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Regioni.it

n. 2126 - mercoledì 17 ottobre 2012

Sommario3
- XXIX Assemblea ANCI: Delrio e Monti
- Internazionalizzazione: Confronto Regioni - ICE
- Vetrella: trasporto pubblico locale rischia blocco totale
- Decreto sanità: testo corretto, Balduzzi annuncia fiducia
- Censis e Caritas denunciano fragilità sociale
- Politiche sociali: Rambaudi, con aumento Iva a cooperative costretti a taglio dei servizi

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XXIX Assemblea ANCI: Delrio e Monti

(regioni.it) E’ iniziata il 17 ottobre a Bologna la XXIX Assemblea annuale dell’ANCI. Nella giornata inaugurale l'intervento del presidente del Consiglio, Mario Monti, e la relazione introduttiva del presidente dell'Anci Graziano Delrio. Sul sito dell’Associazione il programma, gli eventi a latere e i documenti utili.
Il Presidente della Repubblica, GiorgioNapolitano, ha inviato un messaggio al Presidente dell'Associazione nazionale comuni italiani, Graziano Delrio: “nell'attuale difficile crisi economica è indispensabile - sottolinea Napolitano - perseguire il prioritario obiettivo di risanamento della finanza pubblica anche attraverso il coinvolgimento delle istituzioni territoriali. A questo fine - rileva il Capo dello Stato - il riordino delle province, l'istituzione delle citta' metropolitane e la previsione dell'esercizio associato di funzioni da parte dei piccoli comuni costituiscono un gia' maturo concreto rinnovamento del sistema istituzionale locale volto a favorire un uso più razionale delle risorse umane e finanziarie, un migliore coordinamento e una maggiore efficienza dell'attività amministrativa svolta ai diversi livelli istituzionali.      L'impegno richiesto e' certamente complesso, essendo indispensabile - sottolinea ancora - promuovere percorsi virtuosi di collaborazione del sistema delle autonomie con il mondo produttivo e le componenti della società civile in modo da non far mancare il necessario sostegno ai giovani, alle categorie piu' deboli e alle imprese in difficoltà. Nella certezza che, a fronte di queste nuove e gravose sfide, l'ANCI sapra' ancora una volta fornire il suo prezioso contributo progettuale, invio a tutti i presenti il mio augurio per un proficuo svolgimento dei lavori congressuali”.
“Caro presidente della Repubblica le rivolgiamo da questa bellissima città un affettuoso saluto e un ringraziamento per l'attenzione e la vicinanza ai Comuni italiani, ai Sindaci e agli amministratori”, ha detto il presidente dell'Anci Graziano Delrio. “La sua guida e il suo insegnamento, fatto di parole e gesti - ha affermato Delrio - hanno rappresentato per noi e tutt'ora rappresentano in questi mesi di enorme preoccupazione, un costante riferimento, una bussola per procedere. Noi – ha sottolineato - guardiamo a lei; lei ascolti la nostra voce”.
“I Comuni e le città sono parte  di una risposta alla crisi sia economica sia della politica, le città sono risorse per risolvere il problema. La crisi complessiva politica e istituzionale è ormai conclamata - I sindaci, nonostante gli strumenti di governo siano  stati ridotti, hanno fatto di difficoltà virtù e se c'è stata  tenuta sociale ciò è stato grazie soprattutto alle amministrazioni locali”.
“Siamo qui a chiedere autonomia e più responsabilità, queste sono le condizioni per una maturazione  del sistema democratico”, ha detto ancora il presidente dell'Anci Graziano Delrio. “Prima soffiava il tempo del federalismo, oggi soffia un vento  contrario, ma noi non siamo degli autonomisti pentiti”, ha aggiunto  Delrio secondo il quale il "federalismo e' stato soprattutto nel  trasferimento di funzioni alle Regioni e molto poco federalismo municipale”. “Basta con la deresponsabilizzazione”, ha aggiunto.
L'Anci non accetta altre manovre finanziarie con tagli lineari per i prossimi anni: “non possiamo sostenerle e, mi creda, la corda si e' spezzata. Se non ci saranno risposte né dal governo né dalla maggioranza che lo sostiene - ha affermato Delrio - chiederemo a Parlamento e Governo di dirci quali servizi dobbiamo garantire ai cittadini e quali chiudere”.
Delrio ha chiesto anche al governo, rispetto ai piccoli comuni,  che quelli che "intraprendono il percorso dell'unione e della fusione  sia riconosciuta l'esenzione dal patto di stabilità, altrimenti  rischiamo che la riforma rimanga a metà”.
“Patto di stabilita' e Imu vanno  profondamente rivisti". ha detto il sindaco di Roma e Presidente del consiglio nazionale dell'Anci Gianni  Alemanno. “Il patto di stabilità e' un vincolo insopportabile -ha  sottolineato- e ottuso”. Il primo cittadino ha chiesto dunque una  modifica del patto di stabilità affinché “venga riconosciuta ai Comuni la possibilità di liberare risorse importanti per i territori". Inoltre Alemanno ha ribadito la necessità che l'intero  gettito Imu torni nelle casse dei Comuni. “Se dobbiamo metterci la
faccia -ha concluso- ci sia data anche l'autonomia di decidere le  aliquote e di pagare eventuali errori".
Secondo il Presidente del Consiglio, Mario Monti, intervenuto all'assemblea Anci a Bologna, “La crisi aleggia, sovrasta e minaccia, ma svanirà prima o poi. Siamo riusciti pare ad evitare l'abisso di una crisi finanziaria”. “Ci si lamenta che non ci sono segnali di crescita, ma era inevitabile. Tutte le nostre azioni però - ha precisato - sono state rivolte alla crescita”.
L'azione del governo in materia economica è stata “brutale”, ma grazie alla comprensione vostra e dei cittadini italiani “abbiamo evitato, almeno per ora, che in Italia si verificassero quelle visibili e violente reazioni sociali di forze, dall'organizzato all'anarchico, che abbiamo visto in altri Paesi sottoposti a le stesse drastiche cure di risanamento. Non abbiamo agito di fino, col bisturi, su tempi prolungati – aggiunge - ma abbiamo dovuto evitare una catastrofe”. E poi chiosa: “i benefici della prevenzione si avvertono in un tempo lontano, diceva Kofi Annan. I danni di politiche economiche poco responsabili si avvertono in un futuro poco lontano”.
“Il sindaco Merola ha detto offriamo al governo un'alleanza leale con i comuni per il bene del Paese. Io sono qui perché ho accettato questa alleanza”, ha sottolineato Monti. “Delrio sa bene – aggiunge - che dopo le prime settimane di stordimento nella attività del nostro governo abbiamo presto capito con chi sarebbe stato opportuno per il governo impegnarsi a fondo in una situazione difficile per costruire un'alleanza: e siete stati voi”.
Poi il tema corruzione. “E' un espressione che non mi piace, ma capita anche a me di farlo: io metto la faccia per il Paese”. Monti rivela che l'Emiro del Qatar gli ha chiesto di recente perché in passato non si sia fatta una seria lotta alla corruzione in Italia. “Io - commenta il premier - non posso non ritenere che anche una legge seria contro la corruzione sia fondamentale per attrarre gli investimenti e per sbloccare anche per quella via la crescita del Paese". Comunque “Sulla legge contro la corruzione siamo in dirittura d'arrivo” e questo provvedimento, spiega, sarà “lo strumento fondamentale per creare attrattività del Paese e crescita". Persino l'emiro del Qatar, “non il re di Norvegia”, non investe di piu' in Italia perché teme la “corruption”. “Tutto il lavoro mio e del governo va nella direzione di sgomberare dall'Italia, un po' alla volta, quel materiale che blocca nei fatti l'economia, che sono le rendite di posizione e i privilegi” e “credo che i governi che seguiranno non potranno che essere migliori, perché avranno capito, in base a quest'anno di esperienza, cosa i cittadini vogliono e cosa occorre al Paese”.


( red / 17.10.12 )

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Internazionalizzazione: Confronto Regioni - ICE

(regioni.it) Si è tenuto il 17 ottobre un incontro tra il Presidente dell’ICE, Riccardo Monti, e la Commissione attività produttive e internazionalizzazione della Conferenza delle Regioni, coordinata da Gian Mario Spacca (Presidente della regione Marche). Ai lavori ha partecipato anche una della delegazione delle Camere di Commercio, guidata dal Presidente di Unioncamere nazionale Ferruccio Dardanello.
Il confronto si è tenuto nella sede della Conferenza delle Regioni presso la sede della Conferenza delle Regioni, alla vigilia della seconda riunione della Cabina di regia sull’internazionalizzazione. “Le Regioni – ha detto Spacca – apprezzano gli sforzi per realizzare un modello coordinato di riferimento fra tutti gli attori che operano nel sistema dell’internazionalizzazione: dalla nuova agenzia ICE, alle Regioni alle camere di commercio. Il Presidente Spacca ha sottolineato infine “l’esigenza di un più forte coordinamento tra le Regioni, tra queste e le Camere di Commercio e, complessivamente, in tutto il sistema”.
L’odierno confronto è un ulteriore tassello - dopo il percorso condiviso con Unioncamere lo scorso 26 settembre - per rendere più efficace e fondata sulla leale collaborazione l’azione della Cabina di regia nazionale per sostenere in modo coordinato l’azione del sistema Paese per l’internazionalizzazione e per la promozione degli investimenti in Italia”.

 



( red / 17.10.12 )

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Vetrella: trasporto pubblico locale rischia blocco totale

(regioni.it) Il trasporto pubblico locale rischia ''il blocco totale''. E’ l’allarme lanciato da Sergio Vetrella, assessore della Regione Campania e coordinatore della commissione Infrastrutture e Mobilità della Conferenza delle Regioni.   
''Nel dicembre 2011 – spiega Vetrella - la Conferenza delle Regioni e il Governo avevano firmato un patto - spiega - che definiva come reperire le risorse minime indispensabili per gestire il 2012: 1200 milioni dovevano arrivare dallo Stato a cui si sarebbero aggiunti 314 milioni di fondi che ci spettavano dal 2011 e che non erano mai arrivati ed altri 148 milioni che dovevano essere  recuperati dai fondi per l'edilizia sanitaria. Altri 86 milioni il Governo li avrebbe aggiunti come premialita' a fronte del raggiungimento dei requisiti stabiliti dal Patto sul trasporto pubblico locale''.
Ma da allora non e' arrivato un euro ne' e' stato mai siglato il Patto sul trasporto pubblico locale. Ed una riunione prevista oggi con il Governo e' saltata. ''Da tempo non paghiamo piu' le fatture - lamenta Vetrella - anche con
Trenitalia abbiamo fatture non pagate. In altri casi, attingiamo a fondi accantonati, se ci sono. La situazione e' grave''.   





( red / 17.10.12 )

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Decreto sanità: testo corretto, Balduzzi annuncia fiducia

(regioni.it) E’ stata cancellata dal dl “Balduzzi” sulla sanità la deroga alla riforma delle pensioni per i dipendenti del servizio sanitario. E’ questa l’ultima novità del testo in uscita dalla Commissione Affari sociali della Camera, che ha accolto tutte le richieste di modifica della commissione Bilancio, compresa la soppressione di questa norma.
Il testo va ora alla Camera dove il governo ha già posto la questione di fiducia sul decreto sanità. Lo ha annunciato in Aula lo stesso ministro della Salute Renato Balduzzi.
Il decreto sanità è una ''importante legge in materia di salute pubblica'' ma ''soffre di una grande carenza economica''. Lo afferma il vicepresidente della commissione Affari sociali della Camera, Gero Grassi, sottolineando che ''il governo chiede la fiducia e noi del Pd voteremo nuovamente con grande senso di responsabilita'''. La legge, sottolinea Grassi, ''non risolve tanti problemi, iniziando da quello delle assunzioni nella sanità, limitate per le Regioni sottoposte a piano di rientro solo al 15%. Ci saranno interruzioni di pubblico servizio e gli ospedali soffriranno insieme ai pazienti''. Invece ''in un periodo di grave difficolta' economica si deve avere il coraggio per sanita', pubblica istruzione ed occupazione, di andare a reperire i fondi li' dove ci sono ed in abbondanza''.
E il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, dichiara: "Il governo taglia sanità e scuola, non trova i soldi nè per gli esodati, nè per gli investimenti, ma si permette di spendere 14 miliardi nei caccia F35. Basta, non ce li possiamo permettere".

 


( red / 17.10.12 )

Rapporto 2012 Caritas e ricerca Censis e Fondazione Cesare Serono

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Censis e Caritas denunciano fragilità sociale

Ignorati bisogni di disabili e poveri

(regioni.it) Censis e Caritas denunciano l’attuale fragilità del nostra sistema sociale. La prima denuncia che il nostro Paese ignora i bisogni dei disabili, mentre la Caritas rileva nel Rapporto 2012 il crescente aumento delle richieste di assistenza.
Dalla ricerca Censis e Fondazione Cesare Serono emerge che l'Italia spende meno della media Ue per la protezione sociale delle persone con disabilità: 438 euro pro-capite annui contro la media dei Paesi Ue di 531 euro.
Per l'inserimento lavorativo, il tasso si ferma al 18,4% tra i 15-44enni e al 17% tra i 45-64enni. Le risorse per le attività di sostegno-integrazione a scuola sono spesso inadeguate: nel 2010-2011 circa il 10% delle famiglie ha presentato un ricorso per un aumento delle ore di sostegno.
Il rapporto caritas evidenzia che negli ultimi 3 anni, dall'esplosione della crisi, c’è un un aumento significativo degli italiani che si rivolgono alla Caritas: sono ormai il 33,3%. E sono in aumento le richieste di casalinghe (+177,8%), anziani (+51,3%), pensionati (+65,6%).
La Caritas pertanto denuncia l'incapacita dell'attuale sistema di welfare di farsi carico delle nuove forme di poverta'. Gli interventi per fornire aiuti per la sopravvivenza aumentati nei primi 6 mesi 2012 del 44,4% e sono oltre 6 mln di pasti in un anno.
Ma gli operatori Caritas riscontrano anche un nuovo desiderio di ripartire, espresso da molte persone in difficoltà: affiora la volontà di rimettersi in gioco, l’aspirazione a migliorare la propria situazione. Aumentano le persone che richiedono ascolto personalizzato e inserimento lavorativo (+34,5 e +17%); aumentano del 122,5% le attività Caritas di orientamento (professionale, a servizi, a opportunità formative, ecc.); aumenta del 174,8% il coinvolgimento di altri enti e organizzazioni.



( red / 17.10.12 )

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Politiche sociali: Rambaudi, con aumento Iva a cooperative costretti a taglio dei servizi

(regioni.it) “Con la decisione del governo  di aumentare l'Iva dal 4 al 10% per le prestazioni socio-sanitarie svolte dalle cooperative sociali i Comuni non avranno più soldi per il welfare e saranno costretti a tagliare i servizi di un ulteriore 6%. Una misura che colpirà duramente i cittadini, anche quelli che  pagano individualmente i servizi che non avranno più l'aiuto del pubblico”. Lo ha detto il 16 ottobre, al termine del consiglio regionale, l'assessore della Regione Liguria al Welfare e coordinatrice della commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni, Lorena Rambaudi.
“La legge di stabilità - ha spigato Rambaudi - non contiene alcuna novità positiva per il welfare. Nonostante l'impegno dichiarato dal ministro Fornero, non e' stato ricostituito il fondo nazionale per le politiche sociali che, in base alla richiesta delle Regioni per evitare lo smantellamento dei servizi, dovrebbe almeno essere pari al finanziamento del 2009, cioè circa 520.000.000 di euro”. Rambaudi ha stigmatizzato l'introduzione di norme che “continuano a penalizzare il settore”.
A cominciare da quelle sugli invalidi e disabili “a causa delle restrizioni nell'applicazione della legge 104, ma solo per i lavoratori del settore pubblico, e dell'assoggettabilità ad Irpef delle pensioni di invalidità e delle indennità di accompagnamento”.
“La Conferenza delle Regioni - ha concluso Rambaudi – proporrà un emendamento alla legge di stabilità per evitare il collasso del settore. Mi sembra che disabili, persone non autosufficienti e  categorie fragili stiano contribuendo un po’ troppo al risanamento del Paese. Il governo Monti si dovrebbe ricordare la terza parola chiave  della strategia di inizio mandato, e cioè l'equità. Mi sembra che l'abbia persa”.
Nel pomeriggio dello stesso 16 ottobre (ad una settimana dal suo varo in Consiglio dei ministri), il governo ha però pubblicato il testo definitivo della legge di stabilità (cfr. Regioni.it n. 2125)”: l'esecutivo ha confermato l'impianto della parte fiscale, compresi gli aspetti più criticati, come la retroattivita' dei tagli a detrazioni e deduzioni. Saltano invece alcune sforbiciate a danno dei disabili. La sorpresa positiva è stata l'eliminazione di alcune delle norme che colpivano anziani e disabili: non c'è più la tassazione dell'indennità di accompagno (la pensione di invalidità) né la riduzione del 50% della retribuzione dei dipendenti pubblici per i permessi presi per assistere i genitori disabili (per la legge 104). Rimane invece la tassazione delle pensioni di guerra e l'aumento dell'Iva dal 4 all'11% per le cooperative sociali e per i servizi socio-assistenziali a cui i Comuni ricorrono molto.
Il resto dell'impianto della manovra rimane. L'aumento delle due aliquote Iva, lascito della manovra Tremonti del luglio 2011, anziché di due punti sarà di uno solo (costo circa 3,2 miliardi) e partirà dall'1 luglio 2013. Già da gennaio partirà l'abbattimento, sempre di un punto, delle due aliquote più basse Irpef. Ma, quando si farà a maggio la dichiarazione dei redditi, gli italiani scopriranno la retroattività sul 2012 dei tagli a deduzioni e detrazioni, cioè degli strumenti che riequilibrano la tassazione sui carichi familiari. Che ci siano aspetti problematici lo conferma il fatto che il premier Mario Monti, quando i giornalisti gli hanno chiesto se si può parlare di aumento delle tasse, ha glissato evitando di rispondere. Nei prossimi giorni il Ddl inizierà in commissione Bilancio della Camera il suo iter (il 12 novembre approderà in aula).


( red / 17.10.12 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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