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Regioni.it

n. 2129 - lunedì 22 ottobre 2012

Sommario
- Costi della politica: Conferenza delle Regioni il 24 ottobre
- Errani: costi politica, decreto va corretto
- Il 25 ottobre Conferenza Regioni ordinaria
- La nuova Giunta della Regione Lombardia
- Province: Umbria discute riordino
- Ilva di Taranto: Rapporto Progetto Sentieri Istituto Superiore di Sanità

Verificare sistema controllo Corte dei Conti e l'effettiva applicazione

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Errani: costi politica, decreto va corretto

Correggere norme su funzionamento

(regioni.it) Il decreto va corretto. Lancia l’allarme il presidente dell'Emilia-Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, sul decreto sui costi della politica, perchè altrimenti si rischia la sua effettiva applicazione. Il decreto non può essere di intralcio al funzionamento degli Enti.
"Abbiamo chiesto al Governo – spiega Errani nel suo intervento in aula sulla delibera di riordino delle Province - un decreto sui costi della politica delle Regioni perche' era giusto e urgente intervenire, anche qui". Ma quel decreto, sostiene Errani, "va modificato in modo sostanziale, non sui costi ma sulle norme che riguardano il funzionamento".
Va corretto il rapporto tra "il sistema di controllo della Corte dei Conti e l'effettiva applicazione delle politiche" da parte delle Regioni. Perche' su questo punto, sostiene Errani, "nel decreto c'e' un problema, e non per un concetto astratto di autonomia come isolamento, che fa solo danni". Per questo, spiega Errani, "ho chiesto al Governo di fare una verifica" su come si applica il decreto, per vedere "se siano garantite le possibilità di governo delle Regioni".
Errani ha quindi ribadito che come Regioni ''abbiamo chiesto noi al Governo un decreto sui costi della politica, era giusto e urgente intervenire''. Allo stesso modo ora, a quel decreto chiede ''modifiche sostanziali, ma non sui costi, bensi' sulle norme del funzionamento'', per definire meglio ''il rapporto tra poteri'' e ''la realizzazione delle politiche''. E non perche' si voglia un 'governatore' con piu' poteri: anzi, Errani critica sia ''un esercizio muscolare'' che ''ha portato danni'' e sia ''la malcelata idea di autonomia con isolamento''. Ma per quel principio di leale cooperazione istituzionale a cui non pensa sia utile rinunciare. Aggiunge il presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, sempre nel dibattito in Aula a Bologna sul riordino delle Province: ''Molti di noi ritengono che il modo in cui e' stato imposto questo riordino abbia dei limiti strutturali e sostanziali'', perche' ''e' indispensabile una riforma organica della seconda parte della Costituzione''.
"Continuo a pensare che occorra una riforma istituzionale coerente ed equilibrata. Detto questo - aggiunge Errani - c'e' una legge, ha dei limiti, non abbiamo mancato di sottolinearli'', ma va applicata e in Emilia-Romagna ''vogliamo realizzare una riforma che dia un equilibrio migliore al governo del territorio''.
Serve una riforma istituzionale che guardi a tutti i pezzi (Stato, Regioni, Autonomie locali), non un pezzo alla volta: ''Non sara' mai possibile in un impianto federale non avere materie concorrenti'', ma ''e' indispensabile che le materie concorrenti vengano risolte nella Camera delle Autonomie, come avviene in altre Nazioni''.
Certo un livello istituzionale non puo' apporre ostacoli a un 'interesse nazionale', che pero' e' da definire ''in un luogo dove i diversi livelli istituzionali trovano una sintesi''. E il fatto che non si sia realizzato questo luogo ''e' certamente un problema''.
Anche per le Province sarebbe stato preferibile ''un riordino dal basso, come avevo proposto al Governo'', ha detto, partendo dai territori. Una volta pero' espresse tutte queste 'critiche', il riordino voluto dal Governo Monti ormai e' legge e ''le leggi – precisa Errani - le dobbiamo applicare''.

 


( red / 22.10.12 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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