Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 2150 - giovedì 22 novembre 2012

Sommario3
- Regioni: insostenibile la legge di stabilità
- Lavoro: Regioni per modifica status disoccupazione
- Regioni: firmata Intesa su ammortizzatori sociali in deroga 2013
- Riordino Province: bocciatura da Regioni e Upi
- Trasporto pubblico locale: mancano 600 milioni di euro
- Le legge di stabilità mette a rischio i servizi e la tenuta dei conti

+T -T
Regioni: insostenibile la legge di stabilità

(regioni.it) La legge di stabilità ''è insostenibile'' e quindi va modificata, altrimenti sono possibili anche “iniziative forti”. Lo dichiara il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. Al Senato ''il testo va cambiato perchè diversamente iniziative forti riguarderanno i Comuni ma anche le Regioni''. Questo perché il testo della legge di stabilità ''mette a rischio la reale erogazione dei servizi ai cittadini''.
Giovedì prossimo, 29 novembre, - annuncia sempre Errani – si terrà una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni dedicata all'esame delle modifiche da presentare al Senato dove sarà esaminata la legge di stabilità.
Errani ha anche annunciato che sono in programma per la prossima settimana incontri con i capigruppi al Senato e con i relatori del provvedimento.
"A poche settimane dalla fine dell'anno c'e' una riduzione di 900 mln di euro" sul fondo sanitario nazionale 2012, ha spiegato al termine della Conferenza delle Regioni del 22 ottobre il presidente Errani.
E’ stata infine trovata proprio l’intesa sul Fondo Sanitario Nazionale 2012.  Errani pertanto aggiunge che “per quanto riguarda l'intesa sulle risorse alla sanità del 2012, sappiate che l'abbiamo raggiunta. E' una riduzione, quella del governo, che taglia sui 2 miliardi di euro. Questo per chiarire ai cittadini le responsabilità sulle competenze del settore".





( red / 22.11.12 )

+T -T
Lavoro: Regioni per modifica status disoccupazione

(regioni.it) Le Regioni non condividono le norme previste dalla Legge n. 92/2012 relative all’accertamento dello stato di disoccupazione che pongono a rischio centinaia di migliaia di lavoratori. Con la posizione, approvata oggi dalla Conferenza delle Regioni ed illustrata dall’Assessore Gianfranco Simoncini (Coordinatore della Commissione Lavoro per la Conferenza delle Regioni), si chiede di tornare al regime precedente in base al quale, tra l'altro, qualsiasi tipologia lavorativa dava titolo ad acquisire e conservare lo stato di disoccupazione, purché tale attività non assicurasse un reddito annuale superiore al reddito minimo personale escluso dalla imposizione fiscale (8.000 Euro per i rapporti di lavoro subordinato e parasubordinato, e 4.500 Euro per i lavoratori autonomi). Se si arrivasse davvero a non permettere il mantenimento dello status di disoccupazione anche in presenza di redditi minimi, c’è il rischio serio di incoraggiare i lavoratori disoccupati ad accettare occasioni di lavoro nero anche per non perdere lo status di disoccupato, oltre a perdere gli strumenti di sostegno al reddito ed alla rioccupazione che lo status garantisce.
Proprio per questi motivi la Conferenza delle Regioni chiede e auspica un intervento legislativo, da parte del Parlamento che reintroduca i precedenti criteri e che comunque preveda il riconoscimento dello stato di disoccupazione anche per i lavoratori autonomi e parasubordinati e la fissazione di un tetto di reddito annuo.
Con il documento approvato oggi in ogni caso, in attesa di tale intervento normativo, le Regioni, ottemperando alle loro competenze, hanno approvato delle Linee Guida per una regolamentazione unitaria dei princìpi contenuti nella Legge n. 92/2012 in materia di status di disoccupazione, proprio per consentire un’attuazione omogenea delle disposizioni, garantendo così parità di trattamento fra i cittadini su tutto il territorio nazionale. In considerazione del fatto che tre Regioni saranno chiamate prossimamente al voto, la Conferenza ha individuato la data del 30 giugno 2013 come termine ultimo per la definizione dei provvedimenti normativi per l’applicazione di tali Linee Guida. Tra l’altro, tale lasso di tempo potrebbe permettere al Parlamento di intervenire sul piano legislativo per ripristinare i precedenti criteri relativi al riconoscimento della disoccupazione.



( red / 22.11.12 )

+T -T
Regioni: firmata Intesa su ammortizzatori sociali in deroga 2013

Forte preoccupazione per sottostima risorse

(regioni.it) “Abbiamo firmato l’Intesa in materia di ammortizzatori sociali in deroga per l’anno 2013, abbiamo sottoscritto questo accordo per senso di responsabilità istituzionale, ma rappresentando la fortissima preoccupazione per la sottostima delle risorse previste”, lo hanno sottolineato, al termine della Conferenza Stato-Regioni, il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, e l’Assessore Gianfranco Simoncini (Coordinatore della Commissione Lavoro per la Conferenza delle Regioni). “Bisogna considerare che per la cassa integrazione in deroga sono stati erogati nel 2011 1,7 miliardi e si stima che per il 2012 la spesa si attesti oltre il 2 miliardi.
Per questo motivo abbiamo fatto presente che considerando le risorse assegnate, 800 milioni, c’è il rischio che ci si trovi a giugno di fronte a un sostanziale blocco delle autorizzazioni.
Occorre che ci si renda conto – hanno concluso Errani e Simoncini - della urgenza di un completo rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga”.



( red / 22.11.12 )

+T -T
Riordino Province: bocciatura da Regioni e Upi

L'Anci esprime un parere favorevole condizionato

(regioni.it) Le Regioni danno giudizio negativo sul decreto che taglia le Province. ''Un riordino - spiega il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani - segnato da incertezze, confusione e rischi di ingovernabilita' dei processi, per esempio per quanto riguarda la gestione dei dipendenti, le competenze e le risorse”. I tagli, secondo i presidenti delle Regioni, causeranno cosi' tanti problemi alle Province “che anche quelle che rimarranno si troveranno in condizioni difficilissime, tali da non riuscire a gestire le competenze. E' inutile - conclude Errani - mettere la testa sotto la sabbia”.
Per Filippo Patroni Griffi il problema dei tagli alle risorse “e' neutro rispetto al riordino”, ma il Ministro promette di rappresentare “ai colleghi del  governo questa posizione che attiene all'esercizio delle funzioni”. “Sull'assetto ordinamentale - ha aggiunto Patroni Griffi - spero si abbia il coraggio di cambiare per un nuovo assetto del territorio di cui la  riforma delle Province è solo un tassello, che va nella giusta direzione”. Il ministro della P.a. apre comunque a modifiche sulla fase transitoria nel riordino delle province. Lasciando la Conferenza unificata sottolinea che dal governo c'è una “ovvia disponibilità al confronto con il Parlamento e a eventuali modifiche fatto salvo l'impianto del decreto” mentre è “più difficile poter tener conto di tutte le richieste a livello locale che stravolgerebbero l'impianto. Rispetto ai cambiamenti sulla fase transitoria il ministro dice che potrebbe esserci "uno spostamento di data" o novità sul "soggetto che gestisce il cambiamento”. La fase transitoria, ha ammesso il ministro, “è complessa e potrebbe richiedere tempi diversi o diversi soggetti che gestiscono il cambiamento”.
Il coordinatore delle Anci regionali e sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, attende e si aspetta “che il governo prenda atto delle proposte” dei Comuni.  L'Anci ha comunque dato parere favorevole ma condizionato all'accoglimento di alcuni emendamenti sul decreto di riordino delle Province. Cosimi in particolare critica “l'assenza di omogeneità in una serie di criteri, da quelli dei confini, a quelli delle funzioni fondamentali, fino a quelli della definizione dei Comuni capoluogo''. L'esponente dell'Anci inoltre sottolinea “il problema relativo a quei casi in cui la Provincia coincide con l'intera Regione”.
Nel 2013 il 70% delle Province andrà fuori dal Patto di stabilità e non riuscirà a garantire i servizi necessari, a partire dalla scuola e dalla viabilità: lo ha ribadito il presidente dell'Upi, Antonio Saitta, nel corso della Conferenza Unificata. “I servizi erogati dalle Province non avranno la copertura finanziaria”, ha spiegato Saitta, che ieri (21 novembre) ha illustrato questi concetti davanti alla Corte dei Conti. “Il presidente della Corte dei Conti - ha riferito Saitta – ha convenuto sulla nostra analisi”. Sul decreto riguardante il taglio delle Province, Saitta ha  registrato “una disponibilità del Governo sulla fase di transizione, con una previsione che si possa arrivare alla scadenza naturale del 2014. C'e' un clima di interlocuzione - ha concluso il presidente dell'Upi - vedremo in Parlamento cosa avverrà”.
“La scelta operata dal Governo riguardo l'attuazione di un piano di riordino delle province non condiviso dai territori coinvolti e, soprattutto, in assoluto contrasto con l'iter procedimentale stabilito dall'art. 133 della Costituzione, lo rende palesemente incostituzionale”. E' quanto ha dichiarato la vicepresidente della Regione Calabria Antonella Stasi, a margine della Conferenza unificata delle Regioni e delle province autonome, alla presenza del Ministro Patroni Griffi, nel corso della quale e' stato espresso parere negativo al decreto di riordino delle province. “E’ positiva la disponibilità manifestata dal Ministro – ha aggiunto Stasi - ad effettuare alcune modifiche ma oggi quello che serve non è qualche ritocco, bensì una rivisitazione radicale di quei criteri freddi e fuori da ogni contesto territoriale. Se il Parlamento non fermerà il riordino, vivremo i prossimi mesi all'interno di un grande quadro di incertezza normativa, con il rischio di generare una condizione di confusione e disordine di difficile governabilità. La Regione Calabria - ha concluso la vicepresidente della Regione Calabria - auspica che ci sia un ripensamento del Governo affinché si proceda ad un riassetto organico dell'intero ordinamento”.

 



( red / 22.11.12 )

+T -T
Trasporto pubblico locale: mancano 600 milioni di euro

(regioni.it) Per le Regioni nel 2012 mancano 600 milioni di euro di trasferimento di risorse dallo Stato rispetto al 2011. E' quanto avrebbe riferito il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, nel corso dell'incontro al ministero degli Affari regionali sul Trasporto pubblico locale, secondo fonti sindacali, riportate dall’agenzia Ansa.
L’incontro si è svolto al dipartimento degli Affari regionali per l'esecutivo partecipano Mario Ciaccia e Michel Martone, vice ministri per Infrastrutture e Lavoro. Per le regioni hanno partecipato oltre al presidente della conferenza Vasco Errani, gli assessori Sergio Vetrella, coordinatore della Commissione trasporti per la Conferenza delle Regioni e l’Assesore Alfredo Peri della Regione Emilia-Romagna.
Errani, sempre secondo quanto riferito da fonti presenti al tavolo, avrebbe ribadito che le risorse trasferite dallo Stato alle Regioni per il Tpl sono insufficienti, rimarcando la necessità “fare chiarezza” sui fondi disponibili per il settore.



( red / 22.11.12 )

La posizione delle Regioni

+T -T
Le legge di stabilità mette a rischio i servizi e la tenuta dei conti

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni ha consegnato al Governo in sede di Conferenza Stato-Regioni il seguente documento sulla Legge di Stabilità 2013:
Le Regioni ritengono che il testo della Legge di stabilità cosi come approvato dalla Camera dei Deputati non consenta di assicurare l’erogazione dei servizi per i cittadini e prefiguri per tutte le Regioni nel 2013 un concreto rischio in merito alla tenuta dei conti, che comporterà per lo Stato Italiano un problema serissimo e nuovo, in assenza del Patto per la Salute.
Occorrerà una modifica reale del testo per consentire la stabilità minima del sistema ed assicurare servizi essenziali. Le Regioni pertanto coinvolgeranno il Senato e si convocheranno giovedì 29 prossimo in seduta straordinaria per verificare le modifiche occorse al testo e decidere sulle iniziative conseguenti da intraprendere in riferimento alle responsabilità a cui i governi regionali non sono in grado di far fronte e a cui dovrà rispondere lo Stato centrale.
Le Regioni concorrono, da sempre, al risanamento dei conti pubblici in misura sproporzionata rispetto al peso percentuale che le stesse hanno sulla spesa pubblica.
Anche questo disegno di legge di stabilità sacrifica gli enti territoriali e conseguentemente l’erogazione dei servizi essenziali ai cittadini e alle imprese.
Da questo punto di vista occorre sottolineare che il sistema delle autonomie è fortemente integrato ciò nonostante non vi sono possibilità di sostituzione delle istituzioni per il finanziamento dei servizi essenziali. Gli enti territoriali sono già oltre la linea di guardia essendo stati destinatari di tagli lineari che nelle ultime manovre pesano, a regime, per oltre 38 miliardi di euro (di cui circa 27 alle sole Regioni).
Le maggiori criticità, ovviamente, si concentrano sulla tutela della salute, sul trasporto pubblico locale e sul welfare.
Tutela della salute
La manovra finanziaria ha ridotto il finanziamento del fondo sanitario riportandolo nel 2013 al di sotto del finanziamento previsto per il 2012, senza tener conto del tasso di inflazione ben al di sopra di quello programmato, dell’aumento delle aliquote IVA e dei risparmi di spesa dello Stato addossati ai cittadini con l’aumento dell’addizionale IRPEF nel DL SalvaItalia (DL 201/2011- convertito in Legge 214/2011).

È difficile pensare che possa aver senso un Nuovo Patto per la Salute, poiché il taglio lineare delle risorse, rende la spesa sanitaria non sostenibile dal sistema. Si disperde cosi il lavoro sui costi standard e si mette a rischio la tenuta reale dei bilanci di tutte le Regioni. Tali criticità sono acuite dalle recenti disposizioni del decreto legislativo 118/2011 in ordine alle quali occorre prevedere una graduale applicazione in materia di investimenti e di ammortamenti al fine di non bloccare l’ammodernamento infrastrutturale.
Infine occorre garantire una più equilibrata gestione dei piani di rientro anche ai fini di migliorare la gestione dei flussi di cassa.
Trasporto pubblico locale
La manovra stravolge completamente lo spirito dell’Accordo Governo - Regioni del 21/12/2011 in cui si concordava di sottoscrivere un Patto sul Trasporto pubblico locale dove fossero definite le modalità di fiscalizzazione delle risorse per il TPL in attuazione del D.lgs. 68/2011 sul federalismo fiscale. Tale Accordo era la diretta conseguenza di un ulteriore Accordo Governo - Regioni del 16/12/2010 ove le Regioni e il Governo concordavano l’integrazione delle risorse e la loro fiscalizzazione al livello ante applicazione del DL 78/2010 che ha completamente cancellato i trasferimenti per il TPL (cd “Bassanini”) ormai cristallizati nell’importo dal 1999.

È cancellato completamento il principio della responsabilità di entrata correlato alla responsabilità di spesa ritornando alla finanza derivata ante legge “finanziaria Giarda” (L.549/1995). Anche alla luce delle innovazioni contenute nella legge Costituzionale n.1/2012 sul pareggio di bilancio, l’autonomia finanziaria regionale costituisce un prerequisito fondamentale ai fini di consentire a ciascun ente di perseguire questo obiettivo.
Le Regioni, conseguentemente, ritengono fondamentale e imprescindibile cancellare la ricentralizzazione delle risorse e sono pronte a costruire, gestire e farsi misurare nell’ambito di un impianto normativo in grado di garantire l’”efficientamento” del sistema e, più in generale, il miglioramento delle performance ai fini della “virtuosità”.
Welfare
L’attuale situazione economica impone di non trascurare le fasce deboli della popolazione che vedono aggravare la propria condizione e non possono più sopportare il depauperamento delle risorse pubbliche destinate al welfare. I fondi nazionali, infatti, sono pressoché azzerati: dal fondo per la non autosufficienza a quello nazionale delle politiche sociali, per fare solo gli esempi più macroscopici anche se si riscontra un primo segnale in contro tendenza che non risulta però sufficiente ad assicurare i bisogni minimi e assistenziali. Di qui la necessità di riorientare le risorse pubbliche per l’integrazione, l’inclusione sociale e i servizi alla persona.

Sono queste le chiavi di lettura degli emendamenti che le Regioni sottopongono all’attenzione del Parlamento perché il disegno di legge di stabilità possa contribuire alla crescita economica e sociale del Paese in un quadro di equilibrio della finanza pubblica nazionale ed europea.
Il documento integrale con gli emendamenti è scaricabile dal sito www.regioni.it nella sezione “Conferenze
Il link è:
Documento Approvato - POSIZIONE DELLE REGIONI SULLA LEGGE DI STABILITÀ 2013



( red / 22.11.12 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top