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Regioni.it

n. 2121 - mercoledì 10 ottobre 2012

Sommario
- Legge di stabilità e riforma del titolo V: le preoccupazioni delle Regioni
- Riduzione costi politica: impegno congiunto Presidenti Regioni e Consigli regionali
- Regioni: impegno su costi politica, preoccupazione per legge stabilità
- Conferenza delle Regioni l'11 ottobre
- Balduzzi: ripensare i tagli alla sanità
- Formigoni: Assessore Zambetti già sollevato dall'incarico

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Regioni: impegno su costi politica, preoccupazione per legge stabilità

I commenti e le dichiarazioni di Errani, Cascio, Cota, Zaia, Rollandin, Dellai, De Filippo e Caldoro

(regioni.it) “Abbiamo una fortissima preoccupazione” sulla legge di stabilità:”su sanità, istruzione e servizi sociali insistono manovre che compromettono la possibilità di erogare servizi''. Così il presidente Vasco Errani, al termine della conferenza delle regioni del 10 ottobre. “Su sanita', istruzione, servizi sociali insistono manovre che in questi due anni hanno prodotto tagli di numerosi miliardi'', ha proseguito Errani. “Ciò compromette nei fatti la possibilità di erogare i servizi, in un momento di grave crisi economica".  Quanto, invece, alla riforma del titolo V della Costituzione “è un errore l'intervento  unilaterale del governo"e per le Regioni, su questo tema, e' “urgente un confronto”. “Gli squilibri attuali – spiega Errani - sono dovuti anche alla mancata attuazione del federalismo: del federalismo fiscale non si e' vista traccia, ne' della Camera o del Senato delle Autonomie”. “Il problema risiede nel non aver dato compiutezza ed equilibrio al disegno di autonomia ed al federalismo proclamato in piu' occasioni - ha ribadito Errani - e questo approccio ha prodotto squilibri anche in relazione all'attuazione delle politiche di cui e' opportuno si faccia carico l'intera filiera delle istituzioni. Chiediamo al Governo di capire verso quale quadro le istituzioni stanno andando''.
Il presidente della Conferenza  delle Regioni Vasco Errani, al termine della riunione con la  Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative, sulla riduzione dei costi della politica ha poi detto che oggi si è fatto “un altro passo in avanti nella direzione giusta”. Così  l'esito dell'incontro che si e' svolto per fare il punto sul decreto  sui tagli ai costi della politica. “Siamo determinati nel portare avanti con celerità la riduzione dei costi della politica applicando il decreto del Governo”: queste le parole del presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, pronunciate al fianco del coordinatore delle Assemblee dei Consigli regionali, Francesco Cascio, dopo l'incontro. Conferenza delle Regioni ed Assemblee, hanno spiegato Errani e Cascio, ''riaffermano la centralità delle istituzioni regionali, come elemento costitutivo della Repubblica” e chiedono al Governo ''un incontro urgente per definire le modalità attuative del decreto”.  “Cascio ha confermato che ''i risparmi verranno attuati in tutte le Regioni. Questo sarà un percorso virtuoso”.
“Le Regioni intendono agire rapidamente e in modo incisivo sui costi della politica'': a sostenerlo e' il Presidente del Piemonte, Roberto Cota, in una pausa dei lavori, ancora in corso, della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. “Questo argomento - osserva Cota - va messo tuttavia al riparo rispetto al federalismo, che è una grande opportunità e che oggi è sottoposto ad un attacco assurdo. In Italia, infatti, c'e' bisogno di un vero federalismo fiscale. Siamo pronti, in ogni sede, a rappresentare questa esigenza oggettiva dei territori”. Cota si sofferma anche sui tagli alla sanità.”Tagliare significa non poter assicurare i servizi”, conclude.
Il presidente del Veneto, Luca Zaia, invita all'avanti tutta sui tagli ai costi della politica. ''Sui costi della politica - ha detto Zaia - si è  fatto un ulteriore passo avanti nella Conferenza di oggi”.  “Per quanto riguarda il Veneto - ha aggiunto - abbiamo rinnovato la nostra totale disponibilità a provvedere in tempi celeri a sostenere un progetto unitario per tutte le Regioni, da nord a sud, per i tagli dei costi della politica relativamente a indennità, finanziamenti dei gruppi politici e trattamenti previdenziali”. Zaia ha ricordato infine che il Veneto, ''con senso di responsabilità da parte di tutto il Consiglio regionale, già un anno fa ha provveduto in larga misura ad attuare le riforme, attestandosi oggi, fra l'altro, come l'unica Regione che nel proprio Statuto ha diminuito il numero dei consiglieri”.
La  Basilicata ha ''a cuore la salute dei cittadini e l'ambiente'' e ''la sicurezza energetica del Paese'' ma ''avversa i progetti di riforma del Titolo V della Costituzione fatti dal Governo, non tanto per il rischio che possano portare a concreti sviluppi, essendo difficile concludere un iter di revisione costituzionale in questo scorcio di legislatura, ma per contrastare i germi di una cultura di mancanza di dialogo verso la quale non solo esprimiamo poco apprezzamento ma anche preoccupazione''. Lo ha detto, attraverso l'ufficio stampa della giunta regionale, il governatore lucano, Vito De Filippo (Pd), in relazione all'ipotesi di cambiamento delle prerogative delle Regioni sulle autorizzazioni per le estrazioni petrolifere. Per De Filippo, “dopo la stagione del federalismo a tutti i costi e contro ogni ragionevolezza, questo ultimo disegno di legge del governo sembra figlio di una repentina conversione emozionale alla cieca osservanza di un centralismo che va dal turismo ai trasporti dalle comunicazioni, appunto all'energia”.
De Filippo ha poi ricordato che quando le scelte su nuove trivellazioni o rigassificatori ''vengono fatte senza un percorso di condivisione con le popolazioni che quel territorio lo abitano, non ci sono solo rischi per la qualita' della democrazia, con l'affermazione di una sorta di colonialismo
centralista, ma anche rischi per la riuscita degli stessi progetti''. In ogni caso, ha concluso il Presidente lucano “non posso non difendere un bastione fondamentale, ossia la necessità della fiducia nello Stato inteso in tutte le sue articolazioni, e questa fiducia verrebbe meno, con conseguenze nefaste e difficilmente contenibili, se i territori si sentissero traditi e sopraffatti sapendo che prima o poi potrebbe toccare a tutti''.
“L'antipolitica non deve essere l'elemento ispiratore delle riforme così come non crediamo che un ritorno al centralismo sia la sola risposta al contenimento della spesa pubblica dello Stato''. Lo dichiarano i presidenti della Regione Valle d'Aosta, Augusto Rollandin e del Consiglio regionale, Emily Rini, in una nota congiunta diffusa a margine dell'incontro tra Assemblee legislative e Governi regionali, svoltosi oggi a Roma.”La Valle d'Aosta - spiegano Rollandin e Rini – resta infatti fermamente convinta della centralità delle istituzioni regionali in quanto elemento costituivo e fondante della Repubblica, così come sostiene il principio della democrazia di prossimità, che garantisce servizi diretti ai cittadini e un immediato corrispondente delle reali aspettative ed esigenze della comunità”. La Valle d'Aosta ha chiesto la convocazione urgente dei Coordinamenti delle Assemblee e delle Regioni a Statuto speciale, considerata la ''necessita' di fare fronte comune con le autonomie differenziate''.
Quanto al tema dei costi della politica, ''la Valle d'Aosta intende fare la sua parte nel dibattito sulle Regioni per quanto attiene la revisione dei costi - aggiungono i presidenti della Regione e del Consiglio della Valle d'Aosta - ma nel pieno convincimento che determinati interventi debbano rimanere in capo all'autonomia decisionale e costituzionale propria delle Regioni a Statuto speciale. La Valle d'Aosta - proseguono - ha già intrapreso un percorso di contenimento, cominciato, in sede di Assemblea regionale, con l'approvazione di una risoluzione sul funzionamento dei gruppi consiliari che si concluderà, entro la settimana prossima, con il deposito di una proposta di legge”.
La Regione autonoma Valle d'Aosta non esclude poi la possibilità di ricorrere alla Corte costituzionale contro la legge di stabilità varata dal Governo ''qualora non venissero rispettati i principi statutari e sentitamente il principio dell'intesa che dovrebbe presidiare la disciplina dei rapporti finanziari tra Stato e Regione, che il Governo, sempre più spesso, ha disatteso”. Lo ha detto oggi il Presidente Augusto Rollandin, precisando che l'iniziativa sarebbe intrapresa “a garanzia del rispetto della normativa che sostiene i principi fondanti dell'autogoverno”.
'Il metodo e il merito che sono stati scelti non possono essere accettati perché, tra l'altro, rischiano di penalizzare proprio quelle realtà (come le Province autonome di Trento e Bolzano) nelle quali un ordinamento autonomistico preesistente rispetto alla riforma del 2001 si è da sempre caratterizzato per il rispetto del principio di responsabilità”. Cosi' il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, commenta quanto emerso dalla Conferenza delle Regioni sulla riforma del Titolo V della Costituzione. “Era nell'aria da tempo - spiega - l'esigenza di riprendere in mano il progetto costituzionale sul federalismo a fronte dei cambiamenti di contesto, ma anche sulla base delle esperienze, con luci e ombre, fin qui realizzate. Il Governo ha voluto dare un segnale forte in questa direzione, presumibilmente anche a fronte dei recenti comportamenti censurati dall'opinione pubblica in alcune regioni italiane e all'esigenza di recuperare efficienza e tempestività nell'azione amministrativa”.
Sul metodo “auspico che il Governo e il Parlamento - sottolinea Dellai - non vogliano andare in questa direzione, mettendo cosi' a repentaglio gli assetti istituzionali di quella parte di Italia che funziona e decidano invece di aprire, con i tempi che servono, una discussione con tutti gli attori istituzionali interessati. Alle inefficienze di alcune realtà e agli eccessi delle pulsioni separatiste non si può rispondere infatti con restaurazioni centralistiche e stataliste, ma rilanciando il concetto dell'autonomismo responsabile, secondo le migliori tradizioni del Nord Italia”.
"Una discussione avviata, siamo pronti, abbiamo fatto alcune proposte". Così il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, interviene, al termine della Conferenza delle Regioni, sulla riforma del titolo V della Costituzione.  “Sono convinto - spiega il Presidente - che alcune materie concorrenti vadano definite meglio. E'necessario stabilire cosa compete allo Stato e cosa alle Regioni. Credo sia una discussione utilissima ma va fatta insieme. E’ una questione di metodo, propedeutica a soluzioni migliori”. Quanto alla Legge di Stabilita', Caldoro afferma: ''Attendiamo il testo definitivo ma siamo molto preoccupati sui trasporti e sulla sanità. Per il trasporto pubblico locale non ci dovrebbero essere ulteriori riduzioni con una possibile integrazione del fondo anche se restano i tagli degli scorsi anni. Per la sanità si prospetta un riduzione che non è sostenibile. In questi settori - conclude il il Presidente della Campania – siamo già al limite delle condizioni da offrire ai cittadini''.

dalle agenzie di stampa:                              

++ L. STABILITA': ERRANI, SERVIZI A RISCHIO ++

COSTI POLITICA: CASCIO (CONSIGLI REGIONALI) SU TAGLI, PARAMETRO REGIONE VIRTUOSA E' CONFUSO =

FEDERALISMO. COTA: OGGI SOTTOPOSTO AD ATTACCO ASSURDO

COSTI POLITICA: ZAIA, AGIREMO VELOCEMENTE E IN MODO PUNTUALE

REGIONI: RINI E ROLLANDIN (VDA),NO A RIFORME DA ANTIPOLITICA

REGIONI: DELLAI, GOVERNO COSI' PENALIZZA CHI E' RESPONSABILE SU RIFORMA TITOLO V, DOPO CONFERENZA DELLE REGIONI

REGIONI: DE FILIPPO, SIAMO CONTRO RIFORMA DEL TITOLO V

REGIONI: CALDORO, SU TITOLO V DISCUSSIONE VA FATTA INSIEME



( red / 10.10.12 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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