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Regioni.it

n. 2136 - mercoledì 31 ottobre 2012

Sommario3
- Cancellieri: insieme elezioni regionali di Lazio, Lombardia e Molise
- Agricoltura: Ddl anticemento, via libera in Conferenza Unificata
- Trattamento dati sensibili: adozione del Regolamento
- Vendola assolto dall'accusa di concorso in abuso d'ufficio
- Crocetta: la scheda biografica del neo Presidente della Regione Siciliana
- Istat: dati su disoccupazione, incidenti stradali e inflazione

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Cancellieri: insieme elezioni regionali di Lazio, Lombardia e Molise

Prima data utile è il 27 gennaio

(regioni.it)  Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri ha confermato che le elezioni Regionali di Lazio, Lombardia e Molise si svolgeranno n un'unica giornata.
Secondo il Ministro  la prima data utile è il 27 gennaio.
Altre notizie dalel agenzie:


( red / 31.10.12 )

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Agricoltura: Ddl anticemento, via libera in Conferenza Unificata

(regioni.it) Per quanto riguarda il disegno di legge  sulla tutela dei terreni agricoli “abbiamo dato parere favorevole”, un giudizio positivo “ legato ad alcuni emendamenti che il Governo ha accolto”. Lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani al termine della Conferenza Unificata del 30 ottobre.”Abbiamo apprezzato le parole del Ministro” – ha aggiunto Errani -  laddove è “chiaramente emerso” che non è certo per responsabilità delle Regioni  se sono trascorsi  40 giorni dal varo del Ddl in Consiglio dei Ministri,  il tempo è stato necessario, ha spiegato Errani  “per costruire un lavoro puntuale ed efficace”. Il parere favorevole delle regioni, condizionato all'accoglimento di alcune osservazioni, al ddl anticemento, era stato al termine della riunione della i l'assessore all'Agricoltura della Puglia e coordinatore della Commissione Politiche agricole Dario Stefano."Daremo un parere favorevole - aveva detto lasciando la sede della Conferenza delle Regioni- condizionato all'accoglimento di alcune osservazioni".
L’impegno delle regioni è stato riconosciuto dallo stesso Ministro delle politiche agricole , Mario Catania: “la Conferenza unificata ha dato il via libera al disegno di legge contro il consumo del suolo. Le Regioni e gli Enti locali hanno ritenuto di fare alcune proposte emendative in larga parte condivisibili. Un primo passaggio istituzionale e' stato completato. Questa non può che essere considerata una buona notizia da tutti coloro che credono che la cementificazione dei terreni agricoli del Paese sia un'emergenza nazionale. Ora – aggiunge il Ministro - il nostro obiettivo è quello di proseguire nell'iter previsto, che richiede un ulteriore passaggio a Palazzo Chigi prima del coinvolgimento del Parlamento, per fare in modo che questo provvedimento diventi legge prima della fine dell'attuale legislatura”.      

[file audio] Dichiarazione del presidente Vasco Errani al termine della Conferenza Stato-regioni del 30.10.2012

 



( red / 31.10.12 )

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Trattamento dati sensibili: adozione del Regolamento

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni del 25 ottobre ha approvato  il seguente documento sul trattamento dei dati sensibili e giudiziari di competenza della Regione/Provincia autonoma (pubblicato nella sezione "conferenze" del sito www.regioni.it).

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La competenza per l’adozione del regolamento (Giunta/Consiglio) è definita dallo Statuto.
 
 
 
LA GIUNTA REGIONALE/PROVINCIALE
IL CONSIGLIO REGIONALE/PROVINCIALE
 
 
 
VISTO il Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “ Codice in materia di protezione dei dati personali”, di seguito chiamato Codice;
 
CONSIDERATO che
-          gli articoli 20, comma 2, e l’articolo 21 comma 2 del Codice, stabiliscono che nei casi in cui una disposizione di legge specifichi la finalità di rilevante interesse pubblico, ma non i tipi di dati sensibili e giudiziari trattabili ed i tipi di operazioni su questi eseguibili, il trattamento è consentito solo in riferimento a quei tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento, in relazione alle specifiche finalità perseguite nei singoli casi;
-          il medesimo art. 20, comma 2, prevede che detta identificazione debba essere effettuata nel rispetto dei principi di cui all’art. 22 del citato Codice, in particolare assicurando che i soggetti pubblici:
a)      trattino i soli dati sensibili e giudiziari indispensabili per le relative attività istituzionali che non possono essere adempiute, caso per caso, mediante il trattamento di dati anonimi o di dati personali di natura diversa;
b)      raccolgano detti dati, di regola, presso l’interessato;
c)      verifichino periodicamente l’esattezza, l’aggiornamento dei dati sensibili e giudiziari, nonché la loro pertinenza, completezza, non eccedenza ed indispensabilità rispetto alle finalità perseguite nei singoli casi;
d)     trattino i dati sensibili e giudiziari contenuti in elenchi, registri o banche di dati, tenuti con l’ausilio di strumenti elettronici, con tecniche di cifratura o mediante l’utilizzazione di codici identificativi o di altre soluzioni che li rendano temporaneamente inintelligibili anche a chi è autorizzato ad accedervi;
e)      conservino i dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale separatamente da altri dati personali trattati per finalità che richiedono il loro utilizzo;
-          sempre ai sensi del citato art. 20, comma 2, detta identificazione deve avvenire con atto di natura regolamentare adottato in conformità al parere espresso dal Garante per la protezione dei dati personali (di seguito denominato Garante), ai sensi dell’art. 154, comma 1, lettera g);
-          il parere del Garante può essere fornito anche su “schemi tipo”;
-          l’art. 20, comma 4, del Codice, prevede che l’identificazione di cui sopra venga aggiornata e integrata periodicamente;
PRESO ATTO del provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del 30 giugno 2005, in base al quale i soggetti pubblici titolari di trattamenti di dati sensibili e giudiziari, ma non dotati di potestà regolamentare a rilevanza esterna, devono promuovere l’adozione di un regolamento sul trattamento dei dati sensibili e giudiziari da parte della competente amministrazione a cui gli stessi fanno riferimento, la quale eserciti, ad esempio, poteri di indirizzo e controllo;
 
RITENUTO, pertanto, di dover procedere all’aggiornamento del Regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari ai sensi  degli articoli 20 comma 2 e 21 comma 2 del Codice, di cui sono titolari la Regione (la Regione/la Giunta Regionale) / Provincia autonoma, le aziende sanitarie,  gli enti e agenzie regionali, gli altri enti per i quali la Regione/Provincia autonoma esercita poteri di indirizzo e controllo, compresi gli enti che fanno riferimento a due o più Regioni, che individua i tipi di dati che devono essere utilizzati e le operazioni che tali soggetti titolari devono necessariamente svolgere per perseguire le finalità di rilevante interesse pubblico di loro competenza individuate per legge;
 
RITENUTO OPPORTUNO, per quanto riguarda gli enti interregionali che fanno riferimento a due o più Regioni, promuovere adeguate forme di leale cooperazione in relazione agli ambiti interregionali coinvolti per garantire il rispetto dell’autonomia delle altre Regioni;
 
RITENUTO OPPORTUNO adottare nuovamente un unico regolamento per il trattamento di dati sensibili e giudiziari di cui sono titolari sia la Regione (la Regione/ la Giunta) /Provincia autonoma che gli enti sopra richiamati, al fine di assicurare il rispetto dei principi di semplificazione, armonizzazione ed efficacia delle modalità previste per l’esercizio dei diritti da parte degli interessati, nonché l’adempimento degli obblighi da parte dei titolari del trattamento, ai sensi dell’articolo 2 del Codice;
 
VISTO lo schema tipo di Regolamento per il trattamento di dati sensibili e giudiziari di competenza della Regione/Provincia autonoma, delle aziende sanitarie, degli enti e agenzie regionali/provinciali e degli altri enti vigilati e controllati dalla Regione/Provincia autonoma, approvato da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella seduta del 6 giugno 2012;
 
VISTA l’intesa intervenuta il 15/12/2005 fra la Conferenza delle Regioni e Province /Autonome e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), che, per quanto riguarda le strutture e le aziende universitarie di qualsiasi tipo e natura operanti nell’ambito del Servizio /Sanitario Nazionale, prevede in particolare che:
a)      gli aspetti relativi alle attività istituzionali di didattica e di ricerca siano disciplinati secondo le disposizioni dello schema tipo di regolamento approvato dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI);
b)      gli aspetti relativi alle attività assistenziali integrate con l’attività di didattica e di ricerca siano disciplinate secondo le disposizioni dello schema tipo di regolamento approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome;
c)      debba essere accertata la conformità alla normativa in materia di tutela dei dati sensibili e giudiziari e a quanto previsto negli schemi tipo di cui sopra di quanto disposto nei protocolli di intesa e nelle convenzioni già esistenti tra Università e Regioni/Province autonome;
 
VISTA l’intesa intervenuta il …………………fra la Regione/Provincia autonoma …. e le Università ubicate nel territorio regionale/provinciale,  per i trattamenti dei dati sensibili e giudiziari, in attuazione dell’intesa fra la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI);
 
VISTO il parere espresso dal Garante per la protezione dei dati personali con provvedimento del 26 luglio 2012,  ai sensi degli artt. 20 comma 2 e 154, comma 1, lett. g) del Codice, sullo schema tipo approvato dalla Conferenza delle Regioni e Province autonome, parere favorevole previo recepimento delle modifiche in conformità alle indicazioni espresse nel provvedimento stesso;
 
DATO ATTO che la Conferenza delle Regioni e Province autonome nella seduta del ………… ha approvato lo schema tipo di regolamento come modificato in conformità alle indicazioni contenute nel parere dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali del 26 luglio 2012
 
DATO ATTO altresì che il recepimento di tutte le indicazioni di cui al parere citato non comportano una nuova sottoposizione dello schema tipo al parere dell’Autorità Garante, così come espressamente previsto nel citato provvedimento del 26 luglio 2012
 
VERIFICATA la conformità del presente Regolamento al predetto schema tipo e quindi la non necessità di sottoporlo al preventivo parere del Garante
 
CONSIDERATO che i tipi di dati e di operazioni individuati nel presente Regolamento non riguardano i dati non compresi tra quelli sensibili o giudiziari, e che i trattamenti individuati non concernono:
- i trattamenti effettuati per finalità di tutela della salute o dell’incolumità fisica dell’interessato, di un terzo o della collettività, per i quali si osservano le disposizioni relative al consenso dell’interessato o all’autorizzazione del Garante ai sensi dell’articolo 76 del Codice
- i trattamenti effettuati per finalità di ricerca medica, biomedica o epidemiologica, secondo quando disposto dall’articolo 110 del Codice;
- i trattamenti già adeguatamente regolati a livello legislativo o regolamentare per ciò che concerne i tipi di dati e le operazioni eseguibili
 
VISTA l’autorizzazione del Garante n. 7, relativa al trattamento di dati giudiziari ai fini dell’applicazione della normativa in materia di comunicazioni e certificazioni antimafia o in materia di prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi forme di manifestazione di pericolosità sociale, che specifica, oltre alle rilevanti finalità di interesse pubblico, anche le tipologie di dati e le operazioni eseguibili ai sensi dell’art. 21, comma 1 del Codice
 
CONSIDERATO che per quanto concerne tutti i trattamenti del presente Regolamento è stato verificato il rispetto dei principi e delle garanzie previste dall’articolo 22 del Codice, con particolare riferimento alla pertinenza, non eccedenza e indispensabilità dei dati sensibili e giudiziari utilizzati rispetto alle finalità perseguite, alla indispensabilità delle predette operazioni per il perseguimento delle finalità di rilevante interesse pubblico individuate per legge, nonché all’esistenza di fonti normative idonee a rendere lecite le predette operazioni o, ove richiesta, alla indicazione scritta dei motivi
 
(acquisizione di vari pareri a seconda della normativa interna)
 
 
 

APPROVA

 

 

  1. l’allegato Regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari ai sensi degli artt. 20 e 21 del DLGS. 196/03” comprensivo degli allegati A e B, i quali contengono, quali parti integranti dello stesso, le schede relative ai singoli trattamenti di competenza:
-          della Regione/Provincia autonoma (o Giunta Regionale/Provinciale), degli enti e agenzie regionali, degli enti controllati e vigilati dalla Regione/Provincia autonoma (allegato A)
-          delle Aziende Unità Sanitarie Locali, Aziende Ospedaliere, Istituti di Ricerca e Cura a carattere scientifico, Aziende Universitarie di qualsiasi tipo e natura operanti nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale (Allegato B).
 
 
 
 Roma, 25 ottobre 2012





REGOLAMENTO PER IL TRATTAMENTO DEI DATI SENSIBILI E GIUDIZIARI
(Artt. 20 e 21 del D.Lgs. 196/03 Codice in materia di protezione dei dati personali)
 
 
ART. 1
Oggetto
 
  1. Il presente regolamento, ai sensi degli articoli 20  e 21 del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali” identifica i tipi di dati e le operazioni eseguibili da parte della Regione/Provincia autonoma/Giunta Regionale/provinciale, nonché da parte delle aziende sanitarie della Regione…./Provincia autonoma ….., degli enti e agenzie regionali/provinciali e degli altri enti per i quali la Regione/Provincia autonoma esercita poteri di indirizzo e controllo, compresi gli enti che fanno riferimento a due o più Regioni, nello svolgimento delle loro funzioni istituzionali, con riferimento ai trattamenti di dati sensibili e giudiziari effettuati per il perseguimento delle rilevanti finalità di interesse pubblico individuate da espressa disposizione di legge, ove non siano legislativamente specificati i tipi di dati e le operazioni eseguibili.
 
 
ART. 2
Disposizione generali
 
  1. Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni contenute nell’art. 4, del D.Lgs. 196/2003.
  2. Il trattamento dei dati avviene nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dell’interessato ed è compiuto quando, per lo svolgimento delle finalità di interesse pubblico, non è possibile il trattamento dei dati anonimi oppure di dati personali non sensibili o giudiziari.
 
 
ART. 3
Tipi di dati e di operazioni eseguibili
 
  1. I dati sensibili e giudiziari oggetto di trattamento, le finalità di interesse pubblico perseguite, nonché le operazioni eseguibili sono individuati, per i soggetti titolari di cui all’art. 1, nelle schede contenute negli allegati al presente regolamento, di seguito elencati:
 
ALLEGATO A (schede da A1 a A41) – Regione/Provincia autonoma/Giunta Regionale/provinciale; Agenzie e enti regionali/provinciali, enti vigilati e controllati dalla Regione/Provincia autonoma:
Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale;
Agenzia Regionale di Sanità, altre agenzie e istituti scientifici in ambito sanitario; enti per i servizi amministrativi di area vasta;
Istituto Zooprofilattico Sperimentale;
Agenzia Regionale per le erogazioni in agricoltura;
Agenzie per i servizi, per lo sviluppo, per l’innovazione in Agricoltura;
Aziende agricole sperimentali regionali;
Enti e aziende regionali di promozione economica;
Agenzia Regionale per il lavoro;
Aziende regionali per il Diritto allo Studio Universitario;
Istituti regionali di ricerca, Istituto degli Innocenti;
Istituti regionali di formazione per la pubblica amministrazione;
Altri enti strumentali della Regione/Provincia autonoma;
Agenzie e autorità di bacino regionali e interregionali;
Aziende porti; Enti irrigui; Consorzi di bonifica, Consorzi Fitosanitari; Enti parco;
Aziende per i servizi alla Persona;
altri enti vigilati dalla Regione/Provincia autonoma.
 
ALLEGATO B (scheda da B1 a B40): Aziende Unità sanitarie Locali, Aziende Ospedaliere, Istituti di Ricerca e Cura a carattere scientifico, Aziende Universitarie di qualsiasi tipo e  natura operanti nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale; Hospices.
 
 
ART. 4
Pubblicazione sul Bollettino Ufficiale e diffusione su Internet
 
  1. Il presente regolamento è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione ………..
 
(da completare con le ulteriori disposizioni relative alla pubblicazione dell’atto)
 
 
 
ART. 5
Entrata in vigore
 
  1. Il presente regolamento entra in vigore …………
(il giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione).
 
 
 
SCHEMA TIPO DI REGOLAMENTO PER IL TRATTAMENTO DEI DATI SENSIBILI E GIUDIZIARI DI COMPETENZA DELLE REGIONI/PROVINCE AUTONOME, DELLE AZIENDE SANITARIE, DEGLI ENTI E AGENZIE REGIONALI/PROVINCIALI, DEGLI ENTI VIGILATI DALLA REGIONE/PROVINCIA AUTONOMA
 
AVVERTENZE PER LA COMPILAZIONE/CONSULTAZIONE DELLE SCHEDE RELATIVE AI SINGOLI TRATTAMENTI
 
 
Tutte le disposizioni contenute nel Regolamento  relative alle  Regioni si intendono riferite anche alle  Province autonome di Trento e Bolzano.
 
Denominazione del trattamento: si intende il titolo del trattamento, che deve individuare categorie omogenee di attività abbastanza ampie, tali da poter includere nella stessa scheda i trattamenti che riguardano tutte le fasi relative a quella specifica attività (es. instaurazione e gestione del rapporto di lavoro del personale).
 
Fonte normativa legislativa: si intende la specifica disposizione di legge che origina o regola l’attività istituzionale in relazione alla quale la Regione effettua il trattamento. Al fine di una maggiore semplificazione le disposizioni normative citate si intendono come recanti le successive modifiche e integrazioni.
 
Altre Fonti: si fa riferimento a quei provvedimenti amministrativi (Delibere, Decreti) che  istituiscono o regolano l’attività cui il trattamento si riferisce, ma non hanno la forma della legge, che si ritiene utile indicare nella scheda per fini conoscitivi.
 
Finalità del trattamento: si intende la finalità di rilevante interesse pubblico per il cui perseguimento è possibile effettuare il trattamento e la normativa che riconosce il rilevante interesse pubblico. La finalità deve essere compresa fra quelle individuate dal D.Lgs. 196/03 (specificare sempre l’articolo relativo alla finalità cui è riconducibile il trattamento), oppure espressamente dichiarata “di rilevante interesse pubblico” dalla specifica legge di riferimento o da provvedimento del Garante.
 
Tipi di dati trattati: si ricorda che il presente Regolamento disciplina i dati sensibili e giudiziari escludendo quelli cosiddetti comuni (“dati non sensibili o giudiziari”). Pertanto nell’individuazione dei tipi di dati trattati devono essere menzionati esclusivamente quelli di cui agli artt. 20 e 21 del D.Lgs. 196/03. Devono, conseguentemente, essere barrate le caselle che specificano la tipologia dei dati sensibili o giudiziari trattati, mentre i dati comuni non sono indicati nella scheda.
Si ricorda che, ai sensi dell’art. 22 del D.Lgs. 196/03, i soggetti pubblici possono trattare solo i dati sensibili e giudiziari indispensabili per svolgere attività istituzionali che non possono essere adempiute, caso per caso, mediante il trattamento di dati anonimi o di dati personali di natura diversa. Il titolare deve verificare periodicamente la loro pertinenza, completezza, non eccedenza e indispensabilità rispetto alle finalità perseguite nei singoli casi, anche con riferimento ai dati che l’interessato fornisce di propria iniziativa,
I dati eccedenti, non pertinenti o  non indispensabili, anche se acquisiti in modo occasionale o forniti spontaneamente dall’interessato o desumibili indirettamente da altre informazioni legittimamente trattate (ad esempio dai dati anagrafici), non possono essere utilizzati, salvo che per la eventuale conservazione, a norma di legge, dell’atto o del documento che li contiene.
 
Tipologia delle operazioni eseguite: le operazioni eseguibili sui tipi di dati trattati si dividono in operazioni standard e operazioni particolari.
Nella prima categoria rientrano la raccolta del dato (avvenuta sia in maniera diretta presso l’interessato sia acquisita da altri soggetti esterni), la registrazione, organizzazione, conservazione, elaborazione, modificazione, selezione, estrazione, utilizzo, blocco, accesso, distruzione del dato.
Nella seconda categoria rientrano l’interconnessione e il raffronto con altri trattamenti o archivi, sia dello stesso Ente sia di altri soggetti, nonché la comunicazione e la diffusione del dato.
 
Nel Regolamento sono individuati soltanto l’interconnessione e il raffronto con altre banche dati relative anch’esse a dati sensibili e giudiziari.
L’interconnessione e il raffronto tra dati sensibili e giudiziari contenuti in banche dati appartenenti a due o più diversi titolari sono ammessi solo se previsti da espressa disposizione di legge (art. 22 D.Lgs. 196/03). Pertanto se nella scheda è indicata l’operazione di interconnessione o raffronto con dati sensibili e giudiziari contenuti in una banca dati di altro titolare, è necessario indicare la norma di legge che prevede tale operazione.
 
Se il raffronto è effettuato fra archivi di dati sensibili e giudiziari dello stesso titolare è comunque necessario specificare quali trattamenti/archivi vengono raffrontati o interconnessi e fornire una motivazione adeguata.
 
Nel caso della comunicazione è necessario anche indicare i soggetti destinatari della stessa. Si precisa che questi ultimi sono i soggetti esterni all’ente titolare (Regione/Giunta regionale/Consiglio Regionale) mentre non costituisce “comunicazione” ai sensi del D.Lgs. 196/03 il dare conoscenza di dati personali al rappresentante del titolare nel territorio dello Stato, ai responsabili e agli incaricati del trattamento (così come all’interessato).
 
Modalità del trattamento: si intende specificare se le operazioni eseguite sul tipo di dato vengono effettuate con procedure informatizzate e quindi contenute su supporti informatici oppure con attività manuale e quindi contenute solo su supporti cartacei.
 
Descrizione del trattamento e del flusso informativo: si intende specificare quanto contenuto nella denominazione del trattamento, ovvero descrivere in forma sintetica tutte le varie fasi relative a quel determinato trattamento. Questa voce è, per così dire, riepilogativa di tutta la scheda e ha lo scopo di dare al cittadino una informazione più immediata sul percorso che il suo dato segue una  volta venuto in possesso dell’Amministrazione.
Si ricorda che si prendono in considerazione soltanto quelle fasi in cui sono presenti dati sensibili e giudiziari perché questo è l’oggetto del Regolamento; eventuali fasi comprendenti solo dati comuni esulano da questa descrizione di flusso.
 
 
 
 
REGOLAMENTO PER IL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI SENSIBILI E GIUDIZIARI
 
(Artt. 20 e 21 del D.Lgs. 196/03 Codice in materia di protezione dei dati personali)
 
ALLEGATO A
 
Elenco dei trattamenti di competenza delle Regioni e delle Province Autonome, degli enti e agenzie regionali, degli enti controllati e vigilati dalle Regioni
 
 
 
 
1 (a)     Nomine e designazioni da parte della Regione, delle Aziende sanitarie, degli enti e agenzie regionali, degli altri enti vigilati e controllati dalla Regione.
 
2 (a)     Instaurazione e gestione del rapporto di lavoro del personale inserito a vario titolo presso l’ente regionale, le aziende sanitarie, gli enti e le agenzie regionali e gli altri enti vigilati e controllati dalla Regione, compreso il collocamento obbligatorio e assicurazioni integrative.
 
3 (a)     Attività sanzionatoria e di tutela amministrativa e giudiziaria riguardante l’ente regionale, , le aziende sanitarie, gli enti e le agenzie regionali e gli altri enti vigilati e controllati dalla Regione.
 
4 (a)     Attività correlata alla mediazione obbligatoria finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali riguardante l’ente regionale, , le aziende sanitarie, gli enti e le agenzie regionali e gli altri enti vigilati e controllati dalla Regione.
 
5 (a)     Attività amministrative correlate a :
                                           a)      anagrafe patrimoniale dei titolari di cariche elettive, di cariche direttive e di incarichi dirigenziali
                                           b)      gestione economica, fiscale e previdenziale delle indennità, degli assegni vitalizi e delle reversibilità dei consiglieri, ex consiglieri e assessori regionali/provinciali.
 
6 (a)     Assicurazione per i dipendenti da infortunio o infermità, sui rischi di morte, invalidità permanente o temporanea, e assicurazione invalidità dei consiglieri, assessori, dipendenti e collaboratori regionali e dei consiglieri degli enti strumentali in carica.
 
7 (a)     Attività ispettiva
 
8          Attività in materia di tributi regionali
 
9 (a)     Attività amministrative relative a concessioni, autorizzazioni, iscrizioni, agevolazioni, finanziamenti e altri benefici a persone fisiche da parte della Regione, degli enti e agenzie regionali, degli  altri enti vigilati e controllati dalla Regione.
 
10 (b)   Attività amministrative correlate al diritto al lavoro dei disabili (collocamento obbligatorio), all’incontro domanda-offerta di lavoro, alla banca dati regionale agevolazioni per le assunzioni.
 
11 (c)   Gestione dei dati relativi ai partecipanti a corsi ed attività formative
 
12 (e)   Attività di programmazione, gestione, controllo e valutazione dell’assistenza sanitaria.
 
13 (d)   Attività amministrative correlate all’assistenza socio-sanitaria a favore di fasce deboli di popolazione e di soggetti in regime di detenzione.
 
14        Tutela dai rischi infortunistici e sanitari connessi con gli ambienti di vita e di lavoro.
 
15        Profilassi generale delle malattie infettive e diffusive.
 
16        Attività amministrative e correlate all’attività trasfusionale e all’indennizzo per danni da trasfusione, da somministrazione di emoderivati, e da vaccinazioni obbligatorie.
 
17        Attività amministrative correlate alle cure all’estero (urgenti e programmate).
 
18        Attività amministrative correlate all’assistenza integrativa.
 
19        Attività amministrative correlate a prestazioni sanitarie ad alta specializzazione a stranieri extracomunitari per ragioni umanitarie.
 
20        Attività amministrative correlate all’assistenza extraospedaliera in regime residenziale e semiresidenziale, ambulatoriale e domiciliare erogata a soggetti non autosufficienti, ai disabili fisici, psichici e sensoriali e a malati terminali.
 
21        Attività amministrative correlate all’assistenza termale.
 
22        Attività amministrative correlate all’assistenza ospedaliera in regime di ricovero.
 
23        Attività amministrative, programmatorie, gestionali e di valutazione correlate ai trapianti.
 
24        Attività amministrative correlate all’assistenza sanitaria di emergenza
 
25        Attività amministrative correlate all’assistenza specialistica in regime ambulatoriale.
 
26        Attività amministrative correlate alla promozione e tutela della salute mentale.
 

 


( red / 31.10.12 )

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Vendola assolto dall'accusa di concorso in abuso d'ufficio

(regioni.it) Il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, è stato assolto dall'accusa di concorso in abuso d'ufficio. Con la formula, per non aver commesso il fatto, la sentenza e' stata pronunciata a porte chiuse e in rito abbreviato dal Gup di Bari, Susanna De Felice. Molto provato ed emozionato, Nichi Vendola è uscito sorridente dall'aula, assolta anche la coimputata Lea Cosentino, ex manager della Asl di Bari.
“Per me e' un momento di felicità che non cancella il dolore che ho provato". Questa una delle prime  frasi pronunciate dal presidente della regione Puglia, Nichi Vendola  subito dopo la sentenza , “chi mi conosce lo sa: l'argomento del processo era un argomento importante per me e un po' mi vergognavo perché l'idea di poter essere confuso con un qualunque Fiorito mi dava molto dolore”. Nichi Vendola vede ristabilito “il proprio senso dell'onore, che dice non e' l'onore del codice dei picciotti. E' quello previsto dalla costituzione repubblicana” perché, spiega Vendola in conferenza stampa, “bisogna ripristinare il sentimento del decoro nella vita pubblica”.
Ora il Gup di bari ha 90 giorni di tempo per depositare le motivazioni della sentenza con cui ha assolto Nichi Vendola, presidente della Giunta regionale pugliese, dall'accusa di concorso in abuso d'ufficio. Per il tribunale di Bari "il fatto non sussiste" ai sensi dell'articolo 530 del Codice di procedura penale sia per Vendola che per Lea Cosentino, l'ex direttore generale della Asl di Bari dalle cui dichiarazioni rese ai pm di Bari era nato questo processo.
Il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, si dice ''felice'' per l'assoluzione di Nichi Vendola. Rispondendo, via Twitter, alla capogruppo di Sel Chiara Cremonesi, Formigoni ha scritto: ''Cara Cremonesi, sono felice anch'io per l'assoluzione di Nichi. E gli faccio i migliori auguri anche per l'altra vicenda”.
“E' stato assolto Nichi. Sono  contento”, scrive su Facebook il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi e “felice per Nichi” si dice anche il presidente della Regione Campania”. “Lo attendono – scrive Caldoro su twitter -  sfide delicate che adesso affronterà con più serenità”. Caldoro aveva fatto lo stesso con Raffaele Fitto, assolto qualche giorno fa, dall'accusa di concorso in turbativa d'asta e interesse privato del curatore nella procedura di amministrazione straordinaria di una società.

 


( red / 31.10.12 )

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Crocetta: la scheda biografica del neo Presidente della Regione Siciliana

(regioni.it) Rosario Crocetta, classe 1951, è nato e cresciuto a Gela. Dopo aver conseguito il diploma ha lavorato per l’ENI in diversi paesi del mondo. Ha collaborato con l’Unità, con Il Manifesto e con Liberazione; nel 1987, ha pubblicato la raccolta di poesie “Diario di una giostra”. Suo è anche il testo “Io ci credo – Gela, città della legalità” pubblicato nel 2006, che racconta la sua esperienza amministrativa come sindaco. Parla 4 lingue: italiano, arabo, inglese e francese.
Ha aderito prima al Partito Comunista Italiano e poi a Rifondazione Comunista, con cui fu assessore alla cultura del comune di Gela dal 1996 al 1998. In quell’anno fu eletto consigliere comunale con la Federazione dei Verdi, impegnandosi nell’elaborazione di progetti culturali condivisi tra i Paesi del Mediterraneo; nel 2000, terminato tale incarico, si è iscritto al Partito dei Comunisti Italiani. Assessore alla Pubblica Istruzione dal 2000 al 2001, nel maggio del 2002 si candida a sindaco della sua città per l’alleanza di centrosinistra. In un primo momento risulta eletto il candidato del centrodestra Giovanni Scaglione, con un margine esiguo, 197 voti in più rispetto al candidato dell’Ulivo. In seguito Crocetta farà ricorso e nel 2003 il giudice del Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia farà effettuare un nuovo spoglio nel quale risulteranno 307 voti di vantaggio a favore di Crocetta che verrà così proclamato primo cittadino, accertando la presenza di irregolarità e illeciti nella tornata elettorale. In campagna elettorale e durante l’intero mandato si è fatto portavoce della necessità di combattere Cosa Nostra, autodefinendosi “sindaco antimafia”. Tra le sue iniziative antimafia lo svolgimento delle gare per l’appalto delle opere pubbliche alla presenza dei Carabinieri ed il licenziamento di impiegati comunali vicini alla mafia nonché parenti di boss mafiosi. Al termine dei cinque anni di mandato, si ricandida nella carica di primo cittadino e viene riconfermato dal voto popolare al termine delle consultazioni amministrative del 2007, in cui stravince al primo turno con il 64,8% dei consensi.
Il 1º ottobre 2008 aderisce al Partito Democratico. Alle elezioni europee del 2009 è candidato nella circoscrizione Italia insulare nella lista del Partito Democratico e con 150.091 preferenze risulta eletto al Parlamento Europeo.
Nel 2003 fu sventato un agguato della Stidda che aveva assoldato un killer venuto dalla Lituania, Minius Marius Denisenko, per uccidere il primo cittadino gelese durante la processione dell’Immacolata dell’8 dicembre. Da quel momento gli viene assegnata la scorta. L’8 febbraio 2008 viene reso pubblico l’esito di una indagine dei magistrati di Caltanissetta e si scopre che Rosario Crocetta è il bersaglio di un progetto di attentato da parte della mafia. Da questo momento, Crocetta avrà raddoppiata la propria scorta (gli agenti che lo proteggono passano da tre a sei, lo stesso numero di coloro che difendono le più alte cariche dello Stato). Nel gennaio del 2010 la Direzione Distrettuale Antimafia sventa un piano di Cosa Nostra per uccidere Rosario Crocetta ed arresta 5 affiliati al clan mafioso Emmanuello di Gela.
Come Parlamentare Europeo fa parte del Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo. E’ componente della “Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della Commissione per il controllo dei bilanci, è Vicepresidente della Commissione speciale sulla criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro di cui è Vice-Presidente.
Rosario Crocetta è stato eletto Presidente della Regione Siciliana il 28 ottobre 2012 , ottenendo 617.073 voti.
Fonte: www.crocettapresidente.it



( red / 31.10.12 )

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Istat: dati su disoccupazione, incidenti stradali e inflazione

(regioni.it) Dati Istat su disoccupazione, incidenti stradali e inflazione.
Anche a settembre è in calo il lavoro: il tasso di disoccupazione e' salito al 10,8% (+0,2% su agosto e +2% annuo) toccando il livello piu' alto dal gennaio 2004  e dal 3/o trimestre 1999 per quanto riguarda le serie trimestrali. Record assoluto anche per il numero di disoccupati che toccano i 2.774.000, +24,9% su base annua (554mila unita'). Per i giovani il tasso di disoccupazione sale al 35,1%, +1,3% sul mese precedente e +4,7% su settembre 2011.
Mentre il rapporto annuale Aci-Istat rileva che rimarca come nemmeno quest'anno sia stato raggiunto il target europeo del dimezzamento in un decennio.
Ogni giorno si verificano 563 incidenti stradali, che provocano la morte di 11 persone e il ferimento di altre 800.
Nel 2011 gli incidenti stradali con lesioni a persone sono stati 205.638 (-2,7% sul 2010) ed hanno provocato 292.019 feriti (-3,5%) e 3.860 morti (-5,6%). In dieci anni i morti sono diminuiti del 45,6% ed i feriti del 21,8%. Fra gli altri dati, il rapporto evidenzia che gli incidenti piu' gravi avvengono sulle strade extraurbane, mentre per un terzo degli incidenti urbani avviene nelle grandi citta'. Fra le vittime piu' frequenti degli incidenti mortali, i ragazzi tra i 20 e 24 anni.
Ad ottobre il tasso d'inflazione annuo segna una brusca frenata, scendendo al 2,6% dal 3,2%. Il rallentamento risente del calo dei prezzi dei carburanti e del favorevole confronto con il periodo dell'anno scorso che registro' anche l'effetto del rialzo dell'Iva. Su base mensile i prezzi sono rimasti fermi.
Il rallentamento risente del calo dei prezzi dei carburanti (-2,5% benzina, -1,6% gasolio). L'Istat precisa che su base mensile i prezzi sono rimasti fermi. In rallentamento a +4% il rincaro dei prezzi del cosiddetto 'carrello della spesa', i prodotti acquistati con maggiore frequenza. Inflazione in frenata anche nell'eurozona, al 2,5%.


Occupati e disoccupati (mensili)A settembre 2012 il tasso di disoccupazione è pari al 10,8%, +0,2 punti percentuali rispetto ad agosto Comunicato stampa, mercoledì 31 ottobre 2012
Incidenti stradaliNel 2011 si sono registrati in Italia 205.638 incidenti stradali con lesioni a persone, -2,7% rispetto al 2010 Comunicato stampa, mercoledì 31 ottobre 2012
Prezzi al consumo (provvisori)
A ottobre 2012 il NIC registra una variazione congiunturale nulla e aumenta del 2,6% in un anno Comunicato stampa, mercoledì 31 ottobre 2012
Prezzi alla produzione dell’industria
A settembre 2012 l’indice è diminuito dello 0,1% su agosto e aumentato del 2,6% in un anno Comunicato stampa, mercoledì 31 ottobre 2012
Lavoro e retribuzioni grandi impreseAd agosto 2012 l'occupazione al lordo cig rimane invariata su luglio e cala dello 0,9% in un anno Comunicato stampa, martedì 30 ottobre 2012


( red / 31.10.12 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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