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Regioni.it

n. 1979 - giovedì 23 febbraio 2012

Sommario3
- Errani: Patto Salute; primo consenso Regioni
- Patto Salute: definite linee di indirizzo
- Patto Salute: linee per confronto con il Governo
- Patto Salute: prossima tappa all'inizio di Marzo
- Università: collaborazione Regioni - Rettori
- Università: il testo del Protocollo Conferenza Regioni - CRUI

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Errani: Patto Salute; primo consenso Regioni

(regioni.it) ''Le Regioni hanno fatto una discussione e definito le linee guida per il confronto di merito con il Governo. C'è un primo consenso di tutte le Regioni, poi il confronto evolverà in relazione all'interlocuzione che avremo con il Governo''. Lo ha spiegato Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni del 23 febbraio, dopo la seduta sul nuovo Patto per la Salute.
“Dobbiamo continuare e promuovere un processo di innovazione in sanità, puntando sulla qualità dei servizi e la appropriatezza delle prestazioni”, ha spiegato Errani.
I livelli essenziali di assistenza e l’adeguato finanziamento del fondo nazionale sono punti sono fondamentali.
''Dobbiamo prevedere un processo di innovazione - ha detto Errani - i riferimenti sono due: la qualita' dei servizi di un sistema universalistico, quale e' il Servizio sanitario nazionale e l'appropriatezza delle prestazioni, che sono un diritto garantito dalla Costituzione. Questi due punti sono fondamentali ma il nostro giudizio sulle manovre che si sono susseguite in relazione al Fondo sanitario nazionale non hanno permesso di corrispondere pienamente a questi due obiettivi''.
''Siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità”, sottolinea Errani, che ha quindi aggiunto: ''bisogna discutere di riorganizzazione, innovazione, responsabilità nell'assicurare il governo della spesa''.
Per quanto riguarda il Patto Salute 
 "e' un lavoro che si fa insieme, i contraenti sono due e non ci possono essere soluzioni unilaterali. E servono investimenti, per rilanciare le innovazioni”. I tempi devono essere il piu' possibile rapidi: ''dobbiamo tenere insieme la riorganizzazione della sanita' avendo ben presente la qualita' dei servizi e il governo della spesa. Se non c'e' questa sintesi il problema non viene risolto, anzi viene reso piu' acuto''.
Un appunto sui piani di rientro: ''dal punto di vista della spesa si sono prodotti una serie di problemi''. In tal senso si dovranno pensare nuove regole per i piani di rientro delle Regioni in disavanzo per assicurane l’efficacia dal punto di vista della qualità dei servizi e del governo della spesa.
I
nfine in merito ai ticket, Errani sostiene che ''vanno trovati strumenti intelligenti che vadano oltre la dichiarazione dei redditi e tengano presente il numero del nucleo familiare. Soprattutto non bisogna puntare a fare cassa ma assicurare appropriatezza ed equità''.
''Sui ticket dobbiamo capire quali intenzioni ha il Governo - ha spiegato Errani - Il tema della compartecipazione va riorganizzato sul piano nazionale, avendo davanti il tema dell'equità''.



( red / 23.02.12 )

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Patto Salute: definite linee di indirizzo

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha definito oggi le linee di indirizzo per il confronto di merito con il Governo sul nuovo Patto per la Salute (2013-2015).

Si tratta di una piattaforma con la quale tutte le Regioni sottolineano che l’universalità del servizio sanitario nazionale deve assicurare i livelli essenziali di assistenza (LEA), l’appropriatezza  dei servizi resi e la garanzia dei relativi finanziamenti. In questo quadro le Regioni sono pronte a fare in fondo la loro parte promuovendo processi di riorganizzazione e di riqualificazione del sistema per assicurarne l’equilibrio economico.

E’ fondamentale garantire un adeguato finanziamento per assicurare la sostenibilità dell’attuale sistema pubblico, pregiudicato dalle ultime manovre finanziarie.

Per le Regioni sono fondamentali una serie di interventi strutturali con l’obiettivo di migliorare la qualità e l’appropriatezza dell’assistenza e i servizi resi ai cittadini: in particolare per quanto riguarda:

  1. le cure primarie con lo sviluppo di forme associative complesse;
  2. lo sviluppo delle reti che permettano una maggiore presa in carico dei cittadini, soprattutto con riferimento alla cronicità e  alla non-autosufficienza;
  3. una forte integrazione con il sistema socio-sanitario;
  4. nuove regole per i piani di rientro delle Regioni in disavanzo per assicurane l’efficacia dal punto di vista della qualità dei servizi e del governo della spesa;
  5. la garanzia di investimenti adeguati per poter sostenere le innovazioni e l’ammodernamento tecnologico delle strutture sanitarie pubbliche .


( red / 23.02.12 )

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Patto Salute: linee per confronto con il Governo

Coletto, De Filippo, Vitagliano, Polverini

(regioni.it) In merito all’approvazione da parte della Conferenza delle Regioni delle linee di indirizzo per il nuovo Patto Salute, l'assessore del Veneto Luca Coletto, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, ha spiegato che  ''La sanita' deve evolversi e riorganizzarsi ma non ha bisogno di tagli''.
Coletto aggiunge: ''in queste settimane ho trovato una grande collaborazione e senso di responsabilità da parte dei colleghi''.
Il presidente della  Regione Basilicata, Vito De Filippo: “E' noto che c'e' la volonta di tutti per confrontarsi in  maniera unitaria. Il problema rimane la previsione dei tagli che, per  le Regioni, non sono sostenibili".
Anche l'assessore al Bilancio della Regione Molise, Gianfranco Vitagliano, ha sostenuto che  ''il lavoro e' in progress: intanto abbiamo definito la piattaforma delle Regioni. Speriamo che ci siano cambiamenti sul piano delle relazioni e che vengano garantiti alle Regioni i necessari finanziamenti''.
Infine, Vitagliano ha sottolineato che ''alcune Regioni sono in difficolta' per i piani di rientro dal deficit sanitario'' e per questo, nella piattaforma definita oggi dai governatori, un punto riguarda proprio la necessita' di nuove regole per i piani di rientro.
Il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini,  ha sottolineato che "non c'e' alcun documento da parte della Conferenza delle Regioni, Abbiamo dato delle linee di indirizzo. Ora una delegazione delegazione della Conferenza delle regioni tratterà con il ministro della Salute. Ci sono alcune criticita' che, come era ovvio, si sono riscontrate nel corso della sua applicazione. Naturalmente sulle linee di indirizzo che ha la delegazione trattante – afferma Polverini - ci sono queste osservazioni. C'e' tutto l'interesse a concludere il prima possibile, arrivando alla sottoscrizione del nuovo Patto".

 



( red / 23.02.12 )

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Patto Salute: prossima tappa all'inizio di Marzo

(regioni.it) Le Regioni sono pronte ad entrare nel merito del confronto copn il Governo per la definizione del nuovo Patto per la Salute 2012-2015 : hanno definito una “piattaforma” (vedi notizia precedente)  per arrivare alla sigla con il ministero della Sanità in tempi rapidi . Un obiettivo perseguibile soprattutto se si supereranno gli ostacoli posto dalle ultime manovre finanziarie che hanno pregiudicato la sostenibilita finanziaria del SSN.
Un Giudizio sul quale concordano molti Presidenti di regione: “Siamo ad un punto in cui la sanità pubblica è in estrema difficoltà”, ha osservato il presidente della Liguria, Claudio Burlando. ''Il problema rimane la previsione dei tagli che, per le Regioni, non sono sostenibili", gli ha fatto eco il presidente della Basilicata, Vito De Filippo. Lo stesso ministro della Salute, Renato Balduzzi, sembra comunque essere pienamente consapevole del problema. ''Sono insostenibili nuovi tagli alle risorse in Sanità - ha detto, intervistato da Radio Vaticana - questo è un sistema di risorse già limitate, sotto il quale io non credo che si possa andare, perché altrimenti davvero potrebbero esserci dei problemi per la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale".
Tra le richieste delle Regioni, quella di prevedere nuove regole per i piani di rientro di quelle in disavanzo sanitario. Nei giorni scorsi il presidente del Lazio, Renata Polverini, aveva sottolineato come il piano di rientro "troppo rigido" ha creato un problema nella gestione dei pronto soccorso degli ospedali. “Se si va avanti così tutte le Regioni entreranno in piano di rientro. Ma i servizi sanitari chi li assicurerà?'', si e' chiesto su Facebook il governatore dell'Abruzzo, Giovanni Chiodi. “Dobbiamo tenere insieme la riorganizzazione della sanità avendo ben presente la qualità dei servizi e il governo della spesa. Se non c'e' questa sintesi il problema non viene risolto, anzi viene reso piu' acuto'', ha sottolineato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.
Altro tema importante secondo il Ministro della salute è l'aggiornamento dei Lea, i Livelli essenziali di assistenza: ''l'ultima versione è composta da circa seimila prestazioni, applicando il criterio dell'appropriatezza e con un lavoro di cesello facciamo uscire quelle oramai obsolete, ma entrano nuove cure per le malattie rare, la tutela della disabilità e l'epidurale", aveva detto giorni fa il ministro.  Il secondo riguarda i ticket. ''Bisogna rivedere il sistema dei ticket e delle esenzioni'', ha più volte sostenuto Balduzzi, secondo il quale “bisognerà poi prevedere più fasce di reddito calcolate in base alla composizione del nucleo familiare, considerando non solo il numero di componenti ma anche la presenza di anziani o disabili". Per Errani, ''vanno trovati strumenti intelligenti che vadano oltre la dichiarazione dei redditi e tengano presente il numero del nucleo familiare. Soprattutto, non bisogna puntare a fare cassa ma assicurare appropriatezza ed equità".
Il prossimo appuntamento è per i primi giorni di marzo, quando le linee di indirizzo messe a punto dalle Regioni saranno confrontate con lo stesso ministro della Salute per cercare di arrivare a siglare il nuovo 'Patto'.

ANSA/ SANITA': PRONTA PIATTAFORMA REGIONI SU NUOVO PATTO SALUTE BALDUZZI A RADIO VATICANA, INSOSTENIBILI NUOVI TAGLI  



( red / 23.02.12 )

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Università: collaborazione Regioni - Rettori

(regioni.it)  Il Presidente della CRUI (la conferenza dei rettori delle Università italiane), Marco Mancini, e il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome, Vasco Errani, hanno firmato un accordo di collaborazione per promuovere azioni coordinate di intervento su temi di comune interesse.
6 gli assi attorno ai quali ruota l’intesa:
Diritto allo studio. In particolare per tutto ciò che concerne: azioni congiunte di sensibilizzazione e coinvolgimento di soggetti finanziatori privati a integrazione delle risorse a disposizione degli Enti regionali; le politiche di orientamento degli studenti universitari (in special modo quello in uscita: stage anche internazionali e azioni a sostegno dell’occupabilità); l’attrattività dei sistemi universitari e dei territori. Una delle prime azioni in questa direzione sarà un accordo CRUI-Regioni che faciliti l’ingresso di giovani tirocinanti universitari nelle strutture delle Regioni che ne facciano richiesta.
Horizon 2020. In particolare per tutto ciò che concerne iniziative congiunte in vista di un’azione sinergica verso gli obiettivi dei programmi europei Horizon 2020, facilitate dalle attività di supporto e di interrelazione con i sistemi produttivi che le Regioni possono predisporre.
Sviluppo del capitale umano. In particolare per tutto ciò che concerne: la valorizzazione del Dottorato di ricerca; il placement e l’alto apprendistato; l’interconnessione con il sistema produttivo; la sinergia fra uffici placement di Regioni e Università per favorire l’occupabilità dei laureati.
Sviluppo del territorio. In particolare per tutto ciò che concerne: l'attrattività del territorio (mappatura infrastrutture di ricerca e azioni per l'accoglienza dei ricercatori stranieri); collaborazioni con altri soggetti del territorio su trasferimento tecnologico, formazione per la proprietà intellettuale e relazioni con l'industria.
Istruzione Tecnica Superiore (ITS). In particolare per tutto ciò che concerne: la definizione di un sistema italiano di alta formazione che faccia riferimento a quello europeo; il trasferimento di conoscenze di alto livello nella formazione post-secondaria creando un raccordo tra ITS e lauree di primo livello; la diffusione sul territorio delle potenzialità del sistema della formazione post-secondaria integrata; azioni di accompagnamento al sistema ITS (monitoraggio e valutazione delle attività, formazione dei formatori, organizzazione di seminari tematici di approfondimento).
Relazione tra Sistema Sanitario e Sistema Universitario. In particolare per tutto ciò che concerne; gli effetti della Legge 240/2010 sulla configurazione delle Facoltà di Medicina; l’applicazione dell’art.8 della legge 517/99, riguardante l’intesa Regioni-Università ai fini delle specificità assistenziali delle Università; le Aziende Integrate nel contesto della ricerca sanitaria e della educazione medica continua.
L’accordo sancisce l’intenzione delle Università e delle Regioni di imprimere una nuova spinta alla valorizzazione del capitale umano e dei giovani per rilanciare sviluppo e crescita.
“L’Università costruisce e diffonde saperi – ha sottolineato Marco Mancini, Presidente della CRUI – ma ciò non è più sufficiente. Il prossimo capitolo della sua storia si gioca sulla capacità di recepire i suggerimenti del territorio e di restituire giovani capaci in grado di utilizzare le conoscenze acquisite per costruire “opere” dell’uomo. Garantire il Diritto allo Studio e collaborare al consolidamento del canale formativo tecnico rappresentato dagli ITS rappresenta un punto centrale nell’azione che ogni Ateneo svolge sul proprio bacino territoriale. Così come il trasferimento tecnologico e un efficiente rapporto fra Facoltà di Medicina e Sistemi Sanitari Regionali. Un coordinamento nazionale di queste azioni, lo sviluppo di sinergie e la diffusione di best practice sono il fulcro dei tre anni di attività che questo accordo prevede e che è nostra intenzione utilizzare per garantire che i risultati di alcuni possano diventare i successi di molti”. “Le Università – ha dichiarato Vasco Errani, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome– sono un motore fondamentale dello sviluppo e del cambiamento del territorio. La convergenza di Università e Regioni diviene sempre più necessaria per uno sviluppo di qualità del Paese e per la creazione di una buona occupazione per i nostri giovani”.

Il comunicato stampa congiunto: 230212_congiunto_CRUI_Conf_Regioni_Crescita_Paese.doc.pdf



( red / 23.02.12 )

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Università: il testo del Protocollo Conferenza Regioni - CRUI

(regioni.it) la Conferenza delle Regioni del 13 ottobre 2011, ha approvato il testo di un Protocollod'intesa tra Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e CRUI (conferenza dei rettori delle università  italiane). Il protocollo è poi stato sottoscritto nella stessa giornata da Vasco Errani (Presidente Conferenza delle Regioni) e Marco Mancini ((Presidente CRUI).
Il testo è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it ed il link è:
http://www.regioni.it/download.php?id=243143&field=allegato&module=news  
Si riporta di seguito il documento integrale.
PROTOCOLLO D'INTESA TRA CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME E CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università  Italiane) 
PREMESSO CHE
La CRUI, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, e I'associazione delle Università italiane statali e non statali e persegue le seguenti finalità:
Rappresentare e valorizzare il sistema delle autonomia universitarie in ogni sede nazionale e internazionale, svolgendo attività di coordinamento, di indirizzo, di tutela e di promozione degli Atenei italiani;
Contribuire attivamente allo sviluppo di un coerente sistema europeo per l'alta formazione e la ricerca e all'allargamento delle collaborazioni con altri Paesi nei settori di competenza delle università;
Elaborare e presentare al Governo, al Parlamento e alle altre istituzioni competenti i pareri eventualmente richiesti ed avanzare proposte e osservazioni in materia di alta formazione e ricerca, nonché su ogni altro argomento di interesse e competenza delle università.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e un organismo di coordinamento politico fra i Presidenti delle Giunte Regionali e delle Province autonome ed e la sede ufficiale della interlocuzione istituzionale interregionale. Le sue principali finalità possono ricondursi a:

  • il miglioramento del raccordo e del confronto con 10 Stato Centrale attraverso I'elaborazione di documenti condivisi da tutto iI "sistema dei Governi regionali";
  • l'instaurazione di un confronto permanente interregionale per favorire il diffondersi delle "best practices";
  • la necessità di rappresentare in modo costante all'esterno e nelle relazioni istituzionali il "sistema dei Governi regionali";
  • sottolineare il ruolo dell'istituzione Regione nella costruzione dell'Unione Europea.

Le parti sono interessate ad avviare un rapporto di reciproca e continuativa collaborazione al fine di promuovere azioni coordinate di intervento su temi di comune interesse e rispetto ai quali si ravvisa una convergenza e complementarietà, su diversi livelli, delle rispettive competenze.
TUTTO QUANTO CIO' PREMESSO
La Conferenza dei Rettori delle Università Italiane
e
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
CONCORDANO QUANTO SEGUE
Art. 1
Premesse
Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente accordo e si intendono integralmente trascritte nel presente accordo.
Art. 2
Oggetto dell' Accordo
Le parti, nell'ambito delle proprie attività di competenza, si impegnano a fornire I'una all'altra, per tutta la durata della presente intesa, collaborazione per quanto riguarda le seguenti aree di intervento di reciproco interesse:
a. Relazione tra Sistema Sanitario e Sistema Universitario
b. Diritto allo studio
c. Sviluppo del territorio
d. Istruzione Tecnica Superiore (ITS) e formazione superiore universitaria
Ciascuna area di intervento sarà definita per tutti gli aspetti organizzativi e finanziari da apposite successive convenzioni che fisseranno altresì gli obiettivi, i tempi di realizzazione e disciplineranno i diritti e gli obblighi delle parti.
Art. 3
Obblighi delle parti
Fermo restando che il presente Protocollo d'intesa verrà concretamente realizzato per mezzo di
singole iniziative operative che verranno successivamente definite tra la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, le Parti si impegnano, in esecuzione del presente Protocollo:

  • a svolgere le attività, in esso previste, con la massima cura e diligenza;
  • a tenere costantemente informata l'altra Parte sulle attività effettuate;
  • a mettere a disposizione, su richiesta dell'altra Parte, i documenti relativi ai progetti, studi e ricerche, oggetto del presente Protocollo e/o delle successive convenzioni operative.
  • a promuovere, nel rispetto del principio di collaborazione istituzionale, in ciascuna Regione sede di università la costituzione, mediante legge regionale, di un apposito organo per creare una sede di programmazione integrata atenei-regioni. a sostenere iI recepimento dell'organo di cui al punto precedente nelle sedi istituzionali appropriate al fine di prevederne la presenza nell'abito di un nuovo sistema di governance riconosciuto in tutto il territorio nazionale.

Le Parti, pur confermando il reciproco interesse a privilegiare il rapporto di collaborazione derivante dal presente Protocollo nell'ambito delle tematiche indicate nel precedente articolo 2, restano libere di sottoscrivere accordi di collaborazione aventi ad oggetto le stesse tematiche, con altri soggetti pubblici o privati.
Art. 4
Oneri economici
Il presente Protocollo non prevede oneri economici. Essi saranno eventualmente quantificati nelle successive convenzioni sottoscritte a fronte delle attività di volta in volta concordate sulla base delle tematiche di cui all'articolo 2.
Art. 5
Durata
Il presente Protocollo avrà durata di tre anni dalla data di sottoscrizione e potrà essere rinnovato, prima della scadenza, con atto scritto delle Parti.
Le Parti potranno recedere e/o risolvere iI Protocollo in qualsiasi momento, previa comunicazione scritta da inviarsi all'altra Parte con avviso di ricevimento con un anticipo di almeno tre mesi, e fermo restando I'obbligo di portare a termine le attività già avviate.
Art. 6
Norme finali
Le Parti potranno, di concerto, approvare modifiche alla presente intesa con appositi atti scritti. Le Parti potranno concordare, con accordo scritto, di estendere la presente intesa ad altri ambiti di collaborazione e/o ad altri soggetti qualificati.
Roma, 13 Ottobre 2011
IL PRESIDENTE DELLA CONFERENZA DEI RETTORI DELLE UNIVERSITA' ITALIANE
Marco Mancini
IL PRESIDENTE DELLA CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME
Vasco Errani



( red / 23.02.12 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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