta chiamate ad esprimere parere sui decreti attuativi, a dare organicità a tutta la riforma. Da ultimo, le modifiche introdotte con legislazione d’urgenza all’impianto della 42 e alle norme attuative, hanno accentuato il bisogno di fare tale verifica (come evidenziato nella scheda 1).
Inoltre, alcune disposizioni contenute nella 42 e nei decreti attuativi sono state largamente disattese nella realtà applicativa.
Il processo, comunque ancora da completare (come sinteticamente evidenziato nella scheda 2), necessita di circa 70 provvedimenti attuativi, alcuni dei quali di notevole rilevanza ai fini del raggiungimento degli obiettivi complessivi posti dalla riforma.
Le misure di finanza pubblica, connesse alla necessità di superamento della crisi economica, hanno impattato su tale processo in qualche caso incidendo anche sugli spazi di autonomia finanziaria finora attribuiti a Regioni ed Enti Locali. Appare necessario, quindi, a seguito di tale momento di verifica, coordinare il  nuovo sistema fiscale che si sta costruendo con l’assetto istituzionale che si va delineando. L’intervento legislativo in materia di Province e del conseguente nuovo ruolo delle Regioni e degli Enti Locali richiede d’intensificare, altresì, il lavoro sui costi standard. Occorre a questi fini sottolineare la asimmetria generatasi tra la legge 42/2009 con riferimento all’elenco delle funzioni fondamentali delle Province da finanziare in base ai costi standard e il nuovo quadro delle funzioni di coordinamento previsto dalla legislazione vigente.
Allo stato dei fatti emergono evidenti innovazioni, per le quali parrebbe necessario l’inserimento all’interno di un progetto organico e condiviso nei cui confronti le Regioni ribadiscono la propria disponibilità:
• la reintroduzione della compartecipazione regionale all’accisa sulla benzina precedentemente soppressa. Il D. Lgs. 68/2011 originario identificava, invece, in un grande tributo erariale (IRPEF), il pilastro della fiscalizzazione dei trasferimenti;
• l’anticipo, in via sperimentale, dell’IMU al 2012 che non è stato accompagnato dal recepimento del ruolo di adattamento della perequazione regionale fra gli Enti Locali di cui all’art. 13, co. 1, lett. h della legge n. 42/2009. Inoltre è necessario inserire nei meccanismi di perequazione anche le risorse derivanti dalla nuova TARSU;
• l’intervento di centralizzazione dei flussi di cassa attraverso la riproposizione del sistema di TESORERIA UNICA;
• la necessità di comprendere sul federalismo demaniale il ruolo attribuito all’Agenzia del Demanio nella promozione per la costituzione di società, consorzi e fondi immobiliari per la valorizzazione del patrimonio pubblico dello Stato, delle Regioni e degli Enti Locali.
Roma, 22 febbraio 2012

Scheda 1
PRINCIPALI MODIFICHE AL D. LGS. 6 MAGGIO 2011, N. 68
Art. 6 Anticipo al 2012 della manovrabilità fiscale sulle aliquote dell’Addizionale regionale IRPEF (art. 1, comma 10, lett. a) del DL 138/2011).
Art. 6 Aumento, con decorrenza 2011, dell’aliquota base dell’Addizionale regionale IRPEF dallo 0,90% all’1,23% (art. 28, commi 1 e 2, del DL 201/2011).
Art. 8 Reintroduzione della compartecipazione regionale all’accisa sulla benzina precedentemente soppressa a partire dal 2013 (art. 30, comma 3, lett. b) del DL 201/2011).
Art. 10 Soppressione della norma (comma 1) relativa all’emanazione dell’atto di indirizzo degli obiettivi di politica fiscale da adottare da parte del MEF previa intesa con le Regioni (art. 35, comma 7, del DL 1/2012)
Art. 17 Riforma IPT
(art. 1, commi 12 e 12 quater, del DL 138/2011).
Estensione della riforma IPT anche alle RSS
(art. 28, comma 11 bis, del DL 201/2011).
TESORERIA UNICA: Ripristino del regime ordinario della Tesoreria UNICA previsto dalla legge 720/1984 (art. 35, comma 8, del DL 1/2012)
PRINCIPALI PROVVEDIMENTI DA ADOTTARE

Scheda 2
Sul piano della definizione dell’impianto costruito dal legislatore, si sottolinea che è necessario adottare circa  settanta atti applicativi: amministrativi e regolamentari, oltre a quelli legislativi di completamento tra tutti, quelli riguardanti la determinazione dei costi standard delle funzioni essenziali (Sanità, assistenza, istruzione, TPL in conto capitale) e il funzionamento della perequazione.
I principali atti da adottare riguardano:
Federalismo Regionale: D. Lgs. 6 maggio 2011, n. 68.

  Reintegro dei tagli ai trasferimenti statali di spettanza regionale di cui all’art. 14, dl 78/2010 come previsto dall’art. 39, co. 3 del D. Lgs. 68/2011 senza il quale non è possibile procedere alla realizzazione del cuore della riforma del federalismo fiscale.
  Soppressione trasferimenti statali alle RSO: entro il 31 dicembre 2011 DPCM per individuazione trasferimenti da sopprimere. Art. 7. (Termine scaduto).
  Determinazione aliquota Addizionale IRPEF: entro un anno dall’entrata in vigore del D. Lgs. 68/2011 (quindi entro il 27 maggio 2012); decorrenza 2013 con riferimento all’anno d’imposta precedente.
  Modalità di attribuzione del gettito IVA e definizione dei meccanismi operativi di funzionamento del fondo perequativo: decorrenza 2013. Articoli 4 e 15. (Ancora nessun provvedimento)
  Determinazione LEP e Obiettivi di Servizio: DPCM per la ricognizione LEP.  SOSE, ISTAT e CINSEDO effettuano ricognizione dei LEP nelle RSO e relativi costi. Art. 13.
Inoltre, SOSE e IFEL stanno procedendo alla individuazione dei fabbisogni standard degli enti locali per determinazione dei fabbisogni standard riferiti alle funzioni fondamentali. Art. 5, D. Lgs. 216/2010.  
(Occorre individuare un momento di raccordo laddove tale azione interviene rispetto alle materie riservate alla legislazione concorrente delle Regioni).

 Modalità di attribuzione delle risorse derivanti dall’attività di recupero fiscale in materia di IVA (riferite alla quota di compartecipazione regionale).
  Governance nella gestione dei rapporti Regioni-Agenzia delle Entrate (banche dati, condivisione dei criteri di gestione e impiego delle risorse disponibili, Comitato regionale di indirizzo tributi compartecipati).
Federalismo demaniale: D. Lgs. 28 maggio 2010, n. 85
  Adozione dei provvedimenti per il reale conferimento dei beni demaniali a Regioni ed Enti Locali. Attualmente le aspettative emerse in sede di approvazione del D. Lgs. 85/2010, limitatosi, di fatto, a meri contenuti di principio, non risultano realizzabili nella misura attesa.
Premi e sanzioni: D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 149.
  Si segnala la necessità di porre attenzione ai provvedimenti ministeriali riguardanti le relazioni di fine legislatura e di fine mandato (art. 1 e 4 d.lgs. 149/11, introduttivo delle sanzioni e delle premialità, rispettivamente a carico e in favore di regioni ed enti locali), che si imporranno rispettivamente ai sindaci e ai Presidenti delle Regioni, in prossimità delle loro relative scadenze.
Un adempimento urgente stante l’imminenza delle prossime elezioni amministrative che vedranno, ad esempio, circa mille comuni impegnati nelle competizioni elettorali della primavera 2012.



( red / 22.02.12 )

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Fondo di garanzia nazionale: botta e risposta Caldoro - Zaia

(regioni.it) Stefano Caldoro, Presidente della Giunta regionale della Campania, risponde con un videomessaggio sul suo blog a un articolo apparso sul giornale ''La Padania'', nel quale si sostiene che il Presidente campano voglia, con la proposta del Fondo di Garanzia nazionale, togliere i soldi al Nord per portarli al Sud.”La Padania  mi attacca personalmente per la proposta di equilibrio nazionale, fatta nell'interesse del Paese, e dice che vogliamo togliere le risorse, il tesoro dei sindaci del Nord. Intanto - sottolinea Caldoro - non sono del Nord o del Sud, ma dell'intero Paese”. Per il Presidente della Campania occorre “evitare di parlare di stereotipi negativi e di un Sud sprecone. Noi abbiamo capacità di miglioramento - afferma - E' un Sud che sta cambiando, accetta la sfida ogni giorno e sta migliorando molto di più di tante Regioni del Nord”. La proposta di Caldoro e' di dar vita a un Fondo di garanzia nazionale per i pagamenti alle imprese, utilizzando le risorse che non possono essere utilizzate per il rischio di sforare il Patto di stabilità. “Questi soldi sono chiusi nei forzieri - aggiunge - ed è un delitto non spendere risorse che sono disponibili”. Caldoro ricorda che la proposta del fondo è “un modo per equilibrare nel Paese i pagamenti alle imprese, anche nazionali. Non si capisce perché le ferrovie devono essere pagate al Nord e non al Sud e lo stesso per l'Anas - dice ancora - perché dobbiamo chiudere i cantieri a Sud e creare disoccupazione”. Il Presidente della Campania sottolinea che ''sarebbero i soldi del Mezzogiorno, quelli che i cittadini del Sud, nella fiscalità generale pagano da anni per sostenere le pensioni di anzianità che vanno per 75% al Nord” e ricorda che “per continuare a seguire le bugie di una interpretazione di questo genere” che “i fondi per il Sud, nel momento della crisi”, sono stati utilizzati “per gli ammortizzatori sociali e sono andati prevalentemente lì”. “Nei momenti di difficoltà, quando il Paese deve ragionare complessivamente. non sono soldi di qualcuno contro qualcun altro - prosegue - ma un modo per riequilibrare la tenuta nazionale”.”Mi rimproverano di essere il presidente di Regione che difende come nessun altro gli interessi del Sud. Non credo si tratti di interessi del Sud fuori dal contesto nazionale - conclude - La proposta nasce dal Sud, da una Regione del Sud, ma nell'interesse di un Paese unito, di un'Italia unita”.
Dal Veneto arriva una bocciatura della proposta e una risposta decisa, quella che del Presidente, Luca Zaia: “Se vuole la rivoluzione nazionale - ha detto Zaia - vada avanti per questa strada: questo esproprio proletario mi sembra una fantasia non applicabile. Mi sembra che si riproponga il vecchio adagio – ha proseguito il presidente del Veneto - che vede nel Nord la gallina dalle uova d'oro. Non vogliamo più affrontare nuove forme di solidarietà, quando i dati ci parlano chiaramente di un Nord che paga di più e di un Sud che ha avuto più aiuti. L'unico ragionamento possibile è quello federalista – ha rilevato - anche nell'utilizzo dei soldi bloccati dal patto di stabilità: ognuno deve poter utilizzare i suoi. Mi sembra impensabile che i sacrifici dei lavoratori veneti servano per risanare il deficit di altre regioni”.
Zaia ha quindi concluso affermando che “anche a noi conviene che si sblocchi il patto di stabilità. Abbiamo un miliardo e 350 milioni bloccati e sarebbe opportuno poterli utilizzare per pagare i creditori. Anche perché ritengo che, visto che questo blocco è dovuto a parametri comunitari, se tutti li applicassero come l'Italia, tutta l'Europa sarebbe paralizzata”.



( red / 22.02.12 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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