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Regioni.it

n. 2008 - martedì 3 aprile 2012

Sommario3
- Il 4 aprile Conferenza delle Regioni
- Consiglio dei ministri 3 aprile su leggi regionali
- Senato, Commissioni V e VI (Bilancio e Finanze) su Fondo regioni di confine
- Sanità: Formigoni su intramoenia
- Mercato del lavoro: la riforma e il confronto Stato-Regioni
- Inflazione: dati Ocse

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Il 4 aprile Conferenza delle Regioni

Nel pomeriggio Unificata e Stato-Regioni

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per mercoledì 4 aprile 2012 alle ore 10.00 (Via Parigi, 11 a Roma). Nel corso della riunione saranno affrontati i temi all’ordine del giorno della Conferenza Unificata e della Conferenza Stato-Regioni che il Ministro Piero Gnudi ha convocato rispettivamente per le ore 15.00 e 15.30 dello stesso 4 aprile (Via della Stamperia, 8 a Roma).

La Conferenza delle Regioni dovrà inoltre esaminare anche altri argomenti, fra questi rientrano i seguenti punti all’ordine del giorno:

  • Informativa sugli esiti dell’incontro del 22 marzo 2012 della Commissione Paritetica per le Riforme e il rinnovamento delle Istituzioni ed eventuali determinazioni da assumere;
  • Esame del decreto per il trasferimento delle funzioni dell’Agenzia delle Risorse Idriche al Ministero dell’Ambiente e all’Autorità dell’energia e del gas;
  • Liberalizzazione dell’approvvigionamento del carburante sul libero mercato da parte dei gestori degli impianti;
  • Valutazione della proposta di legge recante “Modifiche alla legge n. 353/2000 per il trasferimento della competenza in materia di lotta attiva contro gli incendi boschivi al Corpo nazionale dei vigili del fuoco”;
  • Attuazione dell'art. 20, comma 2, DL 98/2011 convertito in L.111/2011 - Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze inerente i parametri di virtuosità ai fini dell'applicazione del patto di stabilità interno;
  • Valutazione della proposta di legge in materia di abbattimento delle barriere architettoniche da rappresentare in sede di audizione alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati;
  • Patto per l’efficientamento e la razionalizzazione del Trasporto Pubblico Locale;
  • Valutazione del nuovo testo unificato del 15 marzo 2012 su cosiddetto “governo clinico” (“Principi fondamentali in materia di governo delle attività cliniche per una maggiore efficienza e funzionalità del Servizio sanitario nazionale”), adottato dalla Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati;
  • Ordine del giorno in materia di organismi geneticamente modificati;
  • Agenda Digitale Italiana: proposta di costituzione di una Cabina di Regia per il confronto con il Governo.

 

Gli ordini del giorno integrali della Conferenza delle Regioni, della Conferenza  Conferenza Unificata e della Conferenza Stato-Regioni sono stati pubblicati nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it .



( red / 03.04.12 )

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Consiglio dei ministri 3 aprile su leggi regionali

Pier Luigi CELLI Presidente dell’ENIT

(regioni.it) Il Consiglio dei ministri del 3 aprile ha esaminato alcune leggi regionali. Infatti il Cdm presieduto da Monti ha  in particolare “esaminato dieci leggi regionali su proposta del ministro per gli  Affari regionali Piero Gnudi".
Nell’ambito di tali leggi, il Consiglio ha deliberato l’impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale della legge della Regione Calabria n. 6 del 03 febbraio 2012, contenente “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 18 luglio 2011, n. 24, recante: "Istituzione del Centro Regionale Sangue". La delibera di impugnativa è motivata dal fatto che la legge contrasta con l’articolo 2, commi 80 e 95, della legge n.191/2009 (che impone alle regioni di rimuovere i provvedimenti, anche legislativi, che siano di ostacolo alla piena attuazione del piano di rientro dal disavanzo nel settore sanitario) e, inoltre, viola gli articoli 117, terzo comma, 120 e 81 della Costituzione.
Per altre leggi regionali il Consiglio dei Ministri ha deliberato la non impugnativa. Si tratta delle seguenti leggi:

1) Legge Regione Calabria n. 1 del 03 febbraio 2012 “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 47 del 23 dicembre 2011.”

2) Legge Regione Calabria n. 2 del 03 febbraio 2012 “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 47 del 23 dicembre 2011.

3) Legge Regione Calabria n. 3 del 03 febbraio 2012 “Misure in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza della pubblica amministrazione regionale ed attuazione nell'ordinamento regionale delle disposizioni di principio contenute nel decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.”

4) Legge Regione Calabria n. 4 del 03 febbraio 2012 “Misura in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro nonché di efficienza e trasparenza dell'amministrazione del Consiglio regionale.”

5) Legge Regione Valle Aosta n. 1 del 30 gennaio 2012 “Disposizioni in materia di aziende turistiche. Modificazioni di leggi regionali.”

6) Legge Regione Valle Aosta n. 2 del 30 gennaio 2012 “Modificazioni alle leggi regionali 5 settembre 1991, n. 44 (Incentivazione di produzioni artigianali tipiche e tradizionali), e 21 gennaio 2003, n. 2 (Tutela e valorizzazione dell'artigianato valdostano di tradizione).”

7) Legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 1 del 13 febbraio 2012 “Norme urgenti per il contenimento delle emissioni inquinanti da benzo(a)pirene, arsenico, cadmio e nichel sul territorio regionale.

8) Legge Regione Liguria n. 1 del 07 febbraio 2012 “Norme per sostenere lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese liguri.”

9) Legge Regione Umbria n. 2 dell’8 febbraio 2012 “Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione Umbria per l'esercizio finanziario 2010.

Inoltre, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport, ha nominato il dottor Pier Luigi CELLI Presidente dell’ENIT – Agenzia nazionale del turismo, a seguito dei pareri favorevoli delle competenti Commissioni parlamentari.

http://www.governo.it/Presidente/Comunicati/dettaglio.asp?d=67388

 

 



( red / 03.04.12 )

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Senato, Commissioni V e VI (Bilancio e Finanze) su Fondo regioni di confine

Formigoni: Governo si renda conto dell'improrogabilità

(regioni.it) Parificare il costo della benzina nelle aree di confine a quello, più basso, dei Paesi vicini.
Lo hanno discusso le Commissioni V e VI (Bilancio e Finanze) del Senato prevedendo l'istituzione presso il ministero dell'Economia del Fondo di valorizzazione e promozione socio-economica delle regioni di confine.
Via libera quindi ad uno stanziamento di 20milioni.
La dotazione iniziale andrà alimentata con il recupero del gettito ricavato dalla stessa vendita delle benzine. E' stato così riformulato l'emendamento presentato da Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Piemonte.
''Siamo soddisfatti - hanno commentato i senatori Ferruccio Saro (PdL) e Carlo Pegorer (Pd) - per il risultato ottenuto. Esprimiamo un ringraziamento al Governo per la sensibilità avuta nonostante le difficoltà''. E' stata ''data risposta anche ad altre due grandi questioni affrontate in modo bipartisan: il recupero del rimborso Imu prima casa a l'abolizione delle addizionali comunali e provinciali sull'energia elettrica''.
Il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni commenta il mancato inserimento di riferimenti e modifiche alle norme sullo sconto benzina nell'emendamento sulle aree di confine previsto in sede di conversione del decreto legge fiscale: ''Questa mattina il governo Monti ha perso un'occasione importante per risolvere in modo definitivo il problema dello sconto benzina delle aree di confine con la Svizzera. Per questo esprimo tutto il mio rammarico''.
''Abbiamo proposto da tempo una soluzione – aggiunge Formigoni - senza oneri per lo Stato, che avrebbe permesso l'aumento dello sconto-benzina per i cittadini che risiedono nei pressi del confine e l'estensione dell'agevolazione anche ai veicoli a gasolio, evitando la corsa al pieno in territorio elvetico''.
''Il governo - prosegue Formigoni - non ha voluto accettare questa nostra indicazione, ottenendo due risultati negativi che consistono nel non aver risposto a una esigenza particolarmente sentita da cittadini e operatori confinanti con la Svizzera e in una perdita di gettito per le casse statali di accisa sui carburanti quantificabile in piu' di 200 milioni di euro''.
''Mi auguro che il governo - conclude Formigoni - finalmente si renda conto dell'improrogabilita' di questa tanto attesa decisione, e legiferi coerentemente e rapidamente''.


 



( red / 03.04.12 )

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Sanità: Formigoni su intramoenia

Incontro con Balduzzi al Centro nazionale di adroterapia oncologica (Cnao)

(regioni.it) Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, interviene su alcuni temi di sanità a margine di un incontro al Centro nazionale di adroterapia oncologica (Cnao), alla presenza del ministro della Salute Renato  Balduzzi.
Prima questione il modello di attività intramoenia: "siamo pronti eventualmente anche a un ricorso alla Corte Costituzionale" per salvaguardare il modello lombardo di intramoenia, che prevede la possibilita' per i medici di esercitare l'attivita' libero professionale in convenzione con il Servizio sanitario nazionale anche fuori dalle mura degli ospedali, in studi privati e altre strutture esterne”.
"Noi conduciamo da sempre un confronto serratissimo con i nostri medici che sono soddisfatti del modello di intramoenia che abbiamo  realizzato in Lombardia - spiega Formigoni - e in questo momento  di dibattito tra il Governo e la professione medica proponiamo il  modello lombardo che, andando bene nella regione più grande d'Italia, potrebbe andar bene anche nel resto del Paese".
Formigoni chiede che venga mantenuta la  possibilità di fare attività libero professionale fuori dagli  ospedali: "su questo non transigiamo. Siamo pronti anche al ricorso in Corte Costituzionale, perchè le competenze su questo fronte sono  regionali e non statali. Ma evidentemente mi auguro che  si possa arrivare a una soluzione dialogando come abbiamo sempre  fatto, attraverso il confronto continuo in Conferenza Stato-Regioni e  in Parlamento, sulla sanita' che e' di competenza strettamente  regionale e non nazionale".
Formigoni ha anche spiegato il progetto di legge in discussione in consiglio regionale sulla futura gestione del patrimonio immobiliare delle aziende ospedaliere e delle asl: ''E' una norma che prevede la possibilita', non l'obbligo, di realizzare non una macrosocieta', ma una molteplicita' di societa' o di fondazioni in pieno accordo con gli enti, quali asl e aziende ospedaliere, sulla base di un'intesa con la regione per valorizzare il patrimonio''.
''Il patrimonio pubblico - spiega - e' uno dei grandi asset italiani per uscire dalla crisi, ma che spesso viene trascurato e non valorizzato. Noi in Lombardia vogliamo che questo patrimonio, spesso dovuto alle donazioni dei nostri cittadini, possa essere valorizzato, perche' i proventi siano utilizzati per migliorare ancora il servizio pubblico, ad esempio a livello sanitario''.
Formigoni ha chiarito infine che ''le risorse rimarranno in capo ai titolari dei patrimoni'' e che si tratta di ''una miglior utilizzazione del patrimonio di quegli stessi enti a vantaggio loro e dei cittadini che servono''.




( red / 03.04.12 )

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Mercato del lavoro: la riforma e il confronto Stato-Regioni

Sul tavolo: apprendistato, tirocini e politiche attive per il lavoro

(regioni.it) Il Governo si appresta a “trasformare” il documento di policy intitolato “La riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita” (approvato dal Consiglio dei Ministri del 23 marzo 2012) in un disegno di Legge. Alcuni capitoli del documento coinvolgono direttamente le Regioni. In particolare la riforma coinvolgerà le istituzioni regionali su 3 fronti:
1)           Apprendistato
2)           Tirocini formativi (stage)
3)           Politiche attive per il lavoro
Per quanto riguarda l’apprendistato, riconosciuto nel documento come “canale privilegiato di accesso dei giovani al mondo del lavoro, la riforma rispetta sostanzialmente l’impianto del d.lgs. n. 167/2011, della quale Regioni e parti sociali dovranno promuovere l’implementazione entro il termine attualmente fissato del 25 aprile 2012”. Alcuni interventi spingono soprattutto sui “contenuti formativi dell’istituto”. In particolare si pensa ad “un meccanismo in base al quale l’assunzione di nuovi apprendisti è collegata alla percentuale di stabilizzazioni effettuate nell’ultimo triennio (50%) con l’esclusione dal computo della citata percentuale dei rapporti cessati durante il periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa”. Inoltre si prevede l’innalzamento “del rapporto tra apprendisti e lavoratori qualificati dall’attuale 1/1 a 3/2”. Si vuole poi modificare la “durata minima di sei mesi del periodo di apprendistato, ferma restando la possibilità di durate inferiori per attività stagionali e fatte salve le eccezioni previste nel T.U.”. Infine “anche durante l’eventuale periodo di preavviso al termine del periodo di formazione” si deve  continuare ad applicare la disciplina dell’apprendistato” e “sino a quando non sarà operativo il libretto formativo la registrazione della formazione è sostituita (come di fatto già accade, ma con incertezze degli operatori) da apposita dichiarazione del datore di lavoro.
Sul fronte dei tirocini nel documento si legge che “nel rispetto dei profili di competenza regionale, si individuano, unitamente alle regioni stesse, misure rivolte a delineare un quadro più razionale ed efficiente dei tirocini formativi e di orientamento, al fine di valorizzarne le potenzialità in termini di occupabilità dei giovani e prevenire gli abusi, nonché l’utilizzo distorto dell’istituto, in concorrenza con il contratto di apprendistato. Ciò tramite la previsione di linee guida per la definizione di standard minimi di uniformità della disciplina sul territorio nazionale. Potranno in ogni caso essere previste misure, riconducibili alla esclusiva competenza dello Stato, volte a disciplinare i periodi di attività lavorativa che non costituiscono momenti del percorso di tirocinio formativo, ad evitare un uso strumentale e distorto delle attività esclusivamente lavorative svolte nel tirocinio”.
Probabilmente il capitolo più impegnativo nel rapporto Stato-Regioni riguarderà le politiche attive e i servizi per l’impiego.” In questa area, che prevede un forte concerto tra Stato e Regioni” il Governo si propone di “rinnovare le politiche attive, adattandole alle mutate condizioni del contesto economico e assegnando loro il ruolo effettivo di accrescimento dell’occupabilità dei soggetti e del tasso di occupazione del sistema mediante:

  • attivazione del soggetto che cerca lavoro, in quanto mai occupato, espulso o soprattutto beneficiario di ammortizzatori sociali, al fine di incentivarne la ricerca attiva di una nuova occupazione
  • qualificazione professionale dei giovani che entrano nel mercato del lavoro
  • formazione nel continuo dei lavoratori
  • riqualificazione di coloro che sono espulsi, per un loro efficace e tempestivo ricollocamento
  • collocamento di soggetti in difficile condizione rispetto alla loro occupabilità”.

Le future politiche attive dovranno creare “canali di convergenza tra l’offerta di lavoro (nuova o connessa a perdita del posto di lavoro) e la domanda (valutazione dei fabbisogni delle imprese e coerenza dei percorsi formativi dei lavoratori e delle professionalità disponibili), in un’ottica di facilitazione del punto di incontro tra chi offre lavoro e chi lo domanda. Gli interventi di attivazione devono sottendere un patto di mutua responsabilità/obbligazione tra enti che offrono servizi per il lavoro, lavoratori, datori di lavoro. La presenza d’un regime di sussidi di disoccupazione rafforza la necessità di tener conto d’una finalità particolare dell’intervento pubblico: al generico “aiuto” ai soggetti deboli ed a rischio di emarginazione si aggiunge infatti l’esigenza di contrastare abusi e disincentivi connessi con l’operare dei sussidi. Questa esigenza implica che in molti casi non ci si limiterà a “mettere a disposizione” servizi (che altrimenti la logica di mercato potrebbe non fornire o non fornire a tutti a condizioni adeguate), ma si arriverà a voler “imporre” determinati interventi concreti, in una logica tutoria e di prevenzione, rispetto a possibili abusi e derive di emarginazione”. Il Governo punta “ferme restando le competenze concorrenti” ad “un accordo puntuale, per target, finalità e tempi e nel rispetto dei ruoli tra Stato, Regioni, Parti Sociali in ordine a meccanismi, anche di riforma istituzionale, che permettano una gestione sinergica delle politiche di attivazione, formazione e di sostegno del reddito, sulla base di una comune identificazione delle platee di beneficiari. I punti essenziali di questo accordo sono inseriti nel testo di riforma, suggellati da una loro condivisione da parte del Governo e delle Regioni, e rinvieranno alle sedi istruite dalla conferenza Stato-Regioni”. “L’intervento fondamentale in questo quadro riguarda il rinnovamento del ruolo dei servizi per l’impiego e la riorganizzazione delle strutture che li offrono. Occorre definire una governance del sistema, attraverso, in primis, standard nazionali di riferimento.  Per i centri per l’impiego, è necessario individuare Livelli Essenziali di Servizio omogenei. I centri possono erogare direttamente o esternalizzare ad agenzie private i servizi in parola. Vanno definite premialità e sanzioni per incentivare l’efficienza dei servizi per il lavoro e per spingere a comportamenti virtuosi sia i soggetti che erogano i servizi, sia le persone/lavoratori che beneficiano dei servizi e dei sussidi. Occorre prevedere un accordo fra Stato e Regioni (con la condivisione delle Parti Sociali) per la piena realizzazione di una dorsale informativa unica e l’utilizzo dei flussi congiunti, per testa, provenienti non solo dalla banca dati percettori, ma soprattutto dai sistemi informativi lavoro delle Regioni. Il sistema informativo unico, caratterizzato da codifiche uniformi e da standard statistici condivisi, è condizione essenziale per il corretto ed efficace utilizzo dei flussi e, di conseguenza, per realizzare la convergenza tra politiche passive e attive.  Un primo passo deve consistere nell’accelerazione del processo di informatizzazione dei servizi per il lavoro (rilascio delle certificazioni, istituzione del fascicolo personale web)”.
Un punto piuttosto controverso riguarderà certamente “alcune ipotesi di intervento emerse in sede di confronto con le Regioni. In particolare, si tratterà di valutare – si legge nel Documento del Governo - la creazione di una sede unica, localmente insediata, per accedere a politiche passive e attive (accordo Inps e enti coinvolti nella gestione dei servizi per l’impiego. Da questo punto di vista, l’attuale quadro istituzionale prevede che le politiche attive siano assegnate alla competenza legislativa concorrente di Stato e Regioni (rientrano nella nozione di “tutela e sicurezza del lavoro”), mentre quelle passive (rientrando nella nozione di “previdenza sociale”), sono di competenza esclusiva dello Stato. Lo Stato e le Regioni concordano sulla opportunità di attivare un percorso che, sulla base degli obiettivi e dei principi generali enunciati, consenta di pervenire alla stipula di un accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni entro il 30 giugno 2012, che identifichi le linee di indirizzo della riforma e gli eventuali riassetti di enti ed organismi ritenuti necessari, ivi inclusa la proposta del governo di creare una Agenzia unica nazionale per la gestione in forma integrata delle politiche attive e dell’ASpI, partecipata da Stato, Regioni e Province autonome e caratterizzata da forte autonomia territoriale”.
Il link al Documento “La riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”:  
http://www.regioni.it/download.php?id=246889&field=allegato&module=news



( sm / 03.04.12 )

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Inflazione: dati Ocse

In Italia i prezzi al consumo sono saliti al 3,3% dal 3,2%

(regioni.it) L'inflazione annua dei paesi Ocse è al 2,8% a febbraio. L’Ocse inoltre rende noto che in Italia i prezzi al consumo sono saliti al 3,3% dal 3,2% di gennaio. L'inflazione dell'area euro e' rimasta invariata al 2,7%.
I prezzi di energia e alimentari nei paesi Ocse hanno avuto andamenti divergenti: cresciuti al 7,9% (dal 7,4% di gennaio) i primi, in contrazione dal 4,3% al 3,9% i secondi.
Tra i vari paesi membri il tasso di inflazione ha continuato a scendere a febbraio nel Regno Unito (al 3,4% dal 3,6% di gennaio) ed e' rimasto stabile in Francia (al 2,3%) e Stati Uniti (2,9%).
Il carovita e' invece aumentato in Canada (dal 2,5% al 2,6%), Italia (al 3,3% dal 3,2%), Germania (dal 2,1% al 2,3%) e Giappone (dallo 0,1% allo 0,3%).
In tutti gli altri paesi, eccetto l'India, l'inflazione e' calata, con il maggior rallentamento registrato in Cina dove si e' passati da un carovita al 4,5% di gennaio ad un 3,2% in febbraio, il tasso piu' basso dal giugno 2010. Una consistente frenata e' stata rilevata anche nella Federazione Russa e (al 3,7% dal 4,2%) e in Brasile (dal 6,2% al 5,8%).
A livello mensile, i prezzi al consumo nell'area Ocse sono saliti dello 0,4% a febbraio: dello 0,7% in Germania, dello 0,6% nel Regno Unito, dello 0,4% in Italia, Francia, Usa e Canada e dello 0,2% in Giappone.

 

 



( red / 03.04.12 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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