Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 2145 - giovedì 15 novembre 2012

Sommario3
- Istat: “Aspetti della vita quotidiana”
- Riordino Province: approfondimento parlamentare
- Elezioni Lazio: Polverini in attesa sentenza Consiglio di Stato
- Cota: lo Stato deve al Piemonte 500 milioni
- Interventi Cappellacci e Passera su vicenda Sulcis
- Recessione: dati economici Istat, Bce, Eurostat

+T -T
Istat: “Aspetti della vita quotidiana”

La crisi pesa sempre più sulle famiglie

(regioni.it) L’Istat ha effettuato un’indagine secondo cui 'si riscontra una contrazione del livello di soddisfazione per la vita in generale, mentre aumenta per le relazioni familiari e amicali'. L’indagine Multiscopo “Aspetti della vita quotidiana” è stata svolta nel marzo 2012 e ha rilevato le dimensioni della soddisfazione dei cittadini.
La soddisfazione per le proprie condizioni di vita, complice la crisi, cala e gli italiani si rifugiano nella famiglia e nei rapporti di amicizia.
Nel 2011 sono aumentate le famiglie che dichiarano di non poter sostenere spese impreviste di 800 euro (dal 33,3% al 38,4%), di non potersi permettere una settimana di ferie all'anno (dal 39,8% al 46,5%) o un pasto con carne o pesce ogni due giorni (dal 6,7% al 12,3%). C’è anche chi non può permettersi di riscaldare adeguatamente l’abitazione (dal 11,2% al 17,9%).
Il 40,5% delle famiglie giudica la propria situazione economica sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente, mentre cresce dal 43,7% al 55,8% la quota di famiglie che dichiara un peggioramento della propria situazione economica.
Dichiarano un peggioramento della propria situazione economica in misura superiore quelle con persona di riferimento lavoratore in proprio (58,8%), operaio (56,9%) e in cerca di occupazione (73,4%).
Anche la soddisfazione per la situazione economica personale cala. Il 55,7% delle persone di 14 anni e più si dichiara per niente o poco soddisfatta, contro il 49,5% dell’anno precedente.
In complesso, la quota di individui in famiglie deprivate, con tre o più sintomi di disagio economico, passa dal 16,0% al 22,2%; quella delle persone in famiglie gravemente deprivate, con quattro o più deprivazioni, dal 6,9% all’11,1%.
Una condizione di più marcato svantaggio si osserva tra i residenti nel Mezzogiorno (il 36,5% è deprivato e il 19,3% è gravemente deprivato), oltre che  tra quanti appartengono a famiglie con persona di riferimento disoccupato (il 51,8% e il 32,1%), operaio (30,6% e 14,9%), lavoratore in proprio (19,7% e 8%), giovane con meno di 35 anni (28,9% e 15,6%).
Nel 2012 il 75,1% degli occupati si dichiara molto o abbastanza soddisfatto del proprio lavoro, dato in lieve diminuzione rispetto a quello registrato nel 2011. Le donne si dichiarano leggermente più soddisfatte degli uomini (76,2% contro 74,3%).
I problemi della zona in cui abitano più sentiti dalle famiglie sono il traffico (38,4%), la difficoltà di parcheggio (35,8%), l'inquinamento dell'aria (35,7%), il rumore (32,0%), il non fidarsi a bere acqua dal rubinetto (30,2%), la difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici (28,8%), la sporcizia nelle strade (27,6%), il rischio di criminalità (26,4%), l’irregolarità nell'erogazione dell'acqua (8,9%).
Relativamente al proprio stato di salute, l’80,8% della popolazione di 14 anni e più esprime un giudizio positivo (molto o abbastanza soddisfatto), mentre il 13,3% è poco soddisfatto e il 4,2% per niente soddisfatto. Rispetto al 2011 la situazione è sostanzialmente invariata.
La soddisfazione per il proprio stato di salute diminuisce al crescere dell’età e raggiunge il minimo tra gli ultrasettantacinquenni, anche se emerge comunque un 44,7% di appartenenti a questa classe di età che si dichiara abbastanza soddisfatto delle proprie condizioni di salute e un 4,4% che si dichiara molto soddisfatto. Le donne dichiarano una soddisfazione sempre minore degli uomini anche a parità di età, con differenze maggiori nelle età anziane.
Nel Nord la soddisfazione per il proprio stato di salute è più diffusa che nelle altre ripartizioni: l’82,5% della popolazione si dichiara molto o abbastanza soddisfatto rispetto al 78,4% del Mezzogiorno e ciò nonostante il processo di invecchiamento sia più avanzato nell’Italia settentrionale. Le quote maggiori di persone soddisfatte del proprio stato di salute si registrano nelle regioni del Nord: Trentino-Alto Adige (87,4%), Liguria (85,1%) e Veneto (84%); quelle più basse.

 

Stima preliminare del Pil

Nel III trimestre 2012 il Pil diminuisce dello 0,2% sul trimestre precedente e del 2,4% in un anno
Comunicato stampa, giovedì 15 novembre 2012

Soddisfazione dei cittadini

Nel 2012 6,8 è il voto che gli italiani danno alla soddisfazione nei confronti della propria vita
Comunicato stampa, giovedì 15 novembre 2012

Natalità e fecondità della popolazione

Sono 546.607 i nati nel 2011 (-2,7% sul 2010); 1,39 in media i figli per donna; 31,4 anni l’età al parto
Comunicato stampa, mercoledì 14 novembre 2012

Prezzi al consumo

A ottobre 2012 l'indice per l'intera collettività (NIC) è invariato su settembre (+2,6% in un anno)
Comunicato stampa, martedì 13 novembre 2012

Bilanci consuntivi delle Comunità montane

On line i dati di bilancio delle Comunità montane trasmessi al Ministero dell'interno tramite il certificato del conto di bilancio
Tavole di dati, martedì 13 novembre 2012

ComunicatiEventi

 

 



( red / 15.11.12 )

Casini: il decreto è un gran pasticcio. Patroni Griffi: riforma meditata e studiata

+T -T
Riordino Province: approfondimento parlamentare

Preoccupazione bipartisan per la coincidenza Provincia-Regione in Basilicata

(regioni.it) “Pressing parlamentare” sul governo perché venga riveda sulla questione della riduzione delle province. Il Ddl è all'esame della prima commissione di palazzo Madama ma sul ministro competente, Filippo Patroni Griffi, oggi sono piovute richieste di riflessione, approfondimenti e vere e proprie messe in guardia sui rischi di procedere con il decreto.
“Il decreto rischia di essere un gran pasticcio. Era più logico che si sopprimevano tutte le province e poi si affidavano le competenze”. Così il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, durante la tavola rotonda alla Cna con Alfano e Bersani.
Poi “il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, in Commissione Affari Costituzionali ha opportunamente chiesto ed ottenuto un rinviodel voto sulla questione pregiudiziale al dl sul riordino delle province”, arenderlo noto è il senatore del Pdl Cosimo Latronico commentando quanto avvenuto oggi in commissione Affari costituzionali del Senato. Latronico ha anche sottolineato al presidente Gasparri e al relatore, il senatore Filippo Saltamartini che ci sono due questioni che bisogna assolutamente considerare nell'esame del decreto. Il primo, se la provincia è riconosciuta come ente intermedio questo non può coincidere con il territorio di una regione: non possono esistere le province-regioni; il secondo che se viene fissata una soglia territoriale minima di 2.500 kmq, stabilita dal governo con delibera del Consiglio dei ministri del 20 luglio scorso, deve esserci anche una soglia massima”. “Per ragioni funzionali - aggiunge - non puo' sussistere una provincia-regione di 10mila kmq con un' orografia complicatissima come nel caso della Basilicata. Queste le ragioni che militano a favore del mantenimento delle due province della Basilicata, Matera e Potenza, e per garantire servizi adeguati ai cittadini distribuiti su un vasto territorio”.
“Il PD, attraverso il suo capogruppo in commissione Affari Costituzionali, ha richiamato in via pregiudiziale il governo affinché si apra ad un confronto sui temi cruciali e complessi della riforma per il riordino delle Province e non mantenga posizioni rigide''. Lo dichiarano i senatori del Pd Maria Antezza, Filippo Bubbico e Carlo Chiurazzi. “Riteniamo che questa impostazione sia sicuramente un'importante premessa per la serenità dei lavori della Commissione, per affrontare le tematiche con spirito costruttivo e per giungere ad una soluzione'', spiegano. “Ci auguriamo - aggiungono - che in questo contesto si possa giungere alla modifica della norma, in particolare nella parte che riguarda l'abolizione della provincia di Matera. Se rimanesse l'attuale impostazione avremmo una Provincia unica per l'intero territorio della Basilicata con due ordini di problemi. Il primo sarebbe quello relativo alle relazioni istituzionali tra due soggetti che avrebbero competenze su un medesimo territorio, cioè Provincia e Regione. L'altro è che si costituirebbe la Provincia piu' grande d'Italia, pari a 10 mila km quadrati, quasi un piccolo Stato”. “Continueremo a batterci - concludono i senatori PD - per il ripristino delle due province di Matera e di Potenza”.
Alle critiche e alle richieste di revisione ha rsipostoa stretto giro il diretto interessato, il Ministro patroni Griffi: “la riforma del territorio è meditata e studiata. Naturalmente e' un primo passo. Può essere migliorata. Crea resistenze e suscita localismi, che possono essere superati solo dal Parlamento, che è il luogo deputato alla sintesi istituzionale". Filippo Patroni Griffi aggiunge anche che “occorre, però, anche il coraggio del cambiamento”. E il ministro per la Pa sottolinea che "forse i cambiamenti graduali e meditati richiedono più coraggio delle dichiarazioni di cambiamento radicale, perché impongono di distinguere e di scegliere: che è il ruolo della politica”. “Posso capire che per la politica sia più facile gestire, al proprio interno, l'abolizione totale delle Province anziché un loro riordino e la conseguente razionalizzazione delle funzioni", osserva ancora Patroni Griffi, "ma, se da decenni si parla di abolizione delle Province con l'unico risultato di averne istituite di nuove - rileva - vorrà pur dire qualcosa; ora che qualcosa si fa, anziché parlarne, si ricomincia a parlare di abolizione, sapendo che non è possibile almeno per ora farlo”. “Ma la cosa singolare - incalza il Ministro - è che il decreto di riordino non è uscito dal cappello a cilindro del governo, ma nasce da una richiesta dei partiti di modificare l'impostazione originaria del Salva-Italia ed è l'attuazione di quanto il Parlamento ha deciso qualche mese fa con la legge di spending. E raccoglie indicazioni e contributi condivisi dalla maggioranza dei gruppi parlamentari nella Carta delle autonomie e nei disegni di legge presentati alla Camera”. Allora, “tutto naturalmente è opinabile e criticabile, ma il decreto - rivendica - ha razionalizzato, piuttosto che 'pasticciato', un livello di governo del territorio, avendo un occhio ai modelli europei, che ne hanno tre, e un occhio al rischio che il trasferimento delle funzioni alle Regioni avrebbe comportato un non voluto aumento di enti strumentali, agenzie e relativi costi”.
Intanto l’Unione delle Province fa sapere che continuerà nei prossimi giorni la trattativa con i gruppi parlamentari e il governo per ottenere modifiche ai tagli alle Province nella legge di stabilità, poi l'Upi si riunirà di nuovo e, alla luce dei risultati ottenuti, deciderà le iniziative da assumere. E' quanto è emerso dalla riunione dell'Ufficio di presidenza dell'Upi, convocato il 15 novembre a una settimana dell'assemblea in cui si erano ipotizzati lo stop ai riscaldamenti nelle scuole e vacanze allungate per le classi in mancanza di risorse per pagare le utenze.
“La prossima settimana - ha spiegato il presidente dell'Upi Antonio Saitta - ci sarà un lavoro di relazioni con i gruppi parlamentari e il governo, poi tireremo le somme per capire concretamente le decisioni da assumere". “Le decisioni - ha osservato - saranno commisurate a ciò che farà il parlamento sui tagli: se non cambia nulla i problemi di risorse restano”. “A partire da sabato in tutta Italia si terranno riunioni indette dalle Upi regionali con tutti i parlamentari eletti a livello regionale e saranno presentati i nostri emendamenti”, ha detto Saitta. B Chiederemo il dimezzamento dei tagli del 2013, da 1,2 mld di euro a 600 mln, e ogni presidente spiegherà cosa vogliono dire i tagli per il proprio territorio". "Il nostro lavoro è teso a far sì che ci sia una lettura attenta dei problemi", ha aggiunto. La settimana prossima poi "ci saranno gli incontri con tutti i gruppi parlamentari - ha concluso - ad esempio Finocchiaro, presidente dei senatori Pd, ci ha già dato la sua disponibilità”.
Se i tagli non verranno modificati, “ci sarà il rischio dissesto e per oltre il 50% delle Province ci sarà l'uscita dal patto di stabilità”, ha detto Saitta. Sul tema dell'edilizia scolastica le Province hanno “in cassa 2,4 mld di euro che non possono usare per pagare imprese che hanno già fatto lavori, imprese che stanno andando in crisi - ha spiegato Saitta - anche per questo ci sono lavori avviati e bloccati. Tutto ciò sta provocando anche un danno erariale alle Province, con decreti ingiuntivi e interessi e il paradosso di un aumento della spesa pubblica”.


( sm / 15.11.12 )

+T -T
Elezioni Lazio: Polverini in attesa sentenza Consiglio di Stato

(regioni.it) E' stato depositato il ricorso al Consiglio di Stato della Regione Lazio con il quale si contesta la sentenza del Tar del Lazio per l'indizione delle Regionali entro cinque giorni. Chiesta una decisione urgentissima.
Il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, dichiara: "in questo momento c'è un grande  dibattito, si parla di election day per risparmiare e soprattutto per  non bloccare l'attività di governo perchè ci sarebbe una campagna  elettorale molto lunga".
"Io rispetto il mio ruolo istituzionale – afferma Polverini - e sono in attesa del  pronunciamento del Consiglio di Stato e firmero' il decreto solo dopo  il suo pronunciamento".

 


( red / 15.11.12 )

+T -T
Cota: lo Stato deve al Piemonte 500 milioni

Pronto tagliando Giunta

(regioni.it)Lo Stato deve al Piemonte 500 milioni di euro, risorse non erogate rispetto alle scadenze del 2012, afferma il presidente Roberto Cota, che si dice "molto preoccupato perchè‚ per questa situazione siamo in gravissima difficoltà. Se lo Stato non ha i soldi, lo dica, invece di scaricare le responsabilità sugli enti locali. Vedo inoltre - conclude Cota - che si continuano a fare missioni militari all'estero, mi pare che in questo momento non abbia molto senso''.
Nel contempo ''i costi della politica vanno assolutamente tagliati, vanno ridotti. Cominciando dal livello statale, dove i costi sono enormi'', ha detto Cota.
''Pensiamo che ci sono mille parlamentari ancora che fanno esattamente le stesse cose. Le spese dei ministeri non sono state ridotte. Poi e' ovvio che a livello locale bisogna dare l'esempio, anche a livello di Regioni. Nessuna discussione sul fatto che i costi della politica vadano razionalizzati, questo e' un punto. Altro aspetto sono i tagli sistematici che vengono fatti agli enti locali che sono tagli di risorse che rendono impossibile l'effettuazione dei servizi''.  ''Cosi' non puo' assolutamente funzionare, in Piemonte - ha ribadito ancora Cota - abbiamo una difficolta' di cassa perchè lo Stato non ci trasferisce circa 500 milioni. Soldi che ci devono, e che avrebbero già dovuto erogarci. Ovviamente questo, aggiunto a tutti gli altri tagli che le Regioni hanno subito, ci porta in una situazione di grave difficoltà''.  
 Aggiunge Cota intervistato dall’Ansa sull'election day: “è un obbligo in tempi di crisi. Non si capisce perchè sprecare 100 milioni votando due volte per le regionali e per le politiche nell'arco di due mesi: è assurdo e fuori da ogni logica'', afferma Cota.
Un altro passaggio dell'intervento di Cota al forum dell'ANSA riguarda anche il riordino delle province: ''E' solo una manovra di facciata che alla fine si tradurra' nel taglio dei servizi ai cittadini''. Il governatore piemontese si dice quindi contrario alla loro abolizione, perche' ''si occupano di servizi importanti sul territorio, come, tra l'altro, la manutenzione delle strade e l'edilizia scolastica''.
Quanto al rimpasto della giunta regionale, definita solo ''tagliando'', Cota assicura che ''sara' una operazione unica'' e che sara' pronta in pochi giorni''.

 


( red / 15.11.12 )

+T -T
Interventi Cappellacci e Passera su vicenda Sulcis

(regioni.it) Sulla vertenza del Sulcis interviene il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, spiegando che "la vicenda del Sulcis si trascina ormai da almeno da tre decenni, perche' soffre a causa di scelte industriali che risalgono a molto tempo indietro e che oggi sono totalmente incompatibili con il quadro economico attuale".
Secondo cappellacci "purtroppo anche la politica, la classe dirigente, sino a oggi forse ha approfittato della disperazione" mentre "la classe dirigente non e' stata capace di proporre una soluzione alternativa, di guardare al futuro e di comprendere che quello scenario, quel contesto, era totalmente obsoleto e superato da un mondo che andava avanti".
Per il presidente della Regione "quel carbone potrebbe ancora essere estratto e utilizzato ma se abbinato a procedure e tecnologie moderne e innovative (quali quelle della cattura della Co2) che potrebbero farlo diventare un centro d'eccellenza per la ricerca sul carbone pulito".
"Ma", aggiunge, "questo significa avere il coraggio di giocare questa sfida, investire e cambiare totalmente registro".
"Gli scontri nascono prima di tutto dalla disperazione che ha raggiunto livelli di guardia. A questo, pero', si sono aggiunte, probabilmente, una serie di iniziative o di provocazioni volute da chi ha tacciato il piano Sulcis come un imbroglio prima ancora di conoscerlo, prima ancora di sapere di che cosa parlasse, e questo evidentemente ha alimentato la disperazione". Il presidente della Regione Ugo Cappellacci, sottolinea come "se a cio' uniamo che tra gli operai che protestavano legittimamente, erano presenti anche personaggi che non avevano niente a che fare ne' con gli operai ne' con il mondo del lavoro del Sulcis allora la miscela diventa esplosiva".
''Il Piano Sulcis e' credibile e concreto - sottolinea il Ministro Corrado Passera - perche' e' basato su chiare priorita' e piani realizzabili e perche' ha tempi certi e definiti. Il piano tocca temi su cui il Governo e' in prima linea: l'energia, che e' un problema risolto, in quanto dal punto di vista della competitivita' di costo rispetto ad altri Paesi non c'e' piu' uno svantaggio competitivo da colmare. La realizzazione di infrastrutture, per rendere piu' competitiva e attraente quest'area. La formazione e le politiche attive per il lavoro”.
''L'obbiettivo del Piano - prosegue Passera - e' affrontare i problemi piu' specifici e urgenti del Sulcis, mentre altri temi piu' generali sono all'attenzione del tavolo sulla Sardegna di Palazzo Chigi, che andra' seguito nel modo migliore possibile. Tutti, Governo, Regione, Provincia, Comuni interessati e forze sociali, sono coinvolti a pieno nella realizzazione del Piano.
Servono progetti e idee chiare e ciascuno deve poter dare il proprio contributo. Proprio in questo senso lavorera' un apposito Coordinamento. Fondamentale sara' rendicontare all'opinione pubblica risultati concreti e tempi di realizzazione. Sono state stanziate risorse concrete e importanti, per un totale di 450 milioni di euro. Abbiamo messo a disposizione stanziamenti aggiuntivi e recuperato fondi che diversamente sarebbero andati dispersi o non utilizzati. Altri potranno essere aggiunti, per esempio dai proventi delle multe per gli aiuti di Stato e dal nostro fondo per la crescitasostenibile. Questo e' un impegno forte e concreto del Governo, uno degli interventi principali, anche dal punto di vista dimensionale, su cui siamo impegnati in Italia''.

 

  •                        

[Ministero Sviluppo Economico] Sulcis: firmato piano di sviluppo, si parte con 451 mln di euro - 13.11.2012

 

De Vincenti: "Il governo ha un piano per rilanciare l'area"

Unione Sarda
 

 

 



( red / 15.11.12 )

+T -T
Recessione: dati economici Istat, Bce, Eurostat

(regioni.it) Crescita debole nell'Eurozona, e giù ancora il nostro Pil. E’ recessione anche nel terzo trimestre del 2012 il prodotto interno lordo è in discesa, segnando un -0,2%, rispetto al trimestre precedente. Lo rileva l’Istat. Questo significa che finora siamo ad un -2,4%.
Il periodo in esame è il quinto consecutivo in cui si registra un calo congiunturale del Pil. E' ancora recessione, ma il calo di luglio-settembre e' inferiore a quello dei trimestri precedenti dell'anno (-0,8% nel primo e 0,7% nel secondo).
Nel contempo la Bce evidenzia una crescita debole nel 2013, nonostante misure standard e non standard e malgrado il miglioramento del clima di fiducia sui mercati. Nel bollettino mensile di novembre la Bce sottolinea che anche per il 2013 ci si attende una crescita debole. Francoforte rileva inoltre gli economisti delle istituzioni private rivedono in peggio le stime 2012-2014 di crescita e quelle sulla disoccupazione.
Ad ottobre l'inflazione è scesa al 2,5% nell'eurozona dal 2,6% di settembre. E' il dato diffuso da Eurostat. Un anno fa il tasso era al 3%. Per l'Ue a 27 l'inflazione di ottobre è scesa al 2,6% rispetto al 2,7% del mese precedente, mentre era al 3,4% un anno fa. In Italia il tasso è sceso al 2,8% dal 3,4% di settembre
Il pil dell'eurozona nel terzo trimestre, riferisce Eurostat, è stato negativo a -0,1%, dopo il -0,2% del secondo e la crescita zero del primo. Anche l'Italia in recessione con -0,2%, mentre la Germania frena più delle attese, con una crescita del pil dello 0,2%, come la Francia. Spagna in negativo, con -0,3%.
Il pil dell'Ue nel suo complesso ha invece registrato una lieve crescita, segnando nel terzo trimestre +0,1% dopo il -0,2% del secondo e la crescita zero del primo.
Rispetto allo stesso trimestre di un anno fa, il pil è crollato dello 0,6% nell'eurozona e dello 0,4% nell'Ue-27. Tra gli altri paesi dell'eurozona, il Portogallo si conferma in recessione con -0,8%, cos come Cipro (-0,5%). I dati di Grecia e Irlanda non sono invece disponibili. Crescita zero per Belgio, e in negativo anche per l'Austria (-0,1%). La crisi colpisce ora anche l'Olanda, dove il pil è calato dallo 0,1% del secondo trimestre al -1,1% del terzo. La Finlandia invece si rialza, passando rispettivamente dal -1,1% allo 0,3%.



( red / 15.11.12 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top