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Regioni.it

n. 2012 - mercoledì 11 aprile 2012

Sommario
- Il 12 Conferenza delle Regioni
- Sanità e normativa antincendio: serve piano finanziario nazionale
- Corte Costituzionale boccia Codice Turismo
- Caldoro: piano di rientro anche per il trasporto pubblico locale
- Rossi: sviluppo infrastrutture e mobilità in Toscana
- Istat: tra i giovani cresce il consumo di alcol

+T -T
Corte Costituzionale boccia Codice Turismo

Sentenza numero 80 del 2012

(regioni.it) Il turismo è competenza delle Regioni. La Sentenza numero 80 della Corte Costituzionale del 2 aprile ha dichiarato illegittimo l'articolo 1 – ma non solo quello - del decreto legislativo n.79 del 23 maggio 2011. Gli articoli bocciati sono contenuti nel "Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo".
Codice che incide sui rapporti tra Stato e Regioni in materia turistica e fuoriesce – afferma la Consulta - dai limiti della delega.
In particolare sono stati bocciati dalla Corte Costituzionale 19 articoli del Codice del Turismo varato dal precedente Governo.
Con questa sentenza la Consulta ha accolto in parte il ricorso di Umbria, Toscana, Puglia e Veneto contro quello che era stato definito  il “Codice del Turismo”. Si tratta del decreto legislativo del maggio 2011 che, nelle parti impugnate - ha riconosciuto la Consulta - interviene in materie di competenza regionale.
Ad esempio l’art. 2 di questo provvedimento contiene i «princìpi sulla produzione del diritto in materia turistica» e pone le condizioni per l’intervento legislativo dello Stato nella stessa materia, “riprendendo alcune affermazioni contenute nella sentenza di questa Corte n. 76 del 2009”.
Si tratta di disposizione del tutto nuova, che, pur nell’intenzione di adeguare la normativa ai princìpi stabiliti nella giurisprudenza costituzionale, per sua stessa natura incide sui rapporti tra Stato e Regioni in materia turistica e fuoriesce pertanto dai limiti della delega. Il seguito legislativo delle sentenze di questa Corte richiede, comunque, una manifestazione di volontà, pur generale e di principio, del legislatore delegante. In caso contrario, sarebbe il potere esecutivo delegato ad inserire nuove norme nell’ordinamento, in diretta attuazione di orientamenti giurisprudenziali di questa Corte, superando il potere legislativo del Parlamento delegante.
“Per quanto sopra detto – afferma la Consulta - la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2 dell’allegato 1 del d.lgs. n. 79 del 2011 è ammissibile e fondata, per violazione degli artt. 76 e 77, primo comma, in relazione all’art. 117, quarto comma, Cost. “.
La Consulta ha in parte rigettato il ricorso della Regioni che chiedevano di censurare l'intero provvedimento, ma ha accolto le contestazioni relative ai singoli articoli e alle singole norme, perchè alcune di esse "disciplinano ex novo i rapporti tra Stato e Regioni".
In particolare la Sentenza della Consulta dichiara:
1) l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 (Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, a norma dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nonché attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprietà, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio), nella parte in cui dispone l’approvazione dell’art. 1, limitatamente alle parole «necessarie all’esercizio unitario delle funzioni amministrative» e «ed altre norme in materia», nonché degli artt. 2, 3, 8, 9, 10, 11, comma 1, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 20, comma 2, 21, 23, commi 1 e 2, 30, comma 1, 68 e 69 dell’allegato 1 del d.lgs. n. 79 del 2011;
2) inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, del d.lgs. n. 79 del 2011, in relazione all’art. 4, commi 1 e 2, dell’allegato 1 del medesimo decreto legislativo, promossa dalla Regione Umbria per violazione degli artt. 76 e 77, primo comma, della Costituzione;
3) inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, del d.lgs. n. 79 del 2011, in relazione all’art. 19 dell’allegato 1 del medesimo decreto legislativo, promossa dalla Regione Veneto per violazione degli artt. 76 e 77, primo comma, Cost.;
4) inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, del d.lgs. n. 79 del 2011, in relazione all’art. 24 dell’allegato 1 del medesimo decreto legislativo, promossa dalle Regioni Toscana, Puglia, Umbria e Veneto per violazione degli artt. 76 e 77, primo comma, Cost.;
5) non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, commi 1 e 2, dell’allegato 1 del d.lgs. n. 79 del 2011, promossa dalla Regione Umbria per violazione dell’art. 117, quarto comma, Cost.;
6) non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 19 dell’allegato 1 del d.lgs. n. 79 del 2011, promossa dalla Regione Veneto per violazione degli artt. 117, quarto comma, 118 e 120 Cost.;
7) non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 24 dell’allegato 1 del d.lgs. n. 79 del 2011, promossa dalle Regioni Toscana, Puglia, Umbria e Veneto per violazione degli artt. 117, terzo e quarto comma, 118, primo comma, e 120 Cost., e del principio di leale collaborazione.

                              

Sentenza Corte Costituzionale 80/2012 "Codice Turismo - Regioni Toscana, Puglia, Umbria e Veneto" - 06.04.2012

  

 
 
 
  





( gs / 11.04.12 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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