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Regioni.it

n. 1981 - lunedì 27 febbraio 2012

Sommario3
- Riparto risorse sanità 2012: Conferenza delle Regioni il 29 febbraio e il 1° marzo
- Barca: Fondi UE; Italia ha messo in sicurezza i conti
- Veneto: diffida trasferimento risorse a tesoreria unica nazionale
- Rom, Sinti e Caminanti: Regioni su strategia nazionale
- Appalti, qualificazione e compatibilità ambientale, Protocollo Itaca-Accredia
- Pomodoro trasformato: parere su Ddl commercializzazione

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Riparto risorse sanità 2012: Conferenza delle Regioni il 29 febbraio e il 1° marzo

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in seduta straordinaria per mercoledì 29 febbraio 2012 ore 13.00 (al fine di consentire lo svolgimento della Commissione Salute) e per giovedì 1 marzo 2012 ore 10.00 (Via Parigi, 11 a Roma). Questo l'Ordine del giorno:
1) Proposta di riparto tra le Regioni delle disponibilità finanziarie per il Servizio Sanitario Nazionale per l’anno 2012.
2) Commissione salute – Regione Veneto
a) Informativa in merito alle problematiche legate alla sentenza della Corte Costituzionale n. 293/2011 con riferimento alla legge n. 210/92 - Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati - Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 22 febbraio 2012;

b) Mobilità sanitaria interregionale:
Approvazione della tabella C per il riparto delle risorse per il SSN - anno 2012;
Approvazione della tabella per il tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti di cui all’art. 12 dell’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 - Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 22 febbraio 2012.

Link all’Odg pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.itLett.errani.presidenti.odg.conf.2902.0103.2012.pdf



( red / 27.02.12 )

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Barca: Fondi UE; Italia ha messo in sicurezza i conti

(regioni.it) Il ministro Barca afferma che i fondi dell’Unione Europea sono ora al sicuro. Attraverso una ''riprogrammazione di 3,7 miliardi di euro, realizzata con le Regioni del Sud interessate'', l'Italia ''ha messo in sicurezza i conti, creando i presupposti per evitare il rischio di perdere risorse dell'Unione europea nel 2012''. E’ quanto sostiene il ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca.
Si tratta del possibile rischio di tagli ai Fondi strutturali dell'Unione europea per il periodo di programmazione 2014-2020 ''dovrebbe essere scongiurato''.
"
Dalle relazione che feci al Parlamento non appena si insediò il Governo - spiega Barca – siamo lontani anni luce, allora c'era anche il rischio di perdere risorse nel 2011 e lo abbiamo evitato, non abbiamo fino ad ora perso neanche un euro, salvo un milione di un programma nazionale''.
''Questo - ha precisato ancora Barca – non significa che sia tutto a posto, dobbiamo ancora lavorare fortissimo''.
''C'e' una tenuta buona e una condivisione forte nella Commissione e del Consiglio - ha aggiunto il ministro – nel mantenere cospicue le risorse destinate alla coesione territoriale''. Secondo il ministro sara' necessario ''contrattare tentativi di riduzione, c'e' ancora chi dice che le Regioni prospere dei paesi ricchi non dovrebbero avere fondi, sono cose che continueremo sentir dire, ma credo che ci sia un fronte abbastanza ampio all'interno che dovrebbe scongiurare questi rischi e a quel punto l'importo finanziario dovrebbe essere salvaguardato''.



( red / 27.02.12 )

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Veneto: diffida trasferimento risorse a tesoreria unica nazionale

(regioni.it) Diffida della Regione Veneto al proprio tesoriere, Unicredit Banca, a trasferire le risorse della Regione alla tesoreria unica nazionale, rispetto a quanto prevede il decreto liberalizzazioni.
''Abbiamo presentato oggi un ricorso al Tar - ha detto il presidente Luca Zaia - affiche' sia intimato al nostro tesoriere di non consegnare i soldi allo Stato''.
''Noi non vogliamo - ha spiegato Zaia - che il Governo porti via tramite la Tesoreria i soldi della Regione, delle Province e dei Comuni''. ''Voglio che i soldi dei veneti che sono depositati presso Unicredit  restino in Veneto''. Zaia ha confermato ''l'assoluta serenita' del rapporto con il tesoriere'', ma in questa fase - ha sottolineato Zaia - ''dobbiamo far valere il contratto e ricordare a Unicredit che l'accordo l'ha fatto con noi, e cio' che e' stato firmato va rispettato''.
Si tratta dell'applicazione dell'articolo 35 del decreto legge dello scorso 24 gennaio che prevede l'estensione del regime di tesoreria unica a tutti gli enti territoriali e l'obbligo di versare entro dopodomani, 29 febbraio, il 50% delle disponibilita' liquide esigibili depositate presso le proprie tesorerie a quella unica statale al 24 gennaio scorso.
''Un vero e proprio abuso - afferma il presidente Zaia – una intollerabile spoliazione di beni che appartengono al governo della Regione e quindi alla comunita' veneta, la negazione di ogni principio federalista gia' accolto dalla Costituzione. Abbiamo gia' avviato tutte le procedure per contrastare sul piano giuridico questa norma centralista e incostituzionale che non solo colpisce pesantemente l'operativita' amministrativa degli Enti, ma rappresenta anche uno schiaffo alle autonomie locali e al processo federalista avviato in questi anni''.
Roberto Ciambetti, assessore regionale al bilancio  del Veneto, interviene nella polemica sulla tesoreria unica: ''Puo' lo Stato entrare nelle case che chiamiamo Regioni, Province e  Comuni e imporre senza nemmeno chiedere o dare spiegazioni di cedere  la cassa? Si tratta - dice Ciambetti - di soldi dei cittadini che i  nostri enti non possono spendere perche' una norma cervellotica,  quella del Patto di stabilita', impedisce le spese e va da se' che le  Regioni o gli enti virtuosi, quelli che hanno fatto 'musina', oggi  dovrebbero consegnare il salvadanaio''.
''La tesoreria unica - spiega l'assessore  regionale - non e' solo un atto d'imperio, una forzatura  inaccettabile, ma una violazione: chi stabilisce la supremazia dello  Stato rispetto agli enti locali? Dove sta scritto che lo Stato puo'  legalmente impossessarsi dei beni altrui?''.
Il codice penale del 1930, piu' noto come codice Rocco, in  vigore per questa norma, all'articolo 52 dice bene che 'Non e'  punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla  necessita' di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata  all'offesa': se la Regione del Veneto mette al sicuro i soldi dei  cittadini non fa che difendere il patrimonio da un'offesa ingiusta e da un pericolo reale''.
"
Quello che stiamo facendo – spiega sempre l'assessore Ciambetti - e' un atto di legittima difesa, la nostra presa di posizione ha l'unico obiettivo di difendere i veneti danneggiati da questa visione centralista dello Stato, lontana anni luce da quel federalismo che tanto servirebbe a questo Paese''.

[Veneto] LA REGIONE DEPOSITA RICORSO AL TRIBUNALE DI VENEZIA E DIFFIDA UNICREDIT A VERSARE LE PROPRIE RISORSE ALLA TESORERIA UNICA DELLO STATO. ZAIA: “GIU’ LE MANI DAI SOLDI DEI VENETI”

 


( red / 27.02.12 )

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Rom, Sinti e Caminanti: Regioni su strategia nazionale

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato un documento sulla strategia nazionale d’inclusione dei rom, dei sinti e dei caminanti.
Il testo è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it ed il link è:
http://www.regioni.it/download.php?id=243038&field=allegato&module=news 
Si riporta di seguito il testo integrale.
Strategia nazionale d’inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti
Il documento “strategia nazionale d’inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti” presentato nella riunione del 16 febbraio u.s. si inserisce in un percorso di attuazione della Comunicazione della Commissione Europea n. 173/2011 che tende a delineare un quadro comune europeo per lo sviluppo di strategie nazionali di integrazione a favore dei Rom, offrendo l’opportunità di unire gli interventi a tutti i livelli (europeo, nazionale e regionale ) con tutte le parti interessate, compresi i Rom , per risolvere uno dei più gravi problemi sociali: la mancata inclusione dei Rom.

Nell’attuazione della citata Comunicazione, il Governo ha anche provveduto ad individuare nell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) istituito presso di Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Punto di Contatto Nazionale (PCN) per la promozione delle politiche nazionali in materia di inclusione dei Rom.
Il documento attualmente all’esame delinea un modello completo di “governance” tra Enti che si sviluppa, in ambito nazionale, con il coinvolgimento dei diversi Ministeri, delle rappresentanze delle Regioni e degli Enti Locali, in raccordo con analoghi tavoli regionali, affinché siano sviluppate e localmente implementate le strategie di inclusione.
Il modello di governance individuato consentirà di promuovere un utilizzo integrato e funzionale agli obiettivi di inclusione delle risorse finanziarie di cui dispongono i diversi soggetti istituzionali, con un particolare riferimento all’impiego di risorse provenienti dai fondi strutturali dell’UE quali FSE, FESR, FEASR.
In tal senso si delineano strategie generali di intervento basate su una ricognizione ed una lettura delle buone prassi sviluppate negli ultimi anni nei diversi territori, a cui si aggiunge una lettura degli interventi attualmente in corso nei sotto indicati quattro assi:
a) Formazione e promozione dell’accesso al lavoro
b) Istruzione
c) Salute e Servizi Sociali
d) Soluzioni abitative e accesso alla casa.
Per concludere, il documento delinea una strategia innovativa ed integrata di politiche, in un ambito di elevata complessità quale l’inclusione dei Rom. Tutto questo, richiede un forte impegno congiunto e costante nel tempo dei diversi livelli istituzionali in raccordo con le componenti della società civile e con la dovuta considerazione delle esigenze e aspettative delle comunità Rom, Sinti e Caminanti.
Quanto fanno rilevare le Regioni e le Province autonome, non attiene la bontà del Piano che è senz’altro positivo ed ambizioso, quanto le disponibilità economiche che sono particolarmente collegate ai Fondi Europei e il limitato contributo (17 milioni), peraltro non ancora utilizzabile del Ministero dell’Interno. Politiche integrate a favore delle popolazioni in oggetto, soprattutto se attengono a interventi sociali e soluzioni abitative, richiedono impegni finanziari ben più consistenti di quelli messi a disposizione dalla presente progettualità. Tutto ciò è stato fatto presente anche nel corso della riunione del 16 febbraio, laddove si è sottolineato che le risorse per le politiche sociali hanno subito nell’ultimo triennio un decremento dell’89%.
Le Regioni e le Province autonome, quindi, nel ribadire la propria condivisione al Documento sulle strategie di inclusione di Rom, Sinti e Camminanti, deve comunque far presente che iniziative ed azioni sono da commisurare alle risorse che si renderanno disponibili da parte europea, nazionale e locale.
Roma, 22 febbraio 2012



( red / 27.02.12 )

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Appalti, qualificazione e compatibilità ambientale, Protocollo Itaca-Accredia

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 22 febbraio, ha approvato un Protocollo d’intesa tra Itaca e Accredia  per la promozione dell’accreditamento e delle certificazioni a sostegno delle politiche regionali per la qualificazione degli appalti e la compatibilità ambientale delle costruzioni.
Il testo è stato pubblicato nella sezione “Conferenze del sito www.regioni.it ed il link è:
http://www.regioni.it/download.php?id=243039&field=allegato&module=news
Si riporta di seguito il testo integrale
Protocollo d’intesa tra Itaca e Accredia  per la promozione dell’accreditamento e delle certificazioni a sostegno delle politiche regionali per la qualificazione degli appalti e la compatibilità ambientale delle costruzioni
PREMESSO CHE
 ITACA, Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale è l’Associazione federale delle Regioni e delle Province Autonome, senza finalità di lucro, nata nel 1996 per volontà delle Regioni italiane con l’obiettivo di attivare azioni ed iniziative condivise dai sistemi regionali onde promuovere e garantire un efficace coordinamento tecnico tra le stesse Regioni, così da assicurare anche il miglior raccordo con le istituzioni statali, enti locali e operatori del settore;
 ITACA ha tra le sue finalità statutarie la promozione e la diffusione delle “buone pratiche” nel settore dei servizi, forniture e lavori pubblici, per la qualità urbana e la sostenibilità ambientale, con riferimento a sistemi di certificazione secondo le norme UNI, CEN ed ISO;
 ITACA intende promuovere con ACCREDIA un accordo generale che interessi le materie trattate dall’Istituto medesimo, con l’obiettivo di promuovere e diffondere la pratica delle certificazioni di terza parte indipendente attraverso l’utilizzo dell’accreditamento quale metodo di riferimento per garantire l’indipendenza, l’imparzialità e la competenza delle valutazioni di conformità, con particolare riferimento alla sostenibilità ambientale nelle costruzioni;
 ITACA ha predisposto il “Protocollo ITACA” sulla base del sistema Green Building Challenge (GBC), quale strumento di valutazione della conformità dedicato all’edilizia residenziale, allo scopo di supportare le politiche regionali nel campo della sostenibilità; diverse Regioni hanno adottato il “Protocollo ITACA” quale strumento di valutazione a supporto delle proprie politiche sul territorio e quale strumento di certificazione energetico-ambientale degli edifici, a carattere volontario;
 ACCREDIA è stata riconosciuta dallo Stato italiano, con Decreto interministeriale del 22 dicembre 2009, quale unico organismo nazionale autorizzato a svolgere attività di accreditamento, in attuazione del Regolamento (CE) n. 765/2008 del parlamento Europeo e del Consiglio del 9 luglio 2008;
 In base a tale regolamento, ACCREDIA è titolato a svolgere attività di accreditamento anche in ambito regolamentato. Lo statuto di ACCREDIA, ed il citato decreto interministeriale, stabiliscono che ciò avvenga in base ad uno specifico mandato delle Amministrazioni competenti.
 Gli Organi di ACCREDIA, ed in particolare il Consiglio Direttivo ed il Comitato di coordinamento tra le PP.AA socie di ACCREDIA hanno approntato i relativi atti, tra cui uno schema di convenzione, da applicarsi per tali affidamenti.
 ITACA e ACCREDIA hanno interesse a valorizzare l’accreditamento ed a sviluppare ed applicare metodologie certificazione su base nazionale e/o regionale in modo coordinato ed unitario.
VISTO
 l’approvazione del presente schema di accordo da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella seduta del ………..;
 la deliberazione del Consiglio Direttivo di ITACA del ……………….. con la quale è stato approvato il presente schema di accordo e demandato la stipula dello stesso al Presidente dell’Istituto, ………………;
 le deleghe conferite dal Consiglio Direttivo di ACCREDIA al Presidente Federico Grazioli;
TRA
ITACA con domicilio fiscale a Roma, CAP 00187, via della Mercede, 52 – C.F. 96321370585, in persona del suo Presidente, dott. Ugo Cavallera;
e
ACCREDIA con domicilio fiscale in Roma, Piazza Mincio n. 2, CAP 00189, in persona del suo Presidente e legale rappresentante, Federico Grazioli;
SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE
Art. 1 – Oggetto
ITACA e ACCREDIA operano congiuntamente, in linea con le finalità sopraindicate, al fine di definire, diffondere, organizzare e promuovere sistemi e metodologie di certificazione ed altre forme di valutazione di conformità, in materia di sostenibilità ambientale delle costruzioni.
Art. 2 – Sviluppo e armonizzazione dei sistemi e metodologie di certificazione
Per il perseguimento degli obiettivi di cui al precedente art. 1, e tenuto conto dei diversi sistemi di accreditamento attivati, a livello regionale, le Parti si impegnano a promuovere la armonizzazione di tali sistemi con ACCREDIA, sulla base di procedure concordate che valorizzino il ruolo istituzionale dell’ente Regione, e con l’obiettivo condiviso di garantire una effettiva affidabilità delle attestazioni di conformità nei mercati di settore, anche con riferimento alla normativa tecnica volontaria esistente.
Art. 3 – Sistema di valutazione e certificazione della sostenibilità ambientale nelle costruzioni
Le parti promuovono la certificazione della sostenibilità ambientale degli edifici, anche al fine di sperimentare forme e modalità di definizione e gestione di un sistema di certificazione unitario e coordinato.
Per la realizzazione del sistema di certificazione verrà concordata apposita convenzione attuativa con la quale, avendo come riferimento il “Protocollo Itaca”, saranno puntualmente individuati ruoli e responsabilità, nonché il coordinamento e l’integrazione sia con i sistemi regionali già attivati, sia con il sistema della normazione tecnica volontaria (UNI e CEN) per la proposta e l’elaborazione di uno standard unico nazionale sulla sostenibilità ambientale delle costruzioni.
Al fine di promuovere e diffondere i propri obiettivi e finalità presso i rispettivi soci aderenti, le Parti si impegnano ad attuare quanto segue:
 ITACA aderisce ad ACCREDIA in qualità di Socio ordinario;
 ACCREDIA aderisce ad ITACA in qualità di socio ordinario”.
Art. 5 – Comitato tecnico scientifico
Per l’attuazione del presente accordo è costituito un Comitato tecnico scientifico paritetico, composto da due rappresentanti di ITACA e da due rappresentanti di ACCREDIA, designati rispettivamente dal Presidente di ITACA e dal Presidente di ACCREDIA. Ai lavori del suddetto comitato potranno partecipare eventuali esperti.
Il coordinamento del Comitato è assicurato da un componente del Comitato medesimo, con rotazione annuale.
Il Comitato coordina tutte le iniziative per l’attuazione del presente accordo e può proporre specifiche modalità tecnico-organizzative riguardanti lo svolgimento della collaborazione oggetto dell’accordo medesimo.
Art. 6 - Organizzazione delle risorse
Le attività previste dal presente accordo saranno svolte presso:
 ITACA, Roma: sede tecnico-amministrativa
 ACCREDIA, Milano sede tecnico-amministrativa
 sedi delle Regioni e delle Province autonome sedi tecnico-amministrative
Al fine del trasparente sviluppo del sistema, ITACA concorda con ACCREDIA gli importi per l’accreditamento e il mantenimento dei certificatori attraverso apposite convenzioni.
Art. 7 - Responsabili dell’Accordo
I Responsabili Scientifici designati dalle Parti per l'attuazione e la gestione del presente accordo di collaborazione sono:
- per ITACA ___________
- per ACCREDIA il direttore generale, Filippo Trifiletti
Art. 8 - Segretezza e riservatezza
Le Parti e le persone che partecipano all'attuazione del presente accordo di collaborazione si impegnano a tenere segrete e riservate, e quindi a non divulgare, le informazioni confidenziali di cui ciascuna verrà a conoscenza riguardanti principalmente elementi oggetto delle attività ed a quanto da esso derivato che includa dati, rapporti di fabbricazione, progettazione e design, misure di sicurezza, ecc..
Tali prescrizioni non si applicheranno per le informazioni che, al momento della divulgazione, siano di pubblica conoscenza o dominio. L'obbligo della segretezza e della riservatezza rimarrà valido ed efficace per tutta la durata dell’accordo, a partire dalla data di sottoscrizione.
Art. 9 - Oneri finanziari
Dal presente accordo non conseguirà alle Parti alcun onere finanziario, se non quello derivante a ciascuno dall’impiego del proprio personale, con gli oneri connessi, inclusi quelli per i relativi spostamenti. Ogni attività si svolgerà nel rispetto delle leggi e delle disposizioni vigenti.
Art. 10 - Durata
Il presente accordo ha una durata di anni sei (6) a partire dalla data di sottoscrizione e si intende tacitamente rinnovato in mancanza di disdetta scritta di tutti o di uno dei sottoscrittori, ovvero modificato attraverso la predisposizione di un nuovo atto.
Art. 11 – Risoluzione anticipata
Qualora una delle Parti risultasse inadempiente agli obblighi presenti nel presente accordo, è data facoltà alle controparti di interrompere l’accordo stesso. Il presente accordo può essere interrotto da una delle Parti, con un preavviso di almeno 30 (trenta) giorni, formalmente comunicato alle altre Parti.
Art. 12 - Foro competente
Per la risoluzione di ogni eventuale controversia che dovesse insorgere nell’interpretazione, nell’esecuzione o a seguito della risoluzione della presente convenzione, previo ricorso alla procedura di Conciliazione camerale così come stabilita nel “Regolamento unico di conciliazione”, redatto da Unioncamere, il Foro competente ed esclusivo sarà quello di Roma.
Art. 13- Registrazione
Il presente accordo, composto da ….. pagine, viene stipulato in triplice originale ed è soggetto a registrazione in caso d’uso e le relative spese saranno a carico della parte che ne chiederà la registrazione.
Letto, confermato e sottoscritto.
Roma, ___/___/2011
per ITACA  il Presidente _______________________
per ACCREDIA  il Presidente ______________________



( red / 27.02.12 )

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Pomodoro trasformato: parere su Ddl commercializzazione

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 22 febbraio ha approvato un documento con cui si esprime una parere favorevole (poi confermato in sede di Conferenza Unificata) sul  Disegno di legge relativo alla commercializzazione dei prodotti derivanti dal pomodoro trasformato. L’ok delle Regioni  è però condizionato all’accoglimento di una serie di emendamenti, contenuti nel Documento che è stato consegnato all’Esecutivo.
Il documento è stato pubblicato nella sezione "Conferenze" del sito www.regioni.it ed il link è:
http://www.regioni.it/download.php?id=243041&field=allegato&module=news
Si riporta di seguito il testo integrale. 
Parere sullo schema di disegno di legge recante “disposizioni per la commercializzazione dei prodotti derivanti dal pomodoro trasformato
punto 3) o.d.g. Conferenza Unificata
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime parere favorevole condizionato all’accoglimento degli emendamenti già condivisi in sede di istruttoria tecnica e della riformulazione dell’articolo 5 relativo alle sanzioni (nota allegata).

Roma, 22 febbraio 2012
ALLEGATO
Schema di disegno di legge recante “disposizioni  per la commercializzazione dei prodotti derivanti dal pomodoro trasformato”
Art. 1 (Campo di applicazione)
1. Le disposizioni della presente legge si applicano ai derivati del pomodoro di cui all’articolo 2.

2. Qualora le denominazioni di vendita di cui all’articolo 2 vengano utilizzate nella etichettatura, dei prodotti e nella presentazione e nella relativa pubblicità, i prodotti medesimi devono corrispondere alle definizioni indicate al medesimo articolo 2 e rispettare i requisiti di cui all’articolo 3.
Art. 2 (Definizione dei prodotti)
1. I derivati del pomodoro sono prodotti ottenuti a partire da pomodori freschi, sani e maturi conformi alle caratteristiche del frutto di Lycopersicon esculentum Mill., di qualsiasi varietà, forma e dimensione, sottoposti ad una adeguata stabilizzazione e confezionati in idonei contenitori, e si classificano in:

a) Conserve di pomodoro: prodotti ottenuti da pomodori interi o a pezzi con e senza buccia, sottoposti ad un adeguato trattamento di stabilizzazione e confezionati in idonei contenitori, che, in funzione della presentazione, si distinguono in: 1. Pomodori non pelati interi: conserve di pomodoro ottenute con pomodori non pelati interi.
2. Pomodori pelati interi: conserve di pomodoro ottenute con pomodori pelati interi di varietà allungate il cui rapporto fra altezza e diametro maggiore del frutto è superiore a 1,5 con una tolleranza del 10%.
3. Pomodori in pezzi: conserve di pomodoro ottenute con pomodori sottoposti a triturazione o a taglio, con eventuale sgrondatura e parziale aggiunta di succo concentrato di pomodoro, privati parzialmente dei semi e delle bucce in modo che sia riconoscibile a vista la struttura fibrosa dei pezzi e dei frammenti.
Il modo di presentazione è legato alle consuetudini commerciali e la relativa denominazione di vendita deve fornire al consumatore una chiara informazione sulla tipologia del prodotto, quali, fra le altre, polpa di pomodoro, pomodori tagliati, cubetti di pomodoro, filetti di pomodoro, triturato di pomodoro.
b) Succhi e concentrati di pomodoro: prodotti ottenuti dalla estrazione, raffinazione ed eventuale concentrazione di succo di pomodoro, che, in base al contenuto di solidi solubili, espresso in residuo rifrattometrico, si suddividono in:
1. Succo di pomodoro: bevanda destinata al consumo diretto, avente un residuo rifrattometrico naturale del pomodoro uguale o superiore a 4,2 gradi Brix al netto di sale aggiunto.  Qualora il succo venga ottenuto dalla diluizione di semi-concentrato o concentrato di pomodoro, in etichetta dovrà essere riportata l’indicazione ottenuto da concentrato”.
2. Succo concentrato di pomodoro: prodotto avente un residuo rifrattometrico, al netto di sale aggiunto, uguale o superiore a 5 gradi Brix e inferiore a 12 gradi Brix.  La denominazione di “passata di pomodoro” è riservata, in tutte le sue varianti, al prodotto definito dal decreto del Ministro delle attività produttive del 23 settembre 2005.
3. Concentrato di pomodoro: prodotto avente un residuo rifrattometrico, al netto di sale aggiunto, uguale o superiore a 12 gradi Brix.  La denominazione fornisce un’adeguata informazione sul grado di concentrazione del prodotto indicando il residuo rifrattometrico o utilizzando le denominazioni in uso, quali, fra le altre, concentrato, doppio concentrato, triplo concentrato.  È ammesso il successivo passaggio da un residuo rifrattometrico ad un altro mediante aggiunta di acqua o ulteriore concentrazione.  Nel caso di raffinazioni che consentano il passaggio di bucce e/o semi, sono utilizzate denominazioni specifiche per caratterizzarne la presentazione o l’uso.
c) Pomodori disidratati: prodotti ottenuti per eliminazione dell’acqua di costituzione, fino al raggiungimento di valori di umidità residua che ne consentano la stabilità anche in contenitori non ermeticamente chiusi. Si distinguono in:
1. Pomodori in fiocchi o fiocchi di pomodoro: prodotto ottenuto da pomodori, tagliati in vario modo e parzialmente privati dei semi, essiccati mediante eliminazione dell’acqua di costituzione con mezzi fisici fino ad un residuo secco in stufa non inferiore al 93 percento;
2. Polvere di pomodoro: prodotto ottenuto da concentrato di pomodoro, essiccato mediante eliminazione dell’acqua di costituzione con mezzi fisici fino ad un residuo secco in stufa non inferiore al 96 percento.
Art. 3 (Requisiti dei prodotti)
1. I requisiti qualitativi minimi ed i criteri di qualità dei prodotti di cui all’articolo 2, nonché gli ingredienti e i metodi di analisi, sono definiti con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, da emanarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge.

2. I prodotti oggetto della presente legge che non raggiungono i requisiti minimi fissati dal decreto indicato al paragrafo 1, possono essere rilavorati, salvo quanto stabilito dal decreto stesso, per ottenere prodotti che abbiano le caratteristiche prescritte.
La rilavorazione deve essere autorizzata dalla autorità sanitaria competente per territorio, che adotta le misure di vigilanza ritenute necessarie.
3. Agli adempimenti di cui al comma 2, le amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. (richiesto dal MEF)
Art. 4 (Confezionamento ed etichettatura)
1. Ferme restando le disposizioni stabilite dal decreto legislativo 27 gennaio 1992 n. 109 e successive integrazioni, sui contenitori dei prodotti di cui all’articolo 2, il nome ovvero la ragione sociale ovvero il marchio, la sede legale e la sede dello stabilimento possono essere sostituiti con un codice alfanumerico, su autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico.

2. I prodotti previsti dalla presente legge sono confezionati in modo tale da assicurare la conservazione dei medesimi ed il mantenimento dei requisiti prescritti dal decreto di cui all’articolo 3. I suddetti prodotti, salvo quanto previsto nel decreto di cui all’articolo 3, qualora non vengano confezionati direttamente nei contenitori destinati alla vendita, sono conservati in recipienti atti a preservarne i requisiti prescritti.
3. Entro il mese di gennaio di ogni anno, con decreto del Ministero dello sviluppo economico viene stabilito il codice alfanumerico per l’identificazione del lotto di produzione relativo all’anno in corso, da apporsi sul contenitore o sul dispositivo di chiusura all’atto della produzione e contestualmente alle indicazioni di cui al comma 1 (su iniziativa della Campania, come già proposto da AIIPA e ANICAV).
Art. 5 (Sanzioni)

1- Salvo che il fatto non costituisca reato, la violazione delle disposizioni di cui alla presente legge comporta il sequestro del prodotto e l’applicazione di una sanzione amministrativa così calcolata:

Mancata indicazione dei dati previsti

Sanzione amministrativa

Aziende fino a 4.000.000 di pezzi prodotti

Percentuale di mancata indicazione sotto 1%

Da 1% a 2%

Da 2% a 3 %

1.000,00 €

2.000,00 €

3.000,00 €

 



( red / 27.02.12 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
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Conferenza delle Regioni e Province autonome
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Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



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