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Regioni.it

n. 2020 - lunedì 23 aprile 2012

Sommario3
- "Osservasalute" 2011: spesa sanitaria italiana inferiore a quella di altri Paesi
- Protezione civile: Regioni, Comuni e Province chiedono un Ddl
- Istruzione: Regioni su proposta di legge autogoverno istituzioni scolastiche
- Agricoltura: Regioni per negoziato riforma PAC
- Regioni su nuovo fondo europeo per la pesca, FEAMP 2014-2020
- Istat: fiducia consumatori al minimo

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"Osservasalute" 2011: spesa sanitaria italiana inferiore a quella di altri Paesi

(regioni.it) IX Rapporto Osservasalute (2011). I servizi sanitari sono a rischio per il peso dei tagli economici che possono far diminuire la risposta dei servizi e in particolare l’attività di prevenzione. La situazione è insostenibile “soprattutto nelle Regioni sottoposte a piano di rientro''.  
E la spesa italiana per la sanità è ''inferiore a quella di altri Paesi come Gran Bretagna, Germania e Francia, ma il suo valore è comunque allineato alla media dei Paesi dell'OCSE''.
Comunque la spesa sanitaria pubblica in rapporto al PIL, a livello nazionale, passa dal 6,07% nel 2002 al 6,87% nel 2008. La spesa va da un massimo di 10,46% della Campania a un minimo di 5,24% della Lombardia.
Anche nel 2010, si rileva inoltre nel Rapporto Osservasalute 2011, il Servizio Sanitario Nazionale ''si conferma complessivamente in disavanzo: 2,325 mld di euro circa: il disavanzo è notevolmente diminuito rispetto ai 3,251 mld del 2009''.
Dall'indagine arriva un giudizio positivo in merito al funzionamento degli ospedali, ''usati in modo sempre più appropriato'', mentre ''migliora l'efficienza gestionale delle cure ospedaliere'': ''i dati del 2009 confermano il trend in forte diminuzione del tasso di ospedalizzazione e parallelamente delle giornate di degenza. Il tasso complessivo a livello nazionale è leggermente inferiore allo standard di 180 ricoveri per 1.000 abitanti fissato dalla programmazione, ed ormai solo 8 regioni presentano tassi superiori a tale soglia''.Diminuiscono anche i giorni ''trascorsi
inutilmente in ospedale: La degenza media, sostanzialmente stabile da anni, nel 2009 mostra un lieve decremento rispetto all'anno precedente (da 6,8 a 6,7 giorni)''.
Il personale con lavoro flessibile varia da un minimo di 2,2% in Veneto a un massimo di 10,8% in Sicilia e 12% in Valle d'Aosta.
Per quanto riguarda poi la trasparenza delle Aziende ospedaliere sul fronte liste d'attesa, emerge che nel 2011 solo il 44% di esse pubblica online i dati sulle attese. I dati maggiori si osservano, a pari merito, in Piemonte e Friuli Venezia Giulia (100%).
Gli italiani colpiti dalla crisi economica tagliano dove possono, a partire dal cibo e dallo sport, mentre aumenta l'utilizzo di farmaci antidepressivi e sale il rischio suicidi. Si taglia anche a tavola: si rinuncia per esempio a frutta e verdura. Aumenta il consumo di farmaci antidepressivi, cresciuto di oltre quattro volte in una decade, passando da 8,18 dosi giornaliere per 1000 abitanti nel 2000 a 35,72 nel 2010.
Il Rapporto rileva anche come non si registri alcun miglioramento rispetto agli stili di vita pericolosi per la salute. Cosi', ad esempio, gli italiani sono sempre più grassi (nel 2010 il 45,9% degli adulti è in eccesso ponderale, contro il 45,4% del 2009), sedentari, colpiti da malattie croniche, mentre si e' ben lontani dalla vittoria nella lotta ad alcol e fumo.

http://www.osservasalute.it/

 

 

 
SALUTE: CRISI FA LIEVITARE SPESA PER FARMACI, +10,7% IN 3 ANNI

 



( red / 23.04.12 )

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Protezione civile: Regioni, Comuni e Province chiedono un Ddl

Presentato un documento congiunto in Conferenza Unificata

(regioni.it) Il “Provvedimento normativo per il riordino della protezione civile” è stato posto all’ordine del giorno della Conferenza Unificata del 19 aprile. In quella sede la Conferenza delle Regioni, l’Anci e l’Upi hanno presentato al Governo un documento congiunto, formulando una serie di emendamenti.
Nella introduzione agli emendamenti si legge che “la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’ANCI e l’UPI, nel condividere l’esigenza di una riforma del sistema nazionale di protezione civile, propongono una prima bozza di emendamenti finalizzati a migliorare la proposta di provvedimento approvata dal Consiglio dei Ministri, nell’ottica della leale collaborazione e nel tentativo di contemperare le esigenze di sostenibilità finanziaria dell’intero sistema e di chiarezza del modello di governance, in considerazione delle differenti realtà territoriali.
Ciò premesso, la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’ANCI e l’UPI ribadiscono la propria netta contrarietà all’ipotesi di adozione del provvedimento con decreto legge. Attesa la necessità di un confronto col sistema delle autonomie regionali e locali la strada del disegno di legge è l’unica per noi percorribile. A questo fine la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’ANCI e l’UPI si impegnano a elaborare in tempi rapidissimi i contenuti di un testo condiviso”.
Il documento integrale è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it ed il link è :
http://www.regioni.it/download.php?id=250175&field=allegato&module=news



( red / 23.04.12 )

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Istruzione: Regioni su proposta di legge autogoverno istituzioni scolastiche

(regioni.it) Le Regioni hanno esaminato il testo della proposta di legge “norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche statali e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti”, all’esame della Camera. Pur condividendo lo spirito del testo, la Conferenza delle Regioni (nella seduta del 19 aprile) ha approvato un documento cu cui sono formulati specifici emendamenti all’articolo 11. Il testo è stato poi pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it” ed il link è:
http://www.regioni.it/download.php?id=250167&field=allegato&module=news 
Si riporta di seguito il documento integrale.
Osservazioni sulla proposta di legge norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche statali e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti 
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, esaminato il testo attualmente all’esame della Commissione VII della Camera in sede legislativa, ne condivide sostanzialmente obiettivi e principi ispiratori.
Con specifico riferimento all’articolo 11 della proposta di legge, che coinvolge più strettamente le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, la Conferenza chiede di apportare le seguenti modifiche:
 al comma 4 sostituire le parole “Le Regioni possono…” con “Ciascuna Regione può….”
 al comma 5 modificare la frase: “…di competenza delle Regioni o su richiesta di queste” con “ …di competenza della Regione o su richiesta di questa

 riformulare il comma 6 nel seguente modo: “Le Regioni d'intesa con gli Enti Locali e le autonomie scolastiche possono definire gli ambiti territoriali, all’interno dei quali possono istituire Conferenze di ambito territoriale che sono il luogo del coordinamento tra le istituzioni scolastiche, gli Enti locali, i rappresentanti del mondo della cultura, del lavoro e dell'impresa di un determinato territorio”
 cassare i commi 7 e 8.

La Conferenza propone infine di inserire il seguente articolo 12 ter:
(Disposizioni particolari per le Regioni a Statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano)
Sono fatte salve le competenze delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano che provvedono alle finalità della presente legge in conformità ai propri Statuti speciali e alle relative norme di attuazione.

Roma, 19 aprile 2012



( red / 23.04.12 )

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Agricoltura: Regioni per negoziato riforma PAC

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato il 19 aprile un documento di osservazioni per il l negoziato sulle proposte legislative della Commissione Europea per la “Riforma della PAC” dopo il 2013. Il “contributo” delle Regioni è poi stato poi illustrato dall’Assessore Dario Stefàno (coordinatore della Commissione Agricoltura per la Conferenza delle Regioni) nel corso di un’audizione di fronte alla Commissione Agricoltura della camera dei Deputati.
Il documento integrale è stato pubblicato nella sezione “Conferenze del sito www.regioni.it ed il link è: http://www.regioni.it/download.php?id=250169&field=allegato&module=news 
Nelle “Considerazioni di carattere generale” si sottolinea che “le proposte avanzate dalla Commissione sembrano andare incontro solo a parte degli obiettivi definiti dalla Comunicazione “The CAP towards 2020: Meeting the food, natural resources and territorial challenges of the future”. Quel documento poneva l’accento sulla necessità di salvaguardare il potenziale agricolo europeo e di riconoscere una adeguata remunerazione ai beni pubblici prodotti dal settore agricolo e dai territori rurali, nonché di garantire che la qualità e la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari fossero incrementate e valorizzate”.
“Il documento prendeva in esame anche il tema della redistribuzione delle risorse finanziarie dedicate ai pagamenti diretti, auspicando un riequilibrio tra gli Stati Membri da raggiungere attraverso un sistema capace di tenere in considerazione le differenze socio–economiche dei diversi territori europei e di evitare drastiche riduzioni dei budget nazionali. Il primo nodo da affrontare, quindi, riguarda le modalità di applicazione del principio di equità nella distribuzione delle risorse fra gli Stati membri, che non trova adeguata rappresentazione nelle proposte varate dalla Commissione. Quest’ultima, infatti, adotta un approccio attraverso il quale vengono operati tagli, alle risorse destinate ai singoli Stati Membri (SM), in funzione della distanza tra pagamenti medi ad ettaro, così come rilevati tra gli Stati Membri, e la media europea (flate rate). Tale approccio non consente di tenere in debito conto le differenze sociali, economiche e strutturali che differenziano il variegato panorama agricolo europeo, disattendendo gli auspici contenuti nella stessa Comunicazione del 18 novembre 2010 e nella Comunicazione sul budget “Europa 2020” del 29 giugno 2011. Tutto ciò, rischia, cosi, di incrementare le attuali sperequazioni, soprattutto a danno dei sistemi agricoli a maggiore intensità di lavoro”.
Problematiche, sottolineano le Regioni nel loro documento, che “ rischiano di avere un riverbero negativo maggiore in alcuni Paesi, come l’Italia, che hanno mantenuto il riferimento storico dei pagamenti. La flessibilità accordata, per gestire questo passaggio, sembra del tutto insufficiente, anche alla luce delle attuali proposte regolamentari, a garantire la tenuta di diversi importanti comparti agricoli.  In definitiva, la regolamentazione proposta disattende completamente l’obiettivo della semplificazione, della chiarezza delle linee d’intervento, della coerenza fra portata degli obiettivi e risorse finanziarie disponibili”.



( red / 23.04.12 )

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Regioni su nuovo fondo europeo per la pesca, FEAMP 2014-2020

Posizione illustrata da Dario Stefàno in Commissione agricoltura della Camera

(regioni.it) L’assessore Dario Stefàno – coordinatore della Commissione Agricoltura per la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome – ha esposto, nel corso di un’audizione che si è tenuta alla Camera  (il 19 aprile presso la Commissione Agricoltura), i contenuti principali di un documento (approvato dalla Conferenza delle Regioni lo stesso 19 aprile) relativo al nuovo Fondo Europeo per gli affari marittimi  e la pesca (FEAMP)  2014-2020. Il testo integrale è consultabile nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it al link: http://www.regioni.it/download.php?id=250168&field=allegato&module=news 
“Con il nuovo FEAMP (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca) – si legge nel documento delle Regioni - la Commissione Europea intende rafforzare il settore, attraverso il finanziamento di misure in favore dell’innovazione, della diversificazione e di un approccio sempre più attento alla sostenibilità ambientale dell’attività di pesca e acquacoltura. Altrettanto importante è l’indicazione presente nel nuovo strumento finanziario a riguardo della semplificazione amministrativa e dell’incentivazione alla collaborazione tra pescatori e scienziati al fine di incoraggiare l’attuazione di una politica basata su una conoscenza esaustiva dello stato delle risorse ittiche.
Nonostante ciò, si ritiene che la proposizione per il nuovo FEAMP, pur prevedendo degli obiettivi generali condivisibili […] non tenga sufficientemente conto dei risultati valutativi e degli impatti dell’attuale PCP (Politica Comune della Pesca), quanto, piuttosto, dell’esigenza di riduzione, nel bilancio comunitario, della spesa a sostegno del settore ittico”.
Queste le Osservazioni Generali formulate dalla Conferenza delle Regioni e  delle Province autonome.
1) L’integrazione degli strumenti finanziari esistenti (FEP, sostegno alla PMI e dispositivi dell’Organizzazione Comune dei Mercati) in un unico Fondo, proposta dalla Commissione Europea al fine di assicurare una maggiore semplificazione, di fatto potrebbe implicare un aumento della complessità burocratica delle disposizioni normative, provocando un non auspicabile aumento dei costi di gestione amministrativi e un rallentamento nell’utilizzo dei fondi relativi al periodo di programmazione 2014- 2020;
2) L
a dotazione finanziaria del FEAMP è solo apparentemente aumentata rispetto al FEP dato che il nuovo Fondo coprirà anche il finanziamento della Politica Marittima Europea. Ovviamente, le Regioni di Area Mediterranea sono favorevoli ad un sostegno finanziario comunitario in favore della Politica Marittima Integrata che contribuisca all’attuazione di una politica ambiziosa. Tuttavia, si sottolinea che tale obbiettivo non dovrà, in alcun caso, essere raggiunto a svantaggio del sostegno finanziario comunitario garantito per la pesca e l’acquacoltura;
3) Il nuovo FEAMP condiziona la possibilità di aiuto, agli operatori del settore, al fatto che i medesimi siano in regola con una serie di adempimenti legati al rispetto della PCP (cosiddetto principio della condizionalità). In pratica, si rischia di condizionare gli aiuti ad adempimenti di difficile dimostrazione, basti pensare alla problematica della capacità e abilità di cattura, il cui presunto mancato rispetto sta bloccando, per lo meno in Italia, gli aiuti della misura 1.3 del FEP sull’ammodernamento dei pescherecci, con gravi ripercussioni sulle imprese di pesca;
4) L’interruzione del sostegno delle misure di aiuto dirette alla flotta e l’assenza di una chiara visione di rilancio indirizzata ai giovani, lasciano supporre che il Fondo così come strutturato punterebbe soprattutto ad incoraggiare i pescatori ad abbandonare il settore.



( red / 23.04.12 )

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Istat: fiducia consumatori al minimo

Confcommercio: aumentano costi e si riduce capacità imprese

(regioni.it) La fiducia dei consumatori è in caduta libera. Secondo gli ultimi dati Istat crolla ad aprile la fiducia dei consumatori, toccando il punto piu' basso da gennaio 1996.
Il dato passa dal 96,3 di marzo a 89,0. In calo tutte le componenti, in particolare clima economico generale (da 85,4 a 72,1), clima futuro (da 86,3 a 76,6)  e situazione corrente (da 102,6 a 96,7).
E' nel Mezzogiorno e nel Nord-Est che il crollo e' piu' marcato, con l'indice che perde quasi 10 punti.
Mentre Confcommercio rileva che nel primo trimestre 2012 calano le imprese in grado di fronteggiare il proprio fabbisogno finanziario senza alcuna difficolta' (36,1%) e, per la prima volta dal 2008, quelle che ottengono meno credito di quello richiesto o non lo ottengono (quasi 37%) sono piu' numerose di quelle che lo ottengono.
 

 

 

 23.04.2012 Osservatorio credito I trimestre 2012: sempre più numerose le imprese che non ottengono credito Aumentano i costi e si riduce la capacità delle imprese di far fronte al proprio fabbisogno finanziario 84/2012



( red / 23.04.12 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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