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Regioni.it

n. 2138 - martedì 6 novembre 2012

Sommario3
- UE: concessioni demanio balneare, Regioni chiedono di partecipare
- Bankitalia: sondaggio congiunturale su andamento imprese
- Sanità e costi standard: mancata intesa su Dpcm
- Agricoltura: Ddl "anticemento", il parere favorevole delle Regioni
- Decreto misure per la crescita: Regioni chiariscono alcune richieste
- Misure per la crescita: parere delle Regioni sul Ddl di conversione del Decreto

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UE: concessioni demanio balneare, Regioni chiedono di partecipare

Rossi: richiesta un'azione più incisiva verso l'Ue su norma Bolkestein

(regioni.it) Sulla questione delle concessioni balneari servono chiarimenti e quindi un confronto in ambito comunitario. Le Regioni chiedono al governo di conoscere la data per poter partecipare anch'esse all'incontro. Lo sostiene il coordinatore della Commissione Turismo per la Conferenza delle Rergioni, Mauro Di Dalmazio. "Siamo ancora in attesa che il Governo ci comunichi la data dell'incontro – ha sottolineato l’assessore al turismo della regione Abruzzo -  che ha annunciato di voler tenere con l'Unione europea sul problema delle concessioni demaniali a fini turistici, al quale le Regioni hanno chiesto di partecipare".
Dalmazio ribadisce che "per il sistema delle Regioni rimane irrinunciabile la necessità che il governo preliminarmente a qualunque altra iniziativa, alla luce
soprattutto della normativa adottata in Spagna, faccia con l'Unione europea i passaggi necessari per tutelare le nostre imprese balneari. Fino a quando questa azione non verrà messa sul tappeto le Regioni non prenderanno in considerazione alcuna ipotesi di confronto sui contenuti del decreto che il Governo vuole adottare".
Il ministro per gli affari europei, Enzo Moavero, ha quindi spiegato che ''si dovrà venire a Bruxelles per discutere le norme'' sulle concessioni per gli stabilimenti balneari con la Commissione europea, ma al momento ''non e' ancora stata fissata una data''.
La procedura d'infrazione Ue contro l'Italia e' stata chiusa con l'approvazione della Legge comunitaria 2010 adottata nel novembre 2011, e si tratta ora di una questione che ''riguarda solo l'Italia'', ha spiegato il ministro, sottolineando gli sforzi dell'esecutivo per cercare di ''vedere come la questione possa essere affrontata al meglio''. La legislazione spagnola recentemente adottata, pur se riferita a un contesto diverso, ''merita di essere analizzata'', cosi' come, ha aggiunto Moavero, esaminare se ''il pacchetto appalti Ue possa avere una pertinenza'' con il caso delle concessioni demaniali a fini turistici. In ogni caso, ha assicurato, ''stiamo portando la massima attenzione'' al problema.
Cosi' il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, sempre in merito alla vicenda balneari-direttiva Bolkestein: ''Pochi giorni fa abbiamo consegnato al ministro Gnudi una nota con alcune considerazioni e proposte che porteremo avanti in ogni sede istituzionale per salvaguardare da un lato le 30mila imprese che hanno investito nelle loro attivita' e che hanno prodotto numerosi posti di lavoro, e dall'altro per valorizzare il patrimonio della costa italiana evitando ogni forma di cementificazione e snaturamento delle caratteristiche ambientali dei luoghi e delle comunita' costiere''.
Rossi sta seguendo personalmente l'evolversi della situazione e sottolinea che al Governo e' stata richiesta un'azione piu' incisiva verso l'Ue sulla norma Bolkestein, e che in particolare e' stata evidenziata la necessita' di favorire la continuita' nella gestione degli stabilimenti, ed il loro mantenimento nelle mani della piccola proprieta'. ''Questa e' anche la soluzione individuata dalla Spagna, una realta' per molti versi simile alla nostra, dove il governo ha approvato una
legge che rinnova per altri 75 anni le concessioni. Potrebbe essere questa la strada da seguire anche dall'Italia, ma d'altra parte l'impronta liberista che anima il nostro Governo non ci aiuta a perseguire questo obiettivo''. La Regione Toscana, spiega ancora Rossi, insistera' nel chiedere anche una piu' forte e argomentata analisi del fenomeno italiano legato alle concessioni sul demanio marittimo, considerando il fatto che il nostro turismo balneare rappresenta la componente piu' importante dell'offerta turistica nazionale. Le Regioni hanno richiesto in piu' occasioni, formalmente, anche al Governo attuale, di definire una regolamentazione omogenea dell'uso del territorio costiero dei beni del demanio marittimo, che lasci alle amministrazioni regionali la possibilita' di individuare le modalita' idonee per garantire il mantenimento e la tutela dell' ''identita''' del turismo balneare italiano; la qualificazione dei servizi per la sicurezza della balneazione; la tutela e la valorizzazione dei sistemi di piccole e medie imprese della costa.



( red / 06.11.12 )

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Bankitalia: sondaggio congiunturale su andamento imprese

(regioni.it) Da un’indagine della Banca d’Italia sullo stato delle nostro imprese si rileva che nel nostro Paese un'impresa su tre chiuderà in rosso e avrà tagliato la propria forza lavoro.
E' quanto emerge dal sondaggio congiunturale condotto dalla Banca d'Italia tra settembre e ottobre.
Bankitalia evidenzia anche un rallentamento della domanda di credito. Dati negativi sul settore imprenditoriale arrivano anche dalla Germania che registra un crollo del 3,3% degli ordinativi all'industria a settembre. E in Spagna l'istituto di statistica segnala nello stesso mese un +16,6% di fallimenti per famiglie e imprese.
Il sondaggio è avvenuto su un campione di di 4.151 aziende con almeno 20 addetti.
In particolare, si attende di terminare l'anno in rosso il 30,2% del campione, contro il 23,6% del 2011 e il 22,3% del 2010. Il 19,5% degli intervistati stima invece di poter chiudere in pareggio, mentre il 50,3% si aspetta un utile. Il 33% delle aziende ritiene che l'occupazione media sara' piu' bassa rispetto all'anno scorso, contro il 48,9% secondo cui restera' uguale e il 18,1% per cui potra' aumentare. Per quanto riguarda il fatturato nei primi nove mesi del 2012, il 52% delle imprese denuncia una diminuzione, il 24,1% afferma che e' rimasto piu' o meno uguale, il 24% sostiene di aver registrato un aumento. Costo del lavoro e' imposizione fiscale restano gli elementi che, secondo le aziende, maggiormente penalizzano le imprese italiane rispetto ai concorrenti estere.
Nei primi nove mesi dell’anno in corso il fatturato si è ridotto rispetto al corrispondente periodo del 2011 per oltre metà delle imprese, mentre è cresciuto per il 24 per cento. Nella rilevazione dell’anno scorso era invece prevalente l’indicazione di aumento del giro d’affari. Anche i giudizi sugli ordini e sulla produzione del trimestre in corso hanno un saldo negativo. Valutazioni più favorevoli per le prospettive di ordini e vendite nei prossimi sei mesi sono espresse dai produttori che si rivolgono prevalentemente ai mercati esteri.
Le prospettive del mercato di riferimento sono giudicate con prudenza: meno della metà delle aziende le ritiene sostanzialmente stabili mentre prevalgono i segnali di peggioramento per le altre.




( red / 06.11.12 )

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Sanità e costi standard: mancata intesa su Dpcm

(regioni.it) Durante la Conferenza Stato-Regioni del 30 ottobre si è registrata la mancata intesa  sul Dpcm relativo ai costi standard in sanità. Si riporta di seguito un documento della Conferenza delle Regioni (pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it) dove si evidenziano gli esiti del confronto in relazione agli emendamenti proposti.
In grassetto corsivo l’esito in Conferenza Stato-Regioni dove è stata espressa la mancata Intesa.
Punto 2) O.d.g. Conferenza Stato–Regioni
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel ribadire l’importanza di definire quanto prima i costi standard e confermando alcune criticità contenute nel D.lgs. 68/2011 tra cui: l’esclusione, tra quelle eligibili, delle Regioni in piano di rientro per ragioni che esulano dall’equilibrio economico del settore sanitario; l’individuazione dell’anno di riferimento in luogo del triennio; l’incoerenza normativa in tema di ammortamenti sterilizzati rispetto ad D.lgs. n. 118/2011, esprime l’Intesa subordinata all’accoglimento delle proposte emendative sottoriportate.
Nel caso il numero delle Regioni in equilibrio economico non fosse pari a 5, è necessario considerare entrambi i criteri previsti ai commi 5 e 12 dell’art. 27 del D.lgs. 68/2011 (rappresentatività geografica e miglior risultato economico) in quanto, nell’individuazione delle Regioni eligibili, la normativa in vigore già prevede che bisogna tenere conto sia dell’esigenza di garantire prioritariamente la rappresentanza geografica che del minor disavanzo. Inoltre nel d.lgs 68/2011 è previsto all’art. 27 comma 6 lett. c) che i costi sono depurati della quota relativa ai livelli di assistenza superiori ai livelli essenziali. Pertanto, vengono proposti i seguenti emendamenti :
1) Al punto 1.1. dell’allegato 1 lett. b) al termine del periodo aggiungere la frase:” i costi sono depurati della quota relativa ai livelli di assistenza superiori ai livelli essenziali”; Il MEF ha proposto una riformulazione dell’emendamento a suo avviso non corretto tecnicamente con: “ i costi sono sterilizzati della quota registrata in entrata relativa al finanziamento aggiuntivo per i livelli di assistenza superiori ai livelli essenziali”. La riformulazione è stata accolta dalle Regioni.
2) al punto 1.2 dell’allegato 1 aggiungere alla fine della frase la seguente espressione; “, assicurando prioritariamente il criterio della rappresentatività in termini di appartenenza geografica, di cui al comma 5 dell’art. 27 del d. lgs. 68/2011.”;il MEF non ha accolto l’emendamento.
3) al punto 2.2.1. dell’allegato 1, eliminare alla prima riga l’inciso: “, a parità di
punteggio,”. Il MEF ha accolto l’emendamento.
Si precisa, infine, che le Regioni in equilibrio economico sono individuate non sulla base di dati provvisori rilevati al quarto trimestre, ma a seguito dell’accertamento dei risultati relativi alla chiusura del secondo esercizio precedente a quello di riferimento, rilevati, nei termini previsti dalla normativa vigente, dai modelli ministeriali di rendicontazione economica del consolidato regionale. Il MEF ha condiviso la precisazione.


( red / 06.11.12 )

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Agricoltura: Ddl "anticemento", il parere favorevole delle Regioni

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha espresso, nel corso della Conferenza Unificata del 30 ottobre un parere favorevole sul Disegno di legge in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo (cfr. anche “Regioni.it” n. 2136). Il via libera delle Regioni è stato però condizionato all'accoglimento di alcune proposte emendative irrinunciabili contenute in un documento (pubblicato integralmente nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it) e consegnato al Governo.
Si riporta di seguito il testo del documento (privo delle proposte emendative)
Punto 2) O.d.g. Conferenza Unificata
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, premesso che:
- apprezza l’iniziativa del Governo di disegnare una norma che ha l’obiettivo di valorizzare le aree agricole ai fini del contenimento del consumo di suolo, tema complesso ma non più rinviabile che sta assumendo un peso sempre più rilevante nei dibattiti in ordine al governo
del territorio;
- condivide gli intenti e le finalità che si intendono perseguire con il disegno di legge in questione: la valorizzazione dei terreni agricoli, la promozione e la tutela dell’attività agricola, del paesaggio e dell’ambiente, al fine di impedire che il suolo, come bene comune
e risorsa essenziale del territorio, venga eccessivamente “eroso”, “impermeabilizzato” e “consumato” dall’urbanizzazione, con conseguenze fortemente impattanti e negative in termini sociali, ambientali e per le imprese;
- ricorda che le Regioni sin dall’aprile 2012 hanno sottoposto al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, tra le priorità ormai improcrastinabili, il tema di una adeguata tutela del suolo agricolo, rappresentando la necessità di un intervento normativo e rivendicando un ruolo attivo e responsabile nella gestione delle risorse naturali, patrimonio collettivo del nostro Paese;
- evidenzia il mancato coinvolgimento delle Regioni nella fase di predisposizione del testo del disegno di legge pur in presenza della richiamata richiesta;
- fa rilevare che il testo così come approvato dal Consiglio dei Ministri presenta numerose lacune, probabilmente generate da un approccio parziale ad una problematica complessa e multidisciplinare, e risulta essere di difficile applicazione concreta, portando al paradosso di esporre, nella prima fase di applicazione, ad una corsa alla cementificazione con risultati ed effetti di segno esattamente opposto a quelli il Governo intendeva perseguire. Fa rilevare, altresì, le criticità relative alla ripartizione costituzionale delle competenze tra Stato e Regioni nei diversi ambiti in cui interviene il provvedimento (governo del territorio, tutela dell’ambiente, del paesaggio e agricoltura) e il fatto che il testo non tiene in adeguato conto le esperienze maturate dalle Regioni in ordine ai propri impianti legislativi e di pianificazione che hanno già affrontato l’argomento della tutela del suolo agricolo;
- riconosce la disponibilità manifestata dal Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali in sede di Comitato tecnico permanente di coordinamento in materia di Agricoltura il 18 ottobre 2012 a procedere ad una riformulazione condivisa e migliorativa del testo del disegno di legge per superare le lacune e le criticità rilevate;
- prende atto con favore e apprezza il lavoro svolto dai rappresentanti del Governo, delle Regioni e degli Enti locali nella riunione tecnica della Conferenza Unificata del 23 ottobre 2012, sede nella quale si è pervenuti alla definizione di una proposta di riformulazione del testo condivisa;
- ravvisa la necessità di un ulteriore intervento migliorativo del testo predisposto in sede tecnica il 23 ottobre 2012 al fine di rendere attuabili e sostenibili le disposizioni normative che si stanno scrivendo attraverso il loro raccordo con le normative regionali esistenti e vigenti;
esprime parere favorevole sul disegno di legge condizionato all'accoglimento delle proposte emendative irrinunciabili all'articolo 3 commi 1, 5 e 10, all'articolo 4 e all'articolo 8, comma 1 e 2 nonché all'accoglimento di alcune raccomandazioni, (terza colonna del documento allegato).
Roma, 30 ottobre 2012


( red / 06.11.12 )

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Decreto misure per la crescita: Regioni chiariscono alcune richieste

(regioni.it) Nel corso della Conferenza Unificata del 30 ottobre le Regioni hanno consegnato al Governo un "Documento di chiarimenti" di alcune richieste contenute nel Parere della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sul testo del Decreto legge n. 179/2012 relativo alle  ulteriori misure urgenti per la crescita del paese. Il testo integrale è stato pubblicato nella sezione “conferenze”. del sito www.regioni.it .
Si riporta di seguito il testo integrale senza l’allegato relativo al parere espresso con un apposito documento nel corso della precedente Conferenza Unificata del 25 ottobre. (vedi notizia successiva).
Documento di chiarimenti di alcune richieste contenute nel Parere della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sul testo del Decreto legge n. 179/2012
In relazione al documento presentato in sede di Conferenza Unificata del 25 ottobre 2012 in merito al punto 7bis) dell’O.d.g. – che è stato rinviato per approfondimenti, si forniscono i chiarimenti richiesti nel confronto tecnico del 29 ottobre 2012.

I chiarimenti sono:
-In relazione all’articolo 2 le Regioni e Province Autonome concordano con la richiesta di emendamenti avanzati da Anci;
- In relazione all’articolo 3 le osservazioni presentate si traducono nelle richieste di sostituzione nel comma 1 delle parole: “sentiti l’ISTAT e la Conferenza unificata” con le parole “sentita ISTAT e d’intesa con la Conferenza Unificata” e analogamente al comma 4 di sostituzione delle parole: “sentita la Conferenza unificata Stato-regioni e autonomie locali” con le parole “d’intesa con la Conferenza Unificata Stato-regioni e autonomie locali”;
- In relazione all’articolo 6 le osservazioni presentate si traducono nella richiesta al comma 2 che introduce il comma 2-bis all’articolo 15 della legge 7 Agosto 1990 n. 241, l’aggiunta prima delle parole: “,pena la nullità degli stessi.” delle parole:”o altra firma elettronica qualificata”;
- In relazione alle modifiche proposte all’articolo 8: o in merito all'emendamento che propone di inserire la frase 'sentite le regioni' proposto nel punto relativo alle specifiche di bigliettazione, si specifica che l'emendamento è stato proposto in quanto si ritiene opportuno che le Regioni siano sentite in materia, poiché alcune di esse hanno emanato recentemente specifiche di bigliettazione, sulla base delle quali le aziende stanno sviluppando sistemi di bigliettazione integrati ed interoperabili, compatibili con le nuove tecnologie. Pertanto è opportuno che nuove specifiche a livello nazionale tengano conto di quanto Regioni ed operatori del settore trasporti stanno attualmente già sviluppando in un ottica di interoperabilità a livello nazionale.
- In merito all'emendamento free flow, si specifica che i commi introdotti permettono di recuperare gli eventuali pedaggi autostradali non pagati dove esistono sistemi di telepedaggiamento anziché i classici sistemi a casello. L'attuale codice della strada infatti non consente di recuperare i crediti di chi non si è dotato di unità di bordo (tipo telepass) se non con procedure onerose, lunghe e spesso inefficaci. La proposta normativa non obbliga i concessionari a installare i sistemi di telepedaggiamento ma aiuta quei concessionari che li vogliono installare, adeguandosi ai più moderni gestori infrastrutturali internazionali (p.es. Pedemontana, BreBeMi) a non incorrere nel rischio di pedaggi insoluti con conseguenti perdite economiche. La proposta normativa avvicina tecnologicamente l'Italia agli altri paesi europei, nord americani ma anche ai paesi emergenti e consente inoltre la riduzione di inutili investimenti e consumo di suolo generati dal sistema casello / riscossione. Altro elemento qualitativo riguarda la fluidità del traffico e quindi la diminuzione delle emissioni inquinanti maggiori nel caso di stop & go.
- In relazione all’articolo 13 le osservazioni presentate si traducono nella richiesta di sostituzione al comma 2 delle parole: “sentita la Conferenza permanente per i rapporti Stato-Regioni” con le parole “d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti Stato-Regioni”.

Documento Approvato - CHIARIMENTI SU PARERE A DDL CONVERSIONE DEL DL 179/2012, ULTERIORI MISURE URGENTI PER LA CRESCITA DEL PAESE



( red / 06.11.12 )

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Misure per la crescita: parere delle Regioni sul Ddl di conversione del Decreto

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle province autonome ha espresso il parere sullo schema di disegno di legge di conversione in legge del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante  ulteriori misure urgenti per la crescita del paese nel corso della Conferenza Unificata del 25 ottobre, producendo poi nel corso della Conferenza Unificata del 30 ottobre un ulteriore documento di chiarimenti (vedi notizia precedente). Il parere delle Regioni è stato pubblicato integralmente nella sezione “conferenze” del sito www.regioni.it . Si riporta di seguito il testo del documento con l’esclusione della tabella relativa alle puntuali proposte emendative.
PARERE SULLO SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE IN LEGGE DEL DECRETO LEGGE 18 OTTOBRE 2012, N. 179, RECANTE  ULTERIORI MISURE URGENTI PER LA CRESCITA DEL PAESE
Punto 7bis) O.d.g. Conferenza Unificata
Con questo provvedimento, il Governo introduce misure volte ad implementare le infrastrutture e i servizi digitali, incoraggiare la nascita e lo sviluppo di start-up innovative, introdurre strumenti fiscali per agevolare la realizzazione di grandi opere con capitali privati, creare le condizioni attrattive necessarie per favorire gli investimenti esteri in Italia, nonché porre in essere interventi di liberalizzazione, soprattutto in campo assicurativo.
In particolare, la prima parte del provvedimento (Artt.1-20) si concentra sull’attuazione degli obiettivi dell’Agenda digitale.
Al riguardo, le Regioni e le Province Autonome, riconoscendo nell’agenda digitale una grande opportunità per l’innovazione e l’ammodernamento della PA soprattutto verso il cittadino e le imprese, hanno ritenuto di portare il loro contributo alla redazione di un documento strategico che potesse coniugare le attività già avviate in sede locale in quasi tutte le Regioni e le proposte innovative che emergevano nell’ambito del confronto con le Amministrazioni centrali e della Cabina di Regia Nazionale.
Il lavoro da svolgere non è stato particolarmente semplice ed agevole essendo mancato fin dall’inizio un documento di sintesi a livello centrale del lavoro dei diversi gruppi istituiti e non essendo nemmeno omogenee le modalità con le quali ciascun gruppo ha sviluppato le proprie attività.
Proprio per stimolare il livello centrale ad orientare il lavoro in questa direzione, la Conferenza delle Regioni ha approvato il 6 giugno 2012 un documento di posizionamento, contenente una visione strategica e di proposta, e, contemporaneamente, evidenziava le direttrici prioritarie individuate dalle Regioni in stretto dialogo e raccordo con lo Stato, gli Enti Locali e gli operatori privati.
Il documento della Conferenza è stato inviato a tutti i componenti della Cabina di Regia Nazionale.
In generale le Regioni pur apprezzando l’intenso lavoro svolto, hanno subordinato la loro condivisione dei contenuti dell’Agenda digitale a:
• Recepimento delle proposte contenute nel documento “Contributo delle Regioni all’Agenda digitale italiana (ADI)” del 6 giugno 2012;
• Coerenza complessiva delle diverse iniziative proposte ed emerse nei gruppi di lavoro tecnici di supporto alla Cabina di regia, che sono risultate talvolta eterogenee e poco coerenti fra loro;
• Adozione di modalità e strumenti di governance e attuativi delle norme e delle altre disposizioni contenute nell’Agenda (con una particolare sottolineatura per quanto riguarda l’esigenza di un raccordo e di una piena valorizzazione del ruolo delle Regioni nell’azione dell’Agenzia per l’Italia Digitale) che garantiscano un reale e fattivo ruolo e contributo di tutti i livelli istituzionali, in particolare dei Governi regionali.
Per quanto riguarda il decreto approvato dal Governo, si esprimono a seguire alcune prime considerazioni, con la speranza che alcune possano essere recepite nella fase di conversione in legge.
In generale è possibile affermare che il decreto evidenzia:
• Una elevata criticità nel rapporto con le Regioni e i sistemi locali sulle iniziative relative ad anagrafi, documento unificato, sanità e trasporti che avrebbero invece bisogno di una fortissima integrazione e di una vera visione di sistema condivisa con il territorio;
• Una carenza importante di concertazione preventiva con i diversi livelli istituzionali che sono interessati dall’applicazione del decreto, che da una parte allungherà i tempi di acquisizione dei pareri e soprattutto della conversione in legge e dall’altra rischia evidentemente di renderlo inapplicato;
• Una parallela e ancor più preoccupante assenza di riferimenti sistematici ed ordinati ad una forma di confronto, di concertazione e di leale collaborazione nell’attuazione multilivello delle misure da adottare, anche laddove vi sono evidenti riflessi su aspetti organizzativi, amministrativi o addirittura competenze assegnate ai livelli regionali;
• Una sovrabbondanza di rinvii ad atti amministrativi di competenza del Governo attuativi delle disposizioni di cui alla presente bozza rende piuttosto faticoso e complesso fare previsioni concrete sulla cantierabilità di molte delle misure qui previste;
• Una errata architettura di una nutrita serie di banche dati nazionali (anagrafe popolazione residente, anagrafe numeri civici, anagrafe alunni, anagrafe studenti universitari, ecc.) centralizzate e alimentate dagli enti sul territorio che paradossalmente poi ne sono i maggiori e più frequenti fruitori e che alla fine si ritroveranno necessariamente a duplicarle o ad alimentarle in modo non ottimale non potendo integrare i relativi dati con le altre procedure e gli altri dati a meno di non ridisegnare completamente i sistemi informativi locali con costi insostenibili; come più volte ribadito dalle Regioni, al fine di rispettare quanto previsto da CAD (Art. 73) il paradigma da utilizzare è l’utilizzo di SPC e SPCoop, cioè l’utilizzo della infrastruttura di cooperazione applicativa come metodo di condivisione e scambio dei dati e di interoperabilità paritaria e federata dei sistemi informativi delle diverse Amministrazioni;
• Il mancato recepimento delle priorità e delle proposte che le Regioni e Province Autonome avevano espresso nel documento del 6 giugno 2012 di contributo all’Agenda Digitale.
Per quanto riguarda, invece, le disposizioni introdotte nelle sezioni IX e X (Artt. 25 e ss) del provvedimento, esse sono state oggetto di confronto con le Regioni nell’ambito della Sede Stabile di Concertazione, dove è stato possibile registrare una condivisione di massima delle misure e, perciò, il presente documento si limita ad indicare alcune osservazioni che possono contribuire per una maggiore chiarezza del decreto.
Roma, 25 ottobre 2012


( red / 06.11.12 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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