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Regioni.it

n. 1981 - lunedì 27 febbraio 2012

Sommario
- Riparto risorse sanità 2012: Conferenza delle Regioni il 29 febbraio e il 1° marzo
- Barca: Fondi UE; Italia ha messo in sicurezza i conti
- Veneto: diffida trasferimento risorse a tesoreria unica nazionale
- Rom, Sinti e Caminanti: Regioni su strategia nazionale
- Appalti, qualificazione e compatibilità ambientale, Protocollo Itaca-Accredia
- Pomodoro trasformato: parere su Ddl commercializzazione

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Pomodoro trasformato: parere su Ddl commercializzazione

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 22 febbraio ha approvato un documento con cui si esprime una parere favorevole (poi confermato in sede di Conferenza Unificata) sul  Disegno di legge relativo alla commercializzazione dei prodotti derivanti dal pomodoro trasformato. L’ok delle Regioni  è però condizionato all’accoglimento di una serie di emendamenti, contenuti nel Documento che è stato consegnato all’Esecutivo.
Il documento è stato pubblicato nella sezione "Conferenze" del sito www.regioni.it ed il link è:
http://www.regioni.it/download.php?id=243041&field=allegato&module=news
Si riporta di seguito il testo integrale. 
Parere sullo schema di disegno di legge recante “disposizioni per la commercializzazione dei prodotti derivanti dal pomodoro trasformato
punto 3) o.d.g. Conferenza Unificata
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime parere favorevole condizionato all’accoglimento degli emendamenti già condivisi in sede di istruttoria tecnica e della riformulazione dell’articolo 5 relativo alle sanzioni (nota allegata).
Roma, 22 febbraio 2012
ALLEGATO
Schema di disegno di legge recante “disposizioni  per la commercializzazione dei prodotti derivanti dal pomodoro trasformato”
Art. 1 (Campo di applicazione)
1. Le disposizioni della presente legge si applicano ai derivati del pomodoro di cui all’articolo 2.
2. Qualora le denominazioni di vendita di cui all’articolo 2 vengano utilizzate nella etichettatura, dei prodotti e nella presentazione e nella relativa pubblicità, i prodotti medesimi devono corrispondere alle definizioni indicate al medesimo articolo 2 e rispettare i requisiti di cui all’articolo 3.
Art. 2 (Definizione dei prodotti)
1. I derivati del pomodoro sono prodotti ottenuti a partire da pomodori freschi, sani e maturi conformi alle caratteristiche del frutto di Lycopersicon esculentum Mill., di qualsiasi varietà, forma e dimensione, sottoposti ad una adeguata stabilizzazione e confezionati in idonei contenitori, e si classificano in:
a) Conserve di pomodoro: prodotti ottenuti da pomodori interi o a pezzi con e senza buccia, sottoposti ad un adeguato trattamento di stabilizzazione e confezionati in idonei contenitori, che, in funzione della presentazione, si distinguono in: 1. Pomodori non pelati interi: conserve di pomodoro ottenute con pomodori non pelati interi.
2. Pomodori pelati interi: conserve di pomodoro ottenute con pomodori pelati interi di varietà allungate il cui rapporto fra altezza e diametro maggiore del frutto è superiore a 1,5 con una tolleranza del 10%.
3. Pomodori in pezzi: conserve di pomodoro ottenute con pomodori sottoposti a triturazione o a taglio, con eventuale sgrondatura e parziale aggiunta di succo concentrato di pomodoro, privati parzialmente dei semi e delle bucce in modo che sia riconoscibile a vista la struttura fibrosa dei pezzi e dei frammenti.
Il modo di presentazione è legato alle consuetudini commerciali e la relativa denominazione di vendita deve fornire al consumatore una chiara informazione sulla tipologia del prodotto, quali, fra le altre, polpa di pomodoro, pomodori tagliati, cubetti di pomodoro, filetti di pomodoro, triturato di pomodoro.
b) Succhi e concentrati di pomodoro: prodotti ottenuti dalla estrazione, raffinazione ed eventuale concentrazione di succo di pomodoro, che, in base al contenuto di solidi solubili, espresso in residuo rifrattometrico, si suddividono in:
1. Succo di pomodoro: bevanda destinata al consumo diretto, avente un residuo rifrattometrico naturale del pomodoro uguale o superiore a 4,2 gradi Brix al netto di sale aggiunto.  Qualora il succo venga ottenuto dalla diluizione di semi-concentrato o concentrato di pomodoro, in etichetta dovrà essere riportata l’indicazione ottenuto da concentrato”.
2. Succo concentrato di pomodoro: prodotto avente un residuo rifrattometrico, al netto di sale aggiunto, uguale o superiore a 5 gradi Brix e inferiore a 12 gradi Brix.  La denominazione di “passata di pomodoro” è riservata, in tutte le sue varianti, al prodotto definito dal decreto del Ministro delle attività produttive del 23 settembre 2005.
3. Concentrato di pomodoro: prodotto avente un residuo rifrattometrico, al netto di sale aggiunto, uguale o superiore a 12 gradi Brix.  La denominazione fornisce un’adeguata informazione sul grado di concentrazione del prodotto indicando il residuo rifrattometrico o utilizzando le denominazioni in uso, quali, fra le altre, concentrato, doppio concentrato, triplo concentrato.  È ammesso il successivo passaggio da un residuo rifrattometrico ad un altro mediante aggiunta di acqua o ulteriore concentrazione.  Nel caso di raffinazioni che consentano il passaggio di bucce e/o semi, sono utilizzate denominazioni specifiche per caratterizzarne la presentazione o l’uso.
c) Pomodori disidratati: prodotti ottenuti per eliminazione dell’acqua di costituzione, fino al raggiungimento di valori di umidità residua che ne consentano la stabilità anche in contenitori non ermeticamente chiusi. Si distinguono in:
1. Pomodori in fiocchi o fiocchi di pomodoro: prodotto ottenuto da pomodori, tagliati in vario modo e parzialmente privati dei semi, essiccati mediante eliminazione dell’acqua di costituzione con mezzi fisici fino ad un residuo secco in stufa non inferiore al 93 percento;
2. Polvere di pomodoro: prodotto ottenuto da concentrato di pomodoro, essiccato mediante eliminazione dell’acqua di costituzione con mezzi fisici fino ad un residuo secco in stufa non inferiore al 96 percento.
Art. 3 (Requisiti dei prodotti)
1. I requisiti qualitativi minimi ed i criteri di qualità dei prodotti di cui all’articolo 2, nonché gli ingredienti e i metodi di analisi, sono definiti con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, da emanarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge.
2. I prodotti oggetto della presente legge che non raggiungono i requisiti minimi fissati dal decreto indicato al paragrafo 1, possono essere rilavorati, salvo quanto stabilito dal decreto stesso, per ottenere prodotti che abbiano le caratteristiche prescritte.
La rilavorazione deve essere autorizzata dalla autorità sanitaria competente per territorio, che adotta le misure di vigilanza ritenute necessarie.
3. Agli adempimenti di cui al comma 2, le amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. (richiesto dal MEF)
Art. 4 (Confezionamento ed etichettatura)
1. Ferme restando le disposizioni stabilite dal decreto legislativo 27 gennaio 1992 n. 109 e successive integrazioni, sui contenitori dei prodotti di cui all’articolo 2, il nome ovvero la ragione sociale ovvero il marchio, la sede legale e la sede dello stabilimento possono essere sostituiti con un codice alfanumerico, su autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico.
2. I prodotti previsti dalla presente legge sono confezionati in modo tale da assicurare la conservazione dei medesimi ed il mantenimento dei requisiti prescritti dal decreto di cui all’articolo 3. I suddetti prodotti, salvo quanto previsto nel decreto di cui all’articolo 3, qualora non vengano confezionati direttamente nei contenitori destinati alla vendita, sono conservati in recipienti atti a preservarne i requisiti prescritti.
3. Entro il mese di gennaio di ogni anno, con decreto del Ministero dello sviluppo economico viene stabilito il codice alfanumerico per l’identificazione del lotto di produzione relativo all’anno in corso, da apporsi sul contenitore o sul dispositivo di chiusura all’atto della produzione e contestualmente alle indicazioni di cui al comma 1 (su iniziativa della Campania, come già proposto da AIIPA e ANICAV).
Art. 5 (Sanzioni)
1- Salvo che il fatto non costituisca reato, la violazione delle disposizioni di cui alla presente legge comporta il sequestro del prodotto e l’applicazione di una sanzione amministrativa così calcolata:

Mancata indicazione dei dati previsti

Sanzione amministrativa

Aziende fino a 4.000.000 di pezzi prodotti

Percentuale di mancata indicazione sotto 1%

Da 1% a 2%

Da 2% a 3 %

1.000,00 €

2.000,00 €

3.000,00 €

 



( red / 27.02.12 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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