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Regioni.it

n. 2128 - venerdì 19 ottobre 2012

Sommario
- Cooperazione sociale: Errani, un errore aumento IVA
- Conferenza Unificata il 25 ottobre
- Conferenza Stato-Regioni del 25 ottobre
- Sanità: Lea, monitoraggio 2010
- Open days 2012: rilanciare la politica di coesione in Europa
- Istat: finanza locale e dati sull'industria

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Open days 2012: rilanciare la politica di coesione in Europa

(regioni.it) Oltre 6 mila i rappresentanti delle Regioni europee che hanno partecipato agli “Open Days 2012”, a Bruxelles dall’8 all’11 ottobre. Dibattiti e confronti per chiedere ''una politica regionale forte con un bilancio adeguato''. Gli 'Open Days 2012 si sono svolti “in un momento cruciale per il futuro della nostra politica - ha detto oggi il commissario responsabile del settore, Johannes Hahn, quando ha presentato l'avvenimento - in quanto i nostri partner regionali hanno l'opportunità di far sentire la propria voce in un periodo decisivo”. Le discussioni sul bilancio dell'Ue 2014-2020 stanno infatti entrando nella fase finale e sul tavolo ci sono riforme sostanziali sul funzionamento dei fondi strutturali. La Commissione ha messo sul tavolo la propria proposta “ed è determinata a difenderla” ha assicurato Hahn spiegando: “abbiamo a nostra disposizione uno strumento ideale per fronteggiare la crisi e vogliamo fare in modo che ogni Regione dell'Ue possa trarne beneficio. Ma abbiamo bisogno di un bilancio realistico per consentire ai fondi europei di continuare ad operare per la crescita e soprattutto per la creazione di occupazione, e di speranza”.
I lavori della decima edizione degli 'Open Days', sono stati aperti l’8 ottobre da Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, da Jos Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea e da Martin Schulz, Presidente del Parlamento europeo.
L'avvio degli Open Days 2012 e' stata l'occasione per il Presidente del Comitato delle Regioni (CdR), Ramon Luis Valcarcel, e i Presidenti di tutte le principali istituzioni dell'Ue, di sottolineare all'unisono ''la funzione essenziale della politica di coesione a sostegno della ripresa nell'Ue''. Il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, dell'Europarlamento Martin Schulz e della Commissione europea, Jos‚ Manuel Barroso, hanno inoltre messo in guardia gli Stati membri sul fatto che “eventuali tagli al bilancio comunitario comprometteranno il ruolo chiave svolto dagli enti regionali e locali negli investimenti a favore della crescita. Il Presidente del CdR ha affermato: "tutti riconoscono che la politica di coesione è uno strumento fondamentale per rilanciare la nostra economia e realizzare gli obiettivi della strategia 2020 per la crescita e l'occupazione. Il CdR si aspetta quindi che le decisioni che prenderanno i capi di Stato e di governo dell'Ue nelle prossime settimane siano coerenti con la tabella di marcia concordata dall'Unione europea per una crescita e un'occupazione “di qualità”.
Intervenendo nei lavori, il commissario europeo per la politica regionale, Johannes Hahn, ha ricordato i contenuti sostanziali della riforma proposta dall'Esecutivo Ue, sostenendo innovazioni quali l'introduzione della categoria delle 'regioni in transizione' e l'applicazione della condizionalità: “E’ possibile e doveroso migliorare l'efficacia e i risultati della politica regionale - ha affermato Hahn - per questo abbiamo proposto, per la nuova politica post 2014, di sancire il principio di investimenti intelligenti, sostenibili e socialmente inclusivi tramite la concentrazione tematica nei settori che più rafforzano la crescita, il principio di condizionalità a sostegno delle riforme strutturali e una maggiore concentrazione sui risultati”.
"Dopo il voto con cui la Commissione Sviluppo Regionale dell'Europarlamento ha migliorato i criteri proposti dalla Commissione europea per l'assegnazione dei fondi della politica di coesione post-2013, ora è fondamentale fare quadrato attorno agli interessi italiani nel negoziato con il Consiglio."E' quanto affermato da Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria e relatrice del parere sul futuro della politica di coesione al Comitato delle Regioni, al termine di una riunione svoltasi a Bruxelles cui hanno partecipato i parlamentari europei Erminia Mazzoni e Francesco De Angelis, i due unici parlamentari della delegazione italiana che fanno parte del team che sta conducendo il negoziato con la Commissione Europea sul nuovo regolamento generale che dovrà definire le modalità di utilizzo dei fondi europei. I negoziati tra Parlamento, Consiglio e Commissione sono finalizzati a raggiungere un'intesa in prima lettura sulle modalità che regoleranno lo stanziamento dei quasi 400 miliardi della politica di coesione. "Si tratta di risorse cruciali per rilanciare gli investimenti e la crescita - hanno dichiarato in una nota congiunta Marini, Mazzoni e De Angelis - ragion per cui è necessario un lavoro di squadra che dia forza e prospettiva alle esigenze del sistema Italia”. In cima alle preoccupazioni della Presidente Marini e dei parlamentari europei Mazzoni e De Angelis vi è la questione del bilancio per la politica di coesione, che la Commissione europea vorrebbe rivedere al ribasso. E tuttavia le cifre inizialmente proposte sono le risorse minime necessarie se si vuole effettivamente dare slancio agli obiettivi della Strategia UE2020 nei territori. Non è poi condivisibile l'ipotesi di una riduzione degli stanziamenti per le regioni più sviluppate, dal momento che la politica di coesione - come è noto - non si esaurisce nella sua esclusiva dimensione redistributiva.
E' cambiato un mondo ed anche le regole comunitarie devono cambiare, devono essere più flessibili. La stessa normativa sugli aiuti di Stato va rivista nella nuova situazione, anche tenendo conto delle prospettive della cooperazione territoriale europea. A sostenerlo è il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo nel corso di un colloquio con il Commissario europeo alle politiche regionali Johannes Hahn in un incontro a Bruxelles, al quale hanno partecipato il presidente della Carinzia Gerard Doerfler ed il ministro dell'economia del Cantone di Sarajevo Rusmir Sendic. E proprio la cooperazione territoriale è stata il filo conduttore delle iniziative alle quali Tondo ha partecipato oggi nell'ambito degli Open Days, che per quattro giorni vedono susseguirsi dibattiti ed incontri sul ruolo e sulle funzioni delle Regioni nell'integrazione europea attraverso le politiche di coesione. Nella sede del Parlamento europeo, alla tavola rotonda seguita all'analisi delle prospettive dell'accesso della Croazia nell'Unione europea, in più occasioni fortemente auspicata da Tondo, il presidente ha parlato del percorso che si sta facendo per passare dal progetto ideale di Euroregione all'ormai concreta prospettiva del Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale "Euregio Senza Confini".Un percorso che è stato condiviso dal presidenti della Carinzia Doerfler e dell'Istria Ivan Jakovcic, dall'assessore Roberto Ciambetti del Veneto, presenti all'incontro. Nella nuova programmazione, e quindi nel nuovo indirizzo delle risorse finanziarie dell'Unione Europea, Tondo ha sostenuto che le iniziative in atto nella cooperazione territoriale europea vanno armonizzate e sostenute con strumenti flessibili.  L'armonizzazione - ha detto Tondo - riguarda in particolare l'area del Sud Est Europeo sulla quale si intersecano numerosi programmi. Lo stesso Friuli-Venezia Giulia è coinvolto contemporaneamente nel Gect, con Carinzia, Slovenia, Veneto e, si spera presto, contee Istriana e Litoraneo Montana, e nella macroregione Adriatico Ionica, senza tralasciare i programmi transfrontalieri oggi in atto sia con Austria che Slovenia. Il concetto ribadito da Tondo è di andare in una direzione che armonizzi gli interventi europei e punti alle realizzazioni concrete, con flessibilità e attenzione alle esigenze reali dei territori. In piccolo, questo sta già avvenendo, hanno sottolineato i presidenti in una conferenza stampa, proprio nella collaborazione tra Friuli Venezia Giulia, Carinzia, Istria e Cantone di Sarajevo. L'incontro è significativamente avvenuto nella "casa comune", la sede di rappresentanza di Bruxelles del Friuli Venezia Giulia, nella quale operano anche i rappresentanti degli altri tre governi regionali.
“Assicurare un'energia più  competitiva, sicura e sostenibile e' una delle sfide più rilevanti  per il futuro della nostra Europa". Così il presidente della Regione  Sardegna, Ugo Cappellacci, ha sintetizzato il parere sulla Energy Road Map 2050, che ha presentato come relatore, approvato dal Comitato  delle Regioni Ue, riunito a Bruxelles. “Con la road map 2050 - ha detto Cappellacci - la Commissione ha avviato la definizione degli obiettivi di lungo periodo che attribuiscono grande importanza all'efficienza energetica, alla  produzione da fonti rinnovabili, al ruolo chiave della tecnologia per  la riduzione delle emissioni. Quelli ai quali le Regioni sono chiamate a dare un contributo positivo sono scenari produttivi anche per le  imprese e per l'economia, e rappresentano una reazione decisa alla  crisi: un sistema energetico sicuro e sostenibile e' fondamentale per migliorare la competitività e la crescita di tutti i Paesi europei.Occorre inoltre - ha aggiunto - che la road map sia seguita da misure concrete, che considerino attentamente che le differenti disponibilità e il tipo di risorse tra le diverse regioni influiscono sulla facilità di accesso a un nuovo sistema infrastrutturale  energetico paneuropeo. Occorre pertanto risolvere i problemi di  isolamento energetico che ancora gravano su alcuni Stati membri e  Regioni”. “La discussione sulla road map - ha concluso il Presidente - è anche un'importante occasione di confronto per rilanciare il ruolo  della politica, a tutti i livelli, che su questi grandi temi deve  dimostrare lungimiranza e attenzione ai bisogni delle nuove generazioni”. E quella che ha partecipato agli OPEN DAYS e ai lavori del Comitato delle Regioni UE è una Sardegna che rivendica il riconoscimento della propria specialità, ma lo fa con proposte e progetti che rappresentano un contributo qualificato alle politiche comunitarie. Lo ha spiegato il presidente Ugo Cappellacci, a margine dell'illustrazione a Bruxelles dei progetti della Regione Sardegna in materia di green economy e sviluppo sostenibile. “Nell’aprile 2011 il Governo regionale ha adottato – ha ricordato il Presidente della Sardegna - un pacchetto di misure inerenti la politica energetico-ambientale che da un lato ha favorito il raccordo con le linee di indirizzo dell’Unione europea (oggi la Sardegna è coordinatrice territoriale del Patto dei Sindaci) e, dall’altro, ha avviato il progetto regionale Smart City - Comuni in Classe A. Si tratta di uno degli strumenti-chiave di cui si è dotata la Regione, in linea con le direttrice strategiche dello sviluppo sostenibile e degli obiettivi comunitari e medio-lungo periodo che puntano sulla drastica riduzione delle emissioni di CO2 e il conseguente rilancio dell’ambiente come grande risorsa di una crescita eco-compatibile”.
Il Comitato delle Regioni ha approvato all'unanimità nel corso della plenaria dell'8-9 ottobre il rapporto presentato da Luciano Caveri- rappresentante della Regione Valle D'Aosta e Capo della delegazione italiana al Cdr. Il parere d'iniziativa, intitolato “Approcci regionali specifici ai cambiamenti climatici nell’Unione europea sulla base dell’esempio delle regioni montane” ha avuto come esperto il noto metereologo e climatologo Luca Mercalli, che ha partecipato alla seduta del CdR.
E’ stato Caveri nel suo breve intervento in aula a ripercorrere in estrema sintesi le ragioni del documento: “Chi segue i problemi della montagna sa che esiste una nuova sfida, il cambiamento climatico. Se è vero che lungo i millenni questi cambiamenti ci sono sempre stati, come ben si vede nella mia montagna alpina, è chiaro che oggi si è finalmente d’accordo sul fatto che certe modificazioni diventate più rapide che in passato sono legate alle attività umane. I territori montani in Europa sono un “termometro” validissimo di come i cambiamenti incideranno sempre più su usi e abitudini, obbligandoci a modificare stili di vita e approcci nei confronti di territori così delicati. Non a caso – ha segnalato Caveri – il Trattato di Lisbona riconosce le zone montante come territori meritevoli di particolare attenzione nel quadro della nuova politica di “coesione territoriale”, che si è affiancata alla coesione politica, sociale ed economica, capisaldi della politica comunitaria”.
Mercalli, da canto suo, ha ripercorso alcune parti, più propriamente scientifiche del rapporto Caveri, suscitando un vivo interesse nell’aula: “Le regioni di montagna sono altamente sensibili ai cambiamenti climatici. Basta vedere quali sono oggi le conseguenze delle variazioni di temperatura nei ghiacciai alpini e come aumentino rischi idrogeologici e vi siano pericoli per la biodiversità e cambiamenti e per l’agricoltura, il turismo estivo e invernale, la produzione idroelettrica e molto altro ancora”. Alla consapevolezza per i limiti ambientali, va aggiunto il concetto di resilienza individuale e collettiva che rende evidenti le diverse capacità di adattamento alle modificazioni in atto.
Le aree costiere e in particolare le isole e le Regioni periferiche sono quelle più esposte alle conseguenze dei cambiamenti climatici sia per gli aspetti legati alla sicurezza sia per quelli che incidono sulla perdita della biodiversità e sulla tutela degli ecosistemi. Per questo morivo la risposta dell'Europa a questi fenomeni non può non partire da queste aree. E' il concetto espresso dal Presidente
della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci.  “Se consideriamo soltanto la crescita del livello medio del mare in conseguenza dei cambiamenti climatici, alcune popolazioni costiere potrebbero subire impatti particolarmente negativi per le inondazioni e le perdite di territorio dovute all’erosione. Il parere del Comitato delle Regioni - ha aggiunto, ricordando che sul punto vi é stata una presa di posizione decisa da parte della presidenza Cipriota dell'Unione Europea – intende richiamare, sia a livello globale che europeo, la dimensione locale dell’adattamento climatico e il ruolo essenziale che gli enti locali e regionali possono e devono svolgere per affrontare questo fenomeno. Il parere - ha osservato Cappellacci - rappresenta un contribuito a importanti e prossimi appuntamenti istituzionali nonché alla formulazione della ‘Strategia di Adattamento ai Cambiamenti Climatici’, la cui pubblicazione da parte della Commissione europea è attesa per il prossimo marzo".
Durante il Comitato delle Regioni il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Luis Durnwalder, ha incontrato i vertici della Direzione generale ambiente per discutere della problematica dei predatori nelle Alpi e ha tenuto una relazione sull'autonomia su invito della minoranza tedesca del Belgio orientale. Lo comunica, in una nota, la Provincia di Bolzano.  La sessione plenaria del Comitato delle regioni UE, di cui il Presidente Durnwalder è membro, si è concentrata tra l'altro sulla discussione attorno alla proposta del Parlamento europeo di elaborare un programma 2014-2020 per assicurare la competitività alle piccole e medie imprese. A margine dei lavori il presidente Durnwalder ha incontrato Karl Falkenberg della Direzione generale ambiente dell'Ue per discutere della problematica dei predatori nelle Alpi, in particolare dell'orso.  Nel corso della trasferta a Bruxelles il Presidente Durnwalder ha tenuto anche una relazione sullo sviluppo di 40 anni dell'autonomia altoatesina su invito della comunità tedesca del Belgio orientale e ha partecipato all'inaugurazione della mostra dedicata ai 500 anni del “Landlibell” tirolese allestita nella sede dell'Euregio.
Gli “Open days” sono stati anche l’occasione per dare  forma e sostanza politica la Macroregione Adriatico-Jonico. "La Macroregione può diventare occasione di sviluppo di un'area importante e consistente del Mediterraneo”, ha detto il Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi . “In molti casi – ha aggiunto - questo nuovo aspetto amministrativo di territori politicamente e economicamente omogenei può essere considerata la novità più rilevante. Penso che la Regione Abruzzo debba cogliere al volo questa importante occasione di sviluppo e debba guidare un processo di rinnovamento che interessa l'area del Mediterraneo che l'Unione europea vede di buon occhio". A Bruxelles del resto e' stata confermata l'attenzione della Ue per progetti di Macroregione, ma anche l'interesse del governo italiano per iniziative di questa natura. L'ambasciatore italiano a Bruxelles ha confermato che il governo italiano e' pronto ad appoggiare ipotesi di Macroregione soprattutto quella Adriatico-Jonico, come nuova prospettiva di sviluppo del territorio. "Il successo di questa giornata degli Open Days - spiega Chiodi - conferma l'attenzione per un processo che l'Abruzzo deve governare e non può subire. La giornata di oggi a Bruxelles ci invita ad andare avanti, ben sapendo che la costituzione di una Macroregione non si traduce necessariamente in nuove e aggiuntive risorse finanziarie ma in una capacità progettuale che guarda il territorio".
L’idea della Macroregione Adriatico-jonica è condivisa dl Presidente della Regione Molise e Presidente dell’Euroregione Adriatica, Michele Iorio,: “Vedo con piacere- ha detto il Presidente Iorio- che il discorso che abbiamo iniziato nel 2004 a Termoli sta avendo in parallelo una serie di iniziative a livello di Governi nazionali e della Ue. Siamo giunti, finalmente, alla vigilia di quella che dovrà essere un’importante tappa di questo percorso e cioè la decisione del Consiglio europeo di dicembre di dare mandato alla Commissione di elaborare una strategia che nel 2014 possa vedere, con la Presidenza italiana, la sua definitiva approvazione. La presenza oggi a questo incontro di esponenti apicali di Autonomie locali, funzionali, di Governi regionali, di rappresentanti degli Stati e di un Commissario europeo, evidenzia come questa idea partita da lontano sia ormai giunta ad una buona maturazione. D’altro canto la “Strategia Adriatica”, una volta attuata, sarà l’unica vera iniziativa di coesione transnazionale del Mediterraneo e quindi del sud Europa. Ciò consentirà di spostare nei fatti l’attenzione della Ue al bacino Mediterraneo ed, in particolare, a quello Adriatico-Ionico e, quindi, alle sue potenzialità in termini di propulsione di nuova crescita e di uno sviluppo sostenibile da cui scaturisca nuovo benessere e nuove possibilità di crescita culturale, sociale e commerciale”. Il Presidente Iorio, poi, ha voluto ricordare quanto importante sia, in una logica di bacino, compiere delle scelte per quanto riguarda il futuro comune, in un territorio molto ampio e che coinvolge milioni di abitanti, nel campo dell’energia, della sua sostenibilità dal punto di vista ambientale, ma anche delle politiche della pesca o delle infrastrutture, nonché del turismo e di ogni altra forma di iniziativa di interscambio.
Notizie da sito www.regioni.it: 
 [Toscana]      Scaletti agli Open days di Bruxelles: “Toscana punto di riferimento del      turismo sostenibile” 
[Molise]      Il Presidente dell’Euroregione Adriatica, Michele Iorio, ha partecipato,      in mattinata, a Bruxelles, nella Sala conferenza della sede del Monte dei      Paschi di Siena, all’incontro, organizzato dalla Regione Abruzzo, sulla      “Strategia Adriatico-Ionica”.
[Abruzzo]      MACROREGIONE:CHIODI,ABRUZZO GOVERNA PROCESSO DI COSTITUZIONE 
[Sicilia]      MACROREGIONI: LA SICILIA PRESENTA A BRUXELLES PROGETTO ANTINCENDIO  
[Veneto]      OPEN DAYS 2012. CIAMBETTI: SIAMO SULLA STRADA GIUSTA. SE LAVORIAMO IN      SINERGIA POSSIAMO OTTENERE RISULTATI IMPORTANTI PER I TERRITORI 
[Abruzzo]      MACROREGIONE: DI DALMAZIO, CON PROGETTO POWERED GIA' ESISTE
Abruzzo:      Chiodi, Regione guida processo costituzione Macroregione =    
[Friuli      - Venezia Giulia] REGIONI EUROPA: TONDO, È CAMBIATO IL MONDO SI CAMBINO      ANCHE LE REGOLE 
[Abruzzo]      UE: OPEN DAYS; DOMANI CHIODI APRE GIORNATA SU MACROREGIONE 
Asca: UE.      DOMANI A BRUXELLES CHIODI APRE GIORNATA SU MACROREGIONE      
[Puglia]      Open Days di Bruxelles: La regione presente per Macroregione      Adriatico-ionica e progetto strategico IPA Alterenergy  
[Sardegna]      UE, CAPPELLACCI A BRUXELLES PER RICONOSCIMENTO REGIONI DI TRANSIZIONE E      POLITICHE ENERGETICHE; VERTICE CON COMMISSARIO HAHN      
Dire: REGIONI.      A BRUXELLES L'ABRUZZO GUIDA GLI 'OPEN DAYS'          
[Abruzzo]      OPEN DAYS: CHIODI, ABRUZZO GUIDA PARTITA SU MACROREGIONE
[Marche] Spacca a Bruxelles per la Fano-Grosseto.    
Valle d'Aosta] Caveri a Bruxelles interviene contro il governo Monti   
[Sardegna] UE, ROAD MAP 2050 - CAPPELLACCI: "ENERGIA PIÙ COMPETITIVA, SICURA E SOSTENIBILE PER AFFRONTARE LA CRISI E TUTELARE L'AMBIENTE".  
[Bolzano] Durnwalder a Bruxelles: Comitato delle regioni, colloquio sui predatori, incontri           
[Sardegna] UE - CAPPELLACCI, REGIONI COSTIERE PRIMO FRONTE EUROPEO SU CAMBIAMENTI CLIMATICI  
Asca: : Ue: Cappellacci, regioni costiere primo fronte su cambiamenti climatici =  
Adn Kroos: ENERGIA: CAPPELLACCI, SFIDA UE E' ASSICURARE QUELLA COMPETITIVA, SICURA E SOSTENIBILE =  
Asca: Ue: Cappellacci, assicurare energia competitiva per futuro Europa =    
Bolzano: Durnwalder incontra vertici direzione Ambiente a Bruxelles = 
[Umbria] fondi ue post 2013; marini: “fare quadrato” per interessi italiani 
Ansa: EUROPA-REGIONI:OPEN DAYS, MASSIMA PRIORITA'POLITICA REGIONI 
Agi: UE: CAPPELLACCI A BRUXELLES, SARDEGNA RIVENDICA SPECIALITA' = 
Ansa: UE:OPEN DAYS;SARDEGNA PRESENTA PROGETTI SVILUPPO SOSTENIBILE 
[Sardegna] UE - OPEN DAYS; SARDEGNA PRESENTA PROGETTI SVILUPPO SOSTENIBILE 
[Sardegna] UE, CAPPELLACCI A BRUXELLES PER RICONOSCIMENTO REGIONI DI TRANSIZIONE E POLITICHE ENERGETICHE; VERTICE CON COMMISSARIO HAHN   
[Molise] 10ma settimana europea delle Città e delle Regioni (Open Days 2012)
Asca: Ue: Cappellacci vertice con Hahn per Regioni in transizione =
[Bolzano] Durnwalder due giorni a Bruxelles: Comitato delle Regioni e incontri
Ansa: EUROPA-REGIONI:HAHN,OPEN DAYS CRUCIALI PER POLITICA ADESIONE
Ansa: UE: REGIONI; HAHN, OPEN DAYS CRUCIALI PER POLITICA COESIONE COMMISSARIO,INSIEME CHIEDIAMO POLITICA FORTE E BILANCIO ADEGUATO

 



( red / 19.10.12 )
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