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Regioni.it

n. 2114 - lunedì 1 ottobre 2012

Sommario
- Costi politica: Errani, cedere parte di autonomia di fronte all'urgenza di una scelta
- Costi politica; Zaia, Formigoni e De Filippo all'Ansa: attuare subito nostre proposte
- Costi politica: Marini, Scopelliti, De Filippo su macroregione
- Formigoni: no ad ulteriori tagli al trasporto pubblico locale
- Toscana e Umbria su accise carburanti
- Costi politica: Molise "taglia" un terzo dei Consiglieri

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Costi politica; Zaia, Formigoni e De Filippo all'Ansa: attuare subito nostre proposte

(regioni.it) “Al Governo dico: avanti tutta con il decreto che taglia i costi della politica regionale. Il suo aiuto e' determinante. Noi presidenti di Regione siamo monolitici, compatti: chiediamo un provvedimento che tagli i costi; siamo persone responsabili, non come molti presidenti delle Province che hanno portato avanti una difesa a oltranza”. Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ragiona, in una intervista all'Ansa (il 30 settembre), sulle misure che il governo si accinge a varare per tagliare i costi della politica dopo il 'caso Lazio'. E ricorda che ''personalmente ho fatto come scelta di vita: quella di non avere l'auto blu, né rimborsi chilometrici, né telepass”.
“Ci sarà una riduzione di oltre 300 consiglieri – spiega il Presidente del Veneto, soffermandosi sulle misure che andranno al Consiglio dei ministri giovedì prossimo (4 ottobre, ndr) - anche se  c'è già una legge che lo prevede. Il Veneto è l'unica Regione che si è da tempo adeguata, modificando il proprio statuto. Non solo: abbiamo eliminato i vitalizi, bloccato a due mandati la rielezione di assessori e presidente, varato la nuova legge elettorale senza listini bloccati e abbassati gli stipendi per ben due volte”.
“Il Governo nazionale - prosegue Zaia - ha lo strumento e l'appoggio da parte delle Regioni: noi ci impegniamo  a non impugnare questo provvedimento, che abbiamo anzi voluto. L'esecutivo approfitti di questo momento anche per eliminare e riallineare la babele delle indennità: da quelle del sindaco del comune piu' piccolo fino a quelle dei consiglieri regionali. Per adesso ci sono fortissime sperequazioni all'interno degli stessi enti, e tra un ente e un altro”.”Io mi aspetto dal Governo che ci sia un segnale e chiedo che siano introdotte sanzioni e commissariamenti. Anche perché - avverte - il Veneto non può pagare il conto per qualche cialtrone che si comporta male. La verità è che ci sono realtà per nulla virtuose. Anche sul fronte dei commissariamenti, lo ribadisco, il governo dovrebbe esprimere il meglio di sé”. Questa azione di 'pulizia', secondo il Presidente del Veneto, “aiuterà a riportare serenità”. Zaia però non è favorevole a provvedimenti - ai quali i ministri starebbero lavorando – per limitare i poteri delle Regioni. “Non voglio certo fare il sindacalista delle Regioni - dice - ma siamo di fronte ad un Governo che fa scelte centraliste. Piuttosto, se le Regioni devono essere delegittimate a suon di decreti, meglio è indire subito un referendum per riportare le decisioni in capo al popolo. Sulle competenze non transigo: sarebbe un sopruso toglierle alle Regioni; un Governo tecnico non può togliere competenze, piuttosto abbia il coraggio di indire un referendum”. Infine, sulle macroregioni, Zaia dice: ''Io credo fermamente nella Costituzione italiana, il fallimento è stato rappresentato dalla gestione centralista. Sono per tutto quello che porta autonomia e federalismo. Ritengo che tutto sta in piede se si da' federalismo: il tema importante per gli italiani è avere governi territoriali autonomi. Ricordo le parole del capo dello Stato il quale ha detto che il federalismo non è una scelta ma una necessità, una vera assunzione di responsabilità; del resto e' scritto anche nella Costituzione”.
Categorico anche il Presidente della Lombardia: “Mi auguro che il Governo recepisca le indicazioni arrivate dai noi presidenti di Regioni: abbiamo fatto proposte molto serie, realistiche, fattibili in tempi rapidissimi e impegnative. Siamo stati noi stessi a chiedere che le Regioni eventualmente inadempienti siano penalizzate con delle sanzioni. Questa clausola, che può prevedere, per esempio, riduzioni nei trasferimenti statali, impedirà qualunque furbizia”. Roberto Formigoni, in una intervista all'ANSA, dice la sua sul decreto per i tagli dei costi della politica regionale che il Governo si appresta a portare al Consiglio dei ministri. 
“Se il Governo sta alle proposte che abbiamo fatto noi - spiega rispondendo ai dubbi di chi chiede se non verranno presentati ricorsi - è ovvio che no: siamo noi che le abbiamo chieste; e' un patto d'onore che abbiamo fatto tutti, anche se è vero che in passato è accaduto che qualcuno abbia cercato di fare il furbo e di schivare l'ostacolo. Per questo abbiamo lavorato due giorni e abbiamo avanzato precise proposte al Governo”. “Se poi il Governo avesse altre proposte - aggiunge - parliamone, siamo pronti a discuterne. Altrimenti ci aspettiamo che il Governo vada nella direzione da noi indicata. Che è stata illustrata al capo dello Stato, il quale l'ha apprezzata, e agli esponenti dell' Esecutivo, che non ci hanno fatto osservazioni”. Rispetto alle indiscrezioni secondo le quali il Governo si appresterebbe a mettere mano ad un disegno di legge che intervenga sulle competenze delle Regioni, Formigoni spiega: “dovrebbe essere una riforma costituzionale, dunque impossibile da fare in questa legislatura. Mi auguro - chiarisce - che la prossima sia una legislatura costituente e quindi che si affronti tema delle riforme in maniera globale: fino ad ora si è proceduto a 'spizzichi e bocconi' e questo ha, senza dubbio, provocato danni. Io chiedo che si eviti di fare  l'errore di avanzare una proposta che sarebbe parzialissima”.
A proposito dalla riforma del Titolo V della Costituzione, che secondo molti avrebbe attribuito troppi poteri alle Regioni, il Presidente della Lombardia invita a ''fare un bilancio onesto, distinguendo chi ha ben lavorato e chi no: non tutte le Regioni sono uguali. Alcune hanno utilizzato al meglio le competenze attribuite dal Titolo V, e per esempio, nella sanità, hanno costruito sistemi eccellenti, altre hanno accumulato debiti miliardari. Così anche nel campo infrastrutture: in Lombardia, per esempio, la riforma dei trasporti ha significato la fusione tra Trenitalia e ferrovie Nord Milano in un'unica società che sta dando risultati molto positivi”. Insomma, “non è vero che la riforma del Titolo V della Costituzione ha procurato solo guai: questo e' avvenuto laddove non si e' e' stati capaci di governare''. Anche la proposta, cara a Formigoni, di ridurre a tre le Regioni, creando altrettante 'macroregioni' e', ovviamente, una proposta che necessita di una riforma costituzionale. “Abbiamo iniziato a parlarne con altre Regioni del Nord: i primi passaggi sono a costituzione invariata, e prevedono che si mettano in comune alcune competenze. Poi, ovviamente, servono dei passaggi costituzionali, ma e' significativo che alcuni Governatori si siano già espressi a favore''. “Sara' dunque il nuovo Parlamento a doverlo fare. Le macroregioni vogliono dire avere minori costi e maggiore efficienza. Alcune Regioni hanno ormai dimensioni inaccettabili: hanno la grandezza di una Provincia e costi eccessivi. Le macroregioni non vogliono certo eliminare le identità dei territori - rassicura Formigoni - che anzi possono e devono essere valorizzate, e non mirano a promuovere nuove forme di centralismo. Piuttosto servono per competere con le grandi regioni europee”. Anche in Germania, conclude Formigoni, stanno avvenendo processi di questo tipo e bisogna essere 'grandi' per stare sul campo di fronte ai colossi economici mondiali: ''il sistema delle Regioni deve essere piu' competitivo. E l'unione fa la forza”.
Il decreto che il governo varerà nei prossimi giorni e che taglia i costi delle Regioni ''va nella direzione che noi governatori abbiamo indicato e di cui abbiamo parlato al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà e al Presidente della Repubblica.  Oggi è urgente agire, c'è una separazione evidente tra mondo reale e politica, e le Regioni non possono essere il contrario opulento della società civile''. Il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, in una intervista all'ANSA, interviene sulle misure che l'Esecutivo si appresta a mettere in campo. “'Lo strumento del decreto - spiega - sgombra il campo della discussione da dilazioni e ulteriori ritardi o ripensamenti. Negli anni passati il processo di autoriforma delle Regioni sui costi della politica non e' stato veloce e avrebbe meritato tempi piu' stretti”. “Serve un decreto - aggiunge il Presidente lucano- poi le misure si possono migliorare ulteriormente o se ne possono aggiungerne altre in altri provvedimenti, ma ora è condivisibile una azione netta che consenta innanzitutto di rendere omogenee le situazioni e il rango istituzionale che i Consigli regionali devono avere: non ci possono essere 'legislazioni speciali' che determinano differenze inconcepibili”.Dalla prossima legislature entreranno in vigore le nuove misure che riguardano il numero dei consiglieri. “Ma da subito - ragiona De Filippo - si puo' attuare la riduzione e  finalizzazione dei costi dei gruppi consiliari e i controlli dei costi da parte di organismi autorevoli, come la Corte dei Conti, proposta dai presidenti delle Regioni. Inoltre si agirà immediatamente su commissioni, 'monogruppi', benefit, indennità e rimborsi vari''. I presidenti potrebbero attivare subito anche il taglio degli assessori, ma De Filippo ammette che ''c'e' un problema politico rilevante. Si sono costituiti governi regionali basati su coalizioni, serve certamente anche su questo punto un percorso virtuoso ma ora mi sembra complicato''. 
De Filippo non e' poi un assertore della costituzione delle macroregioni. ''E' evidente - ragiona - che il versante delle dimensioni non e' stato un requisito per assicurare l'equilibrio finanziario. Su questo tema sono molto cauto: io credo che si debbano strutturare meglio programmi e progetti di collaborazione, alleanze e intese su una serie di temi, a partire dalle infrastrutture, e in termini più perentori, ma le identità costituzionali delle Regioni sono un patrimonio nazionale al quale non rinuncerei. Qualche passo positivo nella direzione di piu' forti alleanze tra le Regioni e' stato fatto in questi messi grazie anche al  ministro per la Coesione territoriale, Barca''. 
Infine, De Filippo è scettico sull'ipotesi secondo la quale il Governo starebbe lavorando ad un provvedimento per sottrarre alcuni poteri alle Regioni. ''Le vecchie Province presto non ci saranno piu' - conclude - e i nuovi enti che le sostituiranno si occuperanno solo di quattro materie. In Basilicata, per esempio, avremo una sola Provincia ed una Regione. Io credo che i poteri gestionali vadano gestiti da chi e' vicino al territorio; a qualcuno quelle deleghe andranno consegnate”.


( red / 01.10.12 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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