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Regioni.it

n. 2119 - lunedì 8 ottobre 2012

Sommario
- Balduzzi: tagli sanità, ''Qualcuno forse ci starà lavorando, io no"
- PMI: stretta collaborazione Veneto-Basilicata
- Catricalà: disegno di legge di rango costituzionale per rivedere Titolo V
- Costi politica: Formigoni e Rossi
- Monti: voglia di rinascere è enormemente grande in Emilia-Romagna
- Riduzione costi: Cota e Durnwalder

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Costi politica: Formigoni e Rossi

(regioni.it) Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, spiega: ''Noi presidenti di Regione abbiamo concordato con il governo una serie di tagli agli emolumenti di presidenti, assessori, consiglieri, gruppi politici; e questo e'
giusto in un momento di difficolta' economica dei cittadini, ma ci opporremo con tutte le nostre forze se volessero ancora ridurre i trasferimenti, se volessero togliere soldi alla sanità, al trasporto pubblico, ai servizi che noi dobbiamo rendere ai cittadini''. I tagli non devono colpire i servizi ai cittadini e in tal senso  sarebbe ''buttare via il bambino con l'acqua sporca della corruzione, che invece va buttata e va impedito che torni''.
Formigoni ha spiegato che ''e' in atto un attacco alle autonomie italiane: Regioni, Comuni e Province''.
''Hanno strangolato i Comuni – ha sottolineato Formigoni - riducono di numero in maniera molto alta le Province, intendono tagliare ulteriormente i finanziamenti alle Regioni per le politiche attive''.
Per Formigoni “bisogna impedire che ritorni ma non si puo' pensare di costruire un'Italia piu' moderna ed efficiente ritornando al vecchio Stato centralista, borbonico e napoleonico, quello non ha funzionato, ha fallito. Oggi si parla di correzione o abolizione del Titolo quinto rinnovato della Costituzione. E' sbagliatissimo: ci sono alcune regioni che hanno utilizzato male le risorse, puniamo quelle Regioni, aboliamo quelle regioni. Ma ci sono alcune regioni, e non parlo solo della Lombardia che hanno utilizzato molto bene i principi di autonomia costruendo sistemi sanitari che funzionano, sistemi di trasporto migliori del passato, realizzando delle efficienze che lo Stato centrale non potrebbe più fare''. 
''Io dico di no -ha ribadito Formigoni - a un governo che si lasciasse prender la mano da una volonta' di raccogliere consenso a basso prezzo, cavalcando un'ondata populista che non puo' portare lontano; forse puo' portare consenso al governo nell'immediato ma non fa bene al Paese''.
Sui costi della politica è intervenuto anche  il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: ''Noi siamo gia' a livelli molto bassi per quanto riguarda i costi della politica. Mi sembra che altri dovranno adattarsi. Personalmente se ci sara' da cambiare qualcosa me ne infischio perche' non faccio politica per soldi ma per passione e perche' sono mosso da ideali. Fino al 2000 sono stato pagato come un operaio della Piaggio e non davo certo di meno di oggi''.
''Dobbiamo pero' ricordare - ha aggiunto Rossi - che le varie manovre Monti e Tremonti hanno provocato un taglio del 25% delle entrate della Regione, pari a 600 milioni, e che gli ultimi colpi di maglio alla sanita' toscana sono nell'ordine del 7-8% pari a altri 500 milioni''. Per Rossi, ''di questo nessuno parla a causa di un 'porco' che faceva i suoi comodi con il denaro pubblico. Si risolva rapidamente il problema e si torni presto a parlare delle cose serie, ovvero come si salva lo stato sociale e la sanita' a fronte di questi tagli''.
''Vedo sui giornali tutto un attacco alle societa' partecipate. Se noi facciamo utili con le societa' partecipate dobbiamo darle al privato perche' continui ad arricchirsi? E' una domanda che pongo a tutti i 'fondamentalisti-liberisti' che mi sembra vogliano approfittare della situazione per espropriare societa' pubbliche, di tutti i cittadini, che magari fanno utili e valorizzano il loro azionariato'', ha sottolineato  il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.
''Se ci sono societa' in perdita - ha aggiunto - e' giusto essere attenti e criticati, ma laddove ci sono realta' che aumentano il valore delle loro azioni e che ricavano anche utilie' diverso. Quando noi facciamo utili in delle societa' e vediamo crescere il valore del fondo, non dimentichiamo che questo e' il valore del fondo dei cittadini toscani. E' laToscana che cresce''.
Rossi ha ricordato che le azioni dell'aeroporto di Pisa (di cui la Regione detiene il 16,9%) ''sono cresciute del 30%, e se quei soldi li avessimo messi in banca a un interesse dell'1,5% non avremmo fatto lo stesso servizio per i cittadini toscani''. Per Rossi ''non va poi scordato anche che chi mettiamo nei Cda di queste societa', per legge regionale, prende 30 euro a seduta. Vorrei vedere i costi dei Cda di banche e grandi societa'''.


  
 
 
 


( red / 08.10.12 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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